30 marzo 2021

[POSTITIZIE] IL PRESIDE CHE ACCOMPAGNA A SCUOLA I "SUOI" RAGAZZI DISABILI


Fonte: Positizie.it

 Un'altra buona notizia da tenersi stretta. 

Oggi vi parlo di Alfonso D'Ambrosio, preside del distretto scolastico di Vo', che ogni mattina si occupa di andare a prendere personalmente presso le loro case  alcuni dei suoi studenti  con  problemi di disabilità, gli unici che posso frequentare in "presenza" le lezioni, proprio in virtù delle loro difficoltà.

28 marzo 2021

[BLOGGING] UN MILIONE DI MOTIVI PER RESTARE QUI


Un bacio da qui💋

Dieci anni di blog sono tanti. Un milione di visite pure. È cominciato come un gioco non sapendo per quanto tempo avrei avuto voglia di mettere nero su bianco i miei pensieri. Passavo dai quadernini sempre pieni zeppi di pensieri e di sensazioni, ad un block-notes  virtuale. Con quasi un anno di rodaggio su siti diversi  e alle spalle altri due blog che avevo aperto e poi chiuso perché le  piattaforme non mi soddisfacevano. Ad un certo punto mi decisi a puntare su blogger. E qui sono rimasta, dal novembre del 2011 ad oggi.

27 marzo 2021

[SABATO DI POESIA] CANTO DEL MATTINO DI SYLVIA PLATH



L’amore ti ha messo in moto come un grosso orologio d’oro.
La levatrice ti ha schiaffeggiato sotto i piedi
e il tuo nudo grido ha preso il suo posto fra gli elementi.
Le nostre voci echeggiano, esaltando il tuo arrivo. Nuova statua.
In un museo pieno di correnti, la tua nudità è ombra sulla nostra sicurezza.
Ti stiamo intorno vacui in viso come pareti.
Non sono tua madre più di quanto lo sia la nuvola
che distilla uno specchio per riflettere
la propria lenta cancellazione per mano del vento.
Per tutta la notte il tuo respiro di falena
tremola fra le piatte rose rosa. Veglio per ascoltare:
un mare lontano si muove nel mio orecchio.
Un grido, e scendo dal letto incespicando, pesante come una mucca
e floreale nella mia camicia da notte vittoriana.
La tua bocca si apre pulita come quella di un gatto.
Il riquadro della finestra s’imbianca e inghiotte le sue opache stelle.
E ora tu provi la tua manciata di note;
le vocali chiare salgono come palloncini.

19.02.1961, Sylvia Plath - ARIEL


Note biografiche sull'autore

Sylvia Plath nasce a Boston nel 1932 e morirà a Londra nel 1963. Ha scritto poesie, un romanzo autobiografico, vari racconti e un dramma teatrale. Fin da giovane dovette convivere con un disturbo depressivo che l'accompagnerà sempre. La sua poesia è definita del genere "confessionale" (ovvero che si basa su eventi personali di solito negativi)  e con il suo vissuto non deve essere stato difficile. La poesia di oggi è emblematica.  Rappresenta tutto il suo dolore, il suo buio. Comunemente è interpretata con una visione del tutto astratta di sé. L'alter ego è simbolo di purezza e  divinità. E veleggia in alto guardando l'altra donna che arranca e fatica, giorno dopo giorno, senza riuscire a venire fuori dai suoi tormenti. Il suo incespicare, il suo non arrivare alle stelle  al di là della finestra, rappresentano tutto l'orrore che ha nei confronti della realtà. Quello stesso orrore che la porterà alla morte. Io però vedo qualcosa di diverso, come se lei ci mostrasse il cammino degli esseri umani dalla nascita alla morte. Un cammino fatto di dolore, di specchi nei quali non ci ritroviamo, di mari che vorremmo raggiungere. E nel tentativo di arrivare cadiamo, restiamo nel nostro recinto guardando attraverso la finestra una notte tiepida e spenta. Certo è una visione disperata della vita, motivata dalla sua depressione e dalla sua tristezza. Ma quanti di noi pur non così persi, a volte, si ritrovano ad osservare il mondo da una finestra imbiancata?


25 marzo 2021

[POSTITIZIE] PREMIATI DA MATTARELLA I GIOVANI CHE RIGENERANO PC USATI E LI DONANO AGLI STUDENTI MENO ABBIENTI E IN DAD

DAL SITO POSITIZIE.IT

 

Dal sito di Positizie.it

4 giovani di 18anni, sono stati premiati dal presidente Mattarella perché rigenerano PC usati e li donano agli studenti che ne hanno bisogno per la DAD e che non possono permettersi un computer.

