AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

13 novembre 2013

La luce e l'onda.


Immagine presa dal web



La piccola testa bionda sembra cercare qualcosa tra i sassolini e i ciottoli  piatti lungo la riva.
In mano un rametto con il bordo appuntito. Lo ha lavorato da solo durante la notte di nascosto dal babbo. Senza fare rumore, lo ha tagliato e con il coltellino svizzero lo ha rifinito fino ad ottenere una punta simile a quella delle frecce.
La mattina è arrivata troppo presto e lui non aveva dormito per nulla. Era rimasto sveglio dopo avere finito il lavoro.  Guardava il vento leggero spostare il pizzo delle tende alla sua finestra. Ad ogni tiro di brezza riusciva ad intravedere la luna piena. Era grande e sembrava sempre più vicina. Dove saranno i crateri e i mari raccontati così bene dagli astronauti? Quelli tornati dopo avere lasciato l'impronta su quel terreno lontano, fatto di polvere bianca e misteriosa. Non riesce a vederli nonostante si sia stropicciato gli occhi a lungo. 
Fa colazione con il pane fresco e il latte appena munto. E poi scappa via facendosi inseguire da Attila che gli abbaia contro tutta la rabbia che ha, perchè questa volta non lo porterà con sè.
Raggiunge la banda. Gianni, Maurizio, Oscar e Matteo. Hanno tutti la medesima età e sono pronti. Dieci anni e stecchini al posto delle gambe. Graffi e lividi ovunque. Le magliette a righe stinte dai troppi lavaggi e dal sole preso mentre asciugano all'aperto. Un taglio dei capelli violento quasi a zero. Colpa dei pidocchi che a fine primavera sono piombati addosso a loro come una calamità biblica.
Un cenno della testa e un ringhio come risposta. Si allontanano. Ognuno di loro ha tra le mani un rametto uguale al suo e un secchio rubato alla famiglia; di quelli che servono a raccogliere il latte dalle loro mucche.
L'aria della mattina è ancora fresca in quell'inizio di giugno.
Attraversano il bosco fatto di salici leggeri che con le loro lunghe fronde, si abbassano fino ad inchinarsi verso il letto del fiume che si intravede ai loro piedi. Tra di loro è un susseguirsi di bisbigli e poi di frasi che man mano si acutiscono. Poi diventano risate e alla vista del fiume e del suo luccichio si trasformano in urla stridule.
Ci sono. Eccoli soli, lì davanti. Il letto del fiume e loro. Che impresa è stata raggiungerlo. Hanno eluso la sorveglianza dei grandi e sono fuggiti. E' la loro prima volta. Lasciano tutto sulla riva. Una corsa a chi si immerge per primo. Le magliette ed i calzoni estivi, alcuni stretti e corti perchè dell'estate passata, vengono abbandonati senza alcun riguardo. I rami appuntiti stretti nelle loro mani. I secchi che restano sulla riva.
Passano alcuni minuti, il tempo di riprendersi dalla sferzata che li ha percorsi dopo essersi buttati nell'acqua gelida. Chi spavaldo, chi più timoroso, ora sono dentro. E ci sono ancora risate e corse in acqua e scherzi. Poi ecco, un balenio d'argento. Alcuni lucci si intravedono. Nonostante l'acqua quasi ribolla per la loro presenza e per il frastuono, si sono avvicinati. Il corpo lungo e affusolato dei più grandi, riflette in contemporanea la luce del sole e lo specchio d'acqua.
Fanno silenzio all'improvviso.
Si dispongono a cerchio come il vecchio Pietro ha loro raccomandato. Al segnale di Gianni, il loro capo, ognuno con il suo ramo, si buttano su quelli che meno timorosi si sono avvicinati.
E' una zuffa in piena regola. Cascano tutti dentro contemporaneamente e con gran rumore. Si ostacolano tra di loro e ben presto non vedono più alcun pesce. Ritirano tutti il ramo e tornano a fatica in posizione eretta.
All'improvviso lo guardano tutti, immobili. Attaccato al suo ramo un luccio ben grosso si dibatte con tutta la forza che gli resta. Gianni gli fa cenno di uscire. E come in processione avanza con  tutti gli altri dietro.
Raggiunge il suo secchio e lo butta all'interno. Lascia un po' d'acqua e poi si gira verso gli altri.
E' ancora stupito si guarda attorno. La piccola testa bionda illuminata dalla luce del sole e dalla leggerissima onda del fiume.



