30 marzo 2019

SABATO DI POESIA: 'A FENESTA

E tengo na fenesta a pianterreno, 
c'affaccia int' a na strada scanusciuta; 
cu n'aria prufumata, e na veduta, 
ca si t'affacce, nun t' 'a scuorde cchiú. 
Si stongo 'e buonumore, affacci' a mmare, 
e veco semp' 'o stesso bastimento 
ca parte chin' 'e fede e sentimento, 
e c' 'a bandiera d''a sincerità. 
Parte sicuro, e nun arriva maje. 
Quanno s'abbía, sabbía c' 'o maistrale; 
ma ncòccia sempre 'o stesso tempurale, 
'o stesso maletiempo, e adda turnà! 
Quanno senza speranza, e senz'ammore 
m'affaccio e vec' 'o stesso bastimento, 
nce mengo dinto 'o core mio scuntento, 
e c' 'o mare ntempesta dico: "Va". 
Quann'è bontiempo, ognuno è marenaro 
e se vulesse mettere a temmone... 
C' 'o mare ncalma, tutte songo buone 
'e purtà nu vapore a passià. 
Miéttece a buord''o bene ch' 'e vuluto, 
e tutt' 'o chianto amaro ch'è custato... 
Nisciunu bastimento s'è affunnato 
quanno ce' 'e miso a buordo 'a Verità.


(Eduardo De Filippo - Penziere mieje - 1947)




PS:Non metto mai video ma questa volta sì. Ascoltatelo il grande Eduardo De Filippo, mentre declama la sua poesia. Incommensurabile.

27 marzo 2019

TWEET DELLA SETTIMANA: #SANSIRO







Senza voler prendere le parti di nessuno metto sul piatto quello che ho letto in questi giorni qua e là su twitter:


Il Milan propone all'Inter di  costruire il nuovo stadio nell'area parcheggi poco distante da quello vecchio. L'Inter si prende del tempo per pensarci ma poi, progetti alla mano, decide di si. L'ad di Inter, Alessandro Ippolito, dice che ormai i tempi sono maturi.  Si prospetta l'idea di cominciare i lavori al più presto per fare aprire il nuovo stadio nel giro di 3/4 anni (stagione 2022-2023).

Il Sindaco di Milano Giuseppe Sala  ha le sue riserve sulla demolizione e preferirebbe una ristrutturazione, che era già nell'aria fin dall'anno scorso. Dice chiaramente che: "ci sono dei limiti  sui termini di edificazione che vanno rispettati nel caso le due squadre milanesi volessero proseguire con l'idea di costruire il nuovo stadio. In ogni caso ambedue le idee sarebbero una buona cosa per Milano."

Le due società ribadiscono che costruirlo ex-novo  costerebbe "solo" seicentocinquanta milioni  mentre la ristrutturazione molto di più, sia in termini economici che di vincoli; E poi in termini di realizzo tra immagine e costi dei biglietti sarebbe un investimento da non sottovalutare. Bah...

Sala interviene nuovamente precisando che se la demolizione sarà inevitabile è fondamentale  che lo Stadio resti di proprietà del Comune;

Intanto i tifosi e i nostalgici hanno già creato il comitato del no  e la destra italiana promuove perfino un referendum. Su Twitter c'è #savesansiro petizione di change.org che tutti possono sottoscrivere.

Voi cosa ne pensate?

Da parte mia, che in quello stadio ho visto giocare tutte e due le squadre di Milano e assistito ad innumerevoli concerti ed eventi,   e che, soprattutto, riesco a vederne le luci nelle serate terse dal balcone di casa mia, la notizia è stata un vero colpo al cuore. Ma non faccio testo, sono una nostalgica si sa...


