Visualizzazione post con etichetta Hilde Domin. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Hilde Domin. Mostra tutti i post

22 ottobre 2022

[SABATO DI POESIA] Inarrestabile di Hilde Domin




La propria parola
chi la riporta indietro,
la parola
viva
non ancora pronunciata?

Dove vola la parola
si seccano i prati,
ingialliscono le foglie,
cade la neve.
Un uccello tornerebbe da te.
Non la tua parola,
quella ancora non detta,
nella tua bocca.
Le altre parole le rimandi
indietro,
parole con soffici piume colorate.
La parola è più veloce,
la parola nera.

Arriva sempre,
non smette mai di
arrivare.

Meglio un coltello di una parola.
Un coltello può essere poco affilato.
Un coltello molte volte
manca il cuore.
La parola no.

Alla fine è la parola,
sempre
alla fine
la parola.

(Con l'avallo delle nuvole - poesie scelte - 2011 - traduzione Ondina Granato)



Note biografiche e riflessioni


Hilde Domin  nasce a Colonia nel 1909 e muore a Heidelberg nel 2006.Scrittrice, traduttrice, e curatrice.  Passata attraverso la Shoah e trasferitasi con la famiglia nella repubblica dominicana dopo un breve periodo di permanenza in Italia, si avvicinò alla poesia nel 1951, alla morte di sua madre. Ben presto divenne una delle voci più vibranti della letteratura tedesca ed europea.  Ritornata in patria scrisse molto a proposito del suo esilio e del ritorno. Si interrogava spesso sullo scopo della poesia e delle parole. Per quel che mi riguarda la poesia è fine a se stessa e mi rende libera. Di leggere e comprendere, di rincorrere le parole sul filo delle nostre sensazioni. È un moto continuo, verità, dolore e speranza. La poesia è vita. E non ne potrei mai fare a meno.