Questo post scaturisce da una riflessione fatta dopo avere letto il bel post di MIKIMOZ sui nostri blogroll e sui motivi per i quali, molti di noi, abbiano nella lista blog fermi o addirittura chiusi da tempo.
Tempo fa, avevo fatto una pulizia eliminando i blog chiusi.
Ma avevo lasciato in essere quelli che mi hanno dato tanto in termini di crescita umana e di amicizia.
Mi piace restino lì, a ricordarmi tutto il bello che il bloggare mi ha regalato nel tempo.
E poi, in particolare nei confronti di alcuni, spero sempre tornino a scrivere.
Mi sono quindi fermata a riflettere su alcuni punti che proverò brevemente ad elencarvi.
Le ragioni di chi ormai si è fermato, sono comprensibili e condivisibili.
C'è chi l'ha fatto perché riteneva un ciclo quello del blog ed è arrivato alla conclusione, esaurendo quel che aveva da dire.
C'è chi ha avuto problemi di vita importanti da affrontare e a cui dedicarsi per cui il blog, era diventato tempo prezioso da dedicare ad altro.
C'è chi si è spostato su altre piattaforme, come FB, TWITTER e IG più immediate, più veloci nel rapportarsi agli altri, meno impegnative.
Perché, a mio parere, è qui che sta la cifra di tutto. L'impegno.
Un blog non è un luogo veloce dove scambiarsi battute brevi e via. Può esserlo talvolta, ci sta, ma sarebbe limitativo adattarlo a parametri che sono meglio interpretati da altri social.
Un blog non è un luogo veloce dove scambiarsi battute brevi e via. Può esserlo talvolta, ci sta, ma sarebbe limitativo adattarlo a parametri che sono meglio interpretati da altri social.
Sicuramente è un luogo in cui, meglio che altrove, ci si confronta, si trovano e si raccolgono idee, si approfondiscono argomenti che ci stanno a cuore. Un blog è il salotto buono di casa tua, dove ponendo un tema, ti accomodi assieme ai tuoi amici e ne discuti.
Ascolti il parere di tutti, ne condividi qualcuno, altri meno, dai profondo respiro ai tuoi pensieri.
Il motivo principale, per cui, negli ultimi anni, ha perso di attrattiva, è nascosto proprio nella velocità e nella superficialità dei nostri tempi e dei nostri ritmi, dettati da social, che lasciano poco spazio alla meditazione e alla riflessione. Tra meno di trenta secondi, sulle altre piattaforme, il tema lanciato dall'hastag del momento sarà già superato da uno nuovo e così via... un'informazione dietro l'altra, fagocitata con un click.
Invece io, voglio continuare a parlare a lungo dei miei interessi, dei miei dubbi, di quello che mi va o meno della nostra società e per farlo secondo i miei canoni, non posso ridurmi a una frase veloce o a un commento lapidario.
Ho necessità di confronto con chi la pensa come me ma soprattutto non la pensa come me.
E questo posso farlo solo qui, in vostra compagnia. Mettendoci tutto l'impegno che mi contraddistingue e che si nota in quel che scrivo e in come lo scrivo.
A volte posso sembrare un po' pesante, come quando vi parlo di poesia o di musica.
Le mie rubriche sono nate dal desiderio di approfondire materie che apprezzo e mi arricchiscono. Comprendo perfettamente che i più possono annoiarsi leggendo un mio post dettagliato su un disco di artisti che non apprezzano tutti... o una poesia di un autore pakistano sconosciuto ai più.
Ma quello che io cerco nel web sono proprio gli approfondimenti, le ricerche. Lo specifico, il settoriale. E mi piacerebbe molto se, con il tempo, i blog potessero evolversi in qualcosa di simile, divulgativo e conoscitivo. Che comunque lasciasse il giusto spazio al confronto diretto.
Chissà che non sia questa la giusta direzione dei blog nel futuro.
Voi, cosa ne pensate?