SanSiro durante uno dei concerti di Bruce Springsteen che ho visto

24 marzo 2019

I VINILI DELLA DOMENICA: WHITNEY HOUSTON

Whitney Houston - 1985


Ritengo che amare la musica non sia qualcosa che si possa improvvisare. Sgorga dal cuore, emoziona, travolge, ci catapulta in un universo in cui  rimanere impassibili è assurdo. Amare la musica è amare l'universo, nelle sue infinite variazioni.  Salvifica.
Il mio amore per la musica è antico. Risale a quando avevo cinque anni e mezzo e mi innamorai di una canzone (YESTERDAY) che poi per me è rimasta un simbolo a cui richiamarmi sempre. Ne ho già parlato e ne parlerò ancora. 
Riflettendo sulle mie tante passioni e collezioni, qualche giorno fa ho dedicato un post a quella che ritengo la più eccessiva per quel che mi riguarda: BARBIE.
Ma discutendone con voi nei commenti, mi sono resa conto che sono davvero tante le mie "fissazioni". 
Da ragazzina, quando l'amore per la bambola icona di tante generazioni si allentò, lasciò il campo a quella per la musica. Che non mi ha più abbandonato.
Ho frequentato il Conservatorio di Benevento e contemporaneamente, ho cominciato a collezionare vinili. Per celebrare questa mia ennesima passione, oggi inauguro una nuova rubrica che affollerà, di domenica, le pagine del mio blog.

Con che cosa partire è stato un argomento complicato che mi ha fatto riflettere a lungo. Ma poi ho pensato che era giusto dedicare la prima domenica alla cantante che ho amato più di tutte. Che mi ha accompagnato nei miei primi mesi a Milano e poi per sempre.

WHITNEY HOUSTON

L'album fu pubblicato nel 1985 e venne prodotto e arrangiato da Narada Michael Walden. Le canzoni furono scritte da Michael Masser, Raymond Jones, Jeffrey Osborne, Gerry Offin, La La, Kashif, Peter McCann, Steve Dorff, James Dunne, Pamela Philips, Raymond Jones. 
Nei cori e nei duetti apparvero John Barnes, Natan East, Ed Greene, Jermaine Jackson, Paul Jackson Jr, Tim May, Teddy Pentergrass, Richard Marx  e molti altri. La sua affermazione a livello mondiale avvenne però l'anno successivo. Anche per me fu il 1986 quello della scoperta.

Le canzoni dell'album:

  1. You Give Good Love 
  2. Thinking About You 
  3. Someone for Me 
  4. Saving All My Love for You
  5. Nobody Loves Me Like You Do
  6. How Will I Know 
  7. All at Once 
  8. Take Good Care of My Heart 
  9. Greatest Love of All 
  10. Hold Me 

Il giovane usignolo di Newark, apparve al mondo in tutto il suo splendore. L'immagine in costume da bagno bianco sul retro della copertina, divenne iconica. La sua voce, unica e perfetta riuscì a far dimenticare completamente anche quella di sua zia, Dionne Warwick. Nasceva e si affermava il talento più impetuoso degli anni a venire che nemmeno la sua morte, avvenute in circostanze non ancora chiarite, è riuscita ad offuscare.

Ricordo che ballavo e cantavo How Will I Know in casa, con una fascia argentata tra i capelli e gli stessi ricci ribelli che aveva lei. Ricordo i chili di lucidalabbra che mettevo, e il fard con i brillantini che le avevo copiato. Ricordo che impazzii cercando un costume bianco sgambatissimo come il suo e alla fine ne trovai uno stupendo, bianco a pois verdi e azzurri,  senza spalline e con i volant.




Whitney Houston - 1985 - lato B

Ricordo che cantavo a squarciagola tutte ma tutte le canzoni e non arrivavo a finirne una senza che la mia voce si spezzasse. Non sono stonata ma provateci voi se ci riuscite!
Ricordo la sua bellezza, il suo candore, il suo sorriso. So bene che non ci sarà più nessuno capace di regalarmi tante emozioni mentre ascolto una canzone. È un dato di fatto.

E voi, cosa ricordate di lei e a cosa collegate quei ricordi?






PS1: per quel che mi è stato possibile, ho cercato di linkarvi video live risalenti all'epoca per farvi piombare in un baleno nel bit originale anni '80! Una delle chicche meravigliose è sicuramente il live dal David Letterman Show in cui canta Saving All My Love For You...

PS2: vi auguro una buona domenica accompagnati dalla voce di Whitney.

23 marzo 2019

SABATO DI POESIA: TI CHIEDO






Ti chiedo un attimo di pace,
ti chiedo un briciolo di silenzio,
ti chiedo una goccia di sollievo.
Ti chiedo, poi, 
di chiedermi tutto ciò.




