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25 gennaio 2025

[SABATO DI POESIA] Contro il fanatismo di Amos Oz





"Come curare un fanatico? Inseguire un pugno di fanatici su per le montagne dell'Afganistan è una cosa. Lottare contro il fanatismo è un'altra. Completamente diversa. L'attuale crisi mondiale in Medio Oriente o in Israele/Palestina non discende dai valori dell'Islam. Non è da imputarsi, come dicono certi razzisti, alla mentalità araba. Assolutamente no. Ha invece a che fare con l'antica lotta fra fanatismo e pragmatismo. Fra fanatismo e pluralismo. Fra fanatismo e tolleranza.
Il fanatismo nasce molto prima dell'Islam, del cristianesimo, del giudaismo. Viene prima di qualsiasi stato, governo o sistema politico. Viene prima di qualsiasi ideologia o credo."


Oggi vi consiglio un piccolo libro, che è quasi un mantra per me. Vi consiglio di leggerlo e rileggerlo. Perché come dice il grande scrittore israeliano, l'unico rimedio ai fautori del fanatismo, vento fortissimo che, oggi più che mai, sta provando a distruggere il mondo, è il compromesso.
A noi europei toccherà riservare ogni oncia di aiuto possibile agli altri, sin d'ora. Cominciando a non dover scegliere se essere pro o contro Israele e Palestina, ma assolutamente contro i fautori del fanatismo e dell'odio, che non hanno confini.  Dovremo essere per la pace.



                                        Buona Settimana della Memoria

04 ottobre 2023

[BLOG] Scrittori, blogger e tanto altro

 




Ho trovato questa vignetta sul web.  Senza volere polemizzare sulla battuta,  ho riflettuto su quanti abbiano un blog e si sentano scrittori. Su quanti scrittori hanno un blog e su quanti blogger (tipo me) hanno un blog ma non hanno mai nemmeno pensato di essere scrittori per questo. 
E voi, che ne pensate?

22 maggio 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] Le mogli hanno sempre ragione di Luca Bianchini. Recensione e intervista all'autore.


 

 "Il sole non aveva alcuna intenzione di andarsene. Continuava a perdere tempo come un ospite che a fine serata si ferma sulla porta, accende un'altra sigaretta e ti racconta la storia della sua vita. Tu lo lasci parlare e, quando ormai pensi di avere ascoltato tutto, lui ti trafigge con un ultimo raggio, un piccolo miracolo fra le tende per dirti ancora qualcosa."

03 aprile 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] Il buio oltre la siepe di Harper Lee






 "Anche gli avvocati sono stati bambini, immagino... (Charles Lamb)


Jem, mio fratello, aveva tredici anni all'epoca in cui si ruppe malamente il mio gomito sinistro. Quando guarì e gli passarono, i timori di dover smettere di giocare a palla ovale, Jem, non ci pensò quasi più. Il braccio sinistro gli era rimasto un po' più corto del destro; in piedi o camminando, il dorso della sinistra faceva un angolo retto con il corpo, e il pollice stava parallelo alla coscia, ma a Jem non importava un bel nulla: gli bastava poter continuare a giocare, poter passare o prendere il pallone al volo.

Poi, quando di anni ne furon trascorsi tanti di poterli ormai ricordare e raccontare, ogni tanto si discuteva di come erano andate le cose, quella volta. Secondo me tutto cominciò a causa degli Ewell, ma Jem, che ha quattro anni più di me, diceva che bisognava risalire molto più indietro, e precisamente all'estate in cui capitò da noi Dill e per primo ci diede l'idea di far uscire di casa Boo Radley.

Ma allora, ribattevo io, se si voleva proprio risalire alle origini, perché non dire che la colpa era di Andrew  Jackson? Se il generale Jackson non avesse incalzato gli indiani creek lungo il ruscello, Simon Finch non avrebbe risalito l'Alabama con la sua piroga, e dove saremmo noi a quest'ora? Eravamo troppo grandi, ormai, per risolvere la controversia a botte: consultammo nostro padre Atticus, e lui disse che avevamo ragione tutti e due.

