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21 gennaio 2022

[SETTIMANA DELLA MEMORIA] Gli appuntamenti a Milano secondo l'Agenda della Memoria 2022

Dal sito Mosaico.net


La settimana della Memoria è ricca di appuntamenti. Sul mio blog si comincia con alcuni tra quelli milanesi:

MILANO

Dal 18 gennaio al 6 febbraio 2022

Museo della Permanente – via Turati 34
Mostra di Sabina Schkolnik Saad “La Stella Gialla- dialogo con un simbolo”
La mostra fa parte di un progetto che coinvolge 250 allievi di due licei milanesi: il liceo artistico di Brera dove ho studiato55 anni fa e il liceo Primo Levi di San Donato Milanese. I giovani hanno anche lavorato basandosi su due libri :” il profumo di mio padre” di Emanuele Fiano e ” Ricordare il Futuro, per una storia non epurata della Shoah” di Nicola Reale.

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27 gennaio 2021

[GIORNATA DELLA MEMORIA] IL FUTURO E LA TESTIMONIANZA




dal mio album di viaggio: Auschwitz aprile 2016


“CI CHIEDIAMO COSA SUCCEDERÀ ALLA MEMORIA DELLA SHOAH QUANDO SCOMPARIRÀ ANCHE L’ULTIMO SOPRAVVISSUTO: I SUOI FIGLI SARANNO QUI PER CONTINUARE A TESTIMONIARE.”

(Elie Wiesel,
Boston 1998 in occasione della costituzione dell’Associazione Figli della Shoah)



Continuiamo a chiedercelo e sono passati 70 anni. Io ho paura che quando l'ultimo testimone della SHOAH sarà morto, piano piano, metteremo da parte i loro ricordi, fino a farli cadere nell'oblio. I campi di concentramento spariranno, Fossoli sarà rasa al suolo e al suo posto sorgerà una bella frazione emiliana con casette e prati all'inglese. Dimenticheremo quegli orrori per sostituirli con altri più recenti ma assai simili. Spero di no.



*Ho messo un link di approfondimento al sostantivo SHOAH. Letteralmente annientamento, catastrofe, distruzione, calamità.
Olocausto in realtà, significa sacrificio volontario e fa riferimento ai sacrifici  che gli ebrei dedicavano al loro dio. Di solito bruciavano animali.  Direi che, pur comunemente usato,  non è   il modo più corretto per definire la tragedia immensa che ricordiamo oggi. 



Oggi 27 Gennaio 2021 concludo con questo post la maratona sulla Shoah a cui ho dedicato un'intera settimana. Grazie a tutti voi per aver seguito con interesse e attenzione tutti i miei post.

NON DIMENTICATE. MAI.








26 gennaio 2021

[GIORNATA DELLA MEMORIA] SEGNALAZIONE - OGNUNO ACCANTO ALLA SUA NOTTE - LIA LEVI

 

Edizioni e/o
pagine 264
prezzo cartaceo 18 euro



Roma nel periodo delle leggi razziali. Come è possibile che Giulio Limentali, commediografo di successo, si trovi a seguire un proprio lavoro di scena in un teatro, nascosto in incognito in un angolo del loggione? E come riusciranno a vivere il loro amore i due quindicenni Colomba e Ferruccio lei ebrea e lui figlio di un gerarca fascista? Infine un tragico dilemma: la classe dirigente di quegli anni è forse colpevole di avere sottovalutato il pericolo? E se è unfiglio ad accusare di questa inadeguatezza il proprio padre? Tre vicende diverse se pur collegate in cui Storia e Destino intrecciano il loro enigmatico gioco. Un libro emozionante e potente che riesce a coinvolgere e scuotere il lettore.


NOTE BIOGRAFICHE SULL'AUTORE

Lia Levi di famiglia piemontese, vive a Roma, dove ha diretto per trent'anni il mensile ebraico Shalom. Ha pubblicato per Edizioni e/o diversi romanzi tra i quali: Una bambina e basta (premio Elsa Morante opera prima); Quasi un'estate, L'albero della Magnolia (premio Moravia), Tutti i giorni di tua vita, Il mondo è cominciato da un pezzo, Se va via il re, L'amore mio non può, La sposa gentile (premio Alghero Donna e premio Via Po), La notte dell'oblio, Il braccialetto (premio Rapallo) e Questa sera è già domani, vincitore del premio Strega Giovani 2018. Nel 2012 le è stato conferito il Premio Pardès per la Letteratura Ebraica. 


