15 aprile 2021

[CRONACA] LA MENSA DEI POVERI DI PORTICI RISCHIA LA CHIUSURA


Identità insorgenti.it

L’Avv. Riccardo Russo è  il responsabile e fondatore della Mensa del Buon Samaritano sita a Portici  (Napoli), che assicura pasti cucinati giornalieri a circa 70/100 bisognosi, in questi giorni sta tentando di gestire  una situazione che potrebbe avere un tragico epilogo se non verrà affrontata  con concretezza.
La sua raccolta fondi serve a pagare le bollette insolute (a causa della pandemia) per il consumo dell’energia elettrica all’ENEL che ha minacciato di interrompere la fornitura se non si paga al più presto. Ecco come contribuire in maniera sicura alla raccolta fondi necessaria:

https://www.gofundme.com/f/aiuto-alla-mensa-del-buon-samaritano-di-portici-na?member=9969694&sharetype=teams&utm_campaign=p_na+share-sheet&utm_medium=social&utm_source=facebook   

La mensa è in vita da otto anni e si mantiene con i profitti dell’attività parallela di ristorazione, interrotta dalla chiusura governativa da oltre un anno a causa del Covid 19.
La Mensa non ha mai ricevuto un centesimo di denaro pubblico, o di altra natura! Nel seguente reportage, risalente al Dicembre 2018,  si chiarisce di cosa stiamo parlando   https://www.facebook.com/identitainsorgenti/videos/1984142421639499

 

Il gran lavoro dei volontari

Dal Martedì al Venerdi, i volontari confezionano cibi per almeno 100 persone che con la pandemia si sono impoverite ancora di più. Qui non si tratta di chiedere la carità, perchè la “Mensa” aveva una sua attività parallela (“La Terrazza di 800 Napoletano”)  che le consentiva un autofinanziamento. L’Istituto Pennese, al cui interno si trova appunto la mensa dei poveri, è un palazzo antico, spesso sede anche di corsi di formazione, oltre che di attività per la ristorazione.

Da otto anni l’avv. Russo la gestisce insieme ai volontari, affrontando costi elevatissimi di gestione, ma la pandemia, insieme alla totale assenza di sovvenzioni statali,  stanno dando una spallata finale ad un servizio essenziale che di fatto, interviene  laddove lo Stato latita. L’Enel ha chiesto i 18.000 Euro necessari a chiudere la vicenda, e per l’ennesima volta noi tutti cerchiamo di coinvolgere il cuore dei cittadini porticesi e di tutti gli uomini di buona volontà.

Articolo di Alberto Guarino tratto da Indentità Insorgenti


Conosco bene la realtà napoletana e l'impegno dell'Avvocato Russo  ha dato sollievo a molte persone e nuclei familiari con particolari criticità, per tutti questi anni. Importante che il suo "lavoro" e quello dei suoi collaboratori non si disperda. Se potete date un'occhiata ai vari link. Un abbraccio e buon giovedì a tutti voi. 




26 commenti:

  1. Le attività di solidarietà danno una grossa ricompensa anche a chi ci si impegna.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Morale sicuramente. Ed è l'unica ricompensa che i volontari desiderano.

      Elimina
  2. Contribuirei volentieri, ma non trovo il link per farlo.
    Ciao bella!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci sono tutti i link sopra, anche quello per donare. Ma la cosa migliore sarebbe veicolare il post attraverso i social. E visto che io non ho Facebook, fatelo voi;)

      Elimina
  3. davvero assurdo che cose del genere rischino di chiudere, assurdo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo in Italia, l'assurdo è normalità.

      Elimina
  4. Una vergogna che non arrivino aiuti dallo Stato. Speriamo non chiudano.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gli aiuti non sono mai arrivati e mai arriveranno, purtroppo si può confidare ancora una volta, solo sulla solidarietà dei privati.
      Terribile.

