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22 novembre 2023

[25 novembre] Ricorda uomo di Mariella Scalzullo






Ricorda uomo che ti dici estraneo alla violenza sulle donne e pubblicamente la condanni, rispettarci vuol dire:


gioire con noi se abbiamo successo sul lavoro anche se guadagniamo come o  più di te;

apprezzare e seguire i consigli di amiche come degli amici;

condividere ogni impegno domestico paritariamente;

pensare che la minigonna indossata la sera ci faccia belle e non         prede;

rispettare il nostro pensiero anche quando non lo condividi;

pensare che essere il capofamiglia non abbia alcun senso tra noi;

che il nostro cognome possa precedere il tuo;

che i nostri malesseri/malattie abbiano lo stesso peso dei tuoi;

che nel sesso il nostro piacere sia da raggiungere  come il tuo;

Che l' amore sia tutto questo e mai possesso;

Il  nostro NO ha lo stesso peso  del tuo;


      Ricorda e sarai un Uomo.



(Mariella Scalzullo - inedito - novembre 2023)


Questo post era programmato per sabato, ma le ultime vicende mi hanno costretto ad anticipare. Sono sconvolta, a distanza di due giorni dal ritrovamento di Giulia Cecchettin,  ieri c'è stata la 106 esima vittima. È tempo di dire:

BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA

25 giugno 2022

[SABATO DI POESIA] Tieni viva la memoria di Caterina Alagna

La libertà insudiciata, stuprata,

circondata da un filo spinato,

con le mani imbrattate di sangue e di fango, 

con la pelle aderente alle ossa, 

osservava sorgere il sole oltre la fossa, 

anelando che un raggio di luce 

trapassasse quel buio atroce

in cui l’onda del male triturava

la carne umana. 


Le tenebre regnavano sovrane

su quelle povere teste umane. 

Dalle squallide bocche dei carnefici 

esalavano fetide parole di zolfo e di cenere.

L’innocente pianto dei bambini, delle donne 

e degli uomini, 

polvere nel vento,

si spargeva nei campi coltivati,

si posava sui tetti delle case 

dove le persone vivevano ignare. 


Nudi, malati, marchiati e torturati

per la colpa di non essere ariani,

perché erano ebrei, rom o omosessuali. 

Cosi pensavano i loro aguzzini

artefici di quel male insulso

che nella più ostinata ignoranza  trova gusto, 

che sfocia le sue voglie disumane 

nella  ferocia più brutale. 

 

Quella ferocia che in alcune anime,

quiescente, sempre riposa, 

come un vulcano addormentato

è pronta ad esplodere ancora.

Per questo bisogna tener viva la memoria, 

affinché mai più sfoderi i suoi artigli

quell'orrido avvoltoio di nome Odio.

(Caterina Alagna - 2022)

25 maggio 2022

[NONSOLOIL25NOVEMBRE] Donne e istruzione in Italia:Storia di Tissi



Qualche settimana fa, abbiamo affrontato la questione delle  adolescenti afghane a cui è stato negato il diritto all'istruzione e  Tissi, del blog Era la mattina di Natale,  ha lasciato questo commento:

"Quando leggo o sento ste cose mi imbestialisco ..sarà perche anch'io non ho potuto proseguire studi ..ero una donna a che serviva studiare??"

25 marzo 2022

[NON SOLO IL 25 NOVEMBRE] Le adolescenti afghane non torneranno a scuola


newsbi.it


Le ragazze afghane tornano a casa con le lacrime agli occhi: i talebani, qualche giorno fa, avevano promesso la riapertura delle scuole secondarie per il 21 marzo. E invece, non mantenendo la parola, qualche ora fa, hanno vietato il rientro a scuola, adducendo come scusa, che il governo non ha ancora stabilito le linee guida per la frequenza. Non ci sono notizie per quel che riguarda una nuova data.

25 febbraio 2022

[NONSOLOIL25NOVEMBRE] Un pensiero alle donne ucraine


alfemminile.it

La mia amica Tania è ucraina, vive in Italia da quasi trent'anni. Laureata in ingegneria, per i primi tempi ha  lavorato come badante, per poi  trovare impiego in una società di import-export. Conosce la sua lingua, il russo, l'inglese e l'italiano. Ha una bella famiglia e un figlio, vive  a Bologna, in una delle città più belle e vivibili d'Italia. È riuscita qualche anno fa a farsi raggiungere da sua mamma. È perfettamente integrata e serena. O almeno lo era fino a qualche mese fa.

12 dicembre 2021

[E.I.T.D.R.] Everyday is the right day - Da un'idea di Daniele Verzetti: il catalogo degli orrori

 Come tutti i mesi partecipo all'iniziativa di Daniele i cui dettagli potete leggere QUI. Oggi mi concentro sul decalogo degli orrori. Ovvero quali sono le diverse tipologie di violenza sessuale. Questo sarà l'ultimo post dell'anno per quel che riguarda l'appuntamento. Dal prossimo, mi impegno a parlare di violenza sulle donne ogni 25 del mese, per ricordare e ricordarmi che ogni giorno è fondamentale in questa lotta. 

Ogni giorno migliaia di donne affrontano momenti di disperazione e isolamento. Non lasciateci sole.


