Visualizzazione post con etichetta Abbey Road. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Abbey Road. Mostra tutti i post

08 giugno 2012

LONDRA: THE QUEEN IS ROCK!

Londra il sole e il Giubileo

Se penso a Londra penso in ordine:

  1. al suo odore.
  2. al tempo.
  3. ai parchi.
  4. ai londinesi.
  5. alla musica.
  6. alla Regina.
  7. al suo divenire.

La prima cosa che colpisce quando arrivi in città e esci dalla "underground" è l'odore.
Inconfondibile, nell'aria senti un miscuglio di aromi multietnici, per la maggior parte odore di cibo.
Niente di nauseante, sia ben chiaro, ma pregnante come un marchio.
Così dici: ecco sono tornata, sono qui, pronta a farmi di nuovo avvolgere dal melting pot che la contraddistingue e la rende unica.


Poi, alzi gli occhi al cielo e sollevi le spalle perchè come al solito, è grigio plumbeo.
Consapevole però che non passerà molto e all'improvviso quando meno te lo aspetti il cielo si aprirà, le nuvole scorreranno via velocissimamente  e arriverà il sole.

E allora, sorrido, pronta a farmi cascare addosso tutti i suoi colori.


Jermyn Street


Sono stati tre giorni intensi, arrivati quasi all'improvviso e goduti pienamente.
Non abbiamo avuto il tempo di fermarci.
Velocemente abbiamo posato i bagagli in albergo, e siamo corsi subito alla scoperta del quartiere: South Kensinghton.
La zona è residenziale, tantissimo verde, case basse e giardini meravigliosi chiusi e impenetrabili.
Una volta all'anno, nel mese di giugno vengono aperti al pubblico e tutti i londinesi possono goderne, io sono riuscita a rubare questo:


Ecco io qui ci vorrei vivere: si puo'?


Poi, visto che il cielo si è aperto e si preannunciava un pomeriggio di sole, corriamo ad Abbey Road.
Quest'anno, come vi ho già ricordato a marzo, sono 50  anni da quando i  quattro scarafaggi di Liverpool hanno pubblicato il loro primo singolo, ed io chiaramente, dovevo festeggiare a mio modo.

Ho scattato queste foto con tutta l'emozione di una fan beatelsiana che si rispetti.

Che emozione!

                   Poi mi hanno anche fatto la foto, insomma conciata per le feste.

Lo so ma scalza no eh?


Il resto del pomeriggio l'abbiamo passato in parte, seduti al tavolino di " Caffè Nero" dove riesci a gustarti un ottimo caffè italiano e hai anche il conforto di sentirti un po' a casa, visto che la maggior parte dei ragazzi che servono, sono italiani.
Il posto era in Jermyn Street, alle spalle di Piccadilly.
Proseguendo ci siamo fermati ad acquistare il mio profumo, da Floris.


La vetrina di Floris

E ho potuto sentire in anteprima rispetto all'Italia, la nuova fragranza che la Casa di Profumi Reale ha dedicato alla Regina in occasione del Giubileo: Royal Arm Diamond Edition.

E' stata creata per l'occasione una edizione numerata di boccette contenti il profumo dedicato alla Regina, con un brillante dal valore di 15.000 sterline.
Insomma, eravamo lì tutti e due a guardare basiti il profumo che costa un capitale, nella sua bella teca di vetro.
Superfluo dire, che dopo esserci complimentati per l'ideona, ho pagato il mio ( che costa molto, ma molto meno) e ci siamo precipitati fuori dalla porta, visto che il commesso si era profuso in un elogio senza fine sul pezzo da collezione e temevamo di portarcelo a casa quasi senza accorgercene.

Ho fatto pochi metri e poi, nella galleria che conduce a Bond Street, ho comprato qualcosa d'altro.

Cosa ne pensate, potevo forse evitarlo?



In tema no?


La sera al rientro abbiamo cenato al The Courtfield "Very Old English Pub", con una sala da cerimonie adibita a "dining room". Poi ancora una passeggiata nella quiete serale del quartiere, insomma mi sono sentita come Julia Roberts in Notthing Hill.



