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17 febbraio 2024

[SABATO DI POESIA] Andar via di Charles Bukowski


Via oltre l'ultima porta,

passata la musica

passate le ballerine,

via oltre l'ultima balera,

passato l'ultimo Capodanno

e l'ultimo urrah!

passato il volo del colibrì,

passato l'ultimo bacio,

l'ultimo liscio e flusso,

l'ultimo nuovo giorno,

l'ultimo sonno della notte,

l'ultima arancia dolce,

l'ultima guerra,

passata l'ultima

ultima

parola.

(1977 - La canzone dei folli -  poesie II)


Note biografiche e riflessioni

Charles Bukowski nasce a Andernach, Germania, nel 1920 ed è morto a San Pedro, California, nel 1994. Ha scritto sei romanzi, centinaia di racconti e migliaia di poesie, per un totale di oltre sessanta libri. Il contenuto di questi tratta della sua vita, caratterizzata da un rapporto morboso con l'alcol, da frequenti esperienze sessuali (descritte in maniera realistica e senza troppi eufemismi) e da rapporti tempestosi con le persone. La corrente letteraria a cui spesso viene associato è quella del realismo sporco. (fonte Wikipedia).
Torna sulle mie pagine uno degli autori che amo di più. Dissacrante, eccessivo, folgorante, definitivo. La poesia di oggi non ha bisogno di parole, dice già tutto. Non trovate?

23 dicembre 2023

[SABATO DI POESIA] Buon Natale di Alda Merini



A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.

Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.
Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.

Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.
Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.

A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.


Con le parole di Alda Merini auguro a tutti voi un Natale di piccole cose. Sorrisi e carezze, attenzioni e respiri. Calore autentico e famiglia. Di staccare dai social, web e internet. Di riflessione e di emozione. Di rispetto e amore. Che sia un Natale reale, puro e sincero. Vi abbraccio tutti.

22 novembre 2023

[25 novembre] Ricorda uomo di Mariella Scalzullo






Ricorda uomo che ti dici estraneo alla violenza sulle donne e pubblicamente la condanni, rispettarci vuol dire:


gioire con noi se abbiamo successo sul lavoro anche se guadagniamo come o  più di te;

apprezzare e seguire i consigli di amiche come degli amici;

condividere ogni impegno domestico paritariamente;

pensare che la minigonna indossata la sera ci faccia belle e non         prede;

rispettare il nostro pensiero anche quando non lo condividi;

pensare che essere il capofamiglia non abbia alcun senso tra noi;

che il nostro cognome possa precedere il tuo;

che i nostri malesseri/malattie abbiano lo stesso peso dei tuoi;

che nel sesso il nostro piacere sia da raggiungere  come il tuo;

Che l' amore sia tutto questo e mai possesso;

Il  nostro NO ha lo stesso peso  del tuo;


      Ricorda e sarai un Uomo.



(Mariella Scalzullo - inedito - novembre 2023)


Questo post era programmato per sabato, ma le ultime vicende mi hanno costretto ad anticipare. Sono sconvolta, a distanza di due giorni dal ritrovamento di Giulia Cecchettin,  ieri c'è stata la 106 esima vittima. È tempo di dire:

BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA

21 ottobre 2023

[SABATO DI POESIA] Lettera dal balcone di Vivian Lamarque






Ti scrivo dal balcone,

dove resto ancora un poco questa sera

a guardare l’orto al sole di settembre


a mangiare pane e olio e foglie piccole di basilico


ti scrivo meno fiera di quello che vorresti


sono una donna forte sì


ma con anche continue tentazioni di non esserlo


di lasciarmi sciogliere d’amore al sole


e carezzarti e baciarti un po’ più di quello che tu vuoi

ti scrivo dal balcone


guardando il fico pieno di frutti


e il pero con le foglie malate


ho qualche pensiero triste


e due o tre sereni.

(Vivian Lamarque - Poesie 1972 - 2002 Mondadori)


Note biografiche e riflessioni

Vivian Lamarque (Vivian Provera Pellegrinelli Comba) è nata a Tesero in provincia di Trento, nel 1946. Milanese d'adozione, ha sempre vissuto lì dove per anni ha insegnato italiano per stranieri e letteratura in istituti privati. Pluripremiata autrice, è lei la vincitrice del Premio Strega poesia 2023 con L'amore da vecchia. Nella poesia di oggi mi riconosco. Quel tocco delicato di chi si appresta a terminare la sua giornata nella calma familiare di un luogo caro, mi assomiglia. E la poesia di Lamarque mi regala quiete e meraviglia. La meraviglia delle cose semplici ed essenziali, attraverso le quali riusciamo a riconciliarci con la vita.


