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17 settembre 2022

[SABATO DI POESIA] Anch'io sono il mare di Massimo Ferretti





Spolperanno le montagne fino allo scheletro del corallo 
ruberanno la fiamma al fuoco 
e violeranno l’aria fin dove sospira, 
ma il mare resterà il mare: 
l’eterna emozione
l’elemento senza futuro. 
 
Si sanno le piaghe aperte dalle navi 
i delitti delle reti 
e i tatuaggi carnali dei pescatori di perle, 
ma il mare non cambia colore. 
 
Non dico questo 
perché ho segreti di conchiglie ribelli, 
e l’amo perché la sua bellezza non mi fa soffrire. 
 
Da piccolo mi ci portavano per farmi crescere forte 
ma la mia stella incrociava altre acque
e nel libro del buio stava scritto 
che il volto delle meduse 
lo avrei trovato nella gente di terra: 
e gli sono cresciuto lontano 
con la misera invidia per i suoi sereni peccati 
fatti di sole e di carne spogliata, 
e ho accettato la sua potenza, 
i lividi muri alzati tra nuvolo e abisso,
e l’onda del nord senza sogni. 
 
Ma non ho avuto pazienza: 
e l’acqua è rimasta col sale; 
non ho avuto pazienza
perché anch’io sono il mare.

Note biografiche e riflessioni

Massimo Ferretti nasce a Chiaravalle, nelle Marche, nel 1935 e muore a Roma nel 1974. Una vita segnata dalla malattia che lo porterà alla morte, dall'amore per la poesia e per le parole. Leggendo di lui, dall'amicizia con Pasolini all'adesione al Gruppo '63, mi sono resa conto di quanto amasse il mondo letterario che più volte lo deluse, al punto tale da fargli prendere la decisione di lasciarlo per dedicarsi all'attività di famiglia. Eppure, non abbandonò mai quello a cui aveva dedicato tutta la vita, non si ritenne mai sconfitto. La poesia di oggi sembra scritta, per chi, come me, ama il mare quasi visceralmente. In lui si riconosce, a lui anela, a lui ritorna. Perché, anch'io sono il mare.

Dedico questo post agli amici marchigiani che in queste ore soffrono a causa di una tragedia assurda e devastante, frutto dell'opacità  e della cupidigia di governi e imperi economici.