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04 marzo 2012

PICCOLA E PICCOLINA: 4 MARZO 2012



Vi abbiamo chiamato così dal primo istante.
Era un giorno d'estate caldo e tranquillo.
Con la vostra mamma stavamo facendo una lunga chiacchierata come accade spesso tra di noi.
Questa volta dal vivo, e non al telefono,
Era finalmente serena come non succedeva da tempo.
E mi ha detto che stavate arrivando.
Mi guardava con quello sguardo leggermente proteso che ha quando deve dirmi qualcosa e sta già riflettendo su quella che pensa sarà la mia reazione.
La mia reazione?
L'ho abbracciata forte quasi a volerla stritolare, perchè sentivo che era quello di cui lei aveva bisogno in quel momento.
Per rasserenarsi, perchè forse aveva paura di farmi del male.
Ma io sapevo che stavate arrivando, ero pronta.
Come dico sempre, ho delle piccole antenne invisibili che come un rabdomante faccio fluttuare nell'aria.
All'istante colava di nuovo tanta felicità dentro di me.
Mi riempivo come era già accaduto un anno prima, quando era nato mio nipote.
Questa poi era doppia.
Due gemelle.
In famiglia avevamo saltato una generazione e sapevamo che sarebbe capitato.
E' toccato a lei.
La mia sorellina.
La più piccola.
E all'istante mi sono ricordata di lei, di quando è nata.
Di quanto fosse piccola nelle mie mani. Io ero già grandina e mi ero spupazzata con leggerezza il fratellino, capendo poco.
Ma con lei ero più pronta.
E' stata la mia costola, dall'inizio.
Il pezzetto di me che era rotolato fuori.
Quando io avevo già 15 anni e lei bimba, mi era capitato di essere presa per sua madre.
Capite la simbiosi?
E adesso che mi combinava?
Mi diventava mamma. Di due pupattole.



Lei mi guardava e io ridevo e piangevo, insieme.
Ho seguito tutto, ogni giorno il percorso quotidiano.
Le difficoltà, le novità, tutte le ecografie, tutte le visite.
Un giorno ho visto il filmino delle pupe che saltavano nella pancia una sull'altra.
Ho visto che soprattutto una delle due non stava mai ferma.
Si muoveva in continuazione, cambiava spesso posto, un momento era in alto, e subito dopo in basso.
L'altra invece era molto più tranquilla.
Io già sapevo quale delle due sarebbe stata più simile alla mamma e quale al papà.
La ballerina era uguale a mia sorella, la paperetta tranquilla a mio cognato.
Non immaginavo invece che sarebbero state simili ai genitori anche fisicamente.
Stesso carattere e stessa fisionomia.
Due bimbe, una diversa dall'altra.
Due tesori, immensi.



Oggi compite un anno.
Ed io penso che solo tre anni fa non lo avrei mai detto che nel giro di pochissimo tempo, la vita quieta della nostra famiglia sarebbe cambiata radicalmente.
Prima un nipote e poi subito altre due.

Bimbe belle, siete gioia pura.
Siete calore, allegria, fantasia, innocenza, purezza.
Siete vita.


Grazie, da questa zia pazza ma pazza di voi.





"E se è una femmina si chiamerà Futura aspettiamo senza avere paura, domani"
Mi sembrava giusto dedicarvi questa canzone, questa poesia scritta da un piccolo grande uomo, Lucio Dalla, nato esattamente come voi, il 4 marzo.

AUGURI PICCOLINE.

11 febbraio 2012

BUON COMPLEANNO K2!





Ricordo esattamente il momento in cui ho saputo di te: mi arriva una fotina piccolissima a mezzo mail e tuo padre che  mi scrive: 
ecco il fagiolino!
Il mio cuore fa un balzo fortissimo in petto, non ho bisogno di aprire la mail per vedere la foto, capisco all'istante e lacrime intense mi scorrono sul viso senza che io dica una parola.

Quelle lacrime hanno dato quiete al mio cuore dopo vent'anni.

Ero in ufficio e si spaventano tutti quelli che mi sono accanto, anche perchè non era passato troppo tempo da un grave problema di salute di mio padre e che mi aveva fatto stare tanto in pena.
Ma io dico subito recuperando la voce e quasi urlando che è solo la notizia più bella che poteva raggiungermi e che aspettavo da tanto tempo.

Il mio primo pensiero dopo avere riacquistato le capacità cognitive è andato ai miei genitori, loro più di ognuno di noi familiari ti stavano aspettando da tanto tempo.
Avevano alle spalle il mio dolore e quello di una delle mie sorelle, anni di sofferenza e di continue delusioni che  avevano portato tanta amarezza e la convinzione che forse mai avrebbero avuto la gioia di un nipotino.
E' invece all'improvviso sei arrivato tu.
Au Petit Prince




Da quel momento in poi ti abbiamo aspettato con amore e con impazienza.
Ed io tua futura zia, ho avuto anche la grande gioia di vederti per prima insieme ai tuoi genitori.
Un'emozione indescrivibile, sentire quel piccolo battito e vederti così piccino ma già perfetto.
Eri lì tranquillo nella tua sacca, ben spaparanzato  e fin dal primo istante non abbiamo avuto dubbi nemmeno sul tuo sesso.
Altra cosa emozionante è stata vedere il tuo profilo, le tue manine e i tuoi piedini e immaginarti.
Pensavo al momento in cui ti avrei abbracciato e avrei seguito per davvero, con il dito, quella perfezione.

Sei stato sereno per tutto il tempo, del resto da subito il tuo carattere si è conformato a quello della tua mamma,  calmo.
Che abbia avuto tutte le paure del caso, come ogni futura mamma è certo, ma mai nei nove mesi ce lo ha dimostrato.
 Dare tranquillità agli altri con il suo atteggiamento per non far preoccupare nessuno fa parte di lei.
E tiene per se tutte le sue ansie.

E poi in una mattina di febbraio, a Milano c'era la neve mentre a Napoli splendeva il sole e sei arrivato tu.


Queste sono le tue nonne alle prese con la cesta della tua nascita!

Il nostro principe il nostro "Stupor Mundi"!

E questa zia, vecchia e sdolcinata un po' piagnona vuole solo dirti che in questi due anni appena trascorsi hai rallegrato ogni suo giorno, che anche quando la sera torna a casa distrutta da una giornata pessima, riesce accendendo il computer e guardando le tue foto a sorridere all'istante.

Nel frattempo ci sono stati nuovi arrivi e nuove gioie, immense.

Verrà il turno di parlare anche di altri istanti di felicità.

Ma tu bambino, sei stato il primo e  che ci ha ridato speranza e nuovi sorrisi.

La luce e il sole di genitori nonni e zii.

Il nostro pezzetto di cuore.










e qui ci sta bene, anzi benissimo, questa canzone:







Piccolo Principe ti auguro di guardare sempre il mondo con gli occhi del cuore.