Vi abbiamo chiamato così dal primo istante.
Era un giorno d'estate caldo e tranquillo.
Con la vostra mamma stavamo facendo una lunga chiacchierata come accade spesso tra di noi.
Questa volta dal vivo, e non al telefono,
Era finalmente serena come non succedeva da tempo.
E mi ha detto che stavate arrivando.
Mi guardava con quello sguardo leggermente proteso che ha quando deve dirmi qualcosa e sta già riflettendo su quella che pensa sarà la mia reazione.
La mia reazione?
L'ho abbracciata forte quasi a volerla stritolare, perchè sentivo che era quello di cui lei aveva bisogno in quel momento.
Per rasserenarsi, perchè forse aveva paura di farmi del male.
Ma io sapevo che stavate arrivando, ero pronta.
Come dico sempre, ho delle piccole antenne invisibili che come un rabdomante faccio fluttuare nell'aria.
All'istante colava di nuovo tanta felicità dentro di me.
Mi riempivo come era già accaduto un anno prima, quando era nato mio nipote.
Questa poi era doppia.
Due gemelle.
In famiglia avevamo saltato una generazione e sapevamo che sarebbe capitato.
E' toccato a lei.
La mia sorellina.
La più piccola.
E all'istante mi sono ricordata di lei, di quando è nata.
Di quanto fosse piccola nelle mie mani. Io ero già grandina e mi ero spupazzata con leggerezza il fratellino, capendo poco.
Ma con lei ero più pronta.
E' stata la mia costola, dall'inizio.
Il pezzetto di me che era rotolato fuori.
Quando io avevo già 15 anni e lei bimba, mi era capitato di essere presa per sua madre.
Capite la simbiosi?
E adesso che mi combinava?
Mi diventava mamma. Di due pupattole.
Lei mi guardava e io ridevo e piangevo, insieme.
Ho seguito tutto, ogni giorno il percorso quotidiano.
Le difficoltà, le novità, tutte le ecografie, tutte le visite.
Un giorno ho visto il filmino delle pupe che saltavano nella pancia una sull'altra.
Ho visto che soprattutto una delle due non stava mai ferma.
Si muoveva in continuazione, cambiava spesso posto, un momento era in alto, e subito dopo in basso.
L'altra invece era molto più tranquilla.
Io già sapevo quale delle due sarebbe stata più simile alla mamma e quale al papà.
La ballerina era uguale a mia sorella, la paperetta tranquilla a mio cognato.
Non immaginavo invece che sarebbero state simili ai genitori anche fisicamente.
Stesso carattere e stessa fisionomia.
Due bimbe, una diversa dall'altra.
Due tesori, immensi.
Oggi compite un anno.
Ed io penso che solo tre anni fa non lo avrei mai detto che nel giro di pochissimo tempo, la vita quieta della nostra famiglia sarebbe cambiata radicalmente.
Prima un nipote e poi subito altre due.
Bimbe belle, siete gioia pura.
Siete calore, allegria, fantasia, innocenza, purezza.
Siete vita.
Grazie, da questa zia pazza ma pazza di voi.
"E se è una femmina si chiamerà Futura aspettiamo senza avere paura, domani"
Mi sembrava giusto dedicarvi questa canzone, questa poesia scritta da un piccolo grande uomo, Lucio Dalla, nato esattamente come voi, il 4 marzo.
AUGURI PICCOLINE.