(Harper Lee  -Il buio oltre la siepe - 1957)

29 gennaio 2022

[SABATO DI POESIA] Aprile di Anne Frank


Anne Frank



Prova anche tu,
una volta che ti senti solo
o infelice o triste,
a guardare fuori dalla soffitta
quando il tempo è così bello.
Non le case o i tetti, ma il cielo.
Finché potrai guardare
il cielo senza timori,
sarai sicuro
di essere puro dentro
e tornerai
ad essere Felice.

(ANNE FRANK - DIARIO)

10 marzo 2021

04 settembre 2020

I LIBRI CHE NON COLSI





Difficile affrontare un argomento che "gira" attorno alle letture  qui da me  che non sia stato già sviscerato in passato. Ne ho parlato in così tanti modi, stimolando la curiosità di voi amici che mi leggete, sia con quiz a tema che  riflessioni. 
Come  QUI  ad esempio, o QUI e anche QUI.


Vi ho portato sulla "riga" di quelli iniziati e mai finiti, di quelli terminati con gran noia, di quelli comprati e mai letti. Abbiamo discusso di libri paragonandoli ad uomini, di quelli a cui non rinunceremmo mai qualunque cosa capitasse. Di libri che ci hanno cambiato la vita. Di quelli che restano sul nostro comodino per tutta la vita, perché sono i nostri preferiti e ci piace averli accanto a noi anche di notte.

Ma perché torno sull'argomento? Essendo io una blogger con la fissa delle letture credo  di avere  trascurato abbastanza, negli ultimi mesi,  la mia missione principale, uno dei DOGMA del mio blog. Parlarvene. Da settembre ricomincerò con le segnalazioni e con le recensioni. Non avranno scadenza fissa ma arriveranno quando avranno voglia ahahah che sia chiaro😜

Oggi però vorrei soffermarmi sui libri mai letti. Dai capolavori della letteratura mondiale a quelli "figli di nessuno" diventati un vero e proprio caso editoriale tramite passaparola. Devo riconoscere che mi faccio poco condizionare dalle tendenze e dalle classifiche. Leggo un libro, se conosco bene l'autore e so che incontra il mio gusto. Oppure, se l'autore mi è sconosciuto, apro a caso  volume e scorro qualche pagina. Mi basta pochissimo per capire se fa per me. Mi soffermo su di una frase o un paragrafo che mi colpisce e se mi piace è fatta, il libro è mio.
Una volta un mio commentatore mi disse che lui rimaneva colpito anche dalla copertina, che lo induceva all'acquisto in mancanza di altri stimoli. Vero è che le copertine dei romanzi vengono studiate a lungo dagli editor e dai pubblicisti proprio perché hanno l'obiettivo di catturare immediatamente l'attenzione degli eventuali compratori. Per non parlare di dove e come vengono collocati all'interno delle librerie.
Insomma comprare un libro non è poi così difficile, anche se non abbiamo la minima idea di quel che stiamo acquistando e ci affidiamo alla nostra buona stella. E quante cantonate PRENDIAMO 😎

Ma quali sono i libri celebri o meno che non ci hanno mai convinto all'acquisto?
Ho fatto un breve inventario e vi propongo alcuni dei miei:

1) IL SIGNORE DEGLI ANELLI di John Ronald Tolkien. 
Ne lessi qualche capitolo a casa di mia sorella (tra l'altro è uno dei suoi libri preferiti) ma mi lasciò del tutto indifferente. Non credo che avrà mai spazio nella mia libreria.

2) PASSAGGIO IN INDIA di Edgar Foster. Uno dei libri più citati in assoluto, ogni tanto me lo trovo da qualche parte. Sarei curiosa di sapere quanti di quelli che lo citano lo hanno mai letto. Io mai. 

3) L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL'ESSERE di Milan Kundera. E niente, ogni tanto mi ricapita davanti in libreria. Ma io mi annoio perfino a leggere tutto il titolo.

4) DELITTO E CASTIGO di Fedor Dostoevskij. Altro libro citato dal mondo letterario sempre ma sempre. Niente da fare, resta lontano da casa mia.

5) TUTTI I LIBRI DI COELHO. A me la new age fa venire i brividi, in senso negativo. Per cui i suoi sono banditi.