Di Lia Levi ho scritto (QUI)






24 gennaio 2021

[GIORNATA DELLA MEMORIA] ANNE FRANK VS BEPPE SALA



Capita a tutti di fare delle "uscite" infelici. Solitamente però,  rimane circoscritto alla nostra piccola cerchia familiare. Per cui, ce ne accorgiamo, ce ne vergogniamo, chiediamo scusa e ripartiamo. L'eco resta lì, avvolta nella rassicurante atmosfera domestica.

Ma quando abbiamo un immagine pubblica, il maggior senso del rispetto che dobbiamo agli altri ci obbliga a fare molta attenzione alle parole che pronunciamo. Lo so, che ho la fissa delle parole, ma ho ragione da vendere. Se succede, bisogna chiedere scusa, senza se e senza ma.

Beppe Sala, sindaco di Milano, venerdì ha pronunciato queste parole durante un'intervista per Rai Documentari nell'ambito dell'anteprima dal Piccolo di Milano del documentario "Anne Frank - vite parallele" (ve ne ho parlato qui). 

"Penso che Anne sia stata un’anticipatrice della presenza femminile in così giovane età. Viene naturale pensare a Greta Thunberg, perché sono due storie di coraggio enorme in cui si parte dalla cosa più semplice che c’è e si arriva a un risultato simile.Anne ha scritto un diario che poi è diventato uno strumento di educazione e di memoria per tantissime persone. Greta ha cominciato mettendosi lì con un cartello ed è diventata un simbolo di un movimento. Quando una donna, pure in giovane età, decide di intraprendere un’impresa apparentemente disperata, spesso ha più coraggio e quindi, anche da questo punto di vista, è un messaggio di grande contemporaneità."

Al di là del fatto che il paragone è azzardato, fin troppo, quel che ci tengo a dire è che le due ragazze sono quanto di più diverso possa coesistere.  Il cartello di Greta e il Diario di Anne sono lontani anni luce. L'esperienza della giovane adolescente ebrea è arrivata fino a noi attraverso delle pagine immortali. Ci ha "sbattuto" in faccia  la sua paura, i suoi dubbi, vissuti da prigioniera. Senza via di fuga. Qualcosa che non aveva cercato, una lotta che non avrebbe voluto combattere. La Shoah, non può essere banalizzata, ricondotta ad un fenomeno moderno che nulla ha a che vedere con il sacrificio e con la morte di un intero popolo. 

Forse Beppe Sala, invece di spiegare meglio avrebbe dovuto solamente chiedere scusa. 

Anne era questa ragazza qui. Una testimonianza ed un tesoro mondiale da preservare.


Venerdì, 24 dicembre 1943.

"Cara Kitty,

Sarò forse ingiusta e ingrata, ma i sentimenti non si possono reprimere. Vorrei andare in bicicletta, ballare, fischiettare, guardare il mondo, sentirmi giovane, sapere che sono libera, eppure non devo farlo notare perché, pensa un po', se tutti e otto ci mettessimo a lagnarci e a far la faccia scontenta, dove andremmo a finire? A volte mi domando: "Che non ci sia nessuno capace di comprendere che, ebrea o non ebrea, io sono soltanto una ragazzotta con un grande bisogno di divertirmi e stare allegra?". Non lo so, e non potrei parlarne con nessuno, perché sono certa che mi metterei a piangere."


Martedì, 11 aprile 1944.

"Cara Kitty,

dobbiamo ricordarci che siamo dei clandestini, che siamo ebrei incatenati, incatenati in un determinato posto, senza diritti ma con mille doveri. Noi ebrei non possiamo far valere i nostri sentimenti, dobbiamo esser forti e coraggiosi, dobbiamo addossarci tutte le scomodità e non mormorare, dobbiamo fare ciò che possiamo e fidare in Dio. Questa maledetta guerra dovrà pur finire, e allora saremo di nuovo uomini, e non soltanto ebrei. Chi ci ha imposto questo? Chi ha fatto di noi ebrei un popolo distinto da tutti gli altri? Chi ci ha fatto tanto soffrire finora? E' stato Iddio che ci ha fatti così, ma sarà anche Iddio che ci eleverà. Se, nonostante tutte queste nostre sofferenze, alla fine restano ancor sempre degli ebrei, vuol dire che un giorno gli ebrei, anziché essere proscritti, serviranno di esempio."


