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11 dicembre 2020

RIFLESSIONI: L'ODORE BUONO DELLE GIORNATE CHE RESTANO


RONER ALM DAL WEB


Il momento di pace e quiete che  preferisco è quando al mattino apro le finestre della mia camera e l'odore dell'alba riempie la mente e il cuore. Con la mia tazza di tè in mano  parto alla conquista mai facile della giornata.

Però ce ne sono altri, di profumi,  capaci di colpirmi al centro.

Quello in grado di abbracciarmi mentre attraverso il parco sotto casa, mi arriva alle narici carico di natura ed io non posso fare a meno di chiudere gli occhi e respirare intensamente.

L'odore dei miei libri, mi accoglie nel suo silenzio perfetto colmo di  parole.

L'aspro degli agrumi, che sanno di casa, di affetti, di festa, dona calore alle mie ossa stanche di cercare rifugio lì dove non è mai il luogo giusto, perché solo un posto è quello perfetto per me.

Il sugo di mia mamma, preparato con l'amore che si tramanda da generazioni, niente è più buono. Quel profumo lo riconosco tra gli altri, ottimi, che i miei passi hanno conosciuto.

Le giornate che restano, hanno i colori delle stagioni. Precise come una fotografia. Ognuna occupa un attimo intenso del tempo che scorre.  Ognuna mi accoglie al lato giusto del letto.

E lì, resta l'aroma che amo più di  tutti: arriva dal cuore pulsante che batte all'unisono con il mio.

Ho preso in prestito una delle frasi più belle del libro di Lorenzo Marone che ho  appena finito di leggere, per raccontarvi a modo mio quali sono gli odori  che impreziosiscono  le mie giornate.

E i vostri?