(Franco Battaglia - Non sono nuvola - 2003)

20 marzo 2019

LIBRI: VI SEGNALO

AUTORE: MICHAEL FRANK
TITOLO: I FORMIDABILI FRANK
PAGINE: 330
PREZZO: 20,00
EDITORE: EINAUDI



"Il ghiaccio mi dava sollievo, ma il balsamo più potente di Sylvia era il modo in cui mi accoglieva completamente, incondizionatamente. Era un bene che casa sua fosse lontana dal nostro quartiere e quindi così fuori portata di Alfred e dalla sua banda che era come se fossimo in un'altra città. Non conoscevo altri ragazzini lì; non ero sotto tiro. Ero libero di essere me stesso, proprio come, dopo la morte di Huffy, Sylvia fu libera di essere se stessa.
In questa casa protetta ero libero di essere me stesso in compagnia di una donna che in cambio non chiedeva altro che la mia compagnia. Non aveva sei secondi fini, o idee da inculcarmi, nessuna particolare filosofia da propugnare, nessuna gara da vincere, nessuna storia da controllare, niente da offrire, insomma, se non amore."

Non ho alcun dubbio a consigliarvi il libro dell'autore americano,  il migliore che io abbia letto negli ultimi anni. Una formidabile famiglia la sua, raccontata con humor, pathos, intelligenza, sincerità e allegria. Un ritratto di una intera epoca che vi entusiasmerà. Viaggio struggente e avventuroso nel cuore di quel mistero chiamato famiglia.







AUTORE: LIA LEVI
TITOLO: QUESTA SERA E' GIA' DOMANI
PAGINE: 217
PREZZO: 16,50
EDITORE: EDIZIONI E/O


"Ora parlavano del censimento. Quasi tutti avevano capito male. Non era un censimento vero, di quelli destinati all'intero popolo italiano. Era una cosa a sé, messa in piedi dal nuovo Ministero della Razza, e puntava solo agli ebrei. Non si trattava di statistica, ma di po-li-ti-ca.
Politica razziale, naturalmente.
<ma la casella da riempire chiede solo la religione, "razza" non c'è scritto da nessuna parte>, balbettò un ometto timido con i cappellacci a corona attorno a una nuca lucia.
L'ormone che si era alzato per rispondergli era già destinato sopraffarlo semplicemente con le proporzioni. <leggi bene>. Il suo tu era di superiorità. <leggilo bene, il foglio del ministero. Il titolo è" Iscrizione dei residenti di razza ebraica". Tu scrivi pure, tranquillo come sei, la parolina "ebreo"nella casella "religione" e lei corre a piazzarsi nel fascicolo giusto, la razza>.

Nel 1938 si riuniscono 32 Paesi per affrontare il "problema" degli ebrei in fuga da Germania e Austria.
Molte belle parole ma in pratica nessuno li vuole. Vi ricorda qualcosa? Sembra siano passati 80 anni oppure un solo giorno?
Il nuovo romanzo di Lia Levi si legge tutto d'un fiato. la sua bella ed evocativa scrittura è lì a domandarci se davvero riusciremo mai a diventare persone diverse e a fare in modo che il passato basti ad  evitarci di commettere gli stessi sbagli.

18 marzo 2019

UNA RAGAZZINA DI NOME GRETA


Bisognava che ci fosse una ragazzina di poco più di sedici anni affinché il mondo intero comprendesse appieno i pericoli che il cambiamento climatico sta apportando alla Terra.
Bisognava che questo scricciolo (alla Dylan Thomas), con l'impermeabile giallo e le trecce da Pippi Calzelunghe, cominciasse la sua marcia per cambiare le cose perché noi poveri e imbambolati esseri umani ne prendessimo coscienza.
Non erano bastati anni di conferenze Onu, documentari, film horror, vicepresidenti americani ambientalisti, alluvioni, maremoti, tsunami, e quanto di più orrendo stia già  capitando all'intero pianeta.
No.
Ci voleva Greta, il suo manifesto e i suoi scioperi.