(Mariella S.)

Questo racconto l'ho scritto di getto durante la notte. Lo dedico ad un caro amico di blog che è lontano ma è nel mio cuore. Ciao Vincenzo.

71 commenti:

  1. Che bel racconto Mariella.
    Così evocativo! Così nostalgico ma allegro. Come solo l'infanzia rivissuta da chi bambino non lo è più, ma ha un cuore ancora pieno di poesia e sentimento.
    Che dio ti conservi Marie'!
    Un abbraccio
    Leo
    Leo

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    1. Ciao Leo, grazie.
      Oggi le tue parole mi fanno proprio bene. E' un momento di malinconia. E questo racconto è nato perchè ieri sera ho letto qualcosa che mi ha fatto stare molto male. Poi ho pensato che la cosa migliore che riesco a fare quando vedo tutto grigio è scrivere. Di solito mi viene bene quando parlo della mia infanzia. Mi aiuta a superare. Poi ho letto di un amico di blog che sta poco bene. E mi è venuta naturale la dedica. Non so se lo leggerà. Ma c'è.
      Ti abbraccio ragazzo. E spero che prima o poi io lo possa fare anche nella realtà.

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  2. Ciao, tutto bene sorellina?
    Il tuo racconto è splendido, leggero e malinconico, ma anche pieno di luce.
    Un baciooooo

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    1. Non benissimo ma sta passando. E a volte mi sorprende come la sintonia tra noi appaia più marcata anche senza parole. Abbraccio

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  3. Ed hai scritto un racconto stupendo dove ogni particolare risulta descritto così bene che sembra di essere lì lungo e dentro il fiume,con gli amici.
    Un caro saluto,
    aldo.

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    1. L'infanzia resta il mondo che preferisco. E mi viene estremamente facile parlarne. Grazie Aldo. Un bacio

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  4. Il racconto è bellissimo e assasi originale. Mi fai un grande onore a dedicarmelo.
    Lo apprezzo moltissimo, Racconto pieno di memoria e di speranza, quella che ho addosso io in questo momento felice.
    Sì felice, perché sono uscito fuori da un tunnel tenebroso che normalmente non ha uscite.
    Ciao Mariella, un forte abbraccio.

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    1. Vincenzo, la più bella notizia della giornata per me ieri è stata leggere che stavi bene. Ricorda questa e' un po' anche casa tua. Grazie per le tue parole. Come puoi ben immaginare contano tantissimo per me. Bacio

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    2. Vincenzo se sei stato male mi spiace.
      Mi fa però piacere leggere che va molto meglio.
      Ti mando un caro saluto
      veru

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  5. soprattutto è curioso che tu l'abbia scritto di getto... curioso e neanche facile....

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    1. Mari Francesco è un porno romantico che voterà Civati.
      O sbaglio Fra?
      Pure la mozione vai in giro a presentare?
      Cazzarola magari avresti convinto pure noi.

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  6. Il fatto e' Francesco che mi viene davvero molto facile scrivere così quando le condizioni del mio animo mi impongono di farlo. Non riesco a spiegarlo bene. Mi succede da quando ero bambina. Esattamente come le mie poesie. Si scrivono da sole. Ma in determinate condizioni. Ci ho messo un quarto d'ora. E non l'ho quasi riletto. Mi è molto più complicato dedicarmi ad un argomento preciso. Faccio ricerche mi informo, studio. E' più complicato. Ma dimmi, almeno tu è piaciuto?

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  7. Era "almeno ti è piaciuto"

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  8. Dal tuo silenzio deduco che non ti è piaciuto. E che magari tu abbia potuto pensare che non sia farina del mio sacco. Non mi sorprende, non conosci molto della mia storia personale, il dubbio ci sta. Mi fa molto più male il silenzio di altre persone. Ma questa e' un'altra storia. Buona giornata.

