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01 febbraio 2014

Tradimenti & Co.



Ho appena finito di ascoltare l'ennesima brutta storia di corna.
Le chiamo così e che ci posso fare.
Una conoscente che mi ha raccontato per quasi un'ora la fine della sua storia.
Mi spiace tanto. Ha scoperto che il compagno la tradiva da mesi con una collega.
Pure banale.


Anni insieme, dei figli. Il pensiero che il percorso iniziato possa durare per sempre.
Poi l'affaticamento della vita. Il quotidiano. Ognuno in questi casi tenta di darsi una spiegazione logica. Sia che  il tradimento lo si scopra in maniera violenta o dopo mesi di sospetti. Fino alla certezza.
Dopo i primi momenti di rabbia. Dopo le parole vomitate addosso. Dopo le lacrime e le recriminazioni. Ci si pensa.
Ci si guarda allo specchio.
Spesso se è la donna la persona tradita, il pensiero va al proprio fisico. Si fanno paragoni. Lei è più giovane; è più bella. Non ha avuto figli e ha un fisico da sballo.
Io invece...
E si pensa alla vita, agli ultimi anni appena trascorsi.
Le corse, il lavoro, il desiderio che si affievolisce. I pensieri legati alla situazione economica che non è mai facile o brillante.
L'adattarsi alle cose. L'abitudine.
Il dare per scontato che dall'altra parte sia sempre bello, sempre perfetto.
E soprattutto il non parlarsi.
Il muro che si alza. Piano piano, e la strada che, pur iniziata insieme a volte ci porta a crescere in maniera diversa.
Mah...
Lo so che quello che sto per scrivere forse non vi troverà tutti d'accordo.
Ma è il mio pensiero.
Il tradimento, l'altra o l'altro sono solo una conseguenza della crisi di un rapporto già in atto. Silenziosa a volte. Perché i problemi si preferisce accantonarli. Ci sono altre priorità. La famiglia, i figli, la salute.
Invece il rapporto in sè viene messo da parte. Se c'è qualcosa che non va si apetta, in attesa che arrivi il momento adatto per affrontarlo.
Ma poi non succede mai.
Dopo che accade?

Dopo le scuse, le lacrime e le richieste di perdono che cosa si fa?
Si prova a parlare?
Si prova sinceramente a cercare di capire? 
Oppure il/la traditrice non ha più alcuna possibilità?

Nel caso specifico lui è già fuori di casa. Ha provato a giustificare il tutto come un attimo(?) di debolezza. Ma lei non ha creduto al momento che durava da mesi.
Ed ora è sola, ferita, delusa. Risoluta ad andare avanti nella sua vita senza quell'uomo che ormai disprezza.

Ma è la strada giusta? Lui/lei sono gli unici colpevoli?

Io me lo sono chiesto. Scavando a fondo nella mia poca esperienza in materia direi che probabilmente farei delle domande a me stessa per prima.

Poi passata la rabbia che, cazzo sarebbe una roba che mi farebbe marcire le budella, proverei a domandarmi quanto di serio c'era e quanto invece solo di debolezza.
Se fossi in grado di trovare la forza di avere ancora fiducia in lui.
Sarebbe il mio unico, vero e grande problema.
Forse e dico forse, proverei a dare un'altra possibilità.

Vero è che mi riesce facile. Sono una donna che ama molto il suo uomo ed è riamata. Ma nonostante questo la mano sul fuoco non ce la metterei mai.

Forse perché mi è accaduto in passato.
Non era una cosa leggera. Era una storia parallela. Durava da molto tempo.
Non ho perdonato e non ho dimenticato. Mi è servito soprattuto a realizzare che nella vita mai dire mai.


E a voi è mai capitato? Cosa avete fatto? Avete respinto o avete perdonato?
Vi siete chiesti se magari succedesse a voi come reagireste?


Ne vogliamo parlare?