07 ottobre 2023

[SABATO DI POESIA] La curva dei tuoi occhi intorno al cuore di Paul Éluard

 



La curva dei tuoi occhi fa il giro del mio cuore,
girotondo di danza e di dolcezza,
aureola del tempo, culla notturna e sicura,
i tuoi occhi non m’han sempre veduto,
io non so tutto quello che ho vissuto.

Foglie di luce e schiuma di rugiada,
canne del vento, sorrisi odorati,
ali che rischiarano il mondo,
navi di cielo cariche e di mare,
sorgenti dei colori, a caccia d’ogni suono.

Profumi schiusi da una covata d’aurore
che giace ancora sulla paglia degli astri,
come il giorno deriva da innocenza
intero il mondo dai tuoi occhi puri
e il mio sangue fluisce in quegli sguardi.

 

(Nuove poesie d’amore  - Crocetti 2010)


Note biografiche e riflessioni

Paul Éluard (pseudonimo di Eugène  Grendel) nasce a Saint Denis in Francia nel  1895 e muore a Charenton-le-Pont nel 1952. È stato uno dei più grandi poeti francesi tra i maggiori esponenti del surrealismo. La sua poesia la vivo come una carezza, un dono di una semplicità estrema eppure inarrivabile. Il poeta della libertà, così come è universalmente riconosciuto, ha scritto poesie di un candore estremo. I suoi componimenti, che trattassero di guerra o di amore, sono contraddistinti da una grande armonia, da un esemplare equilibrio. Oggi qui, con il suo linguaggio universale, ci parla di amore, di vita e di sentimenti. E lo fa con purezza e semplicità. Così potente, così speciale.


20 agosto 2023

[VACANZE] L'ozio non mi appartiene

 


L'ozio non mi appartiene.

Lo scavalco, lo imbriglio, lo fuggo.

Le mani e il pensiero sempre attivo, non riconoscono quel viso pallido e sudato.

Forse perché gli concedo di me così poco,

esulta quando finalmente mi ghermisce, in un pomeriggio velato e ventoso.


(Mariella Esseci, 20 agosto 2023)

18 marzo 2023

[SABATO DI POESIA Se fosse tuo figlio di Sergio Guttilla

Se fosse tuo figlio
riempiresti il mare di navi
di qualsiasi bandiera.
Vorresti che tutte insieme
a milioni
facessero da ponte
per farlo passare.

Premuroso,
non lo lasceresti mai da solo
faresti ombra
per non far bruciare i suoi occhi,
lo copriresti
per non farlo bagnare
dagli schizzi d’acqua salata.

Se fosse tuo figlio ti getteresti in mare,
uccideresti il pescatore che non presta la barca, urleresti per chiedere aiuto,
busseresti alle porte dei governi
per rivendicarne la vita.

Se fosse tuo figlio oggi saresti a lutto,
odieresti il mondo, odieresti i porti
pieni di navi attraccate.

Odieresti chi le tiene ferme e lontane
Da chi, nel frattempo
sostituisce le urla
Con acqua di mare.

Se fosse tuo figlio li chiameresti
vigliacchi disumani, gli sputeresti addosso.
Dovrebbero fermarti, tenerti, bloccarti
vorresti spaccargli la faccia,
annegarli tutti nello stesso mare.

Ma stai tranquillo, nella tua tiepida casa
non è tuo figlio, non è tuo figlio.
Puoi dormire tranquillo
E sopratutto sicuro.

Non è tuo figlio.
È solo un figlio dell’umanità perduta,
dell’umanità sporca, che non fa rumore.

Non è tuo figlio, non è tuo figlio.
Dormi tranquillo, certamente
non è il tuo.


(Sergio Guttilla)


Note biografiche e riflessioni.


Sergio Guttilla è uno scrittore e poeta siciliano. Ed è tutto quello che sono riuscita a trovare su di lui. E mi dispiace perché avrei voluto parlarvene più approfonditamente. La poesia l'ho letta sulla pagina instagram di Anna Foglietta. E mi ha travolto. 

