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| dal web |
Il contorsionista nel bar, melanconico
e zingaro, si alza di colpo
da un angolo e invita a un rapido
spettacolo. Si toglie la giacca
e nel maglione rosso curva la schiena
a rovescio e afferra come un cane
un fazzoletto sporco
con la bocca. Ripete per due volte
il ponte scamiciato e poi s’inchina
col suo piatto di plastica. Augura
con gli occhi di furetto
un bel colpo alla Sisal e scompare.
La civiltà dell’atomo è al suo vertice
SALVATORE QUASIMODO
(da La terra impareggiabile – Mondadori, 1958)
Note biografiche e riflessioni
Il grandissimo poeta italiano, premio Nobel per la letteratura, ci stimola,attraverso le parole della sua poesia, a riflettere sulla decadenza della civiltà umana. E se pensiamo a quando è stata scritta ci rendiamo conto di come sia attuale e disperata. Ma chi è quell'equlibrista? Un uomo o una provocazione?
Buon sabato amici.

