In questo periodo non si parla d'altro che dell'intervista a "Che Tempo che fa" di Bono e di The Edge. La boria del primo. La mancanza dell'altra metà della mela. Larry e Adam.Che hanno preferito rimanere a casa; questo la dice lunga del peso che ha l'Italia a livello musicale nel mondo. Capita che si diventi un mito quando si scrive la storia della musica. Agli occhi degli altri e pure a causa degli altri, il senso della realtà, ciò che si è, viene stravolto.
Dall'immagine deformata di se stessi apparsa nei occhi di chi ti osserva.
I primi a dimenticare che sono solo uomini.
Pieni di difetti. Capaci di non riuscire nemmeno a spiegare con parole semplici cosa sia il "potere". Loro che lo esercitano pienamente nel campo musicale, a ben vedere.
Poi sento cantare Paul e sono io a dimenticare dove sono e chi sono. Tutto è fermo. Voce del primo e chitarra del secondo. Che altro?
E nel tempo immobile ho pensato ad una canzone che è tra le mie preferite.
Anno 1982 lato B (trash) di A Celebration; singolo di successo pubblicato tra i due album October e War.
Da sempre ha avuto una vita travagliata. Gli U2 non la cantano quasi mai durante i concerti (ma io ci sono riuscita a sentirla dal vivo); non è mai stata inclusa in nessun lavoro a parte la versione live in Under a Blood Red Sky.
Quando l'ascoltavo mi sentivo così. Non era esattamente il 1982.Ma poco dopo.
I giochi erano fatti e mi ero smarrita nella loro musica.
Ho perso due dei loro concerti più famosi: 1987 Olimpico - Roma. Il mio "moroso" di allora amava Wagner e l'avanguardia rock italiana. Disse che sarebbero durati poco e non andammo. Che cretino.
Poi CampoVolo 1997. E' il loro concerto che rimpiango di più: tutto pronto alla partenza; si andava lì sperando di entrare e trovare ancora dei biglietti. Ma all'ultimo, convinti di fare un viaggio a vuoto, restammo a casa. Non me lo sono mai perdonato. Da allora in poi, non ho più perso un loro concerto in Italia.
Ho perso due dei loro concerti più famosi: 1987 Olimpico - Roma. Il mio "moroso" di allora amava Wagner e l'avanguardia rock italiana. Disse che sarebbero durati poco e non andammo. Che cretino.
Poi CampoVolo 1997. E' il loro concerto che rimpiango di più: tutto pronto alla partenza; si andava lì sperando di entrare e trovare ancora dei biglietti. Ma all'ultimo, convinti di fare un viaggio a vuoto, restammo a casa. Non me lo sono mai perdonato. Da allora in poi, non ho più perso un loro concerto in Italia.
Questa canzone mi ricorda il tempo in cui ero convinta che niente e nessuno mi avrebbe fermato.E se penso a questo, ritengo di potere perdonare loro quasi tutto. Perché ciò che mi hanno regalato con la musica è un bene incalcolabile.
Mentre le domande soporifere di Fazio quelle no, non gliele perdono. A Fazio.
I know a girl, a girl called Party
Party Girl
I know she wants more than a party
Party Girl
And she won't tell me her name
Oh no, not me
I know a boy, a boy called Trash
Trash Can
I know he does all that he can
Wham Bam
And she won't tell me his name
Oh no, not me
When I was three, I thought the world revolved around me
I was wrong
And so I sing along
And if you dance, then dance with me
I know a girl, a girl called Party
Party Girl
I know she wants more than a party
Party Girl
I know a boy, a boy called Trampoline
You know what I mean
I think I know what he wants