Anche stasera non si dorme.
Sono entrata nel blog di un amico (ciao Fra') e mi sono lasciata catturare dal bellissimo pezzo rock che accompagnava il suo ultimo post.
Mi ha fatto molto bene. Ha calmato mente e cuore.
Oggi mi sono svegliata con una pessima notizia.
La morte del mio scrittore preferito.
Lo hanno celebrato in tanti, il mio narratore magico.
Io sono riuscita solo a postare una foto di quasi tutti i libri che ho letto di lui e che conservo gelosamente. Alcuni li ho prestati e non sono mai tornati.
Stamattina ho sfogliato quelle pagine. La maggior parte ingiallite dal tempo.
Mi accompagna fin dall'adolescenza.
Molti incipit dei suoi romanzi li conosco a memoria.
Ma le parole non mi vengono. Stranamente mi si blocca tutto in gola.
E forse ho letto troppo di lui in questa lunga giornata.
Che tutto quello che il mio cuore mi detta diventa quasi superfluo.
Mi hai insegnato a correre lungo strade polverose,
a considerare la famiglia ricettacolo prezioso e misterioso,
a comprendere che la solitudine è un'amica, raramente una condanna.
Mi hai costretto a pensare ad amori interminabili sostenuti da parole
vergate a mano pronte a catturarmi.
Ho cercato amici e dolori da interpretare e da cui poi fuggire.
Ti ho visto nelle canne e nelle capanne di argilla.
Un vecchio colonnello e un cane.
Sei riuscito a tirare fuori tutto di me.
A farmi scrivere, a vivere per raccontarla.
Ciao Gabo.