Ora ditemi i vostri😉

26 maggio 2020

QUALCUNO CON CUI CORRERE



Ho letto il bel post di CRISTIANA MARZOCCHI, dedicato ad un articolo  dello scrittore israeliano David Grossman e pubblicato su REPUBBLICA.IT.
Lui dice che dopo la PESTE, torneremo ad essere umani. Ci faremo le domande giuste e proveremo a dare le risposte.
Insomma, nel bene e nel male, l'uomo si scoprirà migliore.

Lungi da me contestare questa sua affermazione, ma permettetemi di dire che un po' di dubbi ce li ho. Non credo che l'uomo impari dai suoi errori. Dopo la pandemia ed in piena fase 2, dovremo fare i conti con una crisi economico-sociale spaventosa. Ci metteremo due secondi a fare nuovamente male al nostro pianeta e di conseguenza a noi e ai nostri figli. I mari, fiumi e laghi, saranno invasi dall'inquinamento delle falde ad opera delle fabbriche, l'aria sarà di nuovo oppressa dallo smog per lo stesso motivo di cui sopra, il pensiero del denaro tornerà ad ottenebrarci  la mente, il tempo, che abbiamo imparato a coccolare e a cui abbiamo affidato i nostri pensieri più belli e positivi, tornerà ad essere un miraggio.

Insomma, tutto come prima. E non sono tragica, sono realista.


L'unica speranza dovremmo riporla nei giovani. Distogliendo la mente dalla visione della Movida dell'ultimo fine settimana identico da nord a sud, io vorrei lasciarvi con un pensiero tratto da uno dei libri di Grossman che amo di più, Qualcuno con cui correre.
Il protagonista maschile Assaf, è un sedicenne timido e impacciato, mentre insegue un cane per le strade di Gerusalemme viene condotto in luoghi impensati e conosce personaggi inquietanti.
Fino ad incontrare Tamar, una ragazza solitaria e ribelle. Assaf rimane affascinato da Tamar e decide di andare fino in fondo, di correre con lei...
Metaforicamente Tamar, simbolo di un futuro migliore, potrebbe essere la salvezza per i nostri ragazzi e allo stesso tempo, la nostra.


Anche in questo caso se non avete letto il romanzo di Grossman ve lo consiglio: è un libro da leggere assolutamente. 


"Non sapeva dove andare. Forse si sarebbe recato nell'isola pedonale di Ben Yehudi, alla ricerca del chitarrista di cui aveva parlato Sergej. Non aveva nessuna voglia di incontrarlo e non aveva nemmeno la forza di fare una cosa tanto semplice come camminare in una via affollata, vedere persone sconosciute o parlare con parole di uso comune. Aveva la sensazione che nel poco tempo in cui era rimasto nascosto tra le siepi fosse successo qualcosa di nuovo, di solenne. Non solo a lui, ma in generale, nel mondo. Non era possibile che tutto andasse avanti come prima. Sentì l'urgenza di incontrare Tamar per raccontarglielo. Forse non avrebbe dovuto nemmeno raccontarglielo. Forse lei lo aveva già capito da sola, ovunque si trovasse, senza nemmeno conoscerlo, senza sapere niente di lui. Forse l'aveva già sentito."

19 aprile 2020

VIVERE PER RACCONTARLA: LA LEZIONE DI GABO MÁRQUEZ



MARIELLA ESSE FOTO PRIVATA
Ieri pomeriggio, commentando uno dei bei post dell'amica blogger CHAOS, sono tornata con il pensiero ad una frase amatissima, scritta quasi vent'anni fa dal mio autore del cuore.


"La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come  la si ricorda per raccontarla."

Il romanzo da cui è tratta fu uno dei libri più attesi di quegli anni perché per molto tempo Márquez era rimasto in silenzio, e molti dei suoi lettori, come me, pensavano che sarebbe stato difficile per lui tornare alla Scrittura, quella "misteriosa" e "magica" a cui ci aveva abituati.
Invece spiazzò tutti, regalandoci un libro di memorie, le sue, facendoci addentrare nel suo passato ed in particolare, nella sua infanzia e giovinezza ad Aracataca.  Facendoci respirare per intero, l'animo di quel ragazzo indisciplinato e avventuroso cresciuto tra le donne che sarebbe diventato una delle figure più rappresentative della letteratura del ventesimo secolo. E non solo.

