
AUTORE: MAURIZIO DE GIOVANNI
TITOLO: VUOTO
EDIZIONI: EINAUDI STILE LIBERO
PAGINE: 344
PREZZO: 19,00
"questa carezza, amore mio, ha il rumore di una perenne risacca. Del vento tra le foglie e del canto degli innamorati, della musica di un violino di notte e del pianto di un neonato. Il suono di questa carezza è necessario e disperato, per questo lo ascolti in silenzio, sorridendo a occhi chiusi come riconoscendo la nostra speciale sinfonia".
C'è aria di preoccupazione al commissariato di Pizzofalcone.
Tutti preoccupati per Giorgio Piselli, detto il Presidente, e sostituto commissario. Ricoverato in ospedale per un grosso problema di salute. È in terapia intensiva: vuoto di forze.
L'ispettore Giuseppe Lojacono, detto il cinese, ha ripreso a frequentare il suo "amore" misterioso, ovvero il pubblico ministero Laura Piras, ma non sa cosa succederà domani: vuoto di futuro.
Il vicequestore Luigi Palma, detto Gigi, al comando della squadra, sembra stia declinando le responsabilità, perché ha la testa e il cuore altrove: vuoto di potere.
L'assistente capo Francesco Romano, detto Hulk, ha visto trasformarsi la sua vita grazie ad uno scricciolo di bimba appena nata; ma dovrebbe trovare una soluzione ai suoi problemi: vuoto di decisioni.
Il vicesovraintendente Ottavia Calabrese, detta Mammina, vede la sua vita passarle davanti come se fosse dietro un vetro, e quel vetro avrebbe voglia di romperlo: vuoto di certezze.
L'agente assistente Alessandra di Nardo, detta Alex, sta costruendo la sua nuova vita, e mette su un mattoncino dopo l'altro. Ma come è difficile: vuoto di coraggio.
L'agente scelto Marco Aragona, che vorrebbe essere detto Serpico, pare Bertoldo e sembra un vuoto a perdere. Sembra.
Il vicecommissario Elsa Martini, detta la rossa, è arrivata per sostituire il collega ammalato. Appare fuori luogo e fuori posto. Con un storia così pesante sulle spalle da sembrare troppo perfino per i "Bastardi". Vuoto di passato.
Intanto un'insegnante di scuola superiore scompare e una sua collega e cara amica ne denuncia la sparizione.
Dovrebbe essere un caso di routine a Pizzofalcone. Ma lì, mai niente è quel che sembra.
Maurizio De Giovanni, intinge di nuovo la penna nel giallo moderno di una Napoli grigia stavolta, dove tutto si confonde e le certezze scompaiono.
Lo fa con una poesia che ricorda un'altra Napoli più antica e sempre, maledettamente, bellissima.
L'ultimo romanzo sui "Bastardi di Pizzofalcone" lo leggi con un groppo alla gola e una mano a stringere il cuore. Vorresti non arrivare alla fine. Eppure la sorpresa più grande è lì, pronta a farti respirare ancora.