1 agosto 1944.

Cara Kitty,

"un fastello di contraddizioni" è l'ultima frase della mia lettera precedente e la prima di quella di oggi. "Un fastello di contraddizioni", mi puoi spiegare con precisione che cos'è? Che cosa significa contraddizione? Come tante altre parole ha due significati, contraddizione esteriore e contraddizione interiore. Il primo significato corrisponde al solito "non adattarsi all'opinione altrui, saperla più lunga degli altri, aver sempre l'ultima parola", insomma, a tutte quelle sgradevoli qualità per le quali io sono ben nota. Il secondo... per questo, no, non sono nota, è il mio segreto. Ti ho già più volte spiegato che la mia anima è, per così dire, divisa in due. Una delle due metà accoglie la mia esuberante allegria, la mia gioia di vivere, la mia tendenza a scherzare su tutto e a prendere tutto alla leggera. Con ciò intendo pure il non scandalizzarsi per un flirt, un bacio, un abbraccio, uno scherzo poco pulito. Questa metà è quasi sempre in agguato e scaccia l'altra, che è più bella, più pura e più profonda. La parte migliore di Anna non è conosciuta da nessuno, - vero? - e perciò sono così pochi quelli che mi possono sopportare."



23 gennaio 2021

[SABATO DI POESIA] OH, I CAMINI - NELLY SACHS




Oh, i camini
sulle ingegnose dimore della morte,
quando il corpo di Israele si disperse in fumo
per l’aria –
e lo avvolse, spazzacamino, una stella
che divenne nera
o era forse un raggio di sole?

Oh, i camini!
Vie di libertà per la polvere di Job e Geremia –
chi vi ha inventato e, pietra su pietra, ha costruito
la via per i fuggiaschi di fumo?

Oh, le dimore della morte,
invitanti per la padrona di casa
altrimenti ospite –
Oh, dita 
che posate la soglia 
come un coltello tra la vita e la morte –

Oh, camini,
oh, dita,
e il corpo d’Israele in fumo per l’aria!

(Nelly Sachs - Al di là della polvere - 1966)




NOTE SULL'AUTORE

Leonie (Nelly) Sachs nacque a Berlino nel 1891 e morì a Stoccolma nel 1970. Poetessa e scrittrice tedesca fu insignita del premio Nobel per la letteratura nel 1966. Inizia a comporre poesie in giovane età durante la sua permanenza a Berlino.Nel 1939 riesce a raggiungere la Svezia assieme a sua madre riuscendo a sfuggire alla deportazione in lager. Vivrà in condizioni di estrema povertà curando la madre malata e lavorando come lavandaia. Continua a studiare su saggi di lirica di autori famosi raggiungendo una grande maturità. le poesie scritte durante il periodo bellico sono molto espressive e rappresentano perfettamente il lamento di morte del popolo ebraico. A proposito della poesia che posto il suo biografo dirà che fu la prima scrittrice che fece dei camini di Auschwitz il tema dei suoi versi. 

21 gennaio 2021

[GIORNATA DELLA MEMORIA] SETTIMANA DAL 20 GENNAIO AL 27 GENNAIO

 




In occasione della Settimana della Memoria vi segnalo alcune delle iniziative che potrete seguire in streaming, in televisione o alla radio:


Mercoledì 27 gennaio a Cinisello Balsamo si ricorderà la figura di Edith Stein, ebrea morta ad Auschwitz nel 1942. Edith, nata ebrea, si convertì al cristianesimo e divenne una monaca carmelitana, filosofa e insegnante. E' stata canonizzata dal Giovanni Paolo II nel 1987. La diretta partirà alle ore 21,00. Per ulteriori informazioni  leggere (qui)


Il Polo del '900 di Torino ha in programma diverse iniziative on line. Il programma prenderà il via con un omaggio a Liliana Segre partendo dalla sua autobiografia La memoria rende liberi. La vita  spezzata di una bambina nella Shoah. Per ulteriori informazioni (qui)


