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12 aprile 2016

RECENSIONE: NICOLA PEZZOLI - MAILAND




Titolo: Mailand
Autore: Nicola Pezzoli
Editore: Neo Edizioni
Pagine: 180
Costo: 14 euro




Il ritorno di Nicola Pezzoli, lo stavo aspettando da qualche mese. Da quando nel suo blog "il linkazzo del skritore" annunciò a noi commentatori e suoi lettori, che stava scrivendo il terzo capitolo dedicato a Corradino, già protagonista dei suoi due romanzi precedenti: Quattro soli a motore e Chiudi gli occhi e guarda. Il suo e anche un po' "nostro" personaggio.
Io volevo partire con una recensione impeccabile.
Incipit, sinossi e commento finale.
Ma sarebbe la prima volta e  con lui e proprio non mi viene.
Mi faccio guidare come sempre dalle parole e dal cuore e spero di riuscire a portarvi con me.

Come anticipavo è il terzo romanzo del "ciclo Corradino".
Abbiamo conosciuto il ragazzo bambino e poi adolescente. Lo ritroviamo adulto e a Milano nel 1987, lì dove si è spostato dalla natia Cuviago ... per frequentare l'università e la facoltà a cui si è iscritto, non del tutto convinto.

<<Pochi mesi di carriera universitaria erano serviti a chiarirmi una cosa: avevo sbagliato scelta. Che avevo da spartire con la fuck-oltà di Scienze Politiche? E che ne era stato del Corradino che sognava di diventare ingegnere o studioso di dinosauri? Probabilmente si era perso a metà liceo, quando tutt'a un tratto aveva scoperto che solo lo scrivere gli dava soddisfazione.>>

Insomma la scelta di arrivare nella grande città e di intraprendere gli studi sembra già fallita in partenza. Ma la stessa città da cui il titolo del romanzo (Mailand - Milano in tedesco) è un posto che lo accoglie in maniera fredda e scostante: seconda delusione.

<<Sotto un cielo travestito da gennaio - una lastra di carta stagnola con patacca d'unto al centro, che i milanesi si ostinano a chiamare "sole" - poco potevano il giubbotto e la sciarpa con colori della DiVarese contro le correnti d'aria che si inseguivano sui marciapiedi fin giù nella sotterranea dove spifferi misteriosi si abbracciavano per unirsi in vortici danzanti.>>

A tutto ciò aggiungiamo la condivisione di una camera sui Navigli con altri due ragazzi in un appartamento la cui proprietaria è simpaticamente soprannominata "Babbiona".

<< La Babbiona era un prototipo di profittatrice un po' balorda e ficcanaso che arrotondava la pensione, affittando agli studenti fuori sede quella che, in un passato non recente, era stata la stanza del pargolo.>>

Queste le tracce iniziali del romanzo. Conosceremo o riconosceremo Corradino, adulto disincantato e deluso, ancora alla ricerca di se stesso.
Diviso tra la passione per lo scrivere e la convinzione di non avere trovato ancora il suo posto nel mondo. Che si adatta ad un lavoro umoristico e amaro allo stesso tempo: scrivere biglietti di suicidio.
Alla corte di un singolare personaggio, Alfredo Valeriano Duprè, che lo introdurrà nel suo mondo surreale e intanto gli farà un po' da padre. L'autore lo rende simile nei tratti ad uno scrittore che ama molto Romain Gary.

<<A  Duprè piaceva il suo lavoro, non solo il fatto che producesse degli utili. perché di soldi ne rendeva, e molti, a meno che non fosse uno di quei miliardari eccentrici che invece di dissipare il patrimonio tra yacht e puttanelle che si attraccano al cazzo preferiscono dissipare in imprese assurde. Non sembrava questo il caso. E se invece era un truffatore, doveva essere uno di quelli bravi, un vero fuoriclasse. >>

Lo accompagneremo per qualche mese mentre cerca di comprendere qualcosa di più su quello che si intende per amore. Passando dai classici dubbi della sua età quando maschile e femminile a volte si accavallano e scoprendo che non per forza è necessario decidere da che parte stare. Arrivando alla consapevolezza del non scegliere con serenità. Perché poi il pregiudizio è negli occhi di chi guarda non di chi vive e ama.

Romanzo diverso dai precedenti, con i quali avevamo sognato e ci eravamo commossi. Alle prese con un ragazzino che tentava di sopravvivere a innumerevoli problemi familiari con l'idea di riuscire a diventare migliore. 
Corradino, anzi Konrad, come lo appellano gli amici di stanza, è molto più duro. Deluso, insofferente. Nella Milano della fine degli anni '80 in cui quasi tutti trovano il loro posto nel mondo (anche la sottoscritta che a differenza sua l'amò dal primo momento) si sente respinto, inutile, ignorato. Ma lotta. Come il bambino che avevamo già conosciuto, come l'uomo che vuole diventare.
E noi, continueremo ad amarlo.

