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| Immagine presa dal web |
Ho passato la mattina del sabato in libreria. Avrei potuto fare un salto alla BIT, visto che oggi era l'unico giorno in cui era aperta al pubblico ma in tutta sincerità, solo l'idea di arrivare fino a Rho, girare tra i settori e accumulare cataloghi che con molta probabilità dopo il primo istante avrei lasciato da parte per mesi e poi buttato senza rimpianti, mi ha fatto desistere.
Mio marito invece ci è andato, ma dopo due ore era già di ritorno. E questo la dice lunga.
Ci sono stati anni in cui all'appuntamento con la Borsa Internazionale del Turismo non mancavamo mai.
Ci passavamo un giorno intero. Catturati dai vari spazi. Italiani e esteri. Compagnie turistiche e di viaggi. Sognavamo e prendevamo nota. Poi ispirati dall'onda del momento decidevamo dove andare d'estate.
Da tempo non accade più.
Si viaggia di meno. Siamo concentrati su di un periodo di tempo inferiore e di solito programmiamo il viaggio importante una volta ogni due-tre anni. Una questione economica non è che ne faccia mistero.
Quest'anno per esempio vorremmo fare una vacanza tranquilla in un posto di mare. In Italia. La nostra terra bellissima. E tra Puglia e Campania, abbiamo solo l'imbarazzo della scelta.
Rimanendo a casa, chiaramente. Facendo serenamente i conti con il nostro portafoglio.
Insomma vedremo.
Intanto la BIT ha perso molto del suo fascino.
Quello che ho notato negli ultimi anni è che il tono si è abbassato come giusto che sia, visto che con la crisi non è che si abbia tanta volta di girare il mondo. E bisogna fare attentamente i conti nelle nostre tasche per decidere se convenga o meno una vacanza.
Penso che anche i grandi operatori del settore, ne siano ormai consapevoli e agiscano di conseguenza.
Mi farebbe piacere parlare con qualcuno di loro e provare a chiedere che cosa si aspettano da un tessuto sociale ormai estremamente impoverito che di sicuro sta rinunciando all'indispensabile; figuriamoci se guarda al superfluo.
Dovranno tornare a contare sui pochi. Quelli ricchi davvero, che lo erano prima e lo sono ancora di più adesso.
Perché per molto tempo solo loro potranno viaggiare in lungo e in largo. Come del resto hanno sempre fatto. Così potrebbero evitare di dire emerite stronzate. Oggi leggendo su La Repubblica come John Elkann, si permette di dire ai giovani che sono poco ambiziosi, non cercano lavoro e stanno bene a casa, mi si sono arruffate tutte le penne di gallinella anzianotta che non sono altro.
Una vera testa di emme, il signorino. Già, se pensiamo che lui da sempre il lavoro ce lo aveva in casa.
La "fabbrichetta" di famiglia, a vent'anni già nel CdA.
E credo abbia girato il mondo con soldi non guadagnati da quando è nato.
E penso a noi. Alle persone normali. Quello che vivono grazie a quanto si sono costruiti con le loro forze. Senza aiuti e senza famiglie alle spalle.
Sì lo so, sono andata fuori tema, ma sono fatta così, mi girano.
In un tempo duro e fatto di sacrifici, leggere di uno che non sa nemmeno di cosa sta parlando e si permette di pontificare con una prosopopea infinita, mi ha fatto strabordare.
Noi siamo in una nave piena d'acqua.E l'unico strumento che abbiamo per svuotarla è un secchiello di plastica. Non abbiamo tempo per le filippiche di ragazzini viziati troppo presto dalla vita e che di sicuro non ci meritiamo.
Una vera testa di emme, il signorino. Già, se pensiamo che lui da sempre il lavoro ce lo aveva in casa.
La "fabbrichetta" di famiglia, a vent'anni già nel CdA.
E credo abbia girato il mondo con soldi non guadagnati da quando è nato.
E penso a noi. Alle persone normali. Quello che vivono grazie a quanto si sono costruiti con le loro forze. Senza aiuti e senza famiglie alle spalle.
Sì lo so, sono andata fuori tema, ma sono fatta così, mi girano.
In un tempo duro e fatto di sacrifici, leggere di uno che non sa nemmeno di cosa sta parlando e si permette di pontificare con una prosopopea infinita, mi ha fatto strabordare.
Noi siamo in una nave piena d'acqua.E l'unico strumento che abbiamo per svuotarla è un secchiello di plastica. Non abbiamo tempo per le filippiche di ragazzini viziati troppo presto dalla vita e che di sicuro non ci meritiamo.
La fascia economica media che per un lungo periodo si era data ai viaggi e all'esplorazione, illudendosi di essere salita di qualche gradino sulla scala sociale, facendo ottenere loro un vero boom del turismo di massa, ora sta cercando di rimanere in piedi dopo l'uragano.
A quella più bassa mancano anche i fondamentali ormai.
A quella più bassa mancano anche i fondamentali ormai.
Le piogge torrenziali restano. Il futuro è plumbeo come il cielo che ormai da settimane vediamo qui a Milano. Per non parlare di Roma. Roma???
Si deve pensare a sopravvivere. A trovare i soldi per la spesa e per le cure mediche. Per la scuola dei figli. A mantenere il posto di lavoro in bilico.
Non abbiamo più il tempo e la voglia di luci, serate disco e aperitivo. Giochi e tour di sette giorni in sette capitali europee.
Vorremmo la stabilità a casa nostra.
E finché ci mancherà la terra sotto i piedi non avremo voglia di calpestare quella degli altri.
Questo è tutto.
No.
Aggiungo: Elkann per favore la prossima volta tieni a freno la lingua. Non ti hanno insegnato a contare fino a dieci prima di parlare?
No.
Aggiungo: Elkann per favore la prossima volta tieni a freno la lingua. Non ti hanno insegnato a contare fino a dieci prima di parlare?
