| Dal sito Mosaico.net |
La settimana della Memoria è ricca di appuntamenti. Sul mio blog si comincia con alcuni tra quelli milanesi:
MILANO
Dal 18 gennaio al 6 febbraio 2022
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Scrivo perché mi scappa da scrivere...
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La settimana della Memoria è ricca di appuntamenti. Sul mio blog si comincia con alcuni tra quelli milanesi:
MILANO
Dal 18 gennaio al 6 febbraio 2022
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| dal mio album di viaggio: Auschwitz aprile 2016 |
“CI CHIEDIAMO COSA SUCCEDERÀ ALLA MEMORIA DELLA SHOAH QUANDO SCOMPARIRÀ ANCHE L’ULTIMO SOPRAVVISSUTO: I SUOI FIGLI SARANNO QUI PER CONTINUARE A TESTIMONIARE.”
Oggi 27 Gennaio 2021 concludo con questo post la maratona sulla Shoah a cui ho dedicato un'intera settimana. Grazie a tutti voi per aver seguito con interesse e attenzione tutti i miei post.
NON DIMENTICATE. MAI.
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| Edizioni e/o pagine 264 prezzo cartaceo 18 euro |
NOTE BIOGRAFICHE SULL'AUTORE
Lia Levi di famiglia piemontese, vive a Roma, dove ha diretto per trent'anni il mensile ebraico Shalom. Ha pubblicato per Edizioni e/o diversi romanzi tra i quali: Una bambina e basta (premio Elsa Morante opera prima); Quasi un'estate, L'albero della Magnolia (premio Moravia), Tutti i giorni di tua vita, Il mondo è cominciato da un pezzo, Se va via il re, L'amore mio non può, La sposa gentile (premio Alghero Donna e premio Via Po), La notte dell'oblio, Il braccialetto (premio Rapallo) e Questa sera è già domani, vincitore del premio Strega Giovani 2018. Nel 2012 le è stato conferito il Premio Pardès per la Letteratura Ebraica.
Capita a tutti di fare delle "uscite" infelici. Solitamente però, rimane circoscritto alla nostra piccola cerchia familiare. Per cui, ce ne accorgiamo, ce ne vergogniamo, chiediamo scusa e ripartiamo. L'eco resta lì, avvolta nella rassicurante atmosfera domestica.
Ma quando abbiamo un immagine pubblica, il maggior senso del rispetto che dobbiamo agli altri ci obbliga a fare molta attenzione alle parole che pronunciamo. Lo so, che ho la fissa delle parole, ma ho ragione da vendere. Se succede, bisogna chiedere scusa, senza se e senza ma.
Beppe Sala, sindaco di Milano, venerdì ha pronunciato queste parole durante un'intervista per Rai Documentari nell'ambito dell'anteprima dal Piccolo di Milano del documentario "Anne Frank - vite parallele" (ve ne ho parlato qui).
"Penso che Anne sia stata un’anticipatrice della presenza femminile in così giovane età. Viene naturale pensare a Greta Thunberg, perché sono due storie di coraggio enorme in cui si parte dalla cosa più semplice che c’è e si arriva a un risultato simile.Anne ha scritto un diario che poi è diventato uno strumento di educazione e di memoria per tantissime persone. Greta ha cominciato mettendosi lì con un cartello ed è diventata un simbolo di un movimento. Quando una donna, pure in giovane età, decide di intraprendere un’impresa apparentemente disperata, spesso ha più coraggio e quindi, anche da questo punto di vista, è un messaggio di grande contemporaneità."
Al di là del fatto che il paragone è azzardato, fin troppo, quel che ci tengo a dire è che le due ragazze sono quanto di più diverso possa coesistere. Il cartello di Greta e il Diario di Anne sono lontani anni luce. L'esperienza della giovane adolescente ebrea è arrivata fino a noi attraverso delle pagine immortali. Ci ha "sbattuto" in faccia la sua paura, i suoi dubbi, vissuti da prigioniera. Senza via di fuga. Qualcosa che non aveva cercato, una lotta che non avrebbe voluto combattere. La Shoah, non può essere banalizzata, ricondotta ad un fenomeno moderno che nulla ha a che vedere con il sacrificio e con la morte di un intero popolo.
