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16 ottobre 2020

LETTER TO YOU

 


Il BOSS sta tornando e in attesa del nuovo album che uscirà il prossimo 23 ottobre, di cui vi parlerò a tempo debito, vi lascio da ascoltare il suo nuovo singolo. Dalla lettera all'album  registrato in soli cinque giorni che Bruce ha dedicato al mondo intero.

Una canzone che io dedico a tutti voi, per trovare la forza di attraversare questo lungo periodo difficile e venirne finalmente fuori, sofferenti ma liberi.




Lettera per te

Sotto un ammasso di alberi ibridi ho tirato quel filo irritante
Mi sono inginocchiato, ho impugnato la mia penna e inchinato la testa
Ho provato ad invocare tutto quello che il mio cuore trovava vero
E lo spedisco nella mia lettera per te
Whoa!
Le cose che ho scoperto durante i periodi difficili e belli
Le ho scritte tutte con inchiostro e sangue
Ho scavato profondamente nella mia anima e ho firmato con il mio vero nome,
E l’ho spedito nella mia lettera per te
Nella mia lettera per te
Ho messo tutte le mie paure e dubbi
Nella mia lettera per te
Tutte le cose difficili che ho scoperto
Nella mia lettera per te
Tutto quello che ho scoperto essere vero
E l’ho spedito nella mia lettera per te
Ho preso tutti i raggi del sole e la pioggia
Tutta la mia felicità e tutto il mio dolore
Le stelle delle sere scure e il blu del cielo della mattina
E l’ho spedito nella mia lettera per te
E l’ho spedito nella mia lettera per te
Nella mia lettera per te
Ho preso tutte le mie paure e dubbi
Nella mia lettera per te
Tutte le cose difficili che ho scoperto
Nella mia lettera per te
Tutto quello che ho scoperto essere vero
E l’ho spedito nella mia lettera per te
L’ho spedito nella mia lettera per te

17 dicembre 2019

POSTITIZIE:QUANDO LA TUA AZIENDA È MEGLIO DI BABBO NATALE


La sorpresa dei dipendenti all'apertura delle buste - immagine dal web


Qualche giorno fa, nel Maryland, Stati Uniti d'America, un'azienda ha festeggiato assieme ai suoi dipendenti il raggiungimento di tutti gli obiettivi annuali. 
Durante la serata, ognuno di loro ha ricevuto una busta rossa.
Solo che, all'interno, non c'erano gli auguri di Natale ma assegni premio.
Eh sì, perché  la St. John Properties, ha donato un totale di 10 milioni di dollari (10MILIONIDIDOLLARI) a tutti quanti.
Si partiva da tagli di 100  fino a 270.000 dollari, a seconda dell'anzianità di servizio.

Il titolare della società Lawrence Maykrantz, ha spiegato con queste parole l'accaduto:


“Volevamo fare qualcosa per ringraziare tutti i nostri dipendenti per averci aiutato a raggiungerlo, e volevamo fosse fatto in grande. Siamo orgogliosi di loro. Sono la base e la ragione del successo dell’azienda e volevamo trovare un modo per ringraziarli. Penso che siamo riusciti a farlo”

Dopo l'iniziale smarrimento, sono arrivate le lacrime e la commozione per tutti quanti i presenti. Ognuno di loro si è avvicinato al proprietario per ringraziarlo e per raccontargli che cosa farà con i soldi ricevuti in premio. C'è chi pagherà il mutuo, chi dei debiti scolastici, chi delle spese mediche, molti istituiranno un fondo per i propri figli.

Anche in Italia accadono miracoli simili grazie a pochi e illuminati imprenditori.
Ma la maggioranza, gli utili realizzati se li tiene ben stretti e a malapena, per Natale, regala un panettone. Magari del supermercato eh...

Fonte: Positizie

07 luglio 2013

Ellis Island e il Sogno Americano









Ellis Island (foto MS)

Ho letto che, dopo un lungo restauro e un uragano, finalmente la Statua Della Libertà (Miss Ellie) è di nuovo aperta al pubblico.
Il simbolo dell'America è tornato ad essere visitabile, il 4 Luglio, giorno dell'Indipendenza Americana.



Miss Ellie (foto MS)


I danni di Sandy sono stati notevoli, come sappiamo.
Ma la cosa che mi ha colpito di più è venire a sapere che invece, Ellis Island, resta chiusa, perchè il ripristino richiede molto tempo e denaro. Anche gli americani hanno problemi di fondi.
Ma perchè mi interessa così tanto?