19 novembre 2022

[SABATO DI POESIA] Non importa quanti anni ho di José Saramago




Ho l’età in cui le cose si osservano con più calma,

ma con l’intento di continuare a crescere.

Ho gli anni in cui si cominciano ad accarezzare i sogni con le dita
e le illusioni diventano speranza.
Ho gli anni in cui l’amore, a volte, è una folle vampata,
ansiosa di consumarsi nel fuoco di una passione attesa.
E altre volte, è un angolo di pace, come un tramonto sulla spiaggia.
Quanti anni ho, io? Non ho bisogno di segnarli con un numero,
perché i miei desideri avverati,
le lacrime versate lungo il cammino al vedere le mie illusioni infrante valgono molto più di questo.
Che importa se compio venti, quaranta o sessant’anni!
Quel che importa è l’età che sento.
Ho gli anni che mi servono per vivere libero e senza paure.
Per continuare senza timore il mio cammino, perché porto con me l’esperienza acquisita e la forza dei miei sogni.
Quanti anni ho, io? A chi importa!
Ho gli anni che servono per abbandonare la paura e fare ciò che voglio e sento.


(José Saramago, da  Poesie, Einaudi, Torino, 2007, traduzione di Fernanda Toriello)



Note biografiche e riflessioni

Qualche giorno fa,  per l'esattezza il 16 novembre scorso, il grande poeta e scrittore portoghese José Saramago, premio Nobel per la letteratura, avrebbe compiuto cento anni. Mi pareva giusto celebrarlo qui da me, dove più volte mi sono soffermata sulla sua prosa e sulla lirica. E mi piace farlo con una delle sue poesie che amo di più perché mi rispecchia. Non ho mai dato importanza all'età anagrafica alla quale appartengo, perché non mi identifico con lei, piuttosto con le esperienze di cui ho fatto fino ad ora tesoro. E voglio continuare a crescere, a migliorare e sbagliare. A consumarmi guardando un tramonto struggente come a riflettere in un angolo tutto mio. E per voi hanno importanza gli anni che avete?

05 novembre 2022

[SABATO DI POESIA] Bambina mia di Mariangela Gualtieri






Bambina mia.
Per te avrei dato tutti i giardini
del mio regno, se fossi stata regina,
fino all’ultima rosa, fino all’ultima piuma.
Tutto il regno per te.

Ti lascio invece baracche e spine,
polveri pesanti su tutto lo scenario
battiti molto forti
palpebre cucite tutto intorno. Ira
nelle periferie della specie e al centro. Ira.

Ma tu non credere a chi dipinge l’umano
come una bestia zoppa e questo mondo
come una palla alla fine.
Non credere a chi tinge tutto di buio pesto e
di sangue. Lo fa perché è facile farlo.

Noi siamo solo confusi, credi.
Ma sentiamo. Sentiamo ancora.
Siamo ancora capaci di amare qualcosa.
Ancora proviamo pietà.

Tocca a te, ora,
a te tocca la lavatura di queste croste
delle cortecce vive.
C’è splendore in ogni cosa. Io l’ho visto.
Io ora lo vedo di più.
C’è splendore. Non avere paura.

Ciao faccia bella,
gioia più grande.
Il tuo destino è l’amore.
Sempre. Nient’altro.
Nient’altro nient’altro.

(Quando non morivo - Collana Bianca - Einaudi Editore -  2019)


Note biografiche e riflessioni

La poetessa romagnola di cui ho già parlato recentemente, nella poesia di oggi rivolge il suo pensiero ai bambini. A cui toccherà un percorso difficile causato da quegli adulti da cui ereditano un mondo confuso, tra povertà e guerre. Tra disastri climatici e civiltà allo stremo. Nonostante tutto li  sprona a non arrendersi, a lavare le croste e le ferite e a cogliere tutto lo splendore che c'è sotto. A non avere paura, ad andare avanti cercano l'amore. Soprattutto l'amore. E mi chiedo, noi adulti saremo in grado di fare altrettanto? 