Su Radio3 per tutto il mese di gennaio ci sarà una programmazione particolare tutta dedicata alla Shoah. Il programma lo trovate (QUI)

Il Politecnico di Milano  propone un webinar dedicato alla Shoah intitolato MAI PIÙ. Per informazioni vi rimando al sito (QUI)


La sera del 27 gennaio RAI5 manderà in onda una puntata monografica di  VISIONI intitolata Note per la Shoah. Le musiche di Ennio Morricone. I particolari (QUI)

La Fondazione Fossoli dedica tutta  una serie di iniziative on-line per la commemorazione  avendo dovuto chiudere il campo a causa dell'ultimo DPCM. L'elenco (qui)


L'Associazione Figli della Shoah, tra gli altri eventi, propone un incontro, il 27 gennaio  con Sami Modiano,  intervistato da Walter Veltroni. Trovate i dettagli (QUI)


RAI1 la sera del 23 gennaio programma, in seconda serata,  il documentario La stanza di Anne Frank. Helen Mirrer accompagna i telespettatori nella storia di Anne attraverso le parole del diario.La stanza della giovane donna è perfettamente  riprodotta all'interno del Piccolo di Milano. Credo sia un appuntamento da non perdere. Per informazioni (QUI)

L'elenco non è esaustivo ma spero di avervi dato alcuni spunti se vorrete partecipare o seguire qualcuno di questi appuntamenti. Qui da me, come ogni anno, ne parleremo con diversi post.



*Ho fatto delle aggiunte alla programmazione e mi riservo di continuare ad integrare con nuove segnalazioni. Spero di farvi cosa gradita. PER NON DIMENTICARE.

27 gennaio 2019

GIORNATA DELLA MEMORIA: ETTY HILLESUM.









11 LUGLIO 1943

"In futuro, quando la mia casa non sarà più un giaciglio di ferro in un luogo circondato dal filo spinato, voglio avere una lampadina sopra il mio letto, così di notte ci sarà la luce ogni volta che lo vorrò. Spesso, nel mio dormiveglia, turbinano pensieri e piccoli racconti, vuoti e trasparenti come bolle di sapone, vorrei poterli catturare su un pezzo di carta.
Quando mi sveglio la mattina mi sento come dentro un bozzolo - è un ricco risveglio, sai! Ma poi comincia a volte una piccola Passione, pensieri e immagini si agitano intorno a me, sono così tangibili e vogliono esser messi sulla carta, ma non c'è nessun posto in cui si possa star seduti con calma, certe volte passo delle ore a cercarlo. Una volta, nel cuore della notte, una gatta randagia è entrata nella nostra baracca, le abbiamo messo una cappelliera sul gabinetto e là ha avuto i suoi piccoli. Certe volte mi sento come un gatto randagio senza cappelliera.
Stanotte è nato il figlio di Jopie. Si chiama Benjamin e dorme nel cassetto di un armadio. Vicino a mio padre hanno messo un malato di mente.
Sai, se qui tu non hai una grande forza interiore, se non guardi alle apparenze come a pittoreschi accessori che non intaccano il grande splendore( non mi viene in mente un'altra parola) che può essere una parte inalienabile della tua anima, - allora è proprio una situazione disperata.  È così, così triste vedere tutte quelle persone abbandonate a se stesse, che perdono il loro ultimo asciugamano, che si arrabattano con scatoline, con scodelle di cibo, bicchieri, pane muffito e biancheria sporca sopra, sotto e di fianco alle loro cuccette, che sono infelici perché altre persone sono spesso sgarbate o urlano loro, ma che a loro volta  urlano con altri e non se ne rendono conto; bambinetti lasciati soli dai genitori deportati, e trascurati dalle madri degli altri bambini: cioè, sono in pena per i propri pulcini, che hanno la diarrea e ogni sorta di malattie grandi e piccole, mentre prima erano sempre stati bene. Dovresti vedere la disperazione apatica e folle di quelle povere madri, sedute accanto al giaciglio dei loro figlioletti che piangono e che non vogliono crescere."

Amici cari, se avete avuto la pazienza di arrivare alla fine della paginetta che ho voluto riportare, sappiate che è stata scritta da Etty Hillesum, qualche settimana prima che morisse nel campo di concentramento di Auschwitz, dove era stata rinchiusa assieme a tutta la sua famiglia.

