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| Giuseppe De Nittis - Colazione in giardino - 1884 |
Scrivo perché mi scappa da scrivere...
28 aprile 2024
[ARTE] Gli Impressionisti al Palazzo Reale di Milano: tra Cézanne, Renoir e De Nittis
25 aprile 2023
[MEMORIA] Il 25 aprile negli occhi di Martino
La prima videochiamata del mattino è arrivata da papà e mamma. E nel salutarmi mio padre mi ha detto:
"oggi è la Festa della Liberazione, è una bellissima giornata."
E i suoi occhi erano gli stessi di oltre settant'anni fa, quando in una mattina di primavera vide gli alleati arrivare nel suo paese. Li aspettava con gioia e con il cuore fiero. Aveva dodici anni e poco tempo prima aveva rischiato di morire per mano di un tedesco che voleva portargli via il cane, mentre alla rinfusa le forze armate tedesche abbandonavano quella regione, L'Irpinia, dove i partigiani, riparati dalle montagne, li stavano colpendo senza tregua. E loro, i bambini, li aiutavano come potevano.
Quella storia ve l'ho già raccontata, il piccolo e fedele amico fu ucciso dal tedesco con un colpo alla testa ed era la fine che avrebbe fatto mio padre, se mia nonna Maria non si fosse opposta con la fierezza che le ricordo e che è un po' la mia, frapponendosi tra lui e il bambino. A quel punto il militare non ebbe più il coraggio di sparare, ma da vigliacco quale era, spostò l'arma e colpì il cane. Mia nonna mi diceva che per anni ha ricordato la risata querula di quell'uomo, che risalendo sul suo mezzo e voltandole le spalle le disse qualcosa in tedesco, che lei non capì.
E la memoria rimane viva e accesa. Nei ricordi di tutta la nostra famiglia. Speriamo non muoia mai, visti i tempi negazionisti e bugiardi.
Buona Festa della Liberazione a tutti voi.
Molto di quel che successe nel meridione durante gli anni più bui dopo l'armistizio dell'8 settembre, è stato lasciato da parte e ingiustamente dimenticato. Se siete interessati a quel che successe in Campania vi rimando a questo link.
25 aprile 2022
[25 APRILE] Nome di battaglia Donne!
Il 25 è il giorno in cui, sul mio blog, si parla delle donne vittime di violenza di ogni genere.
25 aprile 2021
[25 APRILE] DA LIBERE SEMPRE DI MARISA OMBRA
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| Archivi Associazione Marisa Ombra |
" La zona libera era occupata dai partigiani. Ma si trattava di una condizione provvisoria, perché tutto il territorio del Monferrato e delle Langhe nel quale si svolse la mia Resistenza - come tutti i territori, del resto - era alternativamente percorso da repubblichini, da tedeschi o da ribelli, salvo qualche zona che riuscì per qualche settimana a costituirsi in <<libera repubblica partigiana>>. La guerra partigiana fu essenzialmente movimento, attacchi e fughe, colpi di mano e ricerca di nascondigli. Non era, per intenderci, una guerra regolare con fronti più o meno delimitati, con le trincee, le sedi dei comandi, eccetera. Era qualcosa da inventare e praticare giorno per giorno, se non momento per momento. Per dire che ci si muoveva nella provvisorietà più assoluta e non sapevi mai dove saresti stata e che cosa sarebbe successo di te due ore dopo.
Dalla famiglia mi separai subito. Mi venne dato il compito della staffetta. Era un lavoro solitario e perciò molto pericoloso. Tutto dipendeva da te, eri tu a decidere cosa fare, come muoverti. Il comando - appartenevo alle formazioni garibaldine - ti dava un ordine. Poteva essere: accompagnare un comandante da un punto all'altro della zona, andare alla ricerca di un distaccamento con il quale si erano persi i contatti durante un rastrellamento, perlustrare un punto del territorio del quale non si sapeva più niente, verificare se erano già arrivati i repubblichini o i tedeschi o tutt'e due. In questo caso occorreva registrare il più precisamente possibile dov'erano, come si muovevano, quanti erano, come erano armati, eccetera.
Come eseguire il compito era una cosa che dovevi decidere tu sul momento, a seconda della situazione in cui venivi a trovarti.
A quasi settant'anni di distanza, ritengo quel periodo il più importante della mia vita. Ciò che mi obbligò a crescere e a scegliere quelli che sarebbero stati - come chiamarli per evitare l'enfasi? Non trovo parole più precise - i <<capisaldi>> forse, più modestamente, i punti fermi, i binari, i riferimenti di base che guidarono successivamente tutta la mia vita."
Grazie a Marisa Ombra per avermi indicato con le sue parole quanto siano state importanti le donne durante la Liberazione. Un insegnamento che non dimenticherò mai.
Buon 25 Aprile a tutti voi.
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| Ho aderito all'iniziativa ANPI e lasciato dei fiori sotto la targa della via di Desio dedicata al XXV Aprile |
25 aprile 2020
[RACCONTI] SCARPE ROTTE EPPUR BISOGNA ANDAR A CONQUISTAR LA ROSSA PRIMAVERA...
25 aprile 2019
O BELLA CIAO
Questa mattina mi sono alzato
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
questa mattina mi sono alzato
ed ho trovato l’invasor.
O partigiano portami via
o bellla ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
bel partigiano portami via
che mi sento di morir.
E se io muoio da partigiano
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
e se o muoio da partigiano
tu mi devi seppellir.
E seppellire lassù in montagna
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
e seppellire lassù in montagna
sotto l’ombra di un bel fior.
E le genti che passeranno
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
e le genti che passeranno
mi diranno o che bel fior
E questo è il fiore del partigiano
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
e questo è il fiore del partigiano
morto per la libertà.
(Giorgio Gaber - 1967)


