Ieri ci ha lasciato l'ultimo grande Regista italiano. FRANCO ZEFFIRELLI.
UN GIGANTE.
Sono cresciuta amando i suoi film, che mi incantarono fin da bambina.
Fratello Sole e Sorella Luna, Romeo e Giulietta, Gesù di Nazareth, solo per fare qualche esempio.
Ho adorato la sua ricerca instancabile della bellezza, la profusione e la ricercatezza dei dettagli, in ogni inquadratura delle sue opere. Del resto era "figlio" del grandissimo LUCHINO VISCONTI.
Gli ho voluto bene anche perché fu grande amico della mia cantante lirica preferita: MARIA CALLAS.
E perché della lirica fu grande, talentoso e geniale Maestro.
Portò in scena molte rappresentazioni su tanti palcoscenici, italiani e stranieri. Da La Traviata, alla Boheme, a Cenerentola, a Turandot. Fino ad arrivare a Tosca creata su misura per la Divina Callas.
Il mio ricordo di regia dal vivo, è legato all'ARENA DI VERONA e a LA TRAVIATA.
L'opera di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, aprirà anche quest'anno la stagione di Verona. E c'era molta attesa per questa sua nuova e intensa realizzazione. Mi immagino che gli spettatori, quest'estate, la guarderanno con curiosità, quasi come il ragazzo che osserva in un quadro il ritratto di Violetta al culmine della sua bellezza, per poi spostare lo sguardo alla stessa protagonista sdraiata a letto ormai morente. Mi riferisco alla scena iniziale dell'omonimo film del 1983 che ieri sera ho rivisto per l'ennesima volta.
Nel 2013 ero a Verona. E vidi una regia sontuosa, con totale riferimento al barocco di Zeffirelli.
Ricordo che, come di consueto, mi trascinò la musica, la bravura dei cantanti, e la spettacolarità delle scelte scenografiche, dei veri e propri quadri.
Ne parlai in un mio post di quell'anno a cui rubo le foto che vi mostro ora.
A Franco Zeffirelli, dedico il mio omaggio, per ringraziarlo di tutte le emozioni vissute guardando i suoi film e anche di tutte le lacrime versate. Che si sappia, io sono peggio di Vivian, mi si aggrovigliano le budella a guardar l'Opera.
LA VERA BELLEZZA.


