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11 febbraio 2024

[SANREMO] La triste storia del 74esimo festival di Sanremo

Questa è la storia triste dello spettacolo di varietà che amavo di più al mondo. Ma cinque Festival consecutivi hanno avuto l'effetto di ridimensionare l'autorevolezza e la credibilità del presentatore e direttore artistico più amato d'Italia che è cascato definitivamente  su una penna d'oca e un paio di scarpe da ginnastica. Tra nani e ballerine, cococococonduttrici e varie, cantanti che presentano altri cantanti, Fantasanremo e punti, che confusione e balli del qua qua, si conclude l'ultimo giro di giostra del carrozzone di Amadeus e Fiorello. 

La prima cosa bella (cit.) La vittoria di Angelina Mango. La ragazza è brava, tiene il palco da professionista navigata e ci regala una delle emozioni più forti nella serata cover, cantando suo padre Pino Mango. Forse non avrebbe meritato la vittoria che a mio parere era di Ghali, ma certamente il suo è un talento limpido e dovremo lasciarle il tempo di diventare "grande".

Sicuramente ricorderemo Teresa Mannino, talmente straordinaria da meritarsi un palcoscenico tutto per sé.

E Marco Mengoni, il re dei re. La stella cometa.

Giorgia,  la sua voce meravigliosa e la classe indiscutibile.

La serata delle cover, quest'anno al suo momento  più alto e allo stesso tempo al suo più basso a causa della vittoria immeritata di Geolier.

Ghali e il suo Italiano vero, scacco matto al potere. Mai un passo indietro, testa alta e animo fiero. #stopalgenocidio


Purtroppo vorremo dimenticare la sudditanza di Amadeus nei confronti di Fiorello,  la pesantezza dei siparietti di cui siamo esausti. Travolta e la sua arroganza.  I monologhi inutili sulla pelle delle donne che è una cosa seria e non va data in pasto a chi deve pubblicizzare una fiction.  Ma siamo pronti a perdonare tutto ai due mattatori della serata finale che hanno comunque costruito un festival dei record negli ultimi cinque anni. In bocca al lupo a chi verrà dal prossimo  perché sarà difficile superare i numeri di questo. E anche le polemiche.



E stato il Festival delle donne, sono davvero contenta🌟



10 febbraio 2024

[SABATO DI POESIA] Mariposa di F. Mannoia - Cheope - Di Francesco




Sono la strega in cima al rogo
Una farfalla che imbraccia il fucile
Una regina senza trono
Una corona di arancio e di spine
Sono una fiamma tra le onde del mare
Sono una sposa sopra l’altare
Un grido nel silenzio che si perde nell’universo
Sono il coraggio che genera il mondo
Sono uno specchio che si è rotto
Sono l’amore, un canto, il corpo
Un vestito troppo corto
Una voglia un desiderio
Sono le quinte di un palcoscenico
Una città, un impero
Una metà sono l’intero
Ahia ia ia ia ia iai
Ahia ia ia ia ia iai
Mi chiamano con tutti i nomi
Tutti quelli che mi hanno dato
E nel profondo sono libera, orgogliosa e canto
Ho vissuto in un diario, in un poema e poi in un campo
Ho amato in un bordello e mentito non sai quanto
Sono sincera sono bugiarda
Sono volubile, sono testarda
L’illusione che ti incanta
La risposta e la domanda
Sono la moda, l’amore e il vanto
Sono una madonna e il pianto
Sono stupore e meraviglia,
Sono negazione e orgasmo
Nascosta dietro a un velo
Profonda come un mistero
Sono la terra, sono il cielo
Valgo oro e meno di zero
Ahia ia ia ia ia iai
Ahia ia ia ia ia iai
Mi chiamano con tutti i nomi
Tutti quelli che mi hanno dato
E anche nel buio sono libera, orgogliosa e canto
Sono stata tua e di tutti di nessuno e di nessun altro
Con le scarpe e a piedi nudi
Nel deserto e anche nel fango
Una nessuna centomila
Madre figlia, luna nuova sorella, amica mia Io ti do la mia parola
Ahia ia ia ia ia iai
Ahia ia ia ia ia iai
Mi chiamano con tutti i nomi
Tutti quelli che mi hanno dato
Ma nel profondo sono libera, orgogliosa e canto
Mi chiamano con tutti i nomi
Con tutti quelli che mi hanno dato
E per sempre sarò libera, e orgogliosa canto

 
E anche per quest'anno il Festival di Sanremo è servito.

Grandissima Fiorella❤️

28 febbraio 2023

[TELEVISIONE] Quando i discorsi hanno un'anima: il monologo di Chiara Francini


dal web - Adnkronos


Ogni anno Sanremo, nonostante tutti i suoi difetti, ha sempre modo di farmi almeno un regalo: quest'anno è capitato con il monologo di Chiara Francini dedicato alle donne che non hanno figli. Andato in onda così tardi che mi sono persa l'effetto in diretta, ho poi potuto recuperarlo su Rai Play (sempre sia benedetta).  L'orario della messa in onda la dice lunga sul maschilismo imperante della kermesse ancora più evidente da quando al timone c'è Amadeus.