Il giorno dopo, quello della regata reale, è stato davvero lungo, freddo e piovoso.
Era inverno a dire il vero, non c'è stato nemmeno uno spicchio di sole a fare capolino tra le nubi.
Nonostante questo, i sudditi di sua Maestà hanno assistito con calma imperturbabile, dopo avere atteso per ore, alla regata reale.
Dalle nove del mattino a pomeriggio inoltrato, hanno stazionato presso ogni ponte della città, in attesa di vedere passare le navi.
E poi su Westmister Bridge hanno assistito al concerto, per godersi quel puntino bianco con strass Swarovski che si intravedeva all'orizzonte.
Le altre macchie erano gli uomini in grigio o alta uniforme, Camilla in bianco e l'unico sole della giornata, il sole rosso Kate!
Ammazza che coraggio gli inglesi, con tutto quel freddo e quella pioggia!

Era un tripudio di bandiere e i tre colori, rosso, blu e bianco, erano ovunque.
Dai vestiti non proprio sobri di alcuni, alle calze o leggins della maggior parte delle ragazze che ho visto.

Rende bene l'idea?

Fino ai capelli, meticolosamente colorati di rosso, bianco e blu.
Fantastici pensavo,  metti che noi italiani un giorno festeggiassimo il 2 giugno trasformandoci tutti in tricolore, sarebbe lo stesso colpo d'occhio?
I sudditi della Regina, ho concluso, sono rock come lei, che sull'imbarcazione reale, avvolta nello scialle bianco come l'abito, si muoveva al ritmo della musica che in suo onore arrivava dalla nave orchestra.
Ballavano tutti sulla chiatta reale, dal principe Filippo, a Camilla e alla splendida Kate.
Insomma il vero spettacolo nello spettacolo!

La Regina è Rock con Kate al suo fianco!


Il pomeriggio lo abbiamo passato tra i negozi di musica e libri di Charing Cross e i teatri splendidi di Covent Garden, dove il tempo si è fermato.



Il Musical dei Musical

Il terzo giorno, dopo un inizio incerto, è tornato il sole.
Presto siamo scappati in direzione Kensington Gardens, per visitare il memoriale della principessa Diana.
Prima però, visto che era in zona, sono andata verso quella che è la mecca della musica inglese: la Royal Albert Hall.

La Royal Albert Hall
Il fantastico edificio circolare rosso, con la sua imponenza è davvero un simbolo per i londinesi e per tutti i sudditi di sua Maestà.
Naturalmente avevo bisogno di scattare questa foto per documentare l'evento del calendario di maggio appena passato che mi stava più a cuore.

No dico prestate bene attenzione agli artisti!



Poi,  con calma,  abbiamo attraversato i giardini fino a Marble Arch, tornando verso il centro ed eccoci su Regent Street.

Ci veniva incontro il colore acquamarina inconfondibile marchio di Fortnum & Mason.





Fiabesca atmosfera


I fornitori ufficiali della Casa Reale Inglese, per il Giubileo non si sono risparmiati, regalando ai sudditi ogni possibile ammenicolo con il loro stile e la loro classe inconfondibile.


Mi gira ancora la testa!

Adoro l'atmosfera retrò di quel luogo.
E devo dire che ogni volta il posto ci accoglie con tutta la sua classe.

Quarto piano sala musica.


Poi scendendo verso Piccadilly, ho fatto capolino nel mio negozio preferito ULTRACHIC di Londra, ovvero Liberty. Ecco, Liberty è un vero e proprio sogno ad occhi aperti per me con tutto quello che di esclusivo la moda ti offre oggi, all'interno perfetta riproduzione di una antica casa inglese.
Hanno perfino l'angolo vintage dedicato agli accessori dove ho potuto divertirmi nel ritrovare alcune delle borse di lusso che si usavano quando avevo vent'anni, compreso il mio secchiello vintage  Louis Vuitton!




Liberty


Inconfondibile!
Infine ci siamo affacciati su Carnaby Street.
Ogni volta che ci vado sono consapevole del divenire degli inglesi.

Quel luogo per anni è stato crogiuolo di novità. Oggi è rimasta l'ombra perchè il nuovo è altrove, non più a Soho.
Ma nonostante sia ormai,  solo una strada per turisti, non posso fare a meno di pensare che tra quelle strade nasceva la Swining London che avrebbe influenzato lo stile e la moda degli anni futuri.
Per non parlare della musica di quegli stessi anni che partendo esattamente da lì ancora oggi detta legge.


Carnaby Street.


Per me è emozione vera.

Ora che dite ragazzi, chi viene con me la prossima volta?













