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07 ottobre 2013

Giornata sì, giornata no.










Racconto una mia giornata tipo. Più storta che altro.
Partiamo dal mattino. Sono stanca, confusa, irritata. Mi alzo con il mal di testa e mi aspetta una giornata pesante. Come presupposto per affrontare le lunghe ore che mi aspettano non c'è male.
Non ho voglia nemmeno di prepararmi per andare al lavoro. Non faccio colazione. Esco con un peso allo stomaco.
Cammino distratta, non vedo nulla attorno a me. La testa mi duole sempre di più. Vorrei tornare a casa. A dire il vero ci penso anche seriamente. Maledetto senso di responsabilità del cazzo. Che non mi fa arretrare di un passo e che costringe l'altra me stessa a fare tutto il percorso solito.

In ufficio arrivo che sono un frappè. Non spiccico parola per buona parte della mattina.Se non ho appuntamenti è meglio, non manterrei la calma. E nel mio lavoro la diplomazia è fondamentale.
Mi trascino alla pausa pranzo. Ma non mangio quasi nulla. Ho già preso due pastiglie e bevuto altrettanti caffè. Come nevrosi sono cotta al punto giusto.
Ho una scadenza da completare entro la sera. E quando mai non ho qualcosa che scade? Sono dentro una spirale infinita di scadenze, un continuo girone infernale. Io stessa ormai sono più passa di una uvetta.Ce la faccio, come sempre. Ma esco dall'ufficio trascinando le gambe avvolte in catene virtuali.

Il mal di testa non mi ha dato tregua. Arrivo a casa e mi rovescio sotto la doccia. Ops sento che il maledetto mal di testa comincia ad arretrare. Ora si decide, lo stronzo. Vado in cucina e rifletto su cosa cucinare. So bene che qualcosa di buono porterà via anche l'idea del cerchio alla testa. E allora preparo le mie polpette (ricetta segreta, per darvi un indizio vi dirò che sono simili alle speziate de "Le Fate Ignoranti") e poi? Vada per delle verdure grigliate. Il dolore passa, mentre la musica di sottofondo mi rigenera (metto su un cd  indie rock) e preparo la tavola. Torna a casa anche mio marito. Come giornata anche la sua non è che sia stata migliore. Mi guarda e mi sorride stanco. Il sorriso si intensifica quando gli accenno alla cena. So che gli piace! 
Canticchio senza parole, la giornata tremenda è alle spalle. Un sms da un'amica che mi fa ridere. Ci sediamo a tavola. Parliamo di quello che ci è successo durante il giorno. Se tutto va bene, non discutiamo di politica o sport, altrimenti ci accendiamo. Affrontiamo argomenti familiari. Qualche preoccupazione legata alla mia mamma e al mio papà.La loro salute è un pensiero continuo. Si parla di famiglia, di affetti e di noi. Se siamo più sereni, organizziamo cosa fare durante il w.e. che sta per arrivare. Sorridiamo, va tutto bene.

Dopo cena, ci stravacchiamo sul divano.Se c'è un bel film (bello sarebbe anche un qualche horror che valga la pena, passione della mia metà) restiamo vicinissimi a guardarlo. Prima però chiamo i miei.Insomma questo lo sapete. Se  il palinsesto televisivo (si dice così vero?) non offre granchè prima  faccio zapping;ci sono anche giorni fissi in cui ho i miei serial preferiti da guardare oppure il mio reality show preferito (sta arrivando X-FACTOR).Poi accendo il computer e leggo i miei amici blogger o intervengo sul mio, di blog. 
Sono tranquilla; è qualcosa che mi piace molto. Rifletto sul come da una giornata no, si possa passare ad una serata più serena.A volte succede. 
Ed è bello. E' quotidianità. E vita.

                                                 Franz Ferdinand - Katherine kiss me