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28 giugno 2019

BUON COMPLEANNO PIA.



La fotografia è sempre in bella vista, nella mia camera da letto. Sullo specchio del mobile da toiletta, di cui vado molto fiera. Tra collane, profumi e tesori.
Nel ritratto in bianco e nero, un papà orgogliosissimo dei suoi primi due  gioielli:foto scattata dalla mamma, altrettanto orgogliosa di quella famiglia sorridente.
Le bimbette hanno pochi anni, 4 e 2. E' inverno ma pare che non si accorgano di nulla. Sembrano felici, la più grandicella ha qualcosa tra le mani che ho sempre fatto fatica ad identificare: sembra un pacchetto di caramelle, ma non lo posso giurare.
La seconda, un pochetto più seriosa, in una mano ha un palloncino sgonfio. Magari è imbronciata perché vorrebbe provare a gonfiarlo nuovamente ed è costretta ad aspettare, per via della fotografia.
La giornata è grigia, opaca. Però il fiore che appare, strapazzato, nell'altra mano della piccina di casa, fa pensare che, forse, si è quasi a primavera.
Loro si lasciano stringere forte: non è una resa però, è fiducia.
Sono divertenti i due cappellini e le sciarpine, molto vezzosi, dicono tutto della passione smodata che hanno i genitori per sciarpe e cappelli e che le bimbe poi,  si porteranno dietro per tutta la vita.
La più grande ha due fermagli fioriti tra i capelli e già si intuisce, fin da allora, l'attenzione che avrà per i particolari civettuoli.
Ma l'animo della star è tutto nella posa della morettina: la gamba leziosa che non si unisce all'altra ma rimane lontana e disposta ad arte, quasi a voler fare intendere che non è un tipino che si adatterà facilmente alle convenzioni, al conformismo.
La bionda e la mora. In anticipo sui tempi.
Colori e caratteri diversi, ma unite nel profondo.
A guardarle ora, con il tempo che è passato quasi come un fulmine, non vedo nulla di diverso in quegli sguardi da ciò che riesco a vedere ancora oggi:
fierezza, disponibilità, intelligenza, apertura al mondo. Complicità, sensibilità, tenerezza, amore e rispetto per gli altri. Senso della famiglia.
Ecco, è ancora così. Ed è bellissimo, immortale.
La moretta ha il cuore puro e lo sguardo attento. Resta di poche parole ma le basta un attimo per capire chi ha di fronte. Raccoglie gli istanti di vita con semplicità e delicatezza.
Ha una bellezza che non è possibile imprigionare. E' libera, vera, leale.
Oggi è il suo compleanno
E da sorella maggiore volevo festeggiarla alla grande.
Che sia un giorno lieto e sereno.

Ti voglio bene, PIA.





03 aprile 2019

IL NUOVO VESTITO DEL MIO BLOG



La mia incommensurabile sorella, Pia del blog Personalità tra scrittura ed arte con fantasia, artista di raro talento, ha ideato per me l'immagine che ora vedete campeggiare in bella vista in tutto il blog.
Da tempo desiderato un LOGO che fosse tutto mio e riconoscibile,  ma essendo una vera e propria capra in materia (disegno e affini) ho chiesto aiuto a chi, in famiglia, di talento ne ha da vendere.
Il risultato lo vedete. A me è piaciuto moltissimo,  ha colto in pieno l'essenza e l'anima della mia casa. Io non sarei mai stata in grado di suggerirle nulla per cui è tutta farina del suo sacco.
Sono davvero felice del risultato e l'ho subito applicato. 

Avrei potuto mettere il blog in pausa e lavorarci, ma non mi piace. Sto facendo varie prove in presa diretta per capire se ci sono cose da modificare (lunghezze, colori, dimensioni, varie e avariate misure) 
e chiedo a tutti voi consigli utili.

Cosa ne pensate?
Vi piace?
Cosa modifichereste?



A mia sorella un grande, immenso SMACK.

26 gennaio 2013

Pane e pomodoro


Conza della Campania  - immagine dal web

"Dov'è Pia?"
Nonna Maria mi guarda attenta mentre io, sono tranquilla davanti il camino spento, a finire il vestito colorato per la mia barbie.
Sono tutta presa con l'uncinetto e cerco di contare i giri che mancano prima di arrivare al bordo, non sento.
"Dov'è Pia?" mi chiede di nuovo nonna, alzando la voce e anche il sopracciglio destro chiarissimo, come i suoi occhi.
"Nonna, non lo so, mica posso stare a guardare tutto il tempo cosa fa, miss testa tra le nuvole!"
"Tua sorella è piccola e dovresti sempre sapere cosa sta facendo, se le succede qualcosa è solo colpa tua, alzati e vai a cercarla."
Mi alzo, furiosa. Siamo alle solite, lei in giro chissà dove, io a cercarla.
Potrebbe essere ovunque, fuori in giardino, a guardare le galline mentre covano (le piace molto), nell'orto, a perdersi tra i pomodori e le fave fresche.
E se avesse deciso di attraversare il rigagnolo che ci divide dalla ferrovia e con incoscienza si fosse avventurata fino alla stazione? E' piccola, solo otto anni, potrebbe succederle di tutto.
Corro, con un salto attraverso il ponticello di legno, passo sulla  stradina che dalla casa di nonna porta fino alla ferrovia e poi alla stazione.