23 marzo 2021

[RIFLESSIONI] L'ONESTÀ PAGA?



 Io me la faccio spesso questa domanda.

Me la faccio in virtù del fatto che su questa tanto vituperata virtù ci ho costruito la mia vita. A volte mi è costata fatica, battute d'arresto in campo lavorativo, negli affetti e nelle amicizie. Nei rapporti interpersonali è quella che mi ha fatto più patire. Ho il vizio di dire sempre quel che penso e sappiamo benissimo che molte persone non amano sentirsi dire in faccia la verità. Sono critica, pongo sempre un sacco di domande, non lascio scorrere il fiume di parole altrui senza fermarmi e chiedermi se hanno senso. Non nego sia stato anche un peso complicato,  in alcune occasioni. Ma il piacere di  guardarsi allo specchio senza abbassare lo sguardo   è un'attitudine che ho imparato dai  miei genitori,  il mio esempio, il mio mito assoluto. Due persone che hanno creato una famiglia numerosa, cresciuta con rigore e rispetto verso gli altri. Il rispetto che si traduce nel valore dell'onestà. L'honestus, diceva Cicerone, è una persona ricca di onore.  Colui che dice la verità.  Quindi onestà e verità si completano, rendono l'uomo migliore. 

21 marzo 2021

[RICORRENZE] SONO NATA IL 21 A PRIMAVERA: BUON COMPLEANNO RAFFA

Oggi è il compleanno di una delle mie più care amiche.Ci conosciamo da oltre vent'anni, un'amicizia nata nel primo studio professionale in cui sono stata assunta.

Lei era una giovane praticante, arrivata da poco a Milano, laureata in Economia e Commercio a Napoli. Già, campana come me, con tanta malinconia nel cuore. Di quella malinconia io conoscevo ogni passo, ogni sospiro, ogni sguardo perso verso l'orizzonte.

20 marzo 2021

[SABATO DI POESIA] IL FERROVIERE CONTADINO DI MARIELLA ESSECI

 

Foto privata vietata la riproduzione

Da quella scaletta che prendevi  di corsa,

ci hai abituato a salutare il mondo

quello che scorreva sempre più veloce di noi.


Ci hai spinto a non rimanere in sosta,

ma a correre con quanto fiato avevamo in gola

per abbracciare vita e sogni.


Il fischio con il quale salutavi le partenze

dava ritmo al tempo e ai sorrisi

quelli belli e luminosi con cui ci accogli


E molti erano i giorni delle tue assenze

in cui la vita sembrava sospesa

e l'attesa l'unica virgola determinante


E tra i chilometri percorsi e il vento

hai trovato il posto dove appoggiare gli anni

quelli che contengono esperienza


Nell'orto di Dio, dove poni l'accento

rinasce la vita ogni giorno

grazie alle tue mani


E mai mi basteranno le parole

per ringraziarti 

perché il mio cuore è tuo

caro papà


(Mariella Esseci - le mie poesie - 2020)


Note biografiche sull'autore.

Mariella Esseci nasce a Benevento nel 19.. vabbè, nel secolo scorso. Vive nella provincia di Monza e Brianza dal 2000 ma è lombarda d'adozione dal 1985. Lavora come la maggior parte dei suoi concittadini risparmiandosi poco, ma quello è caratteriale, l'ha ereditato dai genitori. Le piace scrivere, prosa e poesia. Ha un blog da oltre dieci anni dove la parola d'ordine è passione. Ne ha tanta, lo si capisce da tutto quello che fa. Abbastanza testarda, quando c'è da sguainare la spada non si tira mai indietro. Ma sa essere molto dolce, quando meno te lo aspetti. La sua scrittura è limpida e scorrevole,  a volte evocativa, riesce ad abbracciare le persone e reputa fondamentali le parole. Nella vita ha un carattere simile a quello di suo padre, si dice sia la sua fotocopia. Ma come lui, riesce a dare conforto anche ai sassi, perché capace di cura e ascolto. Per tutto quello che la riguarda non può far altro che ringraziare la mamma e il papà. A cui oggi, con un giorno di ritardo, dedica il suo sabato di poesia. Amici che mi leggete, vi prego di essere clementi. Non ho mai detto di essere poetessa ma figlia innamorata sì. Quello è per sempre.



19 marzo 2021

[COVID]QUESTIONARIO DISCRIMINATORIO: QUANDO LA BUROCRAZIA È CIECA

La notizia ha fatto il giro della rete in pochissimo tempo. Un  questionario messo a disposizione nell'ASST Rhodense (ovvero distretto sanitario di Garbagnate M.se)  per valutare lo stile di vita dei pazienti post-covid,  ha lasciato senza parole Luca Paladini, portavoce del movimento I Sentinelli di Milano, più volte minacciato sui social network da hater e odiatori seriali. Che ha subito denunciato l'accaduto.

