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05 luglio 2021

[RIFLESSIONI] GUARDANDO TENET


Auracrave.com

Ieri pomeriggio mi sono concessa due ore e passa di relax e ho deciso di guardare uno dei film più osannati da critica e pubblico degli ultimi anni, finalmente in chiaro su SKY: TENET.

Non ho intenzione di recensirlo perché non ho le armi e la competenza adatta, mi limiterò a parlarvi di sensazioni e riflessioni  scaturite durante e dopo la visione.

È un film complicato nella trama, forse dovrei rivederlo almeno un'altra volta, ma non credo lo farò, per cui buona la prima. La prima ora è stata abbastanza noiosa tra inseguimenti e sparatorie, percorsi a ritroso nel tempo che non portavano da nessuna parte; insomma mi è sembrato senza capo né coda ma dato che sono testarda sono rimasta "vigile" e ho proseguito. E la ragione non erano solo i protagonisti principali anche se Robert Pattison è di gran lunga il migliore rispetto a Washington Junior e Kennet Branagh (la vera delusione per me)  che imperversano per tutto il film; è che volevo dare un senso alla visione. Poi all'improvviso, tutto  ha preso una velocità sorprendente e più si andava indietro più si correva. Man mano ho legato  i fili e i palindromi del film fino ad arrivare alla soluzione, a circa trenta minuti dalla fine.

Non mi ha lasciato indifferente, merita la sufficienza.  Quasi sorprendente, per me che non amo il genere. Mi sono resa conto che  non comprendere fino in fondo il senso del film è la sua forza: come dice ad un certo punto uno dei protagonisti: l'ignoranza è la nostra salvezza. E mi sono domandata se davvero, per certi versi e in alcune situazioni, non sarebbe molto meglio per tutti non volere arrivare a comprendere ad ogni costo, ciò che ci incuriosisce o stranisce.

Magari ti domandi perché  si è  voluto porre l'accento su una questione  immeritevole di discussione, poi lasci perdere, rendendoti conto che non ne vale la pena, che si tratta di una stupidaggine anche se al momento ci sei rimasto male. E da qui scaturisce anche un'altra riflessione: mentre osservavo le varie "manovre a tenaglia" nel film, i momenti in cui si torna velocemente indietro nel tempo, un palazzo che dopo aver subito un bombardamento crolla e subito dopo si ricompone fotogramma dopo fotogramma, mi è scattata l'idea che a volte ho avuto la tentazione di cancellare qualcosa che avevo detto o fatto. Chissà, poter correre velocemente indietro mi avrebbe consentito di ricucire un rapporto, rimediare ad uno sbaglio, sorridere a qualcuno.

Però non è possibile e si va avanti. Cercando di tenere sempre presente che le parole sono importanti anche e soprattutto quelle scritte. Restano lì a rammentarti che a volte sarebbe molto meglio tacere o misurare a priori la portata di quel che si dice. Ma spesso non ne abbiamo il tempo e quando ce ne rendiamo conto è troppo tardi.