Il suo Diario 1941-1943 è stato pubblicato nel 1981 ed è scampato fortunosamente alla distruzione, riscuotendo un successo strepitoso, paragonabile a quello che accolse Il Diario di Anne Frank.
Sono otto quaderni scritti con una grafia minutissima e quasi indecifrabile e narrano la storia di una donna di Amsterdam di 27 anni, in un periodo di crescita importante per una persona che matura e si "libera" durante un periodo particolarmente triste e amaro della nostra storia.
Il 3 luglio del 1942 scriveva:
"Bene, io accetto questa nuova certezza: vogliono il nostro totale annientamento. Ora lo so. Non darò fastidio con le mie paure, non sarò amareggiata se altri non capiranno cos'è in gioco per noi ebrei. Una sicurezza non sarà corrosa o indebolita dall'altra. Continuo a lavorare e a vivere con la stessa convinzione e trovo la vita ugualmente ricca di significato."
La sua vita attraverso i suoi scritti è talmente franca, intensa e colma di amore  e d'amicizia, che arricchisce chiunque la legga.

Mi pareva fosse importante parlarne oggi. Giornata della Memoria.

Per non dimenticare, mai.

Gli altri miei post dedicati alla Giornata della Memoria:

2018

2017

2016

2015

2014

2013

2012

FOSSOLI


Aggiornamento ore 14.30: mia sorella ha pubblicato un post solo per oggi,dedicato al Giorno della Memoria con la sensibilità che la contraddistingue. lo trovate cliccando qui.

26 gennaio 2019

SABATO DI POESIA: AMICA SORELLA COMPAGNA NEMICA.




Edith Bruck



















Amica sorella compagna nemica

per un tuo cenno il mio dolore
poteva ancora trasmutare e dissolvere
in cima a un albero di gelso
sulla slitta di due assi inchiodate
dal ragazzo che dietro la stalla
ci accarezzava tra le gambe con morbide piume.
Sulle ali del tuo sorriso
sarei volata a raccogliere
le stelle gialle scosse sui carri
cigolanti girasoli al vento
nei campi dove noi lavoravamo come
braccianti e giocavamo con bambole
di granoturco rubato.
Una tua parola avrebbe annullato
l’ingiuria dei gendarmi fieri
dell’uniforme intessuta d’odio
contagioso e diffuso
da insegnanti preti signori
proprietari incontrastati di coscienze ;
un tuo gesto (non quel segno della croce per saluto)
mi avrebbe distolto
l’attenzione dall’assenso
espresso anche dai bimbi
spinti ad applaudire le piume
colorate che svolazzavano festose
trottando sui cavalli aggrediti
dai cani degli ebrei cani ebrei !
Amica sorella compagna nemica
il tuo silenzio è riflesso
negli occhi d’Eva che non saliva sul gelso
per non sporcarsi l’abito
e mangiava pane e cioccolato a merenda,
la ricordi la signorina ?
Non ha più paura
che la madre la scopra in mia compagnia
è nuda calva leggera
io la trascino in cima a una piramide
di scheletri per sistemarla vicino a Dio
(in cui credeva) ricercato per i delitti

commessi sotto i suoi occhi.
(Edith Bruck - Il tatuaggio - 1975)



In occasione delle celebrazioni per la Giornata della Memoria, pubblico una delle poesie di Edith Bruck, la grande poetessa ungherese,  sopravvissuta alla Shoah dopo la deportazione ad  Auschwitz e Dachau.

26 gennaio 2018

IL GIORNO DELLA MEMORIA.