Ellis Island è il Museo Nazionale dell'Immigrazione. Il luogo degli Stati Uniti che, gli emigranti in arrivo dalla fine dell'Ottocento fino ai primi anni del Novecento, calpestarono per primi. Subito dopo avere goduto della grandiosa visione di Miss Ellie, che accoglie con la sua forza chiunque arrivi a destinazione, che sia per mare, cielo o terra.  



Le navi per L'America (foto MS)

Postazione di quarantena, si rimaneva in attesa lì, prima di essere ammessi negli Stati dell'Unione e divisi a secondo delle loro disponibilità già  prestabilite;  molti, meno fortunati, tornavano indietro.Rispediti al mittente.
Ah, L'America.
Che delusione poi, dover tornare indietro.
L'ho visitata due anni fa. E' stata un'esperienza incredibile. Molto emozionante.
Siamo partiti dalle camere, poco più che celle, in cui si dormiva su brande di legno attaccate le une alle altre.


Le camere (foto MS)

Abbiamo visto i bauli, piccola parte del loro mondo di origine da cui si erano staccati con dolore. Ho provato a pensare a me al loro posto. Costretta a partire non avendo speranza di futuro nella mia terra, e non sapendo bene cosa avrei trovato e come sarei stata accolta. E con il terrore di fallire nuovamente e di ritrovarmi sola, in un posto in cui non avrei avuto nessuno a soccorrermi ed aiutarmi se ne avessi avuto bisogno. Quanta disperazione nei cuori di quelle persone. Quanta paura. Pronti a tutto per trovare una strada migliore del niente a cui erano abituati. Poi arrivare in una terra che d'impatto ti sembra ostile e pronta a rimandarti indietro con un bel calcio nel sedere.



I bauli (foto MS)
Siamo poi passati a visitare i luoghi di isolamento,le infermerie dove venivano visitati, misurati, passati ai raggi X; le persone venivano scrutate per accampare, supportati da motivi medici, il diritto di rimandarli indietro.
Senza pietà e con un scrupolo inaudito. I vecchi, gli ammalati, coloro che si riteneva avessero problemi mentali, venivano bollati come indesiderati e scartati.
Quelli che superavano il primo esame, dovevano essere interrogati da un gruppo di esaminatori che li registrava e li schedava.
Superato anche questo step e ottenuto il via libera, si scorrevano con gli occhi i tabelloni dove c'erano i numeri di destinazione finale.

Loro erano gli Alieni.

I numeri di destinazione divisi per città (foto MS)


In ordine si partiva verso la città stabilita e ci si mischiava finalmente con gli altri nella speranza di diventare "ammericani".


il piano terra dove i nuovi arrivati restavano in attesa per lungo tempo (foto MS)

Che poi a noi, da quest'altra parte del mondo ci piace tanto essere o fare gli "ammericani". Carosone ci aveva scritto una bellissima canzone. Maniaci di tutto quanto venga dal Nuovo Mondo, di cui ricordiamo e copiamo ogni cosa. Ma di sicuro abbiamo dimenticato che siamo stati EMIGRANTI.
Non tutti dai, qualcuno di noi se lo ricorda ancora. Forse perchè ha avuto nonni o zii partiti con le navi un giorno, e mai più tornati.
Io avevo una zia, Zia Maria. Sorella del nonno, partì con il marito a fare fortuna e ci rimase "All'America".
Ricordo le foto, le prime a colori, lei era molto anziana, tutti i figli e i nipoti attorno. Le telefonate, in dialetto stretto, l'unico italiano che lei ricordava. Un meltin pot con la nuova lingua, in quel miscuglio che era diventata la sua lingua vera.
L'ho cercata in quelle liste ad Ellis, dove ci sono tutti i nomi di chi approdava.
Ma erano troppe.

La prossima volta zia, ti cercherò più approfonditamente.
Perchè la riapriranno Ellis. Per forza.
Gli "Ammericani" ci tengono alla memoria, molto più di noi.



PS: poco dopo avere pubblicato il post ho saputo che domani Papa Bergoglio andrà a Lampedusa. E a Lampedusa era andato il mio pensiero mentre lo scrivevo.Un grande passo e un grande Papa.