Stazione di Conza della Campania

Lo sapevo, lo sapevo, se le è successo qualcosa questa è la volta che le prendo di santa ragione.
Può essere caduta, oppure (la mia ansia sale a dismisura) qualcuno sulla strada può averla trascinata con sè.
Scenari apocalittici si formano nella mia mente, del resto l'abitudine che ho di leggere tutto, dal romanzo romantico al thriller sanguinolento, spalanca nel mio immaginario scenari apocalittici influenzati dalla recente scoperta dei racconti di Poe.
Arrivo in stazione, guardo in tutti gli uffici, passo dalla biglietteria, poi dal capostazione che è il papà delle mie amiche Alice e Monica, chiedo, ma nessuno l'ha vista.
Giro attorno all'edificio e salgo in casa dalle mie amiche;chiedo anche a loro, ma non l'hanno vista passare,richiedono la mia presenza per giocare insieme.
Certo, è il momento giusto, questo.
A dire il vero sono tentata, sebbene sia io la cittadina, loro possiedono più giochi di me e tutti bellissimi.
Anche il Dolce Forno, a cui sono dedicati i miei sogni più sfrenati, con il quale si dilettano in pericolosi esperimenti culinari, mentre io affogo nel dispiacere e nella consapevolezza che non sarà mai mio.
Mi scuoto perchè il tempo sta passando, corro fino al bar di zia Adelina.
Salgo le scale e entro, trovo mio cugino Angelo e chiedo se ha visto mia sorella.
Lui ghigna e mi dice " che l'hai persa di nuovo?" ti fa proprio dannare e secondo me lo fa apposta".
"Idiota, è piccola, stai molto attento che ti faccio nero."
Lui, abbassa lo sguardo colpevole, sa a cosa mi riferisco, e riprende ad asciugare i bicchieri dietro il bancone mordendosi un labbro.
Io esco furiosa, perchè il cuore ora batte quasi con ferocia, l'istinto di prenderlo a pugni è troppo violento e poi, chiaramente avrei la peggio.
Corro verso casa.
Giro e vado all'orto.
La trovo lì, tranquilla e serafica, mentre mangia un pomodoro caldo di sole, seduta su di un mattone.
Mi guarda,sorride e mi dice porgendomene un altro che stacca all'istante dalla pianta accanto a lei: "Vuoi?"
Io avrei miliardi di parole da vomitarle addosso, ma il suo viso dolcissimo e bello come una bambola Lenci dai capelli corvini, mi sorprende e spiazza.
Il sorriso di mia sorella è luminoso come una giornata di piena estate.
Per questo mi calmo, dimentico l'agitazione e le dico " raccogliamone altri e poi andiamo in casa a mangiarli, con il pane fresco di nonna, sicuramente sarà più buono."
Lei si alza e tende verso di me le braccia per stringermi forte.
Torniamo a casa con la gonna che trabocca di pomodori rosso vermiglio, mentre il profumo del pane ci viene incontro leggero.






Ricordando ora e sempre il piccolo mondo antico  della mia memoria che, un giorno tanto tempo fa, è stato spazzato via da un maledetto terremoto.


La memoria è importante.Va coltivata.Va aiutata.
Perchè ci aiuta a non dimenticare mai.

I momenti lievi e i momenti gravi della nostra vita, il nostro passato.
O il passato di altri che attraverso le parole scritte, è arrivato fino a noi col suo carico di verità a lungo nascoste:

"Stretti gli uni contro gli altri per tentare di resistere al freddo, la testa vuota e pesante allo stesso tempo, nel cervello un vortice di pensieri ammuffiti. L'indifferenza intorpidiva la mente. Qui o altrove cosa c'era di diverso? Crepare oggi o domani o più tardi? La notte si faceva lunga, lunga da non finire più."
(Elia Wiesel - La Notte)"


27 Gennaio 2013: il giorno della Memoria.



quello che ho scritto a tal proposito lo scorso anno, lo trovate cliccando qui.
Vi rimando poi alla pagina che ho creato sulle testimonianze.
Se poi cliccate sulla foto di Primo Levi che ho postato in alto troverete le varie iniziative in calendario.