      Elimina
  5. Le mense per i poveri dispensano attività essenziale, il covid ha moltiplicato le difficoltà con le quali operano e le persone che ne richiedono i servizi. Spero che si trovi soluzione ad ognuna di queste problematiche, perché stiamo sprofondando nell'egoismo e nell'egoistico si salvi chi può. E già il solo sperare non basta. Non deve bastare. Dobbiamo metterci del nostro, ognuno nella propria realtà.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A Milano, davanti le sedi dell'Opera di San Francesco e di Pane quotidiano, le file non si sono allungate, sono triplicate. E sono scene che sono sotto gli occhi di tutti giornalmente. Come Milano, in qualunque altro posto d'Italia. Ma se lo stato è cieco e sordo al grido di dolore di migliaia di famiglie ormai allo stremo a causa della pandemia, cosa pensiamo si possa risolvere da qui a breve? La solidarietà privata è forte ma comincia a cedere, perché molte di quelle persone che aiutavano adesso ingrossano le fila. Per cui si, siamo sempre più egoisti. Ma se ci arrendiamo e non ci mettiamo del nostro, come suggerisci tu, non c'è scampo.

      Elimina
  6. Siamo un Paese impegnato a restituire il vitalizio di 7 mila euro a Formigoni ed abbandonare senza sostentamento associazioni di volontariato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Formigoni è una vergogna italiana, che come al solito, il tempo sta sbiadendo. Se la sanità lombarda è quel disastro che è, dobbiamo ringraziare lui. Eppure meglio ripristinare il vitalizio che soccorrere la gente che ha bisogno.
      È la politica, bellezza.

      Elimina
  7. Spero che non debbano chiudere per mancanza di soldi !! Le mense dei poveri sono una necessità; con il covid,ci sono molto più persone di prima che sono costrette ad affidarsi alla mensa dei poveri. Queste associazioni fanno tanto bene e vanno sostenute. Grazie per gli auguri. Buona giornata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se non pagano le bollette resteranno senza energia elettrica e da lì alla chiusura il passo è breve. La raccolta fondi sta andando avanti ma c'è bisogno di sostengo sui social. Per cui è importantissimo parlarne.

      Un abbraccio grande a te e grazie.

      Elimina
  8. Sette otto anni fa io facevo il voluntario alla Croce Rossa in una mensola municipale gestita dalla Croce Rossa. Mi incaricavo di aiutare a servire le cene alle persone che ci soggiornavano, poiché si cenava e anche si dormiva lì.

    Adesso, con l'emergenza coronavirus, credo che sia chiuso; ci sono altre case di beneficenza che danno panini da pranzo ai poveri, anche chiuse, ma si formano code in strade poiché il panino lo danno lo stesso.

    podi-.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che dispiacere leggere quanto il coronavirus abbia agito su tutta Europa come una livella, peggiorando ovunque le condizioni di vita delle persone. In Italia passiamo il tempo a lamentarci ma ovunque ( e il tuo esempio da catalano lo dimostra) si è nella medesima situazione.
      Ciao Carlos.

      Elimina
  9. Speriamo si possano salvare, certo osservo che i soldi per FCA si trovano sempre così come per opere regionali che poi restano cattedrali nel deserto mentre per loro se non arrivano i privati ad aiutarli le istituzioni si voltano dall'altra parte

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ci sono interessi né economici né politici per cui i soldi vengono stanziati per altro.
      Che rabbia.

      Elimina
  10. Una vergogna, non si può chiudere la solidarietà.

    RispondiElimina
  11. Gli Enti che ci forniscono le utenze, che applicano chissà quante voci rispetto a quelle effettivamente consumate, non sono stati toccati dalla pandemia: dovrebbero fare la loro parte!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Durante tutto il periodo della pandemia i gestori delle utenze hanno continuato a guadagnare esattamente come prima. E tutte quelle voci di cui parli hanno continuato a generare profitti. Alla faccia della disperazione di molti.

      Elimina
  12. Ma dove cavolo stanno i ricchi, quando servono??!!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I ricchi sono gli unici che in questo periodo non hanno perso nulla e anzi sono ancora più ricchi di prima. Stanno a contare i soldi, ecco dove sono.

      Elimina
  13. Queste belle realta' non possono chiudere. Assolutamdnte.
    Maurizio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'importante e cercare di parlarne per non farle ricoprire dall'oblio.
      Un abbraccio Maurizio, buon sabato.

      Elimina

Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)