Visualizzazione post con etichetta One.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta One.. Mostra tutti i post

23 novembre 2014

9 NOVEMBRE 1989: la caduta del Muro di Berlino e gli U2.




9 novembre 1989 - la festa sotto la porta di Brandeburgo



Sono un po' in ritardo con questo post ma novembre non è ancora finito.E allora vado lo stesso.


Basta una canzone.
Basta un album.
Si può ricordare pure così. La fine di un epoca e il nuovo inizio. Dopo venticinque anni.

Gli U2 arrivarono a Berlino per registrare  ACHTUNG BABY in sei mesi; negli "Hansa Studio". Erano planati in un mondo che stava cambiando, con il desiderio di immergersi in una realtà che desse loro nuova linfa e nuova energia.
Ciò che si percepiva in quel periodo in Germania. Gli stessi berlinesi non ne erano ancora consapevoli del tutto e nell'aria c'era un inaspettato silenzio. Vibrazioni, sensazioni da fare proprie assimilandole sotto pelle. Facile.

Eppure, la creazione di questo lavoro fu tormentata. Il gruppo si era reso perfettamente conto di avere alimentato enormemente il proprio mito,  da correre il rischio di soffocare tutta la sua creatività. E di accartocciarsi.  Si creò ansia e disaccordo che confluirono in  un fronte a due: da una parte Bono e The Edge che erano alla ricerca di idee per un album assolutamente innovativo con incursioni nell'elettronica; dall'altra Larry e Adam, i quali  non volevano in alcun modo allontanarsi dal classico stile della band.

Le notizie che arrivavano a noi fan nel frattempo, fecero temere il peggio: il capolinea. Una bastonata a freddo. Le liti quotidiane ad esempio; si registravano  demo  che poi venivano abbandonate. Quasi una novella tela di Penelope;  costruivano di giorno per poi  distruggere di notte. Insoddisfazione e crisi profonda. C'era del buono  e infatti Brian Eno venuto in soccorso dei suoi amici allo sbando, sembrava convinto (forse l'unico) che ne sarebbe nato qualcosa di innovativo e incredibile.



La copertina del mio album preferito - Achtung Baby



Poi, successe qualcosa: nacque The Fly.  Un strano personaggio, con giacca di pelle e gli occhi cerulei coperti da una maschera ottica nera. Enigmatico o forse dovrei dire ambiguo. Un nuovo modo di relazionarsi con tutti.  Da lontano, come pare debba essere una vera rockstar. Pure ironico, con quell'aria e quel ghigno luciferino che diventeranno per molto tempo il suo marchio di fabbrica. Eppure capace di scrivere testi intensi e bellissimi, come non mai. Due fronti opposti e complementari: immagine e sostanza. Prendere le distanze quel giusto che serve per raggiungere il proprio centro del mondo. Per ritrovarsi.
Ed arrivare alla demo di una nuova canzone che sarebbe divenuta Misterious Ways,  con cui ricompattare il gruppo.  Fare lo stesso con la successiva: One.


Bono Vox versione The Fly


Fu lo spartiacque. Per loro innanzitutto.

Fra quello che era stata la musica degli anni '80 e quello in cui si sarebbe trasformata negli anni '90.

La stessa copertina dell'album rifletteva una nuova consapevolezza: un caleidoscopio composto da immagini colorate che ricordavano la luce del Marocco (a loro caro) e immagini in bianco e nero. Tutto quello che gli U2 avevano respirato a Berlino dopo la caduta del Muro. La desolazione e pure la speranza. Il cuore batteva di nuovo. La chitarra di The Egde, sofferente per problemi familiari non era stata mai così importante, così presente.
Per me l'album rappresenta l'amore. Perché è ciò che viene rappresentato in ogni sfumatura e in ognuna delle dodici canzoni che lo compongono. C'è come un filo logico che le accompagna, una dopo l'altra. Ci sono stati critici che hanno interpretato l'intero lavoro come un'unica intensa canzone. Potrebbe essere. 
Per me è stato il loro punto più alto. Il mio album del cuore. L'epopea del mito. Non c'erano più barriere. Tutto fluido, tutto possibile. 
Tutto da potere ancora scrivere e reinventare.
Come era accaduto con la caduta di quel maledetto Muro.
Come dovrebbe essere per tutti i muri del mondo. Per primi quelli che ci portiamo dentro.






Ps: per qualche giorno amici, sarò assente dal blog. E non riuscirò a passare dai vostri. Ma torno presto.
Vi abbraccio tutti lasciandovi in compagnia della mia canzone preferita.