15 ottobre 2022

[SABATO DI POESIA] Era la tua bocca di Gonca Özmen





Era la tua bocca

Parete nuda, porta proibita

Era la tua bocca

A lasciare tracce di versi non nati

L’erba selvatica ha cambiato clima da sé
Ho provato la foglia amara della tua bocca

Era la tua bocca
Alberi di noci abbattuti

A radunare le voci e fuggire
Bambino mio di strada, mio cielo incompleto

Era la tua bocca
e ancora ci amavamo da bambini
(ma fra due giochi)


(Gonna Özmen - Inediti)


Note biografiche e riflessioni


Gonca Özmen nasce nel 1982 a Burdur, nel sud della Turchia e vive a Istanbul. Si laurea in Lingua e Letteratura Inglese all’Università di Istanbul nel 2004. Pubblica le prime poesie nel 1997 all’età di 15 anni e nello stesso anno gli viene conferito il premio Ya?ar Nabi Nay?r come migliore esordio. Nel 1999 vince l’Ali R?za Ertan Poetry Prize e l’anno seguente pubblica la sua prima raccolta, Kuytumda (nel mio angolo) e immediatamente premiata col Orhon Murat Ar?burnu Poetry Prize.  La poesia di oggi mi ha stupito e colpito per la sua immediatezza e pienezza. Con un retrogusto sensuale per nulla sfacciato ma intrigante.Nessun giro di parole ed  eccola la bocca, il paradiso  a cui tutti bramiamo e aspiriamo. Immediatamente mi ha fatto pensare a Lolita di Nabokov. Oggetto del desiderio e culla dei ricordi. Cosa ne pensate di una delle voci poetiche più interessanti del nuovo millennio? La conoscete? 

08 ottobre 2022

[SABATO DI POESIA] Non camminare davanti a me di Albert Camus





Non camminare davanti a me, 

potrei non seguirti.

Non camminare dietro di me, 

non saprei dove condurti.

Cammina al mio fianco e saremo sempre amici.




Note biografiche e riflessioni

Albert Camus nasce a Drèan, Algeria Francese,  nel 1913 e muore a Villeblevin nel 1960. Poeta, scrittore, drammaturgo, filosofo, saggista, giornalista e attivista politico francese. Semplicemente tutto. Premio Nobel per la letteratura nel 1957. Nel suo cammino umano ha attraversato parecchie fasi. Da un inizio in cui sposò gli ideali della sinistra al suo arrivare alla concezione per cui gli ideali e il senso della vita possono essere vitali acquisendo piena coscienza di sé stessi volta e volgendo lo sguardo e le intenzioni agli altri. Nel senso più totale del termine. Nessun giudizio nei confronti dell'essere umano e l'unica vera domanda da porsi sarà sempre la stessa: se la vita sia degna o meno di essere vissuta. Lo è se l'uomo si pone al servizio degli altri in modo da sconfiggere la "peste", ovvero le dittature.  Per quel che io riesco a comprendere nessuno è al di sopra degli altri ma insieme è possibile camminare e portare avanti con il confronto comune la strada che  ci prefiggiamo. Un elegia all'armonia e all'amicizia.
Voi cosa ne pensate, conoscete Camus?

01 ottobre 2022

[SABATO DI POESIA] Quand'ero bambino di Yehuda Amichai





Quand’ero bambino
i fili d’erba e gli alberi maestri s’innalzavano sulla riva
e per me lì disteso erano
tutti uguali,
perché salivano al cielo più in alto di me.
Avevo solo le parole di mia madre
come una fetta di merenda avvolta in carta frusciante
e non sapevo quando sarebbe tornato mio padre,
perché oltre la radura c’era un altro bosco.

Ogni cosa porgeva la sua mano,
cozzava un toro nel sole
e di notte la luce delle strade
accarezzava le mie guance e i muri,
e la luna, una grossa anfora, si chinava su di me
a spegnere la sete del mio sonno.

(Poesie - Crocetti 2001)


Note biografiche e riflessioni


Yehudi Amichai (all'anagrafe Ludwig Pfeiffer)  nasce a Wurzburg, in Germania, nel 1924 e muore a Gerusalemme, nel 2000. Viene definito il più grande poeta israeliano moderno, uno dei primi a scrivere in ebraico colloquiale, raccontando episodi di vita comune e l'amore immenso che aveva per la sua patria, la sua gente, la sua religione e soprattutto per la città di Gerusalemme. Come il grandissimo scrittore suo conterraneo, Amos Oz, fu uno dei più convinti fautori della pace con la Palestina. La delicatezza dei suoi versi mi ha riportato all'infanzia, alla generosità di quelle ore in cui mi perdevo nell'immensità del cielo mentre sdraiata a faccia in sù coglievo la bellezza di quei momenti e la conservavo integra, dono per il futuro. Quel luogo, quel momento, mi sono tornati all'istante. Poesia dunque, altamente evocativa, perfetta nel suo ricordarci chi siamo e a cosa vorremmo tornare, alla fine del giorno. 