Forse Beppe Sala, invece di spiegare meglio avrebbe dovuto solamente chiedere scusa.
Anne era questa ragazza qui. Una testimonianza ed un tesoro mondiale da preservare.
Venerdì, 24 dicembre 1943.
"Cara Kitty,
Sarò forse ingiusta e ingrata, ma i sentimenti non si possono reprimere. Vorrei andare in bicicletta, ballare, fischiettare, guardare il mondo, sentirmi giovane, sapere che sono libera, eppure non devo farlo notare perché, pensa un po', se tutti e otto ci mettessimo a lagnarci e a far la faccia scontenta, dove andremmo a finire? A volte mi domando: "Che non ci sia nessuno capace di comprendere che, ebrea o non ebrea, io sono soltanto una ragazzotta con un grande bisogno di divertirmi e stare allegra?". Non lo so, e non potrei parlarne con nessuno, perché sono certa che mi metterei a piangere."
Martedì, 11 aprile 1944.
"Cara Kitty,
dobbiamo ricordarci che siamo dei clandestini, che siamo ebrei incatenati, incatenati in un determinato posto, senza diritti ma con mille doveri. Noi ebrei non possiamo far valere i nostri sentimenti, dobbiamo esser forti e coraggiosi, dobbiamo addossarci tutte le scomodità e non mormorare, dobbiamo fare ciò che possiamo e fidare in Dio. Questa maledetta guerra dovrà pur finire, e allora saremo di nuovo uomini, e non soltanto ebrei. Chi ci ha imposto questo? Chi ha fatto di noi ebrei un popolo distinto da tutti gli altri? Chi ci ha fatto tanto soffrire finora? E' stato Iddio che ci ha fatti così, ma sarà anche Iddio che ci eleverà. Se, nonostante tutte queste nostre sofferenze, alla fine restano ancor sempre degli ebrei, vuol dire che un giorno gli ebrei, anziché essere proscritti, serviranno di esempio."
1 agosto 1944.
Cara Kitty,
"un fastello di contraddizioni" è l'ultima frase della mia lettera precedente e la prima di quella di oggi. "Un fastello di contraddizioni", mi puoi spiegare con precisione che cos'è? Che cosa significa contraddizione? Come tante altre parole ha due significati, contraddizione esteriore e contraddizione interiore. Il primo significato corrisponde al solito "non adattarsi all'opinione altrui, saperla più lunga degli altri, aver sempre l'ultima parola", insomma, a tutte quelle sgradevoli qualità per le quali io sono ben nota. Il secondo... per questo, no, non sono nota, è il mio segreto. Ti ho già più volte spiegato che la mia anima è, per così dire, divisa in due. Una delle due metà accoglie la mia esuberante allegria, la mia gioia di vivere, la mia tendenza a scherzare su tutto e a prendere tutto alla leggera. Con ciò intendo pure il non scandalizzarsi per un flirt, un bacio, un abbraccio, uno scherzo poco pulito. Questa metà è quasi sempre in agguato e scaccia l'altra, che è più bella, più pura e più profonda. La parte migliore di Anna non è conosciuta da nessuno, - vero? - e perciò sono così pochi quelli che mi possono sopportare."
Oh, i camini
sulle ingegnose dimore della morte,
quando il corpo di Israele si disperse in fumo
per l’aria –
e lo avvolse, spazzacamino, una stella
che divenne nera
o era forse un raggio di sole?
Oh, i camini!
Vie di libertà per la polvere di Job e Geremia –
chi vi ha inventato e, pietra su pietra, ha costruito
la via per i fuggiaschi di fumo?
Oh, le dimore della morte,
invitanti per la padrona di casa
altrimenti ospite –
Oh, dita
che posate la soglia
come un coltello tra la vita e la morte –
Oh, camini,
oh, dita,
e il corpo d’Israele in fumo per l’aria!