La scrittura di Nicola è amara, ironica e allo stesso tempo divertente. Ci afferra con momenti scandalosi e furiosi. Ci soggioga con la dolcezza fatta di parole vivide come un rossetto rosso fuoco. Con colori brillanti come pantaloni  di raso azzurro.  Un delicato equilibrio non facile da raggiungere. Nel momento di commozione ci sorprende con una risata che ci arriva su, dritta, dalla gola. E mentre ridi sei consapevole che ciò che leggi è lo specchio di quanto pensi, carico di inevitabile delusione.
E di quanto ancora avrai da scoprire lungo la strada ruvida e dissestata che porta a te.

<< L'amore? Forse in un'altra vita. Su un altro pianeta. Ma davvero era amore, questo? Davvero bisognava essere in due per amare?>>




Note bibliografiche:
Chiudi gli occhi e guarda - Neo Edizioni (2015)
Quattro soli a motore - Neo Edizioni (2012)
Tutta colpa di Tondelli - Kaos Edizioni (2008)


28 ottobre 2015

IL BACIO.



Leggevo.

Erri De Luca nel suo ultimo libro  definisce in questo modo il bacio:

"Il bacio è la cima dell'intimità amorosa. Da lassù si può poi scendere nella rissa felice dei corpi che si avvinghiano, si accoppiano. Ma il bacio è sommità raggiunta, il perfetto traguardo. Lo sanno bene e meglio le puttane che vendono tutto il corpo tranne il bacio, lasciando la clientela a bocca asciutta."
(Erri De Luca - Il più e il meno)



Per me il bacio è comunione di intenti. E' fluido o balsamo infinito. E' l'energia elettrica che da senso al rapporto. Vitale, fiume in piena. Culmine, perché inizio e fine. Col bacio prendi coscienza dell'amore. Ti perdi o ti risvegli. Comprendi e decidi.
E' buio e luce.
E' tutto.

E tutto il resto verrà sempre dopo. 


Per voi?


22 marzo 2014

Luca Bianchini: da Rocco a Ninella ovvero da Instant Love a La Cena di Natale.



Luca Bianchini (immagine dal web)

La prima dedica di Luca per me è stata: Mariella che gioia vedere che esisti!

Ed io lo guardavo sbalordita mentre mi sorrideva "cazziandomi" leggermente, dicendomi che passavo poco del mio tempo sul suo blog, dedicandone molto ad un altro Luca (stavolta Fiorini) sulla piattaforma di Vanity Fair.





Mi sono beccata la ramanzina sorridendo, perché sì, aveva proprio ragione.
Sostanzialmente sono una donna retrò (essendo anziana io) e il blog del ragazzo modenese di cui vi ho già parlato, aveva molto più fascino per me. Rispetto al suo, sempre pieno di liste e di foto con personaggi famosi, a cui sono abbastanza allergica. Ma nella vita, dico sempre, solo gli stupidi non cambiano mai idea. E sulle liste ultimamente, mi sto ricredendo.
Sulle foto coi vip ancora no, per ora. Anche se quella sotto è proprio una foto con vip!!!
Mi stupiva come facesse a ricordarsi esattamente chi fossi e ad avermi focalizzato con tanta precisione.
Con il tempo e la conoscenza, ho imparato che all'inizio fatica a collegare volti a nomi ma di certo ha una memoria di ferro per tutto quello che scriviamo e che legge di noi sul suo blog.
Pertanto, una volta superato lo scoglio della fisionomia, attenzione alla sua memoria, che non gli sfugge niente.
Poi c'è stato il suo sorriso e il suo abbraccio. Che mi ha fatto sentire speciale.



Eccoci qua  (foto Dorian Gray)

E' una di quelle rare persone che ha il dono di farti sentire unico. Ogni volta che lo incontri.
Ed è uno di quei rari autori che trasmette tutta la sua positività e serenità in quello che scrive.
Mi sono avvicinata al suo mondo oltre tre anni fa, leggendo il suo romanzo Siamo solo amici.
Le storie di Giacomo portiere di un albergo veneziano, alle prese con una vita che gli sta sempre più stretta e di Rafael, giovane calciatore brasiliano alla ricerca di se stesso, si incroceranno presto. I due pur diversissimi tra loro,  troveranno il modo di comprendersi e di aiutarsi. Cercando se stessi per prima cosa e anche le risposte ad alcune delle loro domande.
Un romanzo sull'amore e sull'amicizia.
Mi ha dato la possibilità di guardare a Venezia da un'altra angolazione. Di questo lo ringrazierò sempre perché sulla città, grazie alle sue parole, ho in parte cambiato idea.
Una storia bella e malinconica scritta in maniera intelligente e garbata. Che affronta varie tematiche di vita serie e non, con una bella profondità. Senza eccessi di manierismo e senza incomprensibili iperboli.
Colpita e affondata.