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    1. Mari, leggo solo ora questo tuo commento e mi dispiace.
      La mia frequentazione in questo blog è troppo recente ed occasionale per pensare che tu possa riferirti anche a me.
      Io sono stata zitta non perché non mi piaccia il tuo modo di scrivere; semplicemente non apprezzo molto questo genere di racconti, in generale. Avevo paura che tu potessi fraintendere, per questo ho taciuto.
      Tuttavia ti seguo e, se ti sta bene, continuerò a seguirti. "Non essere triste: tu devi splendere come il sole a mezzogiorno". (cit.) Un abbraccio affettuoso. Lara58

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    2. Ciao Lara! Scusami ho letto ora. Ma assolutamente no. Come spiegavo anche al Pap di sotto ho sbagliato a replicare nel commento a Francesco.
      Era un discorso generico. Che mi ha portato a riconsiderare alcune cose nella mia vita.
      E anche un po' di distrezza.
      Ora va meglio.
      Abbraccio.

      Mari

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  9. E questa è la mia Mariella.
    Romanziera.Cuore e anima.
    Sempre.
    Non essere triste sei una grande donna.
    ti abbraccio forte e un bacio dalla tua bimba

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    1. Vero eh? Leggerti riesce sempre a farmi tornare il buonumore! Come l'acqua che scava nella roccia sei. Ghghgh bacio bimba-:)

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  10. Mari, si vede che è un periodo così...passerà...
    Ti voglio bene, Robbi Spaggia

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    1. Guarda solo a leggere Pap e gia' sto meglio. Meglio di una botta in testa non credi anche tu? Ti voglio bene anche io. Forza bambola!

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  11. Altre persone?
    E chi sarebbero i fantomatici altri provocatori di sofferenza?
    Mi sembra che i tuoi commentatori soliti, bene o male, si siano presentati tutti.
    Altri, al di là di brevi e fugaci comparsate, o gente che può essere considerata ex , non credo possano essere presi in considerazione come causa delle tue tue fisime.
    Insomma: forse pretendi troppo. E sopravaluti il tuo blog, i blog in generale, e tu stessa: che sei pesantina, spesso e volentieri.
    O credi di essere un' attraente simpaticona?
    Che ne metti - e ne hai messi in giro - di tuoi musi lunghi.
    Non è che il problema sei tu?
    Manca lo scrittore. Quello sì.
    Forse lui, con la sua competenza, avrebbe potuto scrivere qualcosa di più che le solite cose di amici e parenti - troppo influenzati per poter esprimere valutazioni centrate – solitamente scrivono in questi casi.
    Manco pure io.
    Ma manco da molto, a parte la recente puffata.
    E poi mi è stato detto che sono libero di entrare ed uscire a piacimento.
    Quindi, se sto fuori, sto fuori.
    Per cui, non posso essere assolutamente io la causa dei tuoi dispiaceri.
    Che già di tuo, spesso in giro con il cilicio e con la calzamaglia nera, ce ne metti per amplificare.

    Paolino Pap.

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    1. Pap parlavo in generale. Era riferito alla mia vita che ogni tanto morde. Forte. Del mio blog e delle persone che lo
      frequentano sono contenta. A volte sono piena di paturnie e divento davvero pesante da sopportare e per questo hanno tutta la mia stima. Meno che mai mi riferisco a te. Anche se sei sempre molto scettico a tal proposito sono contenta quando passi da me. E fai quello che vuoi. Ma sappi che qui ( e non sono l'unica a pensare questo ) c'e' e ci sara' il posto sul divano che ti appartiene. Ora poi che sul divanetto si e' accomodata anche Robertina il posto e' ancora piu' bello. Non credi?

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    2. Mariella, se in replica a Francesco sottolinei il suo silenzio, e poi accenni al silenzio di altre persone – che ti fa male (più del suo) – viene logico e spontaneo intendere il silenzio altrui riferito ad altri commentatori.
      Dovresti essere più chiara (e meno generica) in alcuni frangenti.
      E tu vorresti fare la scrittrice??

      Paolino Pap.

