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12 ottobre 2019

SABATO DI POESIA: FUNERAL BLUES.





Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono, 
fate tacere il cane con un osso succulento, 
chiudete i pianoforti, e tra un rullio smorzato.
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui è morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposto la domenica.
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l'amore fosse eterno: e avevo torto.

Non servono più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l'oceano e sdradicate il sole;
perché ormai più nulla può giovare.



(Wystan Hugh Auden - Funeral Blues 1932)


notizie bibliografiche: 

W.H. Auden nato a York nel 1907 e morto a Vienna nel 1973.
Poeta britannico, visse in Europa e poi negli Stati Uniti. Vinse il Premio Pulitzer e insegnò ad Oxford. Nel 1967 fu insignito della National Medal for Literature. 

Fra le sue opere:
Poems - 1930
The Orator - 1932
Nones - 1951
The Shield of Achilles - 1955
Thank you fog - 1974





Era il 1994 quando arrivò sullo schermo il film Quattro matrimoni e un funerale, che proiettò nell'olimpo delle star, Hugh Grant e molti dei comprimari, come Kristin Scott Tomas e Andie MacDowell. Pellicola che è entrata  a pieno titolo nell'elenco dei 100 migliori film britannici del XX secolo, stilato dal British Film Institute.  Fu durante la scena che vi ho linkato, che ascoltai per la prima volta la poesia di oggi, nella versione struggente datale da John Hannah. Avvicinarmi a Auden poi, fu questione di un attimo.

Buon sabato di poesia amici cari.