MARIELLA ESSE FOTO PRIVATA
Riflettevo sul profondo significato della frase provando ad adattarla al momento tragico e spartiacque che stiamo attraversando.

Tra qualche tempo, cosa ricorderemo della pandemia? Perché sicuramente ognuno di noi, si porterà dietro immagini, emozioni e dolori, che elaborerà in maniera soggettiva. Qualcosa verrà dimenticato, altro invece esasperato. Il Maestro dice che la mente adatterà i ricordi a quel che vorrà ricordare e quel che vorremo ricordare lo racconteremo. Ognuno di noi elaborerà a suo modo    una visione soggettiva dell'accaduto e quello sarà il patrimonio da veicolare ai posteri. Di quasi ogni cosa che ci accade alla fine ci portiamo dietro una versione elaborata dalle nostre emozioni, probabile succeda anche per questa enorme tragedia che abbiamo condiviso con il resto del mondo.

Io ricorderò il silenzio bruciante, il cielo mai così azzurro come in questa primavera, lo strano scorrere del tempo tra le mura di casa, gli abbracci desiderati, le lunghe videochiamate alle persone care, il mio scoprirmi nuove fragilità, alcune impensate. I momenti di rabbia e dolore, intensificati dai silenzi.
Tutto il resto proverò a dimenticarlo. 

Voi cosa ricorderete? Ve lo chiedo ora che la stiamo vivendo questa vita distopica, prima che il tempo cancelli le sensazioni più cocenti lasciando alla memoria solo quello che vorremo ricordare.

MARIELLA ESSE FOTO PRIVATA



18 aprile 2020

SABATO DI POESIA: LA PIÙ BELLA STORIA D'AMORE



L’ultima nota del tuo addio
mi disse che non sapevo nulla
e che arrivavo
al tempo necessario
di imparare i perchè della materia.
Così, fra pietra e pietra
seppi che sommare è unire
e che sottrarre ci lascia
soli e vuoti.
Che i colori riflettono
l’ingenua volontà dell’occhio.
Che i solfeggi e i sol
raddoppiano la fame dell’orecchio
Che è la strada e la polvere
la ragione dei passi.
Che la via più breve
fra due punti
è il giro che li unisce
in un abbraccio sorpreso.
Che due più due
può essere un pezzo di Vivaldi.
Che i geni gentili
stanno nelle bottiglie di buon vino.
Una volta imparato tutto questo
tornai a disfare l’eco del tuo addio
e al suo posto palpitante scrissi
la Più Bella Storia d’Amore
ma, come dice l’adagio,
non si finisce mai
d’imparare e aver dubbi.
Così, ancora una volta
facilmente come nasce una rosa
o si morde la coda un a stella cadente,
seppi che la mia opera era scritta
perchè La Più Bella Storia d’Amore
è possibile solo
nella serena e inquietante
calligrafia dei tuoi occhi
(Louis Sepúlveda - Poesie senza patria - 2003)
Note bibliografiche:
 Scrittore, poeta, giornalista, esule. Nato ad Ovalle in Cile, il 4 ottobre 1949 e morto a Oviedo in Spagna, il 16 aprile 2020. La poesia che ho postato è dedicata a Carmen Yanez, poetessa cilena e sua moglie;  il suo più grande amore, conosciuta nel 1968 e sposata due volte. Sopravvissuti al regime di Pinochet,  si sono persi e rincontrati per non lasciarsi mai più. Fino alla fine, fino a quella malattia che li ha sorpresi insieme, ancora una volta, portandosi via il Poeta. Io credo che, quando muore un Uomo di tale spessore, è palpabile in tutti la sensazione di vuoto che all'improvviso ci circonda. Il comunista ribelle, la guardia personale di Salvator Allende, l'esule, l'artista, lo scrittore dal tocco sensibile, il poeta, tornerà a farci compagnia ogni volta che ritroveremo le sue parole e il suo sorriso. Che la terra ti sia lieve, Louis.