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    3. D' accordo, è arrivata pure la Spaggiari: ma non sembra che si diverta molto qui.
      Pure la Veru a volte mi sembra un po' sacrificata in mezzo ai Monsieur Tatin e compagnia bella.
      A proposito: hai visto che casino abbiamo fatto io e loro due dal Fiorini?
      E tu che facevi?
      La solita musona?
      Tu che eri tutta fiorin fiorello.
      E che ne è stato dei moti Gambarini?
      Sembravate essere così amicone – che sono venute pure qui a trovarti – la Deborah e la Gabriella.
      E ti ha più cagata il tuo Bianchini?
      La mia impressione è che neppure l' ha mai letta la tua recensione - così entusiasta.

      Paolino Pap.

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    4. Infatti Pap, ho sbagliato a rispondere sotto Francesco. Mentre scriveo in risposta a lui poi sono partita per la tangente. A rileggermi sì si puo' avere equivocato. Non era quella l'intenzione. Fare la scrittrice dopo la tua stroncatura?
      No, non è nelle mie corde.
      Fiorini non mi interessa come una volta. A dire il vero le cartoline mi sono sembrata una cosa di pessimo gusto. Sai che sono un po' snob.
      Sono venuta a leggervi. Quando ci sei tu c'è sempre casino.
      Però ho concordato su di una cosa. Doveva vincere Veru. Secondo posto la cartolina di Verdi della Spaggiari che non ho visto ma mi fido. Tu terzo. Ma il Fiorini si è lasciato condizionare. E' troppo giovane il ragazzo.
      Bianchini l'ha letta la mia recensione. Fidati. Nonostante dica di avere una memoria pessima per i nomi, riguardo al resto sembra un computer. Quando l'ho conosciuto mi ha detto cose ( su di me intendo ) che mi hanno lasciato a bocca aperta. E io che pensavo non avesse nemmeno idea di chi fossi.
      Solo che il lavoro lo distrae dal blog. E talvolta perde delle chicche.

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    5. Anche qui: ma chi vuoi prendere in giro?
      Che dal Fiorini manchi da molto tempo.
      Ben prima delle cartoline.
      Dai, le cose non succedono a caso.
      Secondo me gli hai messo il muso.
      Sbaglio?

      Paolino Pap.

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  12. Appunto: che roba è il tuo post?
    Se bisogna leggerlo considerando il tuo vissuto è una cosa, che tra l' altro rischia di strumentalizzare e condizionare la valutazione.
    Se è una dedica, un regalo ad un tuo amico, va presa e apprezzata per quello che è, in senso di dono, senza entrare troppo nello specifico della stesura.
    Se trattasi di racconto fine a se stesso bisognerebbe disgiungerlo dai vissuti dell'autore.
    Che poi è un racconto scritto di getto, privo di revisione.
    Se vogliamo scrivere semplicemente in svelitina che è “bello” baci e abbracci si può fare.
    Se vogliamo approfondire – ma in quale aspetto? - servirebbero altri approcci.
    Che gioco vogliamo fare?

    Paolino Pap.

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  13. Giochiamo all'editor?
    Lo faccio io!
    Scusate se in ufficio non mostro tutte le mie lauree in letteratura russa e ceco – slovacca e gli attestati di frequentazione di vari master ma l' ufficio è nuovo: una volta completato il trasloco potrò esibire tutte le mie competenze.
    E scusate se ricevo con la tuta da metalmeccanico: ho giacca e cravatta in tintoria.

    Paolino Pap.