(Nelly Sachs - Al di là della polvere - 1966)
NOTE SULL'AUTORE
Leonie (Nelly) Sachs nacque a Berlino nel 1891 e morì a Stoccolma nel 1970. Poetessa e scrittrice tedesca fu insignita del premio Nobel per la letteratura nel 1966. Inizia a comporre poesie in giovane età durante la sua permanenza a Berlino.Nel 1939 riesce a raggiungere la Svezia assieme a sua madre riuscendo a sfuggire alla deportazione in lager. Vivrà in condizioni di estrema povertà curando la madre malata e lavorando come lavandaia. Continua a studiare su saggi di lirica di autori famosi raggiungendo una grande maturità. le poesie scritte durante il periodo bellico sono molto espressive e rappresentano perfettamente il lamento di morte del popolo ebraico. A proposito della poesia che posto il suo biografo dirà che fu la prima scrittrice che fece dei camini di Auschwitz il tema dei suoi versi.
In occasione della Settimana della Memoria vi segnalo alcune delle iniziative che potrete seguire in streaming, in televisione o alla radio:
Mercoledì 27 gennaio a Cinisello Balsamo si ricorderà la figura di Edith Stein, ebrea morta ad Auschwitz nel 1942. Edith, nata ebrea, si convertì al cristianesimo e divenne una monaca carmelitana, filosofa e insegnante. E' stata canonizzata dal Giovanni Paolo II nel 1987. La diretta partirà alle ore 21,00. Per ulteriori informazioni leggere (qui)
Il Polo del '900 di Torino ha in programma diverse iniziative on line. Il programma prenderà il via con un omaggio a Liliana Segre partendo dalla sua autobiografia La memoria rende liberi. La vita spezzata di una bambina nella Shoah. Per ulteriori informazioni (qui)
Su Radio3 per tutto il mese di gennaio ci sarà una programmazione particolare tutta dedicata alla Shoah. Il programma lo trovate (QUI)
Il Politecnico di Milano propone un webinar dedicato alla Shoah intitolato MAI PIÙ. Per informazioni vi rimando al sito (QUI)
La sera del 27 gennaio RAI5 manderà in onda una puntata monografica di VISIONI intitolata Note per la Shoah. Le musiche di Ennio Morricone. I particolari (QUI)
La Fondazione Fossoli dedica tutta una serie di iniziative on-line per la commemorazione avendo dovuto chiudere il campo a causa dell'ultimo DPCM. L'elenco (qui)
L'Associazione Figli della Shoah, tra gli altri eventi, propone un incontro, il 27 gennaio con Sami Modiano, intervistato da Walter Veltroni. Trovate i dettagli (QUI)
RAI1 la sera del 23 gennaio programma, in seconda serata, il documentario La stanza di Anne Frank. Helen Mirrer accompagna i telespettatori nella storia di Anne attraverso le parole del diario.La stanza della giovane donna è perfettamente riprodotta all'interno del Piccolo di Milano. Credo sia un appuntamento da non perdere. Per informazioni (QUI)
L'elenco non è esaustivo ma spero di avervi dato alcuni spunti se vorrete partecipare o seguire qualcuno di questi appuntamenti. Qui da me, come ogni anno, ne parleremo con diversi post.
*Ho fatto delle aggiunte alla programmazione e mi riservo di continuare ad integrare con nuove segnalazioni. Spero di farvi cosa gradita. PER NON DIMENTICARE.
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| Edith Bruck |
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| Foto privata di Mariellaesseci |
| Binario 21 |
| Memoriale della Shoah-la fila per entrare |
| Memoriale della Shoah-senza parole |
| Il binario 21 e parte di uno dei carri originali. |
| L'interno di uno dei vagoni |
| Binario 21 - L'elevatore |
| Il Muro del Ricordo - 774 nomi |
| Conza della Campania - immagine dal web |
| Stazione di Conza della Campania |