Vorrei continuare a parlare di Audrey Hepburn anche in occasione del giorno della Memoria che cade ogni 27 Gennaio.
Non so quanti di voi sanno che la grande attrice era di origine olandese e visse il periodo più terrificante della 2° guerra mondiale a Arnhem con sua madre e suo fratello.
Durante l'occupazione tedesca soffrì la fame, molteplici privazioni e durante l'assedio degli alleati rimase nascosta per diversi giorni da sola, in una cantina, per oltre tre settimane.
Quando uscì dal suo rifugio era debolissima ed in preda all'epatite.
Era il 5 maggio 1945, il giorno dopo il suo compleanno.
A 16 anni, Audrey era alta 1 metro e 76 centimetri, ma era malnutrita, le sue caviglie erano gonfie di edemi e pesava solo 40 chilogrammi.
Nonostante le sue pessime condizioni di salute volle festeggiare le truppe alleate.
Ma quello che ricordava e che molte volte le sarebbe tornato in sogno fu la gravità di quanto vide durante l'occupazione.
Ebrei di tutte le età costretti a cucirsi la stella di David al petto e assistere ai rastrellamenti.
Questi ricordi non l'abbandonarono mai più.
Circa trent'anni dopo, nella sua casa in Svizzerà raccontò ad un giornalista americano quanto aveva visto.


"Ho visto intere famiglie, con ragazzi e bambini piccoli, venire ammucchiate dentro vagoni bestiame - erano treni composti da grandi vagoni di legno con solo un piccolo portello aperto sul tetto... c'erano tutti quei volti che ti sbirciavano da dietro le assi,,, sulle banchine in partenza i soldati tedeschi radunavano intere famiglie ebree con i loro miseri fagotti e i loro bambini.
Poi le separavano, gridavano alle donna di andare da una parte e agli uomini da un'altra.
Poi prendevano i bambini e li caricavano su un altro vagone... tutti gli incubi di cui ho sofferto in vita mia hanno sempre avuto a che fare con questi ricordi".


In seguito le venne chiesto più volte di interpretare Anne Frank in un film.  Lei rifiutò sempre.
Solo nel 1990, in occasione di una cena di gala volta a raccogliere fondi per l'UNICEF,  lesse alcuni brani dal diario di Anne.
Fu un'interpretazione memorabile, di rara bellezza e di un'intensità così lancinante che tutti le chiesero di tornare sul palcoscenico che aveva abbandonato quasi quarant'anni prima.
Ma lei disse.

"Vedete, in realtà non si tratta del fatto che sono o non sono una brava attrice; il fatto è che anche la mia famiglia ha vissuto in Olanda durante l'occupazione nazista ed io stessa ho conosciuto ragazze come Anne - ora lei avrebbe avuto la mia età. È questo il motivo per cui ho sempre rifiutato di interpretare il film su di lei: sapevo che avrei pianto troppo".




La Memoria ci sopravviverà.
La Grandezza di alcuni anche.


Abbiate cura della Memoria.








Fonti: La principessa di Tiffany di Robin Karney -
Edizioni Gremisse - 1994

26 gennaio 2017

LINKY PARTY WORDS FROM BOOKS DAL BLOG DI MARINA ZANOTTA




Partecipo con molto piacere al Linky party ideato da Marina Zanotta del blog https://marinathinkcreative.blogspot.it




Con il post che vi lascio in allegato https://marinathinkcreative.blogspot.it/2017/01/io-prima-di-te-e-linky-party.html ha ideato "parole per libri".

Nel post inoltre va inserita la frase: partecipo al link party  "Words from books 2017"
linkando questa frase: Words from books Linky Party 2017

Poi aggiungere il banner


L'idea è la seguente:

bisogna scegliere un libro che ci sta particolarmente a cuore, e riportare una frase che ci ha colpito e interessato possibilmente di recente.
Poi descriverne il motivo brevemente. Non è un obbligo partecipare. A me l'idea è sembrata carina e importante.
Visto che parlare di libri è sempre una cosa notevole.
E poi, poteva mai il mio blog rimanerne fuori?

Il libro che ho scelto è:


la frase che riporto è questa: 


"Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata. Mai dimenticherò quel fumo. Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto. Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede. Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l'eternità il desiderio di vivere. Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai".

E' uno di quei libri che sarebbe impossibile leggere con superficialità, perché le parole del grande scrittore americano di origine ebraica, ci trasmettono tutto il loro orrore, facendolo diventare nostro, in un solo attimo.
L'ho scelto perché è importante non dimenticare, Ora e mai.
E ricordare tutto questo non solo il 27 gennaio di ogni anno, ma sempre e per sempre.
Gli orrori purtroppo si ripetono, la storia insegna che l'uomo ha sbagliato e sbaglierà ancora. Rifacendo gli stessi errori.
E allora educhiamo noi stessi e le persone che amiamo alla conoscenza.
La conoscenza ci "renderà" liberi parafrasando, una delle frasi più orribili della nostra storia recente, scritta su un cancello di un campo di lavoro lontano, in Polonia. Dove milioni di persone arrivavano da tutta Europa, con l'illusione di poter sopravvivere. Invece si preparavano a morire nel giro di un'ora.
Non dimentichiamolo. MAI.