Secondo il  rapporto “Questo non è amore” redatto dalla Polizia di Stato nel 2019, almeno la metà della violenze denunciate in Italia è avvenuta in luoghi all’aperto come parcheggi, parchi o lungo una strada o in auto. Il 35% degli episodi, invece, in un luogo chiuso, che può essere sia l’ambiente lavorativo sia quello domestico. 

STUPROconsiste in un rapporto sessuale a cui la vittima non presta consenso e, per questo, viene forzata e  obbligata. Si definisce stupro anche l’atto sessuale perpetrato su una donna incapace di intendere, non completamente cosciente, incosciente o addormentata. In nessun caso la vittima ha prestato un chiaro, effettivo e consapevole consenso al rapporto o può essere ritenuta responsabile di quanto subito.

ABUSO: l’abuso sessuale rappresenta ogni contatto sessuale che non avviene col consenso della vittima. Questa sfera di violenze comprende rapporti sessuali di ogni tipologia, palpeggiamenti, rifiuto nell’utilizzo di metodi contraccettivi, contagio deliberato di malattie.

Molestie sul lavorol’Istat ha pubblicato una ricerca relativa alle molestie sul lavoro con dati rilevati fra il 2015 e il 2016: in base alle informazioni raccolte 1 milione e 173mila donne tra i 15 e i 35 anni sono state oggetto di ricatti sessuali per ottenere un posto di lavoro, per avanzare di carriera o per mantenere la propria posizione.Non è solo la quantità dei ricatti e delle molestie a preoccupare, ma anche la frequenza: se si tiene conto del solo ricatto sessuale, nel 32,4% dei casi il fatto si ripete quotidianamente o più volte nell’arco della settimana. Le conseguenze sono chiare: molte donne sono licenziate o costrette a cambiare lavoro quando non accettano gli abusi di colleghi.

Le molestie per stradaLo stupro o il tentativo di violenza sessuale può verificarsi anche fuori dal contesto lavorativo o dalle mura domestiche, interessando in particolare i parchi o le zone più isolate delle città, anche se non mancano casi in zone centrali sia in ore notturne sia diurne. Le donne possono venire palpeggiate su un mezzo pubblicoseguite o molestate verbalmente con complimenti non richiesti, picchiate e abusate in un parcheggio o nella propria auto all’uscita di un locale o dopo una giornata di lavoro. compiere gli stupri per strada sono in genere sconosciuti, anche se non in via esclusiva. Secondo il rapporto Istat già citato il 13,1% delle donne vittime di violenza sessuale ha subito abusi per strada o in un vicolo, l’8,5% in automobile o in un parcheggio, l’1,5% al pub, in discoteca, al teatro o al cinema, lo 0,6% in un bosco o in un parco e il 4,4% su mezzi pubblici, a scuola o all’Università. Se l’aggressione sessuale viene perpetrata con maggior frequenza in luoghi conosciuti dalla vittima, anche in base al legame fra violenza e aggressore, il tentativo di stupro è più frequente all’aperto, con il 76,7% di casi.


Molestie in famiglia:Il fatto che la violenza sessuale sulle donne sia più frequente in luoghi conosciuti dalla vittima è una conseguenza di una sconcertante realtà. Spesso l’aggressore è in molti casi una persona di cui la donna si fida, che è parte della sua sfera di conoscenze e può, addirittura, essere parte della sua famiglia.Il 54,7% delle violenze sessuali viene perpetrato da un parente della vittima, che nella maggior parte dei casi è il marito o il fidanzato, statisticamente over 50. I casi di aggressori al di sotto dei 50 anni esistono, ma la loro frequenza, stando ai dati, è inferiore.



Dal sito Donne.it

27 novembre 2021

[SABATO DI POESIA] Ballata delle donne di Edoardo Sanguineti




Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,

femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,

quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,

e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:

è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l’umano
la mia compagna, ti prendo per mano.

(Mikrokosmos. Poesie 1951-2004 Feltrinelli, 2004)



Note biografiche.

Edoardo Sanguineti nasce a Genova nel 1930 e lì muore nel 2010. È stato poeta, scrittore, drammaturgo, accademico e saggista italiano.  Unanimamente viene definito l'ultimo intellettuale del NovecentoSanguineti identifica proprio la verità, e non la bellezza, come scopo dell’arte: “e se le opere dei grandi hanno grandezza – scrive – e semplicemente se hanno un senso, è perché arrivano a testimoniare, se mai pervengono a testimoniare, del dolore irrimediabile degli uomini. Non è un problema di estetica, infine, ma di etica. Come suggerisce anche Schönberg, per altra via, all’arte non tocca la ricerca della bellezza, ma della verità". 
Prova ne è anche la poesia di oggi che simbolicamente rappresenta ogni donna nella sua pienezza. Donna quale grembo, quale terra, quale vita. Donna da ringraziare e da onorare per tutta la vita. Donna simbolo dell'essere umano.

26 novembre 2021

[NON SOLO IL 25 NOVEMBRE] La storia vera di una mamma

Nostrofiglio.it



"Avevo 15 anni quando mi fidanzai con il mio principe azzurro. Era un amore adolescenziale e pensavo che senza di lui il mio cuore si sarebbe spezzato facilmente. Lo amavo troppo: la nostra storia era simile a quella raccontata nel film "3 metri sopra il cielo". Il primo bacio, la prima volta, le prime feste furono praticamente da “cinema”!