«Una mattina mi son svegliato,
oh bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
e ho trovato l’invasor.
O partigiano, portami via,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
O partigiano, portami via,
ché mi sento di morir.
E se io muoio da partigiano,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano,
tu mi devi seppellir.
E seppellire lassù in montagna,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E seppellire lassù in montagna
sotto l’ombra di un bel fior.
E le genti che passeranno
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E le genti che passeranno
Ti diranno «Che bel fior!»
«È questo il fiore del partigiano»,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
«È questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!»
Sono sempre stata dell'idea che Laura Pausini fosse la cantante nazionale più sopravvalutata che abbiamo. Però la ritenevo intelligente, almeno per come è riuscita a rimanere sulla cresta dell'onda per tutti questi anni. E invece scopro che è solo una gran furbetta e pure abbastanza cretina.
Che autogol Laura. Fai la brava, continua a cantare le tue canzonette. Le canzoni con significato, quelle che hanno dietro lacrime e sangue, lasciale a noi.