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    1. Da una fugace occhiata noto immediatamente un “perché” scritto con l' accento grave anziché acuto. Ed il perché scritto correttamente è un simbolo e segno distintivo.
      Chi lo verga male è insapiente di grammatica; od un presuntuoso che pur conoscendo le regole fa di testa sua. Libero lui di esserlo, libero io di cestinare immediatamente lo scritto.
      Ci sono pure è maiuscole scritte con l' apostrofo in luogo dell'accento. Pure una virgola che non c'entra niente tra le lunghe fronde e si abbassano.
      Veniamo ai contenuti.
      Nulla di eccezionale: le solite cose sui bambini, il cane, la luna, l' acqua, il bosco, il pane fresco, il latte appena munto...
      e sembra tutto molto scolastico, con un certo metodo di stesura e aggettivazione che nemmeno convince troppo, in alcune scelte.
      Più che una scrittura fluida e naturale sembra la vergatura forzata di uno scribacchino che cerca di imitare uno scrittore.
      Nemmeno mi convincono troppo i tempi narrativi alternati tra un apparente presente (?) e il passato o che ne so io dei verbi: tipo “ lo ha lavorato” “lui non aveva dormito era rimasto sveglio” “fa colazione” ecc ecc …
      E poi è un racconto dove non succede nulla di particolare; o che porta a qualche riflessione; o che contiene idee originali.
      Per cui, se il contesto descrittivo non è più che scorrevole ed efficace l' impalcatura regge a malapena.
      Appunto: se vogliamo considerare questo pezzo un semplice o pezzo da blog, un pezzo scritto di getto ed in dedica, va bene così per quello che è e rappresenta.
      Se vogliamo giocare agli editor pennivendoli la valutazione cambia.

      Paolino Pap.

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    2. Allora Pap riepiloghiamo in due parole: fa cagare.
      Grazie. Del resto se non ci fossi tu a bastonarmi, con tutte le carote che mi vengono date dai parenti e amici che vengono sul blog potrei anche illudermi che scrivere sia il mio mestiere.
      Era davvero una cosa nata da impeto e di getto. Nessuna pretesa. Con tanto di dedica ad un amico di blog( lui sì artista a tutto tondo) che stava male.
      Aggiungo solo una cosa. Nell'ambiente lo scrittore butta giù, ovvero racconta la sua storia. Non presta attenzione alla grammatica. E la maggior parte degli errori poi vengono sistemati dai correttori. Non penso che Philip Roth stia attentissimo agli accenti quando scrive robe da martellare l'anima. Secondo me.

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    3. Mariella, ma chi vuoi prendere in giro?
      Tempo fa, di luna storta, dopo un mio appunto, solo per il gusto di scorgnarmi mi hai scritto chiaramente che tu gli accenti e le virgole le piazzi dove ti pare tu.
      Inoltre: un conto sono le sviste e gli errori occasionali. Un conto sono gli errori sistematici.
      E tu, per pigrizia, ti ostini a fare di testa tua.
      Se tu osservi la scrittura di altri noterai che ci tengono a mettere gli accenti o gli apostrofi nel modo giusto.
      Ribadisco: è un aspetto distinguente.
      Sai che bello poi sparare un titolone in stampatello come nel post precedente con l' accento del perché inesatto.
      Ma desideri alzare il livello della tua scrittura o preferisci lasciarti ammaliare dai complimenti di amici e parenti?
      Non dico che il racconto precedente sia da buttare: ma avrebbe bisogno di una bella revisione.
      A meno che tu non preferisca rimanere e in ambiti più modesti.
      E divertirti così.
      Roba da “martellare l' anima” compresi.
      Ma come scrivi?
      Ma te hai l' abbonamento con parole tipo anima cuore sogni sentimenti rispetto amore ecc ecc …
      che tedio, mamma mia!
      Sempre a giraci intorno.
      A me Roth - che so a malapena chi è - non mi martella proprio un bel niente.
      Sei tu che sei eccessivamente martellabile.
      Troppe cose – troppe - ti prendono ti emozionano ti scuotono ti trapassano …
      pure certi pippotti di x Factor!
      Sei troppo spesso un tono sopra.
      Recensione Bianchini compresa.

      Paolino Pap.

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    4. Beh hai ragione me ne frego alla grande. Non aspirazioni da grande scrittore come gli altri a cui ti riferisci tu che sono attentissimi a fare bella figura. Poi, gli altri chi? A chi mi paragoni. Restero nel mio anonimato che mi piace. L'abbonamento con nazional popolare e' insito in me. E continuero a tediare nel mio blog con serenita. Buona domenica Pap, da te non c'e' il sole?

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    5. Gli errrori questa volta sono dovuti al fatto che sto scrivendo con lo smartphone. Compreso un ho che mi sono mangiata. Ciao eh!

