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27 settembre 2012

[CINEMA] Breakfast at Tiffany's: il film della mia vita







Chi è Holly Golightly?

Sicuramente non una donna come tutte le altre.
Ha provato a spiegarlo la stessa Audrey Hepburn con queste parole:




Non avevo nulla in comune con Holly, ma intuivo che potevo caratterizzarla.Sapevo che sarebbe stato difficile, ma avevo voluto lo stesso la parte. A quel tempo dovevo essere anche un po' impudente.Ma come neo mamma mi sentivo più selvaggia che mai."



Partiamo da qui.
Dal fatto che Truman Capote voleva Marilyn nella parte di Holly. La trovava selvaggia e poco incorniciabile, esattamente come il personaggio nato dalla sua penna.
Indomabile e allo stesso tempo fragilissima, con un passato pesante come un macigno dal quale non riusciva a liberarsi.

L'elenco delle attrici proposte dalla  Paramount a Capote per la parte della protagonista era lungo.
Comprendeva Jane Fonda e Shirley MacLaine. Per la produzione poi, Rosemary Clooney, zia di George, era perfetta.

Rosemary Clooney

Ma l'autore era irremovibile, voleva Marilyn o in alternativa Elisabeth Taylor.

Ma la Monroe, sua prima scelta era lontana, alle prese con i suoi problemi di alcool e con il complesso matrimonio con Arthur Miller.
La produzione non la ritenne adatta e impose a Capote, Audrey Hepburn.
Truman riteneva che quel qualcosa di indefinito che aveva Holly, non era nel carattere di Audrey ma sicuramente in quello di Marilyn.
Non lo ascoltarono.
Non sapremo mai come sarebbe andata se Marilyn fosse stata scelta per quella parte.
Ma sappiamo che Audrey ha reso il personaggio di Holly immortale.

23 novembre 2011

NEVER GONNA LEAVE THIS BED: Magari con i Maroon Five!!!



Avere ancora 20 anni e sognare Adam Livine, ovvero il front man dei Maroon Five.





Vi ho già parlato di loro, quando raccontandovi del mio viaggio alla scoperta della Grande Mela, vi ho segnalato le due canzoni che hanno fatto parte della colonna sonora di quest’estate una delle due era la loro: Moves like Jagger con la partecipazione di Christina Aguilera.




Ma i cinque ragazzi americani, mi piacciano da tanto tempo.
Non da strapparmi i capelli, perché io non sono molto da pop ma certamente sono l’unico gruppo di questo genere che mi coinvolge e mi fa ballare.

Li seguo dal 2002 anno d’uscita dell’album con il quale si sono fatti conoscere in tutto il mondo “ Songs about Jane” vi ricordate “This Love”?






Le altre canzoni come Sunday Morning e She Will be loved tratte dallo stesso album li hanno portati in testa alle classifiche di tutto il mondo.






Questo lavoro è rimasto in classifica per oltre tre anni, facendoli diventare un fenomeno planetario.

Li ho visti dal vivo nel 2009 all’Alcatraz di Milano dopo l’uscita  del loro penultimo lavoro:

"It Won’t be soon before long" quello di "Makes me wonder" per intenderci.





Nel settembre del 2010 è uscito il loro nuovo lavoro arrivato in Italia qualche tempo dopo:
Hands All Over.



Ogni canzone è travolgente, trascinante, capisco come possano essere diventati i beniamini dei ragazzi.

Quando andai al loro concerto, e mi divertii  tantissimo.
All'inizio il disagio c'era perchè mi sentivo un po' cugar...chiaramente.
Ma poi, ho iniziato a cantare a squarciagola tutte le canzoni che sapevo e non ho notato più chi mi stava intorno.

Una bella carica di adrenalina, e un bel tuffo nei miei vent’anni ormai passati.

Ma passati perché?

Io i vent’anni me li porto sempre dentro e forse è questa la ricetta, per godere delle cose più semplici.

E per restare un po’ bambini sempre o no?

ultimo singolo tratto dall'album per voi, che dire il ragazzo è davvero fenomenale e poi con tutti quei tatuaggi...





E che ognuno pensi a ciò che vuole a ciò che desidera...