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19 settembre 2012

La zona d'ombra: poesia e ossessione




Mi hai reso qualcosa d’ottuso,una foresta pietrificata,
una che non può piangere per le maternità disfatte.Mi hai reso una foresta dove serpeggiano serpi velenose e la jena è in agguato,perché io ero una ninfa innamorata e gentile,e avevo dei morbidi cuccioli.Ma le mie unghie assetate scavano nette la terra, così io Medusa fissa ti guardo negli occhi.Io esperta sognatrice che anche adesso mi rifugio in un letto ammantata di lutto per non sentire più la carne.

(Rivolta - Alda Merini)





Partire da queste dolorosissime parole per ricordarla.
Con la sua purezza, il suo spessore, la sua follia mai negata.


Uno dei più grandi rimpianti della mia vita e avere avuto tempo fa la possibilità di parlarle e non averlo fatto.
Bloccata da un attacco di timidezza nei confronti della sua bellezza.
Ci siamo solo guardate, io sorridevo, lei no.
Mi aveva guardato avvolgendomi con quel suo sguardo disperato e bellissimo.
Non avevo osato chiederle nulla ed ero andata via.
In realtà avrei solo voluto abbracciarla.


lo faccio ora.


Parliamo di Alda insieme.