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| Jeanne Samary - Pierre-Auguste Renoir-1877 ( Museo Puskin Mosca) |
E' sulla rampa di partenza un'altra delle mie "famigerate" domande esistenziali.
Una piccolissima cosa.
"Semplicemente": quello che mi manca e mi piacerebbe realizzare.
La vita è un percorso lento, molto faticoso, con sprazzi di sereno che arrivano all'improvviso quando meno te lo aspetti.
Sei lì seduta, mentre bevi la tua tisana serale e non hai niente di meglio da fare che porti una domanda che in meno di un millesimo di secondo ti abbatte come un fulmine nel deserto.
Allora l'unica cosa che resta da fare, per evitare di andare in bagno e prendere le forbicine delle unghie e tagliare fino alla carne(mi capita quando sono particolarmente agitata), è fare una lista, semiseria.
Che sarà mai....
1) Quattro passi nel deserto del Gobi. Mi piacerebbe abbandonarmi alla sensazione di perdita assoluta di orizzonte. Pensando che sarebbe molto, ma molto peggio, rispetto a quello che ho provato in Egitto anni fa. Dite che a piedi come Marco Polo, ci arrivo alla Grande Muraglia Cinese? L'obiettivo principale direi. Certo, se non stramazzo a terra prima.
2) Una visita ad un mulino olandese. Tulipani a gogò. Considerando il fatto che,non essendo in Italia, mica correrei il rischio di incontrare Rosina e tantomeno spagnoli che ci stanno dentro come il cavolo a merenda.
3) Riuscire ad entrare nei mitici studi di Abbey Road. Ci sono andata così vicino, ma così vicino l'ultima volta.
4) Passare qualche settimana in un villaggio di volontari in Africa. Non importa dove. Chi se ne frega se non conosco nulla di medicamenti e altro. A me interessa vedere e ricambiare quei sorrisi. Poi qualcosa di pratico riuscirò a fare. Ah sì, romperò le palle a tutti per portare anche dei soldi. Preparatevi.
5) Festeggiare i miei cinquant'anni con le amiche del cuore. Obiettivo una delle città che amo di più al mondo. Passare qualche giorno pensando solo a noi. Tra chiacchiere e risate.
6) Non pensare alla pace nel mondo, al politicamente corretto. Insomma mandare a cagare questo mondo fatto di veline e di tronfi politicanti di merda.
7) Ricominciare a suonare il pianoforte. Il violino no, quello non deve tornare.
8) Camminare senza meta a Milano, per una notte intera.
9) Decidere di fare quella telefonata che continuo a rimandare.
10) Dire "ce la farò", invece che "non posso farcela".
Per famiglia, amore, cani, gatti&Co, non faccio elenchi. Loro ci sono sempre.
Il quadro di Renoir che apre il post, è il mio preferito in assoluto. Quando lo vidi dal vivo per la prima volta, subii qualcosa di molto simile alla sindrome di Stendhal.
Jeanne Samary, la sua musa, fu dipinta dal pittore in molteplici pose. E questa giovane attrice di poco talento, grazie a quello immenso del suo pittore, sopravviverà per sempre. Che culo.
Eppure è solo una faccia di me, perché il secondo mio quadro preferito lo lascio in chiusura.
Sembrano così diversi i due pittori, per stile, epoca e rabbia. Eppure per me sono e restano i più grandi.
Jackson Pollock è il pittore.
Fuori lista è il desiderio più grande e impossibile: possederli. O l'uno o l'altro. O tutti e due.
Sono pazza. Lo so.
E voi, siate un po' seri e un po' faceti...
Suvvia.
Jeanne Samary, la sua musa, fu dipinta dal pittore in molteplici pose. E questa giovane attrice di poco talento, grazie a quello immenso del suo pittore, sopravviverà per sempre. Che culo.
Eppure è solo una faccia di me, perché il secondo mio quadro preferito lo lascio in chiusura.
Sembrano così diversi i due pittori, per stile, epoca e rabbia. Eppure per me sono e restano i più grandi.
Jackson Pollock è il pittore.
Fuori lista è il desiderio più grande e impossibile: possederli. O l'uno o l'altro. O tutti e due.
Sono pazza. Lo so.
E voi, siate un po' seri e un po' faceti...
Suvvia.
| Jackson Pollock - Stenographic figure - 1942 ( Moma foto MS) |
