Visualizzazione post con etichetta poetare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta poetare. Mostra tutti i post

03 ottobre 2020

SABATO DI POESIA: FARE POESIA DI ANNE STEVENSON





‘Devi abitare la poesia
se vuoi fare poesia’.

E cosa significa ‘abitare’?

Significa portarla come un abito, indossare
le parole, sedendo nella luce più netta,
nella seta del mattino, nel fodero della notte;
un sentire spoglio e frondoso in un’aria che sorprende;
familiare…insolita.

E cosa significa ‘fare’?

Essere e diventare il clima mutevole
delle parole, il servo della musa a condizioni
atroci, intraprendere viaggi sopra voci,
evitare la collina dell’ego, il pozzo dell’afflizione,
la sirena che sussurra stampare, successo, stampare,
successo, successo, successo
.

E perché abitare, fare, ereditare poesia?

Oh, è la commedia condivisa della peggiore
benedizione; il suono che guida la mano;
la parola vitale che scorre da una mente all’altra
attraverso le stanze lavate dei sensi;
una di quelle stregate, indifendibili, impoetiche
croci che pur dobbiamo portare.

(Le vie delle parole - 2018)


Note bibliografiche:

Anne Stevenson è nata a Cambridge nel 1933. Ma dopo pochi mesi, i suoi genitori statunitensi, tornarono in America. Lì ha vissuto e ha studiato musica, pianoforte e violoncello. Mentre sembrava avviata ad un ottimo futuro da concertista, cominciò ad avere problemi di udito, per cui dovette abbandonare gli studi, dedicandosi alla poesia. Si sposò e tornò a vivere stabilmente in Gran Bretagna nella città di Durham. Ha pubblicato diverse  raccolte e vinto numerosi premi in questi anni e viene ritenuta come una delle più importanti figure della poesia anglo-americana. Ho trovato questa poesia bellissima, ironica, ritmica. Spero vi piaccia.

30 maggio 2020

SABATO DI POESIA: IL CUORE È LA CAPITALE DELLA MENTE - EMILY DICKINSON




(1354)

Il cuore è la capitale della mente 
La mente è uno stato singolo
cuore e mente insieme compongono
un singolo continente

La popolazione è uno
numerosa quanto basta
questa nazione estatica
cercala -  sei tu.



(Emily Dickinson - Poesie  1875-1879)



Note bibliografiche


Emily Dickinson naque ad Amherst, cittadina del Massachusetts occidentale, nel 1830, figlia di un noto avvocato. Morì nella stessa città a 56 anni nel 1886, dopo un attacco violento di nefrite. La sua vita fu interamente dedicata alla poesia e alla famiglia di origine, che non abbandonò mai. Gli ultimi anni li visse reclusa in casa, per sua espressa scelta. Non si sposò ma ebbe diversi amori di cui siamo venuti a conoscenza grazie alla sua copiosa corrispondenza epistolare.

Che cosa si possa dire della mia poetessa preferita che non sia mai stato detto o scritto, diventa difficile. 
Le sue parole risplendenti (trovate sempre nel mio blog il riferimento a quei versi) sono quanto di più bello, amabile e delicato ci sia mai stato donato. In tutta la sua vita vide pubblicate solo 9 delle sue poesie, stampate per interessamento di alcuni amici e contro la sua volontà,  il resto è giunto a noi grazie all'infaticabile opera di revisione  della sorella Lavinia e della sua amica Mabel Loomis Todd e, dopo di loro, Millicent, figlia di Mabel, riuscì finalmente a pubblicare la prima raccolta di poesie, così come l'autrice le aveva scritte: Bolts of Melody. La sua produzione alla fine arriva a 1576 poesie.
Insomma, grazie al lavoro e alla cura di donne meravigliose, la sua purezza adamantina, la sua freschezza e delicatezza, la sua urgenza pulsante e le sue "navi nella bottiglia" sono arrivate fino a noi. Arricchendoci mente e spirito.