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16 giugno 2019

OMAGGIO: FRANCO ZEFFIRELLI - LA TRAVIATA



Ieri ci ha lasciato l'ultimo grande Regista italiano. FRANCO ZEFFIRELLI.
UN GIGANTE.
Sono cresciuta amando i suoi film, che mi incantarono fin da bambina.
Fratello Sole e Sorella Luna, Romeo e Giulietta, Gesù di Nazareth, solo per fare qualche esempio.

Ho adorato la sua ricerca instancabile della bellezza, la profusione e la ricercatezza dei dettagli, in ogni inquadratura delle sue opere. Del resto era "figlio" del grandissimo LUCHINO VISCONTI.
Gli ho voluto bene anche perché fu grande amico della mia cantante lirica preferita: MARIA CALLAS.
E perché della lirica fu grande, talentoso e geniale Maestro.
Portò in scena molte rappresentazioni su tanti  palcoscenici, italiani e stranieri. Da La Traviata, alla Boheme, a Cenerentola, a Turandot. Fino ad arrivare a Tosca creata su misura per la Divina Callas.

Il mio ricordo di regia dal vivo, è legato all'ARENA DI VERONA e a LA TRAVIATA.

L'opera di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, aprirà anche quest'anno la stagione di Verona. E c'era molta attesa per questa sua nuova e intensa realizzazione. Mi immagino che gli spettatori, quest'estate, la guarderanno con curiosità,  quasi come il ragazzo che osserva in un quadro il ritratto di Violetta al culmine della sua bellezza, per poi spostare lo sguardo alla stessa protagonista sdraiata a letto ormai morente. Mi riferisco alla scena iniziale dell'omonimo film del 1983 che ieri sera ho rivisto per l'ennesima volta.
Nel 2013 ero a Verona. E  vidi una regia sontuosa, con totale riferimento al barocco di Zeffirelli.
Ricordo che, come di consueto, mi trascinò la musica, la bravura dei cantanti, e la spettacolarità delle scelte scenografiche, dei veri e propri quadri.

Ne parlai in un mio post di quell'anno a cui rubo le foto che vi mostro ora.


Traviata 1° atto (foto MS)



Traviata 3° atto (foto MS)



A Franco Zeffirelli, dedico il mio omaggio, per ringraziarlo di tutte le emozioni vissute guardando i suoi film e anche di tutte le lacrime versate. Che si sappia, io sono peggio di Vivian, mi si aggrovigliano le budella a guardar l'Opera.

LA VERA BELLEZZA.







25 luglio 2013

Una sera con Violetta e Alfredo


Qualche anno fa, Bono Vox, leader degli U2, scrisse una canzone che dedicò al padre, Bob Hewson, appena scomparso.
Contenuta nell'album "How to Dismantle an Atomic Bomb" e intitolata Sometimes you can't make it on your own.



Nel brano, ricorda la figura del padre tenace e fortissimo, il suo amore per lui e di come fossero simili.Chiedeva inoltre al padre di accettare il fatto che a volte non è possibile riuscire a farcela da soli;  e che non è necessario essere forti a tutti i costi. L'artista lo ringrazia per quello che è diventato per la forza e per la debolezza, per avergli donato il sogno della musica da realizzare e anche l'amore per l'Opera Lirica, grande passione del padre.

Io devo il piacere di ascoltare l'opera alla madre di mio marito, che l'amava immensamente. Lei spaziava con facilità dall'ascolto della musica moderna a quella classica.
Diceva che la Musica che ci strema e ci lascia attoniti non ha confini. E amarla è stato di grazia.
Questa sua passione l'aveva trasmessa ai  figli e a qualcuna delle sue nuore che hanno avuto la grande fortuna di poterla conoscere.
Donna di carattere e di vita vera.
Nonostante io abbia studiato musica al Conservatorio, e fatto anche canto,non avevo questo grande trasporto.Studiavo più per dovere che per piacere, ligia ma del tutto indifferente.Dopo qualche anno abbandonai violino e pianoforte, senza alcun rimpianto. Certo l'educazione e il gusto musicale mi sono rimasti dentro. Quello che ho imparato sarebbe impossibile da dimenticare. L'armonia e la melodia, innanzitutto.
E poi le vibrazioni.
Quel tintinnio che ti percuote fino alle membra, quando la musica riesce a farti volare.
Una sera d'estate alla fine di agosto, insieme a lei, scoprii l'arte e il potere della musica lirica.
Andammo a vedere ed ascoltare "Il Barbiere di Siviglia" di Gioachino Rossini. Nel teatro della sua città. Fu uno spettacolo divertente e trascinante. Ne rimasi ammaliata.E incantata.
Già.
Puoi restare del tutto indifferente durante uno spettacolo e persino annoiarti. Capita. Amare la Lirica ha qualcosa di magico. E se ti piace, è per sempre.
Se ogni volta,tratterrai il respiro durante un'aria famosa, mentre il protagonista o la protagonista, davanti a te, ti lasciano spaziare attraverso la loro voce e nel loro mondo, sei fatto.
Fatto d'amore.
Se piangerai ogni volta che Violetta lascerà Alfredo.
Se ti arrabbierai ogni volta che Turandot manderà a morte i principi spasimanti.
Se il coltello di Madama Butterfly colpirà a morte anche te.
Se anche tu avrai gli stessi istinti omicidi di Tosca.
Se pregherai anche tu il Duca di Mantova di stare lontano da Gilda, figlia prediletta di Rigoletto, il buffone.
Se Manrico e Leonora ti faranno soffrire come novelli Romeo e Giuletta.
Se faresti pazzie per riscaldare la manina di Mimì, lì in quella buia e fredda mansarda parigina.

Se ogni stamaledetta volta, ti salirà il magone alla gola e farai fatica a trattenere le lacrime, mentre nulla attorno a te può muoversi perchè anche un alito di vento potrebbe disturbare l'incanto.
Sei senza speranza.
E come una novella Vivien (per il paragone con Pretty Woman parlo per me), lascerai che tutta quella pioggia di note e di bravura, lasci un solco indelebile nella tua anima.


Yes, The Opera is in me.


Grazie, mamma Titti.