Feccia dell'umanità, mostro antico. Egoista seriale, indegno rappresentante dell'essere umano. Ignobile e lurido.
Tutte le parole di cui sarei capace se fossi più lucida mi si fermano in gola, lì, dove da sabato staziona amaro il grumo doloroso che porto con me, dal momento stesso in cui ho appreso la notizia.
Cammino accanto al grido della madre, alla sua corsa disperata, volta al tentativo di fare in tempo e di riuscire a svegliare da quel sonno inumano i suoi figli, la sua gioia, la sua ragione di vita. Vorrei stringerla forte a me, nel disperato intento di placare quel cuore che è morto assieme alle due vite nate da lei. E morte senza di lei. Che pur innocente, passerà il resto della vita che le rimane a contare colpe che non ha.
Raccolgo e faccio mia la tragedia indegna, assurda, disperata. Non riesco a trovare un solo motivo per non urlarti addosso spuma di sangue e gocce di rabbia. Ovunque tu sia ora.
Ho solo un modo per riuscire in qualche modo a frenarmi cristallizzando il pensiero che per te non ci sia posto nemmeno all'inferno e continuare ad insultarti fino a che avrò fiato,
MISERABILE
Non c'è traccia di pietà tra le righe.
Mi spiace, non riuscirete a trovarla. Non ora, non qui.