Scrivo perché mi scappa da scrivere...
16 novembre 2024
[SABATO DI POESIA] Inventario di Dorothy Parker
12 ottobre 2024
[SABATO DI POESIA] Errori di Antonia Pozzi
Fiocca la neve leggiadramente
sui cesti delle fioraie: imbianca
le giunchiglie e le viole,
le fresie magre, venute
dai paesi del sole.
A guardarle si pensa
dei tanti destini errati
che dolgono
per le vie della terra
ed un furore nostalgico serra
per le vie d’oro dell’anima
a cui neve non giunge.
Milano 2 marzo 1932
Note biografiche e riflessioni
Antonia Pozzi
Ritorna sul mio blog anche la poesia di Antonia Pozzi, che io amo profondamente. La trovo attuale e contemporanea. Ogni volta che leggo i suoi versi rivedo la donna, l'anima fiera e disillusa dalla vita. E tra i fiocchi di neve e i cestini di fiori, si intravede tutta la sua pena e il suo furore Convinta di avere sbagliato ogni cosa, colpita dolorosamente dai meschini tradimenti di chi consapevolmente la illuse. Come tutti noi ambiva all'amore e alla comprensione. Non ebbe questa gioia e il trovarsi sola, dispersa in un mondo che non comprendeva questo suo desiderio, la convinse a lasciarlo in una fragile giornata del 1938.
05 ottobre 2024
[SABATO DI POESIA] Paris di Charles Bukowski
mai,
nemmeno in tempi più tranquilli,
mi sono sognato
di attraversare in bicicletta
quella città
con indosso un berretto
e
Camus
mi ha sempre fatto incazzare.
(1987)
Note biografiche e riflessioni
Charles Bukowski
Continuo, anche questa settimana, a parlarvi di Parigi attraverso alcune poesie di grandi poeti. Oggi è la volta di Charles Bukowski, un poeta più volte celebrato nel mio spazio. Come di consueto, aggredisce con le sue parole. Feroce e vorace, come piace a me. Non condivido del tutto la sua opinione. Avverso alla versione romantica della città, di cui disprezza la visione bohémien, ce ne regala un'immagine vivida e brutale. Attraverso il disprezzo, lui in realtà sta criticando il mondo intellettuale dell'epoca, con il chiaro riferimento a Camus. Ma io, donna gentile, resto legata alla visione dolce e senzatempo di una città che si può benissimo attraversare in bicicletta con un bel cappellino in testa e un cestino pieno di fiori.
Buon sabato amici.
17 febbraio 2024
[SABATO DI POESIA] Andar via di Charles Bukowski
Via oltre l'ultima porta,
passata la musica
passate le ballerine,
via oltre l'ultima balera,
passato l'ultimo Capodanno
e l'ultimo urrah!
passato il volo del colibrì,
passato l'ultimo bacio,
l'ultimo liscio e flusso,
l'ultimo nuovo giorno,
l'ultimo sonno della notte,
l'ultima arancia dolce,
l'ultima guerra,
passata l'ultima
ultima
parola.
(1977 - La canzone dei folli - poesie II)
23 settembre 2023
[SABATO DI POESIA] Non ti chiederò di Frida Kahloo
Non ti chiedo di darmi un bacio.
Non chiedermi scusa quando penso che tu abbia sbagliato.
Non ti chiederò nemmeno di abbracciarmi quando ne ho più bisogno,
non ti chiedo di dirmi quanto sono bella, anche se è una bugia, né di scrivermi niente
di bello.
Non ti chiederò nemmeno di chiamarmi per dirmi com’è andata la giornata, né di dirmi che ti manco.
Non ti chiederò di ringraziarmi per tutto quello che faccio per te, né che ti preoccupi per me quando i miei animi sono a terra, e ovviamente, non ti chiederò di appoggiarmi
nelle mie decisioni.
Non ti chiederò nemmeno di ascoltarmi quando ho mille storie da raccontarti.
Non ti chiederò di fare niente, nemmeno di stare al mio fianco per sempre.
