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29 maggio 2021

[SABATO DI POESIA] LA DANZATRICE STANCA DI EUGENIO MONTALE

 

laStampa.it


Torna a fiorir la rosa
che pur dianzi languia…
Dianzi? Vuol dire dapprima, poco fa.
e quando mai può dirsi per stagioni
che s’incastrano l’una nell’altra, amorfe?
Ma si parla della rifioritura
d’una convalescente, di una guancia
meno pallente ove non sia muffito
l’aggettivo, del più vivido accendersi
dell’occhio, anzi del guardo.
È questo il solo fiore che rimane
con qualche metro d’un tuo dulcamara.
A te bastano i piedi sulla bilancia
per misurare i pochi milligrammi
che i già defunti turni stagionali
non seppero sottrarti. Poi potrai
rimettere le ali non più nubecola
celeste ma terrestre e non è detto
che il cielo se ne accorga basta che uno
stupisca che il tuo fiore si rincarna
si meraviglia. Non è di tutti i giorni
in questi nivei défilés di morte.



Note biografiche sull'autore 

Eugenio Montale nacque a Genova nel 1896 e morì a Milano nel 1981. Grande poeta, scrittore, filosofo, giornalista, traduttore, critico letterario/musicale e politico italiano(wikipedia).  In realtà oggi vorrei dedicare la pagina alla più grande ballerina italiana da poco scomparsa.  Da piccola volevo salire sulle punte e questo sogno è rimasto tale perché la scuola di danza costava  troppo.  Ma non ho mai smesso di guardare al balletto classico di cui Carla Fracci è stata l'esempio più luminoso, con meraviglia e grandissima ammirazione. La poesia che Montale le dedicò quando lei era incinta e lontana dal palco è l'augurio che il poeta le fa di tornare a librarsi quasi in volo mandando di nuovo in estasi il suo pubblico,  perché  durante la sua assenza i balletti sono sembrati quasi delle sfilate di morti danzanti. Lui la conosceva bene, l'aveva seguita (era critico teatrale per il Corriere della Sera)  da  quando era ballerina di fila fino al successo internazionale. Per cui, nonostante ad una prima lettura  non sembri, la stima e l'affetto erano enormi. E allora proviamo a chiudere gli occhi e immaginiamola ancora una volta così, mentre spicca un salto etereo e altissimo fino ad arrivare al cielo.