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14 gennaio 2025

Ammutinamento di Daniele Verzetti

 Ieri sera ho appreso la terribile notizia della scomparsa di Daniele Verzetti, poeta e amico blogger di vecchia data. Per onorararlo ripropongo un mio vecchio post in cui pubblicavo una delle sue poesie. Più volte lo avevo ospitato da me. 

Caro Daniele, sarai sempre nei nostri cuori, ciao❤️

 Daniele Verzetti - Genova - Teatro Hops


E se le lettere e le parole evadessero dai libri
Stanche di una prigionia insensata
Soffocate da polvere figlia di pagine mai sfogliate?

E se le consonanti si ammutolissero
Seguendo chi ha già scelto quella strada
Come un capo silenzioso ma carismatico.

E se le vocali urlassero isolate
La loro rabbia
Il loro impotente senso di inutilità?

E se noi
Non potessimo più parlare
Pensare
Scrivere, narrare, sognare?

E se le lettere evadessero dalla Storia
E dalle nostre corde vocali
Dalla nostra mente e dalle nostre emozioni,
Sapremmo e riusciremmo di nuovo a piangere ed amare?

E se quel giorno fosse oggi,
Davvero l'uomo capirebbe l'insulsa essenza della violenza?
E comprenderebbe il senso vitale del loro ammutinamento?

Sguardi
Tatto
Lacrime e sorrisi
Si intensificherebbero
Cancellando l'odio
O diventeremmo ancora più crudeli ed efferati?

Apriamo gli occhi
E sentiremo ululati bestiali di uomini senza espressione
Uccidere
Appellandosi a significati distorti di parole pulite.

E se i nostri sensi
Stanchi di violenza
Ci abbandonassero?

Prima le lettere dei nostri alfabeti
Poi udito e vista, olfatto
E poi il tatto...
Ed un corpo inerme, vuoto
Uno spento involucro
Vagherebbe senza meta
Cancellato dalla sua stessa ferocia.

(DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®)








Dal sito dell'autore:


Daniele Verzetti nasce a Genova nel 1967.
Daniele Verzetti Rockpoeta® tratta tematiche sociali, con forza intensità e profonda sensibilità. Ha già tre libri all’attivo, ha girato l’Italia per presentarli. Ha tenuto reading in teatro.
Tre gli spettacoli scritti, ideati e diretti dal Rockpoeta®
“LIFE OF DREAMS? Evento in due atti. Uno spettacolo teatrale totale dove la poesia, l’immagine e la musica concorrono a creare emozione ma anche consapevolezza ed impegno sociale e civile, in un alternarsi vertiginoso di scene, recitazioni e proiezioni, con la presenza di Alberto Borgatta (chitarra e voce) e di Francesco Rebora (Chitarra, percussioni e voce)
“ESISTENZE REALI” Reading “solo”. Emozioni, impegno civile, liriche forti in una performance intensa, viva e coinvolgente, lucida fotografia emotiva sulla realtà dei nostri tempi.
“OMEOSTASI” reading poetico-musicale dove anche con l’ausilio di Alberto Borgatta (chitarra e voce) e Francesco Rebora (chitarra e percussioni) la poesia sociale si ribella al nichilismo contemporaneo.  

12 ottobre 2024

[SABATO DI POESIA] Errori di Antonia Pozzi






Fiocca la neve leggiadramente
sui cesti delle fioraie: imbianca
le giunchiglie e le viole,
le fresie magre, venute
dai paesi del sole.
A guardarle si pensa
dei tanti destini errati
che dolgono
per le vie della terra
ed un furore nostalgico serra
per le vie d’oro dell’anima
a cui neve non giunge.

Milano 2 marzo 1932



Note biografiche e riflessioni

Antonia Pozzi

Ritorna sul mio blog anche la poesia di Antonia Pozzi, che io amo profondamente. La trovo attuale e contemporanea. Ogni volta che leggo i suoi versi rivedo la donna, l'anima fiera e disillusa dalla vita. E tra i fiocchi di neve e i cestini di fiori, si intravede tutta la sua pena e il suo furore Convinta di avere sbagliato ogni cosa, colpita dolorosamente dai meschini tradimenti di chi consapevolmente la illuse. Come tutti noi ambiva all'amore e alla comprensione. Non ebbe questa gioia e il trovarsi sola, dispersa in un mondo che non comprendeva questo suo desiderio, la convinse a lasciarlo in una fragile giornata del 1938.

30 gennaio 2021

[SABATO DI POESIA] FANTASIA DI EDUARDO DE FILIPPO





Pigliammoce sta vita cumme vene,
llassammo for' 'a porta 'a pucundria,
mparammece a campà c' 'a fantasia:
nce sta cosa cchiù bella pè campà?

'A fantasia se sceta ogne matina
comme si fosse prencepe rignante,
affonna 'e mane aperte int' 'e brillante
e nun s' 'e ppiglia: che s' 'e ppiglia a ffa?

E che curredo tene! Nu mantello
ca luce cchiù d''o sole e nun è d'oro;
quanno se mena ncuollo stu tesoro,
abbaglia 'a vista: nun se può guardà.

Pò tene nu relogio cumpiacente,
cu sissanta minute d'allegria,
mmiez' 'o quarante liegge: FANTASIA

e fa tà-tì, tà-tì, nun fa tì-tà...