Foto privata di Mariellaesseci


PS: anche se non parteciperete, mi farà piacere leggere cosa ne pensate dell'iniziativa. E se avete letto un libro di recente con una frase che vi è rimasta impressa, ditemi quale.




27 gennaio 2013

Oggi 27 gennaio 2013 a Milano :Il luogo del Racconto e del Ricordo





Binario 21

Siamo al freddo da oltre un'ora, in piazza Jacob Safra, Via Ferrante Aporti 3, Milano.
Inaugurazione del Memoriale della Shoah, al BINARIO 21.
Non sono qui a raccontarvi della cerimonia d'inaugurazione, dei politici presenti, delle urla "Buffone Buffone" rivolte a Berlusconi, che arrivano da qualcuno alle mie spalle.
Dei fischi e del grido "Razzista che cazzo ci fai qui" sentiti con le mie orecchie e rivolti a Maroni.
Dei loro sorrisi di plastica e delle dichiarazioni incomprensibili e nauseanti.

Degli applausi alla Camusso e a Pisapia. 
Loro che hanno riposto con sorrisi timidi, dileguandosi tra la folla, senza clamore.

No.

Vorrei parlarvi della lunga fila di persone in attesa di entrare, dalle 10,00 della mattina.
Persone che come me e mio marito hanno aspettato a lungo prima di entrare.
Perchè c'erano loro, le star, prima.
Alle 13,00 aprono le porte.


Memoriale della Shoah-la fila per entrare



Tutti in silenzio, per vedere quanto di storia ci portiamo dentro.
Quanto non abbiamo dimenticato.
Quanto ancora dobbiamo imparare.


Memoriale della Shoah-senza parole


Il binario 21 è sotto la Stazione Centrale di Milano. Lì ben nascosti, si caricavano i carri, che inizialmente servivano per il trasporto di cavalli,di uomini, donne e bambini ebrei. I carri venivano piombati e chiusi, poi attraverso un elevatore, passavano al livello superiore e partivano, destinazione Auschwitz-Birkenau-Monowitz, Fossoli, Bergen-Belsen, con fermate intermedie a Verona e Bolzano.
In due anni dal 1943 al 1945 oltre 700 persone partirono per la deportazione da questo luogo.
Solo 27 furono i sopravvissuti.

Ora lascio che le immagini parlino meglio di me.

Il binario 21 e parte di uno dei carri originali.

L'interno di uno dei vagoni


Binario 21 - L'elevatore




Il Muro del Ricordo - 774 nomi



Una delle targhe che ricordano le date di partenza dei convogli


                                 E ora, restiamo per un momento, in silenzio.

26 gennaio 2013

Pane e pomodoro


Conza della Campania  - immagine dal web

"Dov'è Pia?"
Nonna Maria mi guarda attenta mentre io, sono tranquilla davanti il camino spento, a finire il vestito colorato per la mia barbie.
Sono tutta presa con l'uncinetto e cerco di contare i giri che mancano prima di arrivare al bordo, non sento.
"Dov'è Pia?" mi chiede di nuovo nonna, alzando la voce e anche il sopracciglio destro chiarissimo, come i suoi occhi.
"Nonna, non lo so, mica posso stare a guardare tutto il tempo cosa fa, miss testa tra le nuvole!"
"Tua sorella è piccola e dovresti sempre sapere cosa sta facendo, se le succede qualcosa è solo colpa tua, alzati e vai a cercarla."
Mi alzo, furiosa. Siamo alle solite, lei in giro chissà dove, io a cercarla.
Potrebbe essere ovunque, fuori in giardino, a guardare le galline mentre covano (le piace molto), nell'orto, a perdersi tra i pomodori e le fave fresche.
E se avesse deciso di attraversare il rigagnolo che ci divide dalla ferrovia e con incoscienza si fosse avventurata fino alla stazione? E' piccola, solo otto anni, potrebbe succederle di tutto.
Corro, con un salto attraverso il ponticello di legno, passo sulla  stradina che dalla casa di nonna porta fino alla ferrovia e poi alla stazione.