31 marzo 2012

LOVE ME DO: 50 ANNI DI BEATLES






Il 4 settembre del 1962 questo gruppo di ragazzi di Liverpool incideva il suo primo singolo sotto etichetta Emi Parlophone Records.
Nasce così ufficialmente la band che più di ogni altra avrebbe lasciato il segno nel mondo della musica, mondo che frequenteranno insieme solo per 10 anni.



Sovvertiranno ogni regola scritta e non scritta nel panorama musicale mondiale.
Lo sconvolgeranno e dopo di loro niente sarà più come prima.
Se la riascoltiamo oggi la melodia della canzone con l'armonica blues suonata da John Lennon, immediatamente ci rendiamo conto che racchiude il senso e la magia di tutte le rivoluzioni che verranno dopo di loro.


La mitica copertina di Abbey Road



"Love me do" è stata registrata in diverse occasioni.

La prima versione, il 6 giugno 1962 aveva alla batteria Pete Best.
Fu per un'audizione con la Parlophone che poi non li mise sotto contratto subito, perchè non convinta.
Caspita che errore!

La seconda versione, il 4 settembre 1962 fu quella del singolo e vide alla batteria Ringo Starr.
L'artista aveva sostituito definitivamente Best nell'agosto precedente, il quale non piaceva al loro produttore Martin, della casa discografica Parlophone.

In quel momento il gruppo si completava definitivamente.

gli studi di Abbey Road


La versione singolo immediatamente pubblicata ebbe Ringo Starr alla batteria.

La versione album in "Please Please me" del 1963 vide Andy White al suo posto, ma fu una sostituzione temporanea, perchè Martin non sembrava convinto nemmeno di Starr, che dire, aveva problemi il ragazzo.

Quel giorno, i quattro "ragazzotti" varcarono il portone degli Abbey Road Studios per la prima volta, per registrare il singolo e i brani del loro primo album.

Questa mattina, ho comprato l'edizione speciale di Newsweek dedicata ai Beatles.
Si intitola: 50 YEARS SINCE THE MUSIC STARTED


Per l'occasione vi lascio uno stralcio di quanto riportato sulla rivista a riprova che quanto ho scritto ieri (la mia memoria fa cilecca qualche volta, ma sui Beatles proprio no) è realtà storica.

Dopo la Sessione Emi, però, George Martin informò Epstein che lui non voleva che Best suonasse la batteria durante la futura data di registrazione dei Beatles, che avrebbe avuto luogo il 4 Settembre. Non aveva lasciato intendere di sostituirlo in maniera definitiva, ma Lennon, McCartney e Harrison aveva già pensato in questi termini. Come il talento degli altri membri sembrava esplodere, Best era appena sufficiente come giocatore. Era timido, e mentre il resto della band aveva adattato le acconciature alla Pop-art, Best persisteva conn la sua sempre più fuori moda Pompadour. Doveva andare, e gli altri Beatles avevano lasciato il compito a Epstein di eliminarlo. "Eravamo codardi" ammise Lennon. Per sostituire Best, i Beatles si avvicinarono a Ringo Starr, il batterista dei loro rivali di Liverpool "Rory Storn and the Hurricanes". "Ringo era una stella in proprio", Lennon disse e la popolarità che aveva a livello locale contribuì a salvarli dalle ferite dei fans che avevano perso Best. Starr firmò, e ricordò in seguito, il primo concerto nella Cavern dopo avere aderito alla band, fu piuttosto violento. "Ci furono dei combattimenti, urla e botte. La metà di loro mi odiavano, la metà di loro mi ha amato. George si trovò con un occhio nero, e non ho guardato indietro". Ironia della sorte, quando i Beatles registrarono "Love me do" il primo singolo con Parlophone Emi, George Martin scelse di non utilizzare Ringo alla batteria. "Ringo a quel punto non era ancora un punto fermo... per George non era che un puntino come un qualsiasi ragazzo di sessione poteva essere " disse McCartney.
Ma loro avevano scelto.
"Love Me Do", uscì il 5 ottobre con "PS I Love You" quale lato b, non accese il mondo ma entrò nei primi 20 in Inghilterra e in seguito assicurò lo status della band.
La volta successiva i Beatles tornarono alla Emi sotto etichetta Parlophone, e il 26 novembre 1962 registrarono il loro primo LP "Please Please me".
Lo stato definitivo era stato fissato.

NASCEVA IL MITO