(EDUARDO DE FILIPPO 1956 - DA LE POESIE -  EDIZIONI EINAUDI)


Note sull'autore

Eduardo De Filippo è il più grande drammaturgo italiano del '900. È stato autore, regista, attore, poeta, scrittore e sceneggiatore. Queste annotazioni sono assolutamente di parte, ma anche non lo fossero, coincidono col vero.  L'unica nota stonata del suo lunghissimo curriculum vitae, è il mancato Premio Nobel per la letteratura. Ma la miopia dei famigerati parrucconi di Stoccolma è cosa nota. Per fortuna il suo pubblico, sia quello che come me ha avuto la fortuna di esserci e di sentirlo recitare in vita, sia quello arrivato dopo ma che non ha potuto comunque fare a meno di riconoscerne tutto il talento, non lo ha mai dimenticato. E sono molte le occasioni di omaggi alla sua grandezza in Italia e nel mondo. Nel mio piccolo,  a casa mia, ne parlo con frequenza. Perché ha segnato moltissimi passi della mia vita, mi ha abituato all'allegria, all'amore, alla tenerezza e alla malinconia o a'pucundria che fanno parte dell'animo umano. Discorrendo di poesia, soleva dire che buttava giù versi tra un lavoro e l'altro mentre s'impuntava su di una situazione da sviluppare. In questo modo, il fluire dei pensieri gli consentiva di superare gli ostacoli. A poco a poco ci prese gusto e cominciò a scrivere poesie anche indipendentemente dalle commedie. Ascoltatelo.


ETICHETTE: EDUARDO DE FILIPPO

03 ottobre 2020

SABATO DI POESIA: FARE POESIA DI ANNE STEVENSON





‘Devi abitare la poesia
se vuoi fare poesia’.

E cosa significa ‘abitare’?

Significa portarla come un abito, indossare
le parole, sedendo nella luce più netta,
nella seta del mattino, nel fodero della notte;
un sentire spoglio e frondoso in un’aria che sorprende;
familiare…insolita.

E cosa significa ‘fare’?

Essere e diventare il clima mutevole
delle parole, il servo della musa a condizioni
atroci, intraprendere viaggi sopra voci,
evitare la collina dell’ego, il pozzo dell’afflizione,
la sirena che sussurra stampare, successo, stampare,
successo, successo, successo
.

E perché abitare, fare, ereditare poesia?

Oh, è la commedia condivisa della peggiore
benedizione; il suono che guida la mano;
la parola vitale che scorre da una mente all’altra
attraverso le stanze lavate dei sensi;
una di quelle stregate, indifendibili, impoetiche
croci che pur dobbiamo portare.

(Le vie delle parole - 2018)


Note bibliografiche:

Anne Stevenson è nata a Cambridge nel 1933. Ma dopo pochi mesi, i suoi genitori statunitensi, tornarono in America. Lì ha vissuto e ha studiato musica, pianoforte e violoncello. Mentre sembrava avviata ad un ottimo futuro da concertista, cominciò ad avere problemi di udito, per cui dovette abbandonare gli studi, dedicandosi alla poesia. Si sposò e tornò a vivere stabilmente in Gran Bretagna nella città di Durham. Ha pubblicato diverse  raccolte e vinto numerosi premi in questi anni e viene ritenuta come una delle più importanti figure della poesia anglo-americana. Ho trovato questa poesia bellissima, ironica, ritmica. Spero vi piaccia.

26 settembre 2019

IO PENSO POSITIVO, PERCHÈ SON VIVO.


"Io guarda che me l'ero pensato che tu pensavi positiva
perché sei viva perché sei viva
quest'onda che va quest'onda che viene e che va
mi fa rimanere come un baccalà
perché penso che non solo sei carina
ma devi avere per forza una voce assai bellina
e allora sta canzonaccia meglio verrebbe
se cantare la si potrebbe
ma con la tua voce squillante
non con la mia da somaro ragliante
e poi vuoi mettere la tua figura
messa a paragone con la mia postura
e hai voglia tu a pensare positiva
perché sei viva perché sei viva
e siccome sei viva fai resuscitare
chi è morto affogato in fondo al mare
e adesso ti devo lasciare
ma prima ti dico che ti vengo ad aspettare
per andare a prendere a calci nel culo
quella faccia da mulo
perché anche io sono vivo
e penso positivo ma proprio positivo"


(VINCENZO IACOPONI - POETA)

Mi hai sempre preso in giro per le mie smodate passioni, tra le tante, la  fissazione per Lorenzo Jovanotti. E un giorno decidesti che era il momento di dedicarmi una poesia in rima, partendo da una delle più celebri canzoni dell'artista toscano. Questa "ode a Mariella" da allora, vigila sulla pagina del mio blog, con la sua irriverente ironia, così tua.
Che poi, mi somiglia tanto. E mentre la rileggevo poco fa, annuivo, ridendo tra le lacrime, pensando a come mi conosci bene.
La prima volta che sei arrivato qui da me, tra il lusco e il brusco, curioso come sei, esordisti così:




  1. Sono venuto a vedere come te la passi. Niente male. Anche se siete tutte donne posso starci anche io. Alla mia età posso considerarmi asessuato.
    Ciao.
E allora  ti prometto che continuerò  a pensare positivo, a parlare di poesia come faccio da anni.
Scriverò post dedicati all'arte, ai ricordi, alla famiglia, alla nostra Inter.
Continuerò e tu ci sarai. 

Come sempre.

Ciao VINCÈ