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10 settembre 2022

[SABATO DI POESIA] Parolerie di Pandelìs Bukalas


Le parole – bambine piccole, molestano, fanno male,
se le accarezzi ridono, poi subito si ostinano,
han fretta di dir tutto, s’imbrogliano, sanno amare,
diventan grido, tacciono, nascostamente svelano.

Le parole – bambine piccole, a volte si ribellano,
sanno dire le lacrime, il riso sanno scrivere.
Agnelle si sacrificano, belve nella passione,
ansiose di dipingere l’intero mondo azzurro.

Le parole – bambine piccole. Flessuosi corpicini
che agguerriti si levano, mettono le ali, volano.
Sognano, si spaventano, si alleano, si separano,
animelle cui è stato dato di avere sempre sete.

Le parole – bambine piccole. Bianco per loro il tempo,
pagine su cui scrivere, vele che il vento gonfia
per fare viaggi nella gioia, far viaggi nel dolore.
L’amore sa trasformare in sacro la tempesta.

(Poesia n.298 novembre 2014 - da Poesie da spiaggia di Nicola Crocetti e Jovanotti)


Note biografiche e riflessioni

Il poeta nasce Lessini, Missolungi, nel 1957. Ed è l'unica cosa che so. Di lui non si trova nulla in internet, salvo qualche stralcio di poesia. La maggior parte delle sue sono state tradotte dal greco da Nicola Crocetti,  che poi ha inserito questa nell'antologia di cui vi ho già parlato tempo fa. Trovo limpido e incisivo il suo modo di spiegare le parole. Di loro io ho grande cura e rispetto. Non le uso  a caso, ma le doso con molta attenzione. Proprio perché so che sono delicate e forti, dure e tenere, dolorose e amorose e come dice il poeta, capaci di trasformare in sacro la tempesta.