Da Siamo solo amici:

"Quando ci si bacia non c'è mai modo di finire una frase, perché ogni parola detta è solo una scusa per riprendere fiato e tornare lì, a dove si era rimasti e dove si vorrebbe restare. Ormai non si parlavano quasi più. Erano nella beata condizione in cui non ti poni domande, perchè te ne sei già fatte troppe, e inutili. Quindi ti basta quello che hai."

Concordo pienamente con il suo punto di vista.Mi è sempre piaciuto questo tipo di bacio. Questo tipo di amore.

Poi sono arrivati i suoi libri successivi. Io che amo solo te e La cena di Natale.
Il primo, delizioso libro uscito all'inizio del 2013 ha conquistato tutti. Al centro della storia c'è un tipico, sfarzoso e surreale matrimonio pugliese. Attorno al quale ruotano tanti personaggi che fanno tutti capo a Ninella, la madre della sposa sarta di Polignano che ama, da sempre riamata, il padre dello sposo.
La finisco già qui, perché il libro è bello e ve lo consiglio. Vi farà ridere, cacciare qualche lacrimuccia e pensare.
Al pregiudizio, soprattutto.
Un male radicato e antico da cui ancora non riusciamo a liberarci.
La cena di Natale è la costola, riuscitissima, del primo.

Da Io che amo solo te:

"Con una mano teneva la sigaretta, con l'altra accennò una carezza che non aveva dato per venticinque anni. Fu un momento impacciato, ma sincero. Nel pieno della notte, il rumore del maestrale le aiutò a ritrovarsi. Erano bellissime. Erano vere. Ed erano per un istante, felici. Unite da quel dolore represso che le aveva accompagnate come un ronzio nell'orecchio. Ora, che era cessato, tutto sembrava più semplice."


Perché a volte madri e figli vivono di parole che sanno ma che non si sono mai detti. E quando le stesse parole arrivano finalmente a riempire l'aria muta di silenzi, si scopre che non si è mai stati amati e compresi così tanto.


Dovevo andare avanti e scoprire ancora il mondo di Luca Bianchini.

E qualche giorno fa ho letto il suo primo libro. Che ha da poco celebrato gli undici anni di vita.
Istant Love.
Uscito nel marzo del 2003, come di lui dice lo stesso autore, è stato un libro che nel primo mese di pubblicazione non ha venduto nemmeno una copia. Poi è partito e la sua ascesa è stata inarrestabile. Ancora oggi è il suo libro più letto.

Quello che per ora mi è piaciuto di più.
La storia di un triangolo amoroso.
La storia di Rocco. Coraggioso e disperato. La storia di Daniele. Indeciso, debole e opportunista.
La storia di Viola. Innamorata, sensibile, intelligente.
Ironico, leggero, sospeso e musicale. Sorprendente.

Da Istant Love:

"Io non so tanto che dire Viola. Mi dispiace, ma è stato più forte di me. più forte di noi. Non avrei mai voluto agire alle tue spalle in un modo così meschino. E per niente al mondo vorrei che tu ti separassi da lui. Perchè io sono solo una specie di appendice, di parentesi, di bonus track, di un cazzo di cappuccino tiepido che ormai è lì, e te lo bevi. Tu sei la donna della sua vita.



Le ultimissime notizie che ho su di lui,riguardano la sceneggiatura che sta scrivendo per il film che sarà tratto da Io che amo solo te.
E poi che è sempre in giro per l'Italia (lui va sempre dove lo invitano a presentare i suoi libri, ma ha una spiccata preferenza per la Puglia). Continua a presentare il suo programma Colazione da Tiffany, su Rai Radio2 il fine settimana, dalle sei alle sette.
Ha una rubrica di wellness su La Repubblica il sabato, intitolata Sesto Senso.
Ed è presente sul suo blog PopUp sulla piattaforma VanityFair.it.

Insomma Luca c'è. E Mariella di sicuro continuerà a seguirlo. E a leggerlo.
E a rincorrerlo quando sarà nelle vicinanze di Milano. A rimproverargli le troppe liste e le foto con vip(forse). Ma a riconoscergli l'intensità delle emozioni che riesce a trasmettere con le sue parole.

A presto Luca.
Sui titoli di coda una canzone che penso ti piacerà.











Note bibliografiche: Luca Bianchini autore. Casa editrice Mondadori.
Romanzi pubblicati:
Istant Love (2003)
Ti seguo ogni notte (2004)
Eros. Lo giuro (2005)
Se domani farà bel tempo (2007)
Siamo solo amici (2011)
Io che amo solo te (2013)
La cena di Natale di "Io che amo solo te" (2013)