Perché se devo chiedertelo, non lo voglio più.
(Frida Kahlo)
Note biografiche e riflessioni
Frida Kahlo, (Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón), è stata una pittrice messicana. Il surrealismo pittorico la sua caratteristica peculiare. La sua arte, universalmente riconosciuta, si accompagna ad un percorso di vita costellato da grandi dolori fisici che la costrinsero a letto per lunghi periodi. Quell'immobilità ci ha regalato la maggior parte dei suoi autoritratti e capolavori. La poesia di oggi, tratta dal diario che scrisse durante la sua vita, mi ha colpito perché sprigiona una luce e una dignità incredibile. Una specie di manifesto amoroso carico di rispetto al quale tutti gli esseri umani dovrebbero attingere.
15 aprile 2023
[SABATO DI POESIA] Ho sognato di volare di Dacia Maraini
Ho sognato di volare
tante volte in una
una volta in tante,
leggera sopra i tetti
con un sospiro di gioia nera
posandomi sui cornicioni
seduta in bilico su un comignolo
quanto quanto quanto
ho camminato sulle vie
ariose dell’orizzonte
fra nuvole salate e raggi di sole
un gabbiano dal becco aguzzo
un passero dalle piume amare
erano le sole compagnie
di una coscienza addormentata
vorrei saper volare
ancora in sogno ancora,
come una rondine,
da una tegola all’altra
e poi sputare sulle teste
dei passanti e ridere
della loro sorpresa, piove?
O sono lacrime di un Dio ammalato?
Volo ancora, ma nelle tregue del sonno
il piede non più leggero
scivola via, una mano si aggrappa
alla grondaia che scappa
vorrei volando volare
e riempire di allegrie
le spine del buio.
(Dacia Maraini “ho sognato di volare” da “Notti e sogni” Poesie Rizzoli - 1998)
Note biografiche e riflessioni
Dacia Maraini è nata a Fiesole il 13 novembre 1936. Scrittrice, poetessa, saggista, drammaturga e sceneggiatrice. Vincitrice, tra i tanti, del Premio Cimitile, Campiello e Strega. Di suo ho letto molto, essendo un'autrice che mi piace. Tra i suoi romanzi più belli Bagheria e La Lunga Vita di Marianna Ucria.Ha scritto anche Chiara D'Assisi - elogio della disobbedienza ed è un romanzo che vi consiglio. E' una donna che ama scrivere di donne e spesso anche le sue poesie parlano del nostro universo. Il piccolo gioiello di oggi lo dedico innanzitutto a me stessa perché durante l'infanzia e l'adolescenza sognavo spesso di volare. Lo riconduco al mio desiderio di crescere e di diventare indipendente. E ciò che ho realizzato da adulta è un po' lo specchio di quel desiderio. E pure io oggi, vorrei ancora possedere quel "fiato" leggero con il quale "sorvolavo" il mondo.
03 settembre 2022
[SABATO DI POESIA]: Sonetto di Settembre di Carlo Vallini
O Settembre, nel bel parco silente
ove assorto al mio sogno un dí vagai,
fa’ ch’io rivegga ancora dai rosai
fiorir le rose, prodigiosamente.
Ch’io rioda tra i boschi dolcemente
gemer le mie fontane dolci lai
e le gelide statue che mai
mutano gesto, interrogarmi intente.
Irrompa tra i cipressi, per le aperte
finestre, nel castello, la sovrana
fiamma sanguigna del gran sol che muore
e dilaghi via via per le deserte
plaghe, una voce triste che lontana
mi sembri e pianga invece nel mio cuore
Note biografiche e riflessioni
Carlo Vallini nasce a Milano nel 1885 e lì muore nel 1920. Fu drammaturgo e docente. Poeta delicato seguì la linea crepuscolare di Guido Gozzano di cui fu grande amico. Morì giovanissimo a causa di un'embolia fulminante. I suoi versi malinconici sono perfetti per dare il benvenuto al mese di settembre.






