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25 settembre 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] CECITÀ DI JOSÉ SARAMAGO



Il disco giallo si illuminò. Due delle automobili in testa accellerarono prima che apparisse il rosso. Nel segnale pedonale comparve la sagoma dell'omino verde. La gente in attesa cominciò ad attraversare la strada camminando sulle strisce bianche dipinte sul nero dell'asfalto, no  c'è niente che assomigli meno a una zebra, eppure le chiamano così. Gli automobilisti, impazienti, con il piede sul pedale della frizione, tnevano le macchine in tensione, avanzando, indietreggiando, come cavalli nervosi che sentissero arrivare nell'aria una frustata. Ormai i pedoni sono passati ma il segnale di via libera per le macchine tarderà ad ancora alcuni secondi, c'è chi dice che questo indugio, in apparenza tanto insignificante, se moltiplicato per le migliaia di semafori esistenti nella città e per i successivi cambiamenti dei tre colori ciascuno, è una delle più significative cause degli ingorghi, o imbottigliamenti, se vogliamo usare il termine corrente, della circolazione automobilistica.


 
Un romanzo di formazione, quanto mai attuale, quanto mai importante. Dalla lucidità e lungimiranza che hanno fatto dell'autore  portoghese, Premio Nobel per la letteratura, uno dei fari della letteratura mondiale, nasce la cronaca fantastica di un'epidemia inspiegabile, presagio a dir poco funesto di questi nostri opachi tempi.  A rileggerlo mi sono venuti i brividi. 

Perché siamo diventati ciechi, Non lo so, forse un giorno si arriverà a conoscerne la ragione, Vuoi che ti dica cosa penso, Parla, Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono.


Buon 25 settembre a tutti voi.