Tra le varie domande, uso del telefono, dei mezzi pubblici, fare acquisti ecc...spiccano  alcune  esplicitamente dedicate alle donne.  Tutte con il loro bell'asterisco di fianco:




1)PREPARAZIONE DEL CIBO

2)GOVERNO DELLA CASA

3)BIANCHERIA

Che dire, sappiamo benissimo che il ruolo di vestale domestica è quello che da secoli ci hanno cucito addosso. Peccato che io conosca   uomini che cucinano, stirano e lavano molto meglio di me. Beati loro. Ma questo l'ASST di Garbagnate Milanese non lo suppone minimamente. 

Sembra che il modulo sia una traduzione di un modello americano, che "stranamente" non aveva quella postilla. Come è potuto succedere? Interrogata la responsabile  della struttura, Ida Ramponi, la risposta è stata che si è trattato di un banale errore di traduzione. Un eccesso di zelo, perché nell'originale l'annotazione doveva semplicemente riportare un "non applicabile".

Che dire, stiamo qui a combattere tutti i giorni per la parità di genere e poi i "geni del male" si nascondono ovunque, ben riparati dalla burocrazia nostrana che di miopia e di errori se ne intende.

Il questionario è stato ritirato, dopo le proteste. Ma la strada da percorrere è ancora lunghissima. E scusate se non riesco a nascondere l'indignazione.



Fonte: Corriere della Sera

17 marzo 2021

[POSTITIZIE] IEO DI MILANO: SCOPERTA LA MOLECOLA CHE FERMA LE METASTASI DEL TUMORE DELLA PELLE

 


Oggi affronto un argomento che mi sta particolarmente a cuore, ma devo tornare un po' indietro nel tempo e parlarvi di qualcosa che ho sempre evitato di affrontare sul blog. Fino ad ora.

Ho  sempre avuto una gran bella ragnatela di nei  addosso,  che mi segnano un po' ovunque. Da adulta li ho tenuti sotto controllo, grazie alle cure del mio medico di base. Circa quattro anni fa, uno dei più grandi che avevo si infiammò, cambiò colore e essendo in un punto abbastanza sensibile e delicato, ovvero in vita, cominciò a sanguinare appena lo si sfiorava.

15 marzo 2021

[VINTAGE] IL TELEFONO CELLULARE: QUASI CINQUANT'ANNI E NON SENTIRLI


MOTOROLA DYNATAC 8000X


Di recente, mentre stringevo tra le mani il mio telefonino e lo posizionavo per scattare una foto panoramica, ho realizzato che mi accompagna da oltre vent'anni.  Quasi un matrimonio, con un attrezzo che all'inizio immaginavamo come uno strumento del futuro alla stregua delle pistole fotoniche.  Vi ricordate   quando dovevamo andare in giro portandoci dietro un marchingegno dal quale fuoriuscivano suoni interspaziali e voci gracchianti che era impossibile riconoscere? E la prima chiamata dalla macchina? I "tastoni" di quella appendice che poi sarebbe diventata parte integrante della nostra mano?

I messaggi "sms" scritti in un campo piccolissimo che venivano "corretti" dal maledetto T9 in assurdità e scherzi grammaticali incomprensibili? Cosa che ancora  non è cambiata. Maledetto.

Ho scoperto, leggendo in giro, che fra un paio di anni compirà 50 anni.  Fu Martin Cooper della Motorola, il 3 aprile 1973,  a fare la prima telefonata da un cellulare. Riuscì a chiamare il suo rivale e collega Joan Engels dei Bells Labs, dal palazzo di fronte,  dicendogli  di essere riuscito a realizzare il primo e vero telefono cellulare. Pesava 1 kg, non aveva schermo e la batteria durava solo mezz'ora. Costava più di 4000 dollari e sarebbe divenuto dapprima uno strumento per ricchi sfacciati. Era il Motorola Dynatac 8000X. Ci vollero 10 anni per perfezionare il prodotto e altri 10 per metterlo in commercio (fonte Dday.it).

Da allora queso aggeggio a volte infernale, ci ha cambiato la vita. Ha contribuito a far sparire le cabine telefoniche, i gettoni e le schede, ci ha resi rintracciabili sempre e comunque anche quando siamo alla toilette. Lo lasciamo sempre acceso notte e giorno, ne abbiamo subito il fascino fino a non potere immaginare la nostra vita senza di lui e a non ricordare  quasi più nulla del prima.  Un vero e proprio spartiacque che agisce in modo subdolo sulla nostra coscienza sia vigile che dormiente.