Stazione di Conza della Campania

Lo sapevo, lo sapevo, se le è successo qualcosa questa è la volta che le prendo di santa ragione.
Può essere caduta, oppure (la mia ansia sale a dismisura) qualcuno sulla strada può averla trascinata con sè.
Scenari apocalittici si formano nella mia mente, del resto l'abitudine che ho di leggere tutto, dal romanzo romantico al thriller sanguinolento, spalanca nel mio immaginario scenari apocalittici influenzati dalla recente scoperta dei racconti di Poe.
Arrivo in stazione, guardo in tutti gli uffici, passo dalla biglietteria, poi dal capostazione che è il papà delle mie amiche Alice e Monica, chiedo, ma nessuno l'ha vista.
Giro attorno all'edificio e salgo in casa dalle mie amiche;chiedo anche a loro, ma non l'hanno vista passare,richiedono la mia presenza per giocare insieme.
Certo, è il momento giusto, questo.
A dire il vero sono tentata, sebbene sia io la cittadina, loro possiedono più giochi di me e tutti bellissimi.
Anche il Dolce Forno, a cui sono dedicati i miei sogni più sfrenati, con il quale si dilettano in pericolosi esperimenti culinari, mentre io affogo nel dispiacere e nella consapevolezza che non sarà mai mio.
Mi scuoto perchè il tempo sta passando, corro fino al bar di zia Adelina.
Salgo le scale e entro, trovo mio cugino Angelo e chiedo se ha visto mia sorella.
Lui ghigna e mi dice " che l'hai persa di nuovo?" ti fa proprio dannare e secondo me lo fa apposta".
"Idiota, è piccola, stai molto attento che ti faccio nero."
Lui, abbassa lo sguardo colpevole, sa a cosa mi riferisco, e riprende ad asciugare i bicchieri dietro il bancone mordendosi un labbro.
Io esco furiosa, perchè il cuore ora batte quasi con ferocia, l'istinto di prenderlo a pugni è troppo violento e poi, chiaramente avrei la peggio.
Corro verso casa.
Giro e vado all'orto.
La trovo lì, tranquilla e serafica, mentre mangia un pomodoro caldo di sole, seduta su di un mattone.
Mi guarda,sorride e mi dice porgendomene un altro che stacca all'istante dalla pianta accanto a lei: "Vuoi?"
Io avrei miliardi di parole da vomitarle addosso, ma il suo viso dolcissimo e bello come una bambola Lenci dai capelli corvini, mi sorprende e spiazza.
Il sorriso di mia sorella è luminoso come una giornata di piena estate.
Per questo mi calmo, dimentico l'agitazione e le dico " raccogliamone altri e poi andiamo in casa a mangiarli, con il pane fresco di nonna, sicuramente sarà più buono."
Lei si alza e tende verso di me le braccia per stringermi forte.
Torniamo a casa con la gonna che trabocca di pomodori rosso vermiglio, mentre il profumo del pane ci viene incontro leggero.






Ricordando ora e sempre il piccolo mondo antico  della mia memoria che, un giorno tanto tempo fa, è stato spazzato via da un maledetto terremoto.


La memoria è importante.Va coltivata.Va aiutata.
Perchè ci aiuta a non dimenticare mai.

I momenti lievi e i momenti gravi della nostra vita, il nostro passato.
O il passato di altri che attraverso le parole scritte, è arrivato fino a noi col suo carico di verità a lungo nascoste:

"Stretti gli uni contro gli altri per tentare di resistere al freddo, la testa vuota e pesante allo stesso tempo, nel cervello un vortice di pensieri ammuffiti. L'indifferenza intorpidiva la mente. Qui o altrove cosa c'era di diverso? Crepare oggi o domani o più tardi? La notte si faceva lunga, lunga da non finire più."
(Elia Wiesel - La Notte)"


27 Gennaio 2013: il giorno della Memoria.



quello che ho scritto a tal proposito lo scorso anno, lo trovate cliccando qui.
Vi rimando poi alla pagina che ho creato sulle testimonianze.
Se poi cliccate sulla foto di Primo Levi che ho postato in alto troverete le varie iniziative in calendario.