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    6. Ma falla finita, Mariella!
      Dici così ma in realtà sei una coccardara. (E rosichi quando ti passano davanti)
      E che ti piace sì, fare bella figura!
      Pure con questo brano.
      Se fosse stato solo un innocua dedica al tuo amico non avresti risposto così a tono al commento di Francesco.
      Ambizione di essere gratificata.
      Oh, ma che bel racconto!
      Un altra cosa: ai bambini, la prossima volta , fai pescare le più placide carpe.
      I lucci sono pesci predatori – veloci e affusolati - muniti di denti affilati: più facile che siano loro a sgagnare le gambette ai ragazzi - o fuggire come razzi - che siano questi ad acchiapparli con semplici ramoscelli.
      Ma sei mai andata a pescare?
      Sai com'è: noi editor siamo molto esigenti.
      Ma il problema è mio.
      Evidentemente ho sbagliato il divano ( stile Roth?) sul quale sedermi: queste molle mi martellano il culo.

      Paolino Pap.

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    7. I lucci sono esattamente pesci tipici della zona di cui volevo parlare. Niente carpe non volevo dare l'impressione che I miei bambini fossero mollaccioni. Eccome se ci sono andata a pescare da bambina. Ma erano altri fiumi e altra fauna.

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    8. Si, ma prendili te i lucci coni ramoscelli!
      Poi ovviamente, se si sta in circolo con l' acqua fino alle ginocchia, i lucci vengono proprio in mezzo a farsi acchiappare.
      Un idea migliore sarebbe stata l' esca artificiale – il cosìdetto “cucchiaino” - ovvero un pezzo di metallo lucente che recuperato con la lenza simula il zig zag di un pesciolino ferito ( le cui squame brillano).
      Appunto: ispirato da una mezzaluna luminescente, il bambino ( ma come si chiama?) rimane alzato di notte a smerigliare e rifinire la sua esca (che appunto sarà simile ad una mezzaluna)
      L' epilogo, dopo una cattura concitata, sarà il ragazzo, che vedendo il luccio boccheggiare fuori dall' acqua come un astronauta senza il casco, mosso a compassione, lo libererà (tra lo stupore dei suoi amici).
      Cazzo!
      Peccato che non so scrivere racconti: le idee frullerebbero pure. L' ardua sentenza è metterle giù.
      Sono solo un pennivendolo da blog.

      Paolino Pap.

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    9. Sei bravissimo Pap. IO non posso che inchinarmi. Ma il finale non c'è perchè non è finito. Continua... E dovevo lasciare tutto in sospeso. Nessuna liberazione è prevista per il luccio.

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    10. Bisognerà mettere su il Club dei Raccontatori Estinti: io sfodero idee, tu le metti giù, la Spaggiari corregge le bozze ... e la Veru ci prepara il caffè.
      Ad ogni modo resto preoccupato per le sorti del Luccio.
      A parte che oggi ho mangiato l' orata al cartoccio...
      Ma ormai era stecchita in pescheria.

      Paolino Pap.

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    11. orrpo. Ci sto. Ma siamo sicuri che Veru lo sappia preparare il caffè?
      Non so a lei mi sa che toccano le pizze col cartone. Il caffè dopo avere messo giù con bella forma le tue idee. Lo preparo io. Con la cuccuma.
      E che napoletana sarei altrimenti?
      Io oggi ossobuco con risotto giallo e funghi. Preparato con le mie manine sante.

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    12. Paolino no vorrei capire perchè me mi metti a fare il caffè.
      Scusa anch'io ho le mie idee da sfoderare.
      Sono rimasta male davvero.
      Non sono la vostra cameriera.
      Comunque oggi arrosto polenta e funghi porcini come solo mia mamma sa cucinare.
      Che bontà.
      E per finire crostata.

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    13. Perché...

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    14. Statevane voi tre allora.
      Io sono piena di idee.
      Col cazzo che vi faccio il caffè.
      Robe da matti.
      Davvero.Da matti.

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    15. Dai che ti insegno a fare la pizza in casa. Così la smetti di mangiare quella nel cartone.

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    16. Aggiungo. Il problema Veru è che tu, gira che ti rigira, alla fine torni sempre al tuo chiodo fisso. E cioè il partito.Insomma qui noi vorremmo parlare di lucci e carpe. Di lumache e more. Anche di gelsi? Li mangiavi i gelsi da bambina?