24 settembre 2022

[SABATO DI POESIA] Signora del suono di Chandra Livia Candiani

 



Signora del suono

concedimi un tempo inutile

per imbandire una tavola

vuota e servire i convitati

Questo silenzio, non un altro

attimo, ma la fragorosa apertura

proprio di Questo.


(Vista dalla luna - 2019)


Note biografiche e riflessioni.

Torna sulla pagina del sabato una delle mie poetesse preferite. Con una breve componimento, perfetto per raccontarci questo tempo di paure e dubbi. Un tempo che sembra sospeso tra l'orrore di guerre che non avremmo voluto vedere e subire;  con l'ansia che i conflitti possano prendere una svolta ancora più terribile. Questo è il tempo in cui, nel silenzio dell'attesa, i bambini sono gli esseri più colpiti. Questo è il tempo in cui la giustizia è più latente che mai, questo è il tempo in cui la bontà sembra essersi smarrita. Questo è il tempo in cui...

continuate voi.


09 aprile 2022

[SABATO DI POESIA] In riva alla vita di Antonia Pozzi






Ritorno per la strada consueta,
alla solita ora,
sotto un cielo invernale senza rondini,
un cielo d’oro ancora senza stelle.
Grava sopra le palpebre l’ombra
come una lunga mano velata
e i passi in lento abbandono s’attardano,
tanto nota è la via
e deserta
e silente.
Scattano due bambini
da un buio andito
agitando le braccia:
l’ombra sobbalza
striata da un tremulo volo
di chiare stelle filanti.
Gridano le campane,
gridano tutte
per improvviso risveglio,
gridano per arcana meraviglia,
come a un annuncio divino:
l’anima si spalanca
con le pupille
in un balzo di vita.
Sostano i bimbi
con le mani unite
ed io sosto
per non calpestare
le pallide stelle filanti
abbandonate in mezzo alla via.
Sostano i bimbi cantando
con la gracile voce
il canto alto delle campane: ed io sosto
pensandomi ferma stasera
in riva alla vita
come un cespo di giunchi
che tremi
presso un’acqua in cammino.

(Milano 12 febbraio 1931)

26 febbraio 2022

[SABATO DI POESIA] Questo era un poeta di Emily Dickinson



Questo era un poeta: distilla
straordinari sensi
da signifIcati ordinari
e Essenze così immense

dalle specie familiari
che davanti alla porta perirono
e ci meravigliamo che non fummo noi
ad afferrarle, prima.

È lo scopritore di immagini,
è lui che, per contrasto
c’investe di disperata povertà

così ignaro del suo possesso
il furto non può turbarlo
lui per se stesso un tesoro
fuori dal tempo.

(sarà estate e altre poesie - via del vento edizioni - 2004)

19 febbraio 2022

[SABATO DI POESIA] Ci sono notti che non accadono mai di Alda Merini




Ci sono notti
che non accadono mai
e tu le cerchi
muovendo le labbra.
Poi t’immagini seduto
al posto degli dèi.
E non sai dire
dove stia il sacrilegio:
se nel ripudio
dell’età adulta
che nulla perdona
o nella brama
d’essere immortale
per vivere infinite
attese di notti
che non accadono mai.

(Alda Merini) 

12 febbraio 2022

[SABATO DI POESIA] Bello mondo (ringraziare desidero) di Mariangela Gualtieri

 

Mariangela Gualtieri-altervista.org

In quest’ora della sera
da questo punto del mondo

Ringraziare desidero il divino
labirinto delle cause e degli effetti
per la diversità delle creature
che compongono questo universo singolare
ringraziare desidero
per l’amore, che ti fa vedere gli altri
come li vede la divinità
per il pane e il sale
per il mistero della rosa
che prodiga colore e non lo vede
per l’arte dell’amicizia
per l’ultima giornata di Socrate
per il linguaggio, che può simulare la sapienza
io ringraziare desidero
per il coraggio e la felicità degli altri