Sciopero della scuola per il Clima


Se alla sua età mi fossi permessa di scioperare ogni venerdì per il clima, mi avrebbero mandato a scuola con una summa di scapaccioni tale che al secondo venerdì non ci avrei nemmeno più pensato. 
Non penso che sarei riuscita a coinvolgere prima i miei compagni, poi la mia nazione e di seguito, il mondo intero, lanciando il movimento studentesco Fridays for Future.
Sarà che alla fine degli anni '70 la cosa più importante era andare bene a scuola. Imparare a memoria le declinazioni di greco e latino e conoscere a menadito la storia e la filosofia. Roba morta e sepolta. Devo dire che tutta questa cultura ha fatto di me quel che sono ora, ovvero una lenticchia. Sarà che il massimo degli scioperi che facevamo erano rivolti a quella "stronza" di ministro dell'istruzione di allora (vediamo chi si ricorda il nome e cognome della signora in questione tra quelli della mia generazione) e per la maggior parte erano finalizzati a "bigiare" e a bighellonare in giro per tutta la mattina...
Invece. Se solo mi avessero preso sul serio quando protestavo animatamente contro il governo italiano. E contro la DC dell'epoca, quando Berlinguer era il mio mito assoluto. Vabbè, ancora lo è.

Ora sarei ministro del lavoro ahahahah o premio Nobel per la pace(non scherziamo Greta è candidata sul serio).

E non mi sarei sicuramente fermata, perché affetta da una malattia quale la Sindrome di Asperger (malattia che fa parte dello spettro autistico).  Sarei  invece stata io per prima,  a passare senza alcuna pietà più e più volte sul corpo di quella pennivendola che si è permessa di fare una battuta pessima su chi vale diecimilioni di volte più di lei. 

Forza piccola GRETA, salva il mondo.





16 marzo 2019

SABATO DI POESIA: VISIONE E PREGHIERA.



Chi
sei tu
che nasci
nella stanza accanto
così sonora alla mia
che sento qui l’utero
spalancarsi e il buio distendersi
sopra lo spirito e il figlio caduto
dietro il muro sottile come un osso di scricciolo?
Nella stanza di nascita e sangue sconosciuto
al bruciare e ruotare del tempo
e al sigillo del cuore dell’uomo
nessun battesimo s’inginocchia
ma solo il buio
benedicendo il
selvaggio

(DYLAN THOMAS - VITA E PREGHIERA I° PARTE - 1945)

14 marzo 2019

BUON COMPLEANNO BARBIE

Ebbene sì, la mia bambola del cuore quest'anno compie sessant'anni. Cominciamo con il dire che non li dimostra eh!
E raccontiamo un po' di lei e di me, perché la nostra storia è un intreccio quasi indissolubile. Partiamo da alcune informazioni base.

Barbie Millicent Roberts di Willows (Wisconsin) nasce il 9 marzo del 1959. È alta 29,5 centimetri.
Debutta alla fiera del giocattolo di New York. Il suo look, costume intero e coda di cavallo, rispecchia il fascino sofisticato delle dive anni '50. 
Non è mai stata sposata. Il primo ragazzo di Barbie, Ken, debutta due anni dopo, nel 1961. Ma Barbie ha avuto diversi amori anche se non tutti lo sanno: durante la prima separazione da Ken, nel 2004, ebbe una tormentosa relazione con Blaine Gordon, un surfista australiano.
Le Barbie Collector sono realizzate in silkstone, plastica morbida simile alla porcellana. Barbie è l'unica bambola ad avere un colore di pantone dedicato: PMS 219 C. Nella serie I Simpson esiste una bambola ispirata a Barbie chiamata "Malibu Stacy". È stata musa di molti artisti, tra cui Andy Wharol, per oltre cinque decadi.

Barbie: the First 1959

Il modello femminile a cui si sono ispirati, sono le più belle attrici dell'epoca, Marilyn, Liz Taylor e Sandra Dee. Di quest'ultima è facilmente intuibile la somiglianza, semplicemente osservandone il viso.
Il valore della prima  Barbie vintage, oggi si aggira sui 6.500 dollari. Ma ad un'asta sono arrivati ad acquistarla per la cifra record di 27.450 dollari.  E non è la più cara. 
La più costosa è stata la Barbie disegnata nel 2013 da Stefano Canturi.  Il valore è di 302.000 dollari perché orecchini e collana indossati dalla bambola sono diamanti veri.

La prima Teen-age fashion doll costava 3 dollari. I suoi vestiti partivano da un minimo di 1 dollaro fino ad un massimo di 5.
Il numero di Barbie vendute nel primo anno fu di 351.000.
Mentre dal 1959 ad oggi, ne sono state vendute oltre un miliardo. 
Sempre oltre il miliardo gli abiti  e le scarpe prodotti per lei e i suoi amici. Oltre 100 fashion designer l'hanno vestita. 
il numero medio di Barbie posseduto dalle bambine di età compresa tra i tre e i sei anni, è 12.
È LA NUMERO 1 NEGLI STATI UNITI E LA NUMERO 1 NEL MONDO DELL'INDUSTRIA DEI GIOCATTOLI TRADIZIONALI.
Ogni anno vengono creati per lei 120 modelli diversi di abiti e sono oltre 1000 i canali you tube a lei dedicati. 
Fin qui in numeri, ma potrei andare avanti all'infinito.
Si capisce subito, dal suo esordio, che questa bambola ne farà di strada. Quel che non si sapeva ancora, è che diventerà una vera Icona. La più pop. Ma anche la più rock, la più hard, la più fashion di sempre. 


La mia prima Barbie arriva in casa agli inizi degli anni 70. L'avevo chiesta come regalo di Natale.
Bionda, incantevole, col suo costume intero color cielo, gli occhiali da sole e il telo da mare. 

 la mitica Barbie Malibu.
Barbie Malibu (collezione privata)

Ci sono state diverse versioni a seconda degli anni di produzione. Dal 1971 fino al 1973 sono made in Japan, nel 1973 made in Taiwan, dal 1974 al 1976 made in Korea.
Ricordo che mi arrivò tutto il pacchetto del The Sun Set Malibu. Ed ero così felice che ci giocai per ore, giorni, mesi, anni. Non sempre con la stessa eh...

La mia passione si consolidò con il tempo. Collezionai versioni e oggetti. Mi regalarono la macchina di Barbie, la casa di Barbie, la piscina di Barbie... e ogni mancia delle nonne che arrivava, era destinata metà a nuovi abiti e accessori e metà alla mia altra grande passione: i fumetti.
Abbandonai la mia bambola preferita solo da adolescente.  Quando nuovi giochi e nuovi interessi, presero il sopravvento. Ma non l'ho mai dimenticata.
Da adulta ho arricchito la mia collezione con pezzi a tiratura limitata o originali in ottimo stato che compro nei mercatini dell'usato e anche alle aste. Credo che, si possa parlare di passione smodata, che del resto ho varie volte celebrato:

Barbie The Icon

Una collezione da Barbie!


Nel tempo si è fatta interprete delle trasformazioni estetiche e culturali che hanno contraddistinto oltre mezzo secolo di storia mondiale, ma quel che è certo è che, diversamente dagli altri miti contemporanei, ha avuto il privilegio, in quanto bambola, di essere fuori dal tempo, attraversare tante epoche senza che nulla abbia potuto scalfire il suo status di leggenda.

So che tra voi amici, ci sono dei veri appassionati e collezionisti di tutti i generi. Mentre altri amano meno questo genere di "attività".
Avete voglia di parlarne qui da me? 
Qualcuno di voi è convinto come me, che coltivare questo genere di passione è anche un bel modo di non dimenticare mai il fanciullo che è in noi?





Qui sotto alcuni dei miei ultimi acquisti. 

Barbie My Fair Lady (collezione privata)

Barbie Little Red Dress (collezione privata)


Fonti: Barbie The Icon - 2015 - Mattel

12 marzo 2019

MENTRE TUTTO SCORRE.



Oggi è una bella giornata di sole.
Fredda ma luminosa, piena di marzo.
Milano si risveglia.
Io cammino lentamente, il viso in piena luce, mentre tutto scorre.


Parla in fretta 
e non pensar 
se quel che dici 
può far male 
perché mai 



io dovrei 
fingere 
di essere fragile 
come tu mi (vuoi) 
(vuoi)nasconderti 
in silenzi 
mille volte 
già concessi 
tanto poi 
tu lo sai 
riuscirei 
sempre a convincermi 
che tutto scorre

usami 
straziami 
strappami l'anima 
fai di me 
quel che vuoi 
tanto non cambia 
l'idea che ormai 
ho di te 
verde coniglio 
dalle mille 
facce buffe

e dimmi ancora 
quanto pesa 
la tua maschera 
di cera 
tanto poi 
tu lo sai 
si scioglierà 
come fosse neve al sol 
mentre tutto scorre

usami 
straziami 
strappami l'anima 
fai di me 
quel che vuoi 
tanto non cambia 
l'idea che ormai 
ho di te 
verde coniglio 
dalle mille 
facce buffe

sparami addosso 
bersaglio mancato 
provaci ancora 
è un campo minato 
quello che resta 
del nostro passato 
non rinnegarlo 
è tempo sprecato 
macchie indelebili 
coprirle è reato 
scagli la pietra chi è senza peccato 
scagli la pietra chi è senza peccato 
scagliala tu perché ho tutto sbagliato

usami 
straziami 
strappami l'anima 
fai di me 
quel che vuoi 
tanto non cambia 
l'idea che ormai 
ho di te 
verde coniglio 
dalle mille 
facce buffe





08 marzo 2019

ANNA E MARCO.

Potremmo essere noi, mentre ci stiamo cercando. Tesi dal desiderio di incontrarci, di arrivare alla nostra stella.  Con tutta quella luce che ci gira dentro, che non trova sfogo e sbatte le ali come una farfalla impazzita. Potremmo essere noi mentre prendiamo quel treno, che le moto ci hanno sempre fatto paura. Mentre la terra scorre accanto e i pensieri si azzuffano dentro. Infiniti a rincorrersi pieni di fremiti di ansie e di paure. Ma che voglia di raggiungerli, di farli a pezzettini e di ricompattarli. Noi in quella grande stazione bianca, che riconosciamo, perché l’abbiamo sognata tante volte. Noi,mentre guardiamo la grande piazza che ci gira intorno, il grattacielo accanto. Quella strada urbana, cosi incommensurabilmente lunga. Sì, noi che abbiamo paura ma la vogliamo fregare. Non hai mai avuto le scarpe grosse, ma l’eleganza di una persona buona e forte.   I sogni coltivati sono finiti in fondo ad un cassetto, c’è da costruire la vita vera, ma non sai ancora se è quella che ti sei imposto o se ci sarà dell’altro. Io invece i sogni non li ho mai coperti, mi hanno sempre aiutato a rialzarmi. Del resto se adesso, batto forte i tasti del mio pc per raccontare la nostra storia è perché, quei sogni ce li ho ancora dentro che gridano. Forte, come quando ero bambina e sognavo di volare, quando a scappare non poteva essere la corteccia ma la polvere di stelle. Io che ho amato la città luminosa fin da quando, piccolissima, ne ho respirato l’odore e toccato l’erba. Con occhi spalancati attraverso i quali la bevevo tutta. E speravo, che mi bruciasse dentro tutta quella vita che volevo per me. Poi, tutto quel ritmo mi ha ubriacato e ho perso i passi. Ho ripreso ad urlare in una casa di vetro che non era la mia, dove le urla degli altri erano ancora più forti. Non era quello, il mondo. Non era quella la sostanza. E allora sono passata da una periferia all’altra, lungo un viale di platani. In un giorno di settembre di una lucentezza assurda. Ho ritrovato i passi, il cuore. Ho scoperto un sorriso uguale al mio. Modalità on. Tenersi per mano. Ero arrivata.

(Mariellaesseci 2016)
Liberamente ispirato da Anna e Marco (Lucio Dalla - 1979)


Vorrei dire a tutte le donne, facendomi voce di quelle calpestate, derise, umiliate,violentate  e uccise, che non ci serve una festa all'anno. Che ci servono rispetto e amore tutti i giorni. Avere al nostro fianco uomini e donne così, che ci sappiano cantare, poetare, raccontare, abbracciare, tutelare, sostenere.AMARE. È quello che conta.
E ai molti che già lo fanno, oggi vorrei dire GRAZIE. 





05 marzo 2019

PILLOLE DI SANREMO: 2018 - IL MONDO PRIMA DI TE.

Torniamo alla leggerezza, che ne dite?
Riprende una delle mie rubriche fisse: PILLOLE DI SANREMO.


Continuando la cavalcata delle canzoni di SanRemo che sono rimaste "appiccicