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20 aprile 2019

ASPETTANDO PASQUA



È tardi, sono le 11.30 di sera e sono qui a battere i tasti del mio pc mentre aspetto la fine cottura delle mie pastiere, ora in forno.
La giornata è stata lunga, ho lavorato fino alle cinque, poi di corsa a fare la spesa, cena e preparazione del dolce per eccellenza, che non può mancare mai  nel giorno di Pasqua, sulle tavole dei campani. Devo dire che, sempre più spesso, vengo a conoscenza che molti anche qui in Lombardia, la preparano o la comprano, per mangiarla poi, nel giorno della Festa.
È diventata tradizione di tutti gli italiani, e la cosa non può che farmi piacere.
Il profumo della Pastiera, per me vuole dire casa, famiglia, amore e soprattutto Resurrezione.
Un dolce importante, per prepararlo ci vuole molta cura e molta pazienza. Tanto tempo e tantissimo amore.
Di base gli ingredienti sono quelli cari alla migliore tradizione dolciaria. Ma ci sono degli elementi che la rafforzano e la rendono unica. Il grano in primis.
Il grano simbolo della nostra terra, delle nostre tradizioni contadine, rappresenta la forza e la costanza della gente italiana.  Bagnato nel latte. Vegetale e animale che si fondono.
E poi la farina, la ricotta,  le uova. Le basi. Simbolo di ricchezza, abbondanza e fertilità. 
Il profumo degli agrumi (limoni e arance) che è quello della Campania e del sud in generale.
Ognuno poi, seguendo la cultura familiare, aggiunge gli aromi che preferisce, così diventa ricca, profumata e rimembranza di tempi antichi, di comunione.
Perché la Pastiera è famiglia, è casa. È attesa.
L'attesa che viene ricompensata prima con il profumo delicato che si diffonde per tutta la casa, peccato che in questo momento non possiate sentirne l'odore.
E poi dal gusto, quando perfettamente cotta e a temperatura ambiente(mai fredda la pastiera), arriverà a coronare con il suo sapore perfetto, la giornata dedicata alla famiglia.
Intanto penso alle mille difficoltà quotidiane, ai problemi che non ci risparmiano mai, alla stanchezza che si accumula attorno alle spalle che si fanno più chine ogni giorno che passa.
Ma nel momento in cui preparo un dolce o una pietanza, quella fatica non la sento. Non la ricordo, sono impegnata a preparare un momento di felicità. 
Doso, impasto e assaporo. Ho sempre un sorriso leggero sulle labbra. Perché quando faccio qualcosa sapendo che altri ne saranno felici, sono felice. 
E dimentico tutto, i passi incerti degli ultimi giorni, quelle nuvole che si sono affacciate all'improvviso e che non so come scacciar via.
Non ho altro che le mie spalle da tirare su ed andare avanti.
Per qualche giorno però, sarò leggera, quasi ballando sulle punte e mi distrarrò mentre cucino, canticchiando.


Vi auguro leggerezza, dolcezza e amore da assaporare con lentezza.
Ci risentiamo tra qualche giorno cari amici miei,

BUONA PASQUA.


IL RISULTATO FINALE




25 marzo 2012

DAL RICETTARIO DI NONNA CARMELA E MAMMA MIMMA: PASTA CON LA RICOTTA







Pensavate che avrei abbandonato il piacere di raccontarvi di me e della mia famiglia attraverso le ricette che fanno parte del mio DNA come la scorza di cui sono fatta?
Beh, chiaramente no!

Oggi riapro il capitolo inaugurato mesi fa, del ricettario sacro di mia nonna e mia mamma.
Nei miei ricordi, la pasta con la ricotta arrivava, quando nonna e mamma avevano trascorso la mattinata occupate, tra bimbi costipati e a letto ammalati.

Oppure nella giorno di mercato, quando le ore del mattino le aveva trascinate tra una bancarella e l'altra ad acquistare tutto quello che era necessario per i giorni a venire.

Rientrando intorno a mezzogiorno, in quest'ultimo caso, erano obbligate a fare una scelta di pranzo dettata dalla mancanza di tempo.

E' una delle ricette più semplici che ci siano, davvero buonissima.



Ricetta per quattro persone:
  1. 400 gr di pasta corta ( penne, pennette, fusilli, conghiglie ,ecc),
  2. 300 gr di ricotta freschissima.
  3. pepe nero q.b. mi raccomando da macinare al momento.
  4. un pizzico di noce moscata.
  5. parmigiano grattugiato.

Mentre cuoce la pasta riscaldate il piatto da portata, versatevi la ricotta trattenendo 100 gr, che terrete da parte e taglierete a dadini.
Lavorate la ricotta nel piatto con un pochino di acqua di cottura della pasta e aggiungete un pizzico di noce moscata.
Scolate la pasta e che sia bella al dente.
Mettetela nel piatto in cui avrete lavorato la ricotta.
Macinate il pepe nella quantità che preferite (attenti a non esagerare).
Mescolate accuratamente.
Infine prima di portare a tavola, decorate con i dadini di ricotta che avete lasciato da parte.
Se volete potete aggiungere una bella spolverata di parmigiano grattugiato.

Vi lascio, due simpatiche versioni della ricetta, tratte dal programma di Simone Rugiati "CUOCHI E FIAMME" che trovo sempre molto divertente!