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    17. Ma dai qui non ho detto nulla.
      Una piccola stoccattina a Francesco.
      Non ho resistito.
      Va bene basta partito.
      Parliamo di gelsi.
      Una carpa l'ho tatuata sul polso.
      Di lucci non so nulla.
      Il mio pesce sole sta bene,a parte la bocca storta dovuta all'amo che mio marito ha utilizzato per pescarlo.
      Destini della vita.

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    18. Ho letto la stoccatina a Francesco. Ma lui è così. Non sempre ripassa Non ha risposto nemmeno alle mie domande.
      Però se vuoi potresti andare da lui. E' uno bello tosto e a parte una leggera fissazione per le signorine che animano i bar sport televisivi è sempre un piacere confrontarsi con lui.
      Perchè hai tatuata una carpa sul polso?

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    19. Io che correggo le bozze è proprio bella...
      L'idea del Club dei Raccontatori Estinti mi piace.

      Robbi Spaggia

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  14. Apprendo solo ora che hai chiuso un blog.
    Hai fatto bene.
    Certo: magari a te piaceva. E rivendichi la tua libertà di averlo.
    Ma credo che nessuno dei tuoi commentatori abbia mai capito questa scelta; o che si sia mai entusiasmato.
    Meno impegni dove andare a commentare in visite cortesia visto il proliferare di blog.
    Per cui, meglio che ti concentri solo da una parte.
    Magari guadagnando in efficacia e brillantezza qui.

    Paolino Pap.

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    1. Vedi che alla fine ti ascolto sempre?
      Quasi sempre.

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  15. Ciao Mari, mi fischiavano le orecchie, infatti vedo che sono stata citata in vari commenti.
    Approfitto del salotto di casa tua per chiarire alcuni punti: le mie botte di tristezza sono abbastanza controllate e combattute, anche se a volte la montagna di merda è davvero invalicabile (scusa il francesismo ma quando ccevò ccevò!). Poi ci si mettono anche queste fottute e premature luci di Natale sparate in ogni dove che piacevano tanto a Max.
    Per quanto riguarda Fiorini avevo fiutato bene; tempo fa ti dissi di avere avuto l'impressione di stargli sulle balle - secondo me il ragazzo è un po' spugna ed assorbe impressioni e commenti altrui - infatti mi ha snobbato di brutto appena ne ha avuto l'occasione. Forse non si aspettava che io, Veru e Pap lo sputtanassimo così, anzi a pensarci bene non siamo neanche stati troppo merdacce, potevano affondare di più la vanga. Comunque alla fine è proprio RetroCesso.
    Vabè, buona domenica a tutti!
    Robbi Spaggia.

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    1. Stai sulle balle al Fiorini?
      Mah...
      Personalmente sono sempre stato ben accolto e trattato bene.
      Nulla da dire.
      Mi chiamo Evaristo scusate se insisto: pure lui si chiedeva – fatta notare la cosa – che fine aveva fatto Mariella, sua nota commentatrice frequentatrice Ringo Boys improvvisamente sparita dalle sue pagine.
      Ma la Mari non vuole spiegarlo, il mistero: forse si vergogna delle risibili motivazioni.
      Le avranno fatto la bua.

      Paolino Pap.

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    2. Pap, non mi ricordo quale sia il post, ma Fiorini aveva risposto ad un mio commento chiamandomi "spamggiari" - spam=messaggio indesiderato - e con un'altra definizione/giochetto che lui ama tanto. Come tu ben sai non conosco il gergo degli smanettoni del web, ma ci vuole poco a trarre conclusioni. Infatti

      Robbi Spaggia

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    3. Mistero: solitamente il ragazzo è aperto e accogliente.
      Sembra strano che non abbia volontariamente pubblicato le tue cartoline.
      Rimane il fatto che dopo l' assegnazione dei premi manco si è presentato in conferenza stampa.
      Appunto: si resta perplessi.
      Non è che in redazione Vanity sono esposti dei Wanded??

      Paolino Pap

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  16. Paolino quello che avevo da dire a Fiorini l'ho detto a lui pesonalmente. Le cose le risolvo montano dai bagliori della ribalta. E la cosa si e' chiusa. Spaggiari c'e' una cosa che condivido su quello che dici su di lui. E' troppo giovane e troppo influenzabile. Per il resto in tutta sincerita' non penso proprio tu gli stia sulle balle. E questo e tutto. Ciao Robertina.

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    1. Le luci della ribalta sono pure trasparenza, nel condominio Vanity.
      Per me, al limite, la connotazione negativa è il sottobosco trafficato delle mail private e affini.
      Appunto: ti vergogni, a farlo sapere a me, il motivo del divorzio con il Fiorini?
      Non mi dire che il motivo è l' incontro con alcuni ragazzi del gruppo facebook.

      Paolino Pap

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  17. Se non to conoscessi bene come ti conosco papero. Su Fiorini ho messo il punto. Cambia argomento. O ti devo ricordare che siamo sul mio blog? E stiamo tediando I miei amici di blog, quelli che ci sono sempre con storie di gente che non conoscono.

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    1. E allora interdiscimi, dal tuo blog.
      Il tuo - oh - blog.
      Del resto già mi hai interdetto una volta, altrove.
      Fiorini!
      Fiorini!!
      Fiorini!!!
      Altolà!
      Chi siete?
      Dove andate?
      Un fiorino!

      Paolino Pap.



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    2. Comunque sopra, in topic ( salutami Pippo Baudo), ho scritto pure di lucci.
      Consigli per il racconto.

      Paolino Pap.

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    3. Dimenticavo: sei pure quella che ha scritto che il Bianchini aveva fatto bene a cacciarmi dal suo blog.
      Bella stronza.
      Sai, da parte mia non scrivo lecca recensioni.

      Paolino Pap.

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    4. Sei il solito provocatore. Mi fai sempre tanto ridere. Per fortuna. Io invece sono diventata un po' piu' stronzata grazie a te. Il Fiorino e' sempre uno!

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    5. Volevo dire stronza ghghgh

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    6. Se fossi un correttore di bozze correggerei il più e l' è con l' apostrofo in luogo dell' accento.
      Ma la Mariella stronzata lo lascerei così com'è.
      Fantastico!

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    7. E che stronzata rimanga!

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  18. Sinceramente non mi sento sacrificata.
    Il fatto è che non conosco gli altri utenti.
    Non frequento i loro blog pertanto non conosco i loro gusti,le loro passioni,la loro vita.
    Difficile interagire.
    Nei commenti sono sintetici,difficile trovare opportunità per rispondere.
    L'ho fatto un paio di volte con Francesco che mi ha bellamente ignorata.
    Ci sta.
    Concepire il blog in modo diverso è legittimo.
    La libertà che mi prendo in altre sedi è dovuta alla confidenza che negli anni si è creata.
    Non è solo una questione di conoscenza "fisica".
    Con Paolino esiste solo una frequentazone di blog,eppure sento di rapportarmi a lui come l'amico che invece frequento anche di persona.
    E questo non vale solo per lui.
    Con Mariella invece esprimo tranquillamente ciò che penso.
    Spesso le ho scritto che avrei passato il post.
    Capita quando si tratta di argomenti che non conosco a fondo.
    Inutile che mi metta a parlare di calcio quando non ne so nulla.
    A me piace questo blog per la varietà degli argomenti.
    Non colpa di Mari se le sa tutte...ghghgh

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    1. Appunto Veru, lo avevo scritto in precedenza, nel post della puffetta: in questo blog le dinamiche sono principalmente tra la padrona di casa e i singoli utenti.
      Noi siamo cresciuti in blog dove era maggiore l' interagire anche tra i vari commentatori.
      A proposito: ma che fine ha fatto Emanuela?
      Che qui avevamo pure messo su il club dei poeti estinti.

      Paolino Pap

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  19. Sta storia dei lucci e delle carpe mi ha fatto venire un gran mal di testa.
    Veru come lo prepari tu il caffè nessuno mai!
    Baci.

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  20. Comunque Mari se litighi ancora col Fiorini son dolori, mi arrabbio davvero sai?

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    1. Ma io non ho litigato con il Fiorini. Tranquilla.
      Bacio.

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)