19 aprile 2020

VIVERE PER RACCONTARLA: LA LEZIONE DI GABO MÁRQUEZ



MARIELLA ESSE FOTO PRIVATA
Ieri pomeriggio, commentando uno dei bei post dell'amica blogger CHAOS, sono tornata con il pensiero ad una frase amatissima, scritta quasi vent'anni fa dal mio autore del cuore.


"La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come  la si ricorda per raccontarla."

Il romanzo da cui è tratta fu uno dei libri più attesi di quegli anni perché per molto tempo Márquez era rimasto in silenzio, e molti dei suoi lettori, come me, pensavano che sarebbe stato difficile per lui tornare alla Scrittura, quella "misteriosa" e "magica" a cui ci aveva abituati.
Invece spiazzò tutti, regalandoci un libro di memorie, le sue, facendoci addentrare nel suo passato ed in particolare, nella sua infanzia e giovinezza ad Aracataca.  Facendoci respirare per intero, l'animo di quel ragazzo indisciplinato e avventuroso cresciuto tra le donne che sarebbe diventato una delle figure più rappresentative della letteratura del ventesimo secolo. E non solo.

MARIELLA ESSE FOTO PRIVATA
Riflettevo sul profondo significato della frase provando ad adattarla al momento tragico e spartiacque che stiamo attraversando.

Tra qualche tempo, cosa ricorderemo della pandemia? Perché sicuramente ognuno di noi, si porterà dietro immagini, emozioni e dolori, che elaborerà in maniera soggettiva. Qualcosa verrà dimenticato, altro invece esasperato. Il Maestro dice che la mente adatterà i ricordi a quel che vorrà ricordare e quel che vorremo ricordare lo racconteremo. Ognuno di noi elaborerà a suo modo    una visione soggettiva dell'accaduto e quello sarà il patrimonio da veicolare ai posteri. Di quasi ogni cosa che ci accade alla fine ci portiamo dietro una versione elaborata dalle nostre emozioni, probabile succeda anche per questa enorme tragedia che abbiamo condiviso con il resto del mondo.

Io ricorderò il silenzio bruciante, il cielo mai così azzurro come in questa primavera, lo strano scorrere del tempo tra le mura di casa, gli abbracci desiderati, le lunghe videochiamate alle persone care, il mio scoprirmi nuove fragilità, alcune impensate. I momenti di rabbia e dolore, intensificati dai silenzi.
Tutto il resto proverò a dimenticarlo. 

Voi cosa ricorderete? Ve lo chiedo ora che la stiamo vivendo questa vita distopica, prima che il tempo cancelli le sensazioni più cocenti lasciando alla memoria solo quello che vorremo ricordare.

MARIELLA ESSE FOTO PRIVATA



39 commenti:

  1. Cara Mariella, non ce che dire, i tuoi post portano sempre delle cose interessanti, ed è un piacere ritornarci da te.
    Ciao e buona domenica con un abbraccio forte con un sorriso:-)
    Tomaso  

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    1. Buongiorno Tomaso e buona domenica,
      mi sto abituando e con molto piacere al primo commento dei miei post, quasi sempre il tuo. Mi fa iniziare la giornata con positività e a allegria. Grazie di cuore.

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  2. Felice della conoscenza Mariella...inizierò a seguirti perché il tuo blog mi sembra interessante. Per ora un saluto veloce e l'augurio di una domenica serena. Grazie per la visita e il commento.

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    1. Ciao Vivì e benvenuta da me.
      Anche io sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla tua casa e ti seguirò volentieri.
      Alla prossima!

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  3. Ricorderò come un periodo nero, e non solo per il virus ma per altre cose accadute negli ultimi mesi, cui è meglio dimenticare.

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    1. Sarebbe molto meglio dimenticare tutto, come suggerisci.
      Purtroppo questo periodo ci segnerà per sempre.
      Buona domenica Pietro e grazie.

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  4. Io credo che porterò con me la privazione della libertà, il senso di isolamento in casa, le file al Tigrs per la spesa, le scene delle lunghe file di camion cariche di bare, ma soprattutto il senso di impotenza contro un nemico invisibile e quasi invincibile. Buona domenica.

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    1. Le immagini di Bergamo non avremmo mai voluto vederle, il loro ricordo resterà nella memoria di tutti.
      Buona dominica Mirtillo e grazie.

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  5. Ciao Mariella, quella che hai postato è una bellissima frase che insegna che il ricordo, a volte, è anche fantasia.
    Un domani di questo tempo infausto spero di non ricordare nulla, la mia fantasia sarà l'oblio.
    Felice domenica.
    Ciao, fulvio

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    1. La fantasia ci aiuta a migliorare tutto quello che bello non è. E ci aiuta a sopportarne il peso.
      Ti auguro di riuscire a dimenticare.
      Buona domenica a te, Fulvio e grazie.

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  6. Ti lascio il mio più caro saluto
    Giorgio

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  7. Una frase che ho sempre fatto mia, applicandola anche quando non la conoscevo ancora.
    Perché sì, il vissuto è quello ricordato, il bello cristallizzato.
    Comunque, cosa ricorderò? L'unione in casa, il tempo come un tempo.

    Moz-

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    1. Un bel modo per ricordare un pessimo periodo.
      Dovremmo focalizzarci sulle cose belle, ottima idea.
      Buona domenica Moz e grazie.

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  8. Sicuramente dentro ognuno di noi, ci lascerà qualcosa. Io sicuramente ricorderò la mancanza di libertà, diritto importante per ogni essere vivente.
    Saluti a presto.

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    1. L'isolamento e la mancanza di libertà si sono resi necessari visto la gravità della situazione. Io non ho patito la mancanza di libertà, al contrario, sto patendo l'impotenza della nostra società a porre rimedio a tutto questo.
      Il progresso che non è riuscito a far fronte alla malattia e alle morti.
      Grazie Vincenzo e buona serata.

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  9. Troppo difficile rispondere Mary, però il tuo angolo di giardino mi è piaciuto molto, un'immagine del genere rivela tante cose di una persona❤. La pianta con i fiori gialli è il sedum palmeri, il mio è stato preso di mira dalle colombe!

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    1. Comprendo perfettamente la tua difficoltà.
      Sai, ho poco spazio sul mio terrazzino altrimenti sarebbe una giungla ahahahah
      Non conoscevo il nome della pianta grassa che ho sul balcone, ti ringrazio. Pensa che era una piantina piccolissima dono di una mia collega. Ne ho più di un vaco e continua a crescere e fiorire durante la primavera. Credo tu abbia ragione, il mio angolo dice molto di me.
      Grazie Sara, buona serata.

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  10. Bella riflessione Mariella e grazie della tua citazione innanzitutto. Ricordare a volte è un gioco strano e da ricordare di questo periodo per quanto mi riguarda resta soprattutto l'inattività forzata ed il vissuto di impotenza, poi la lontananza delle persone care, delle passeggiate e delle escursioni di primavera. Ti auguro una serena serata Mariella, per quel che si può...

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    1. Leggo che anche per te l'impotenza è tra le cose che più ci resteranno attaccate addosso. Come il non dovere rimanere distanti da chi amiamo. Io ne soffro quotidianamente, è qualcosa che mi logora.
      Grazie per avere apprezzato le mie parole, costole dal discorso intrapreso ieri sul tuo blog.
      Un abbraccio e buona serata.

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  11. Non lo posso prevedere, forse l'abnegazione con cui tante persone hanno continuato a fare il loro dovere a rischio della loro stessa vita.

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    1. Assolutamente sì, la loro dedizione e il loro altruismo dovranno, giustamente, essere ricordati.
      Da tutti e per sempre.
      Grazie Silvia e buona serata.

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  12. Gabo era un grande e meglio non poteva sintetizzare la visione individuale della vita.
    Ogni esperienza vissuta da due o più persone, viene raccontata e tramandata in modo diverso, ognuno darà più valore ad un particolare momento ; se ognuno raccontasse la stessa esperienza, lo farebbe in modo soggettivo
    Penso che questo periodo lascerà uno strascico tale di problemi, che sarà impossibile cacciarlo dalla mente. Il mondo
    non sarà quello che abbiamo conosciuto fino ad ora e l'umanità si estenderà in nuove dimensioni, nel bene e nel male
    Cri

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    1. A me pare di essere in un incubo ovattato.
      Oggettivamente ci saranno degli episodi che ognuno di noi ricorderà più o meno nel medesimo modo, altri individuali essendo vissuti come tali, li ricorderemo diversamente a seconda delle angolazioni e delle sensazioni vissute.
      Altri penso che li dimenticheremo completamente. La mente a volte ricorre all'oblio per sopravvivere.
      Mi auguro solo che il mondo non peggiori (il mondo inteso come umanità).
      Ti abbraccio Cri.

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  13. Il senso di impotenza lo sgradito tanfo di incertezza che proviene dal vivere nel timore che la mia libertà sottrattami, ora inizio a pensare forse anche esageratamente,non mi sia più restituita e che anzi la si voglia comprimere per sempre, il sapere che non accetterò mai che questo accada a prescindere dalle conseguenze delle mie azioni e la nostalgia delle cose che non ho più anche apparentemente le più sciocche come andare allo stadio e fate una vacanza all'estero. Spero solo presto di poter postare di nuovo un commento del genere ne al passato spero sorridendo nel rileggere queste ben presenti ed attuali sensazioni

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    1. Partendo dalla fine, anche io spero un giorno di poter sorridere rileggendo quanto scritto in questo periodo. Me lo auguro di cuore e lo auguro a tutte le persone a cui voglio bene e a chi ha sofferto.
      La limitazione della libertà la vedo ancora come un qualcosa che avrà fine presto. In ogni caso questa tua paura, che riconosco in fondo anche tra le mie, se dovesse trasformarsi in realtà, non mi vedrà passiva, anzi. Io rivoglio la mia vita di prima, sono disposta a temporeggiare per forza maggiore, ma rivoglio tutto quello che avevo prima. Non dubito che all'inizio non potrà avere quell'ampiezza a cui eravamo abituati, ma un passo alla volta la rivoglio. Altrimenti, nessuno mi fermerà, nessuno fermerà il mio diritto a riprendermela. E non credo che sarò sola.
      Un abbraccio amico mio.

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  14. Rimarrà nel mio cuore e nella mia mente un gelo immenso e quel senso di sgomento che mai verrà risolto. Le domande e i dubbi si sommeranno e si amalgameranno ma niente e nessuno al mondo potrà mai convincermi che tante morti fossero inevitabili e che tanto dolore non poteva che essere una conseguenza naturale della pandemia. Mi mancano tante certezze, sono come un naufrago che si aggrappa al primo relitto, ma, in questo caso, no! Sono certa che qualcuno avrebbe potuto fare di più per alzare un argine a tanta sofferenza.

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    1. Cara Vivì, sono contenta tu sia tornata a lasciarmi la tua riflessione, tra l'altro bellissima.
      Quel gelo di cui parli attanaglia anche me, come lo sgomento. Io sono spaventata, e attraverso momenti di alti e bassi. Ogni giorno quei numeri (che sono persone care morte) mi stringono il cuore. Sono sicura si sarebbero potute evitare tutte quelle morti, ma avremmo dovuto avere una Sanità più pronta a far fronte a questo tsunami. Purtroppo non è così e di questo siamo consapevoli. Il dolore è devastante.
      Verrà il momento, mi auguro, che qualcuno pagherà per gli errori, visibili ad occhio nudo. Ora possiamo solo sperare che piano piano tutto possa ridimensionarsi. Le ferite invece, non si cicatrizzeranno mai.
      Ti abbraccio.

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  15. Viviamo un evento epocale, ne siamo consapevoli.
    Ci sono naturalmente le immagini indelebili che ho visto attraverso la Tv, come quelle devastanti delle colonne degli autocarri militari che trasportavano le bare fuori da Bergamo, ma anche quelle profondamente consolanti dei medici e infermieri volontari che hanno risposto al bando per lavorare negli ospedali delle zone più critich e sono "sbarcati" al fronte pieni di coraggio e desiderio di fare del proprio meglio.
    Poi ci sono delle immagini, anche in senso lato, delle sensazioni che ho provato in prima persona che resteranno dentro di me...
    Ricorderò il silenzio intorno casa che non è quello solito, visto che comunque siamo in una zona poco trafficata, ma è diverso da prima.. è irreale, rotto per lo più solo dal cinguettio degli uccelli... ricorderò anche la campana di un convento vicino casa mia che suonava la mattina di Pasqua, in questa atmosfera appunto irreale... ricorderò l'espressione di sorpresa e gioia dietro la mascherina della mamma di un compagno di classe di Raffaella che è con lei fin dalla prima elementare quando Sabato Santo ci siamo trovate a pochi metri di distanza l'una dall'altra nel parcheggio del supermercato ed eravamo così felici come se non ci vedessimo da anni, mentre erano passate solo poche settimane... ma davvero il tempo è come se si fosse dilatato a dismisura e tutto il "prima" della pandemia appare lontanissimo.
    Un forte abbraccio, Mari.

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    1. La cosa più assurda di tutta la situazione è questo strano scorrere del tempo, che non riusciamo più a quantificare. Fino a due mesi fa, le ore scorrevano regolari e al limite ci si lamentava quando il fine settimana era talmente pieno che quasi "volava" via. Ora il tempo è disturbante nel suo girare attorno a noi tanto da farci pensare che tra il prima e il durante sia passata un'eternità non una manciata di giorni.
      Una manciata che ha cambiato il volto di tutto il mondo. La paura recondita che nulla sarà come prima ci fa pensare al passato recente come ad un libro letto e amato ormai riposto nella nostra libreria. Forse lo riprenderemo e ne leggeremo alcune pagine nel vano tentativo di riassaporare le emozioni di un tempo. Ma non deve essere coì, non deve.
      Questa pandemia ci insegnerà anche una cosa bellissima, a voltare la pagina e a scrivere nuovi capitoli. Un nuovo romanzo, ugualmente bello.
      Ti abbraccio anche io, un bacio ai monelli:)

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    2. Non vedo l'ora di scriverli quei nuovi capitoli, Mari. Sarà un po' una rinascita per tutti noi.

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  16. Ciao Mariella.
    Che belle le foto ma io le ho già viste e quindi non mi stupisco. 😉
    Hai ragione avremo ricordi molto personali. Da parte mia proverò a dimenticare il più possibile...eheheheh...
    Troppe cose che non dico a nessuno e tanti disagi e difficoltà che voglio assolutamente cancellare. Perché per me è più una continuazione di ciò che ho passato in questi ultimi anni e che è stato, forse, più pesante da sopportare. Ma sto parlando al passato e sto sbagliando. Continueranno ancora i disagi e le difficoltà pee me e la mia sola speranza e che tutto si possa almeno alleggerire (in parte sai a cosa mi riferisco 😉). Ma la mia fortuna è che nonostante tutto non riesco a rinunciare alla mia, forse folle a questo punto, positività. Ho un solo "problema" vero, amo la vita. Desidero godere sempre di ogni attimo vissuto bene e quindi per davvero dimentico e cancello tutto il resto. Probabilmente ricorderò il senso di disagio e tutto ciò che avevamo in programma e che inevitabilmente abbiamo dovuto rimandare se non eliminare dai programmi. Credo però che in realtà solo il tempo ci dirà cosa ricorderemo davvero. Nel frattempo ti abbraccio forte Mari e ti auguro una serata serena. Ciao.

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    1. Quello che tu porti nel cuore, a prescindere dagli ultimi avvenimenti, io lo conosco e comprendo tutta la sofferenza che ti ha procurato fin ad ora. Non è finita certo, ma spero di tutto cuore che possa migliorare la situazione e che tu, possa buttartela alle spalle e dimenticare completamente. Te lo meriteresti.
      So che cerchi di essere sempre positiva è un lato del tuo carattere che apprezzo molto, forse perché io invece non ci riesco. Ma ogni volta che ti sento ridere, nonostante le preoccupazioni, sto bene anche io. Per cui, non smettere mai.
      I programmi andati gambe all'aria si possono rimettere in pista, magari con maggiore tranquillità e forse non subito. Ma si può.
      L'importante è ritrovare la serenità giusta per affrontare il domani. Non sarà semplice, ma mai nulla lo è.
      Ti abbraccio anche io, forte forte.

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  17. E' toccante quanto scrivi cara Mariella , sono splendide e di immensa luminosità e colore le tue fotografie , e penso che essendo un popolo il nostro che vive nei ricordi del passato,credo che sarà difficile cancellare , in quanto in ogni famiglia si vive il disagio di quello che comporta vivere con un virus ed i suoi pericoli .
    Penso che ci vorrà molto prima che si ritorni alla vita meno preoccupata di ora , ma siamo Italiani e siamo abituati a lottare ce l'hanno insegnato i nostri nonni , anche quelli che non ci sono più oggi , una preghiera per loro ... e ce lo hanno insegnato i nostri genitori , per questo ci armeremo di fiducia e voglia di vivere sempre .
    Un abbraccio con stima , per una buona giornata.
    Rosy

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    1. Grazie di cuore Rosy, per il bellissimo commento.
      Hai saputo cogliere tantissimo di quanto sento forse perché somiglia al tuo, di sentire.
      Vero che siamo abituati a lottare, ce lo abbiamo nel DNA. I nostri genitori e i nostri nonni ci hanno tramandato il coraggio di reagire ad ogni situazione pur negativa che sia, a lottare per riprendere quello che è nostro e a ricominciare. Sempre. Dovremo farci forza, recuperare la fiducia e vivere. Vivere mai sopravvivere è il mio motto.
      Ce la faremo, ma non dobbiamo rimanere soli, questa volta lo stato non ci deve abbandonare.
      Ti abbraccio forte e ancora grazie.

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  18. ahahah un bel vivere conforme alla propria personalita'. Ascolto sempre mia figlia quando racconta la mia vita vista nella sua infanzia o di quella di mia mamma distorta da quella che e' la sua forte
    personalita' e mi convinco sempre piu' di quanti innocenti stiano i prigione a causa dei superconvinti testimoni.
    Mio figlio invece per il passato e' molto piu' realistico, immagini reali, non fatte a sua misura

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    1. A volte, ricordare quello che si vuole è anche un modo per difenderci.
      Per non farci travolgere dal dolore, per uscire dal buio. E te lo dico perché so bene a cosa mi riferisco avendolo provato sulla mia pelle.
      Poi succede che lo si faccia anche per superficialità. Ma nella stragrande maggioranza dei casi non è così.
      Bravo tuo figlio che riesce a mantenere il giusto distacco e a non farsi travolgere dagli eventi.

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)