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28 febbraio 2023

[TELEVISIONE] Quando i discorsi hanno un'anima: il monologo di Chiara Francini


dal web - Adnkronos


Ogni anno Sanremo, nonostante tutti i suoi difetti, ha sempre modo di farmi almeno un regalo: quest'anno è capitato con il monologo di Chiara Francini dedicato alle donne che non hanno figli. Andato in onda così tardi che mi sono persa l'effetto in diretta, ho poi potuto recuperarlo su Rai Play (sempre sia benedetta).  L'orario della messa in onda la dice lunga sul maschilismo imperante della kermesse ancora più evidente da quando al timone c'è Amadeus.

29 giugno 2020

[ATTUALITÀ] MISERABILE

Feccia dell'umanità, mostro antico. Egoista seriale, indegno rappresentante dell'essere umano. Ignobile e lurido.

Tutte le parole di cui sarei capace se fossi più lucida  mi si fermano in gola, lì, dove da sabato staziona amaro il grumo doloroso che porto con me, dal momento stesso in cui ho appreso la notizia. 
Cammino accanto al grido della madre, alla sua corsa disperata, volta al tentativo di fare in tempo e di riuscire a svegliare da quel sonno inumano i suoi figli, la sua gioia, la sua ragione di vita. Vorrei stringerla forte a me, nel disperato intento  di placare quel cuore che è morto assieme alle due vite nate da lei. E morte senza di lei. Che pur innocente, passerà il resto della vita che le rimane a contare colpe che non ha.


Raccolgo e faccio mia la tragedia indegna, assurda, disperata. Non riesco a trovare un solo motivo per non urlarti addosso spuma di sangue e gocce di rabbia. Ovunque tu sia ora.

Ho solo un modo per riuscire in qualche modo a frenarmi cristallizzando  il pensiero che per te non ci sia posto nemmeno all'inferno e continuare ad insultarti fino a che avrò fiato, 


MISERABILE 











Non c'è traccia di pietà tra le righe.
Mi spiace, non riuscirete a  trovarla. Non ora, non qui.

02 dicembre 2011

LA STANZA ROSA







I miei passi veloci risuonano sul selciato.
La stessa frase rimbomba nella mia testa continuamente, vorticosamente.

“ Io non potevo abbracciarti, perché tuo padre era geloso”.

Mi guardo intorno, vedo tanta gente che cammina, mi sfiora, mi incrocia e mi supera; non  mi vede.
Nessuno mi osserva, io sto urlando di dolore ma nessuno mi ascolta.

C’è quella stanza rosa bellissima, nel mio passato. Sono bambina e sono lì che siedo sulla poltrona mentre con una gamba a ciondoloni leggo uno dei miei libri preferiti, “Alice nel paese delle meraviglie”.




Alice è tutto quello che io non sono, curiosa attenta a tutto quello che la circonda, indomita.

Non sta molto a riflettere sugli accadimenti, si butta le prova tutte,  riesce a fare e ricevere risposte chiare e convincenti alle sue domande.


Io invece, sono un topolino, schiva e timidissima.
Le persone difficilmente mi notano, sono troppo prese da se stessi, dal loro egoismo e dalla loro superficialità.
In questo modo sono più esposte al mio sguardo che le soppesa e le giudica.





Rido di loro, spesso, rido della loro prosopopea.
Appartengono al  nulla.

Alcune volte la loro indifferenza mi colpisce e chinando gli occhi mi dico che un giorno quello che ho imparato osservandoli mi servirà per vendicarmi.
Delle loro risate, del loro scherno.

In realtà non ho mai chiesto nulla agli altri, compreso la  mia famiglia.
Ci sono troppi problemi da affrontare, troppo dolore.

Ho imparato a cavarmela da sola in ogni circostanza e quando sento che tutto mi sta troppo stretto, mi rifugio nel mio angolo rosa.

Lì dove sono una regina e immagino un futuro magnifico, pieno calore, di affetto vero e di amore.
Nel mio futuro è tutto splendido, tutti i miei sogni si realizzano.
Arriva anche l'amore che mette a posto le cose, che come la bilancia della giustizia mi restituisce tutto quello che non ho avuto.
Amore,  parola che conosco perché l’ho letta ovunque in ogni libro che ho consumato con voracità.
Accompagnata quasi sempre da tenerezza e da effusioni.

Il marito che accarezza la moglie; la stringe a sé, lei è l’unica.

La madre che abbraccia forte il figlio, perché  le parole non sono abbastanza e lei lo sa benissimo, attraverso le effusioni tutto quell’affetto che si ha nel cuore si riesce a dimostrarlo.




Talvolta i figli si stufano anche e arrivano al punto di rifiutarlo, perchè troppo.


E' Normale per tutti ma a me sconosciuto.

Non ci sono state quasi mai carezze e pochissimi baci.

Ho sempre pensato che con il mio atteggiamento ombroso e per nulla dolce, tutti e in particolare mia madre ritenessero fosse inutile lo sdolcinato e smodato uso delle carezze.

Non ne avevo bisogno,  ero chiusa nella mia fortezza immaginaria,  qualunque cosa ci fosse da affrontare, potevo farlo da sola.

Non avevo bisogno di aiuto.

L’osservare gli altri e leggere di vita, mi aveva reso dura e distante.

Diventai una roccia, fuori.






La domanda era stata coperta, e il bisogno di affetto negato.
Mi convinsi che forse era colpa mia, con il mio atteggiamento avevo allontanato il calore.
Non lo meritavo.
E non lo avevo avuto.

Si cresce lo stesso.


Poi una sera, dopo tanto ma tanto di quel tempo, mentre ci rovesciavamo un po' di rabbia addosso le chiesi: perché?





E lei mi rispose, con tutto l’amore del mondo e scossa dalla mia sofferenza, in quel modo.
Io che non ci avevo mai pensato, io che pensavo di non essere mai stata abbastanza amata.

Io, che stupida!!!

Lei, che mi abbracciava e accarezzava di nascosto, per evitare sfuriate terribili.
Che non è riuscita a stringermi mai abbastanza, soffrendo esattamente come me.

Io SO che non aveva scelta.

E se si può amare di più di quanto è possibile da quella sera io la amo di più.






Vi ho lasciato un mio piccolo racconto, scritto alcuni anni fa, prosa al posto della poesia.



Amore senza limiti e allo stesso tempo soffocato.
Tratto da una vicenda che mi era stata raccontata.
Aveva risvolti terribili e violenti.
Per evitare maggiore violenza anche fisica, la madre era arrivata a negare gli abbracci. 


 Anche  l’amore più grande del mondo, quello di una madre per un figlio  può avere infinite sfumature.
E generare molteplici sofferenze.

Cosa ne pensate degli errori che si fanno per amore?



"E c'è una parte dentro all'Africa che assomiglia a te
una leonessa coi suoi cuccioli che lotta sola per difenderli..."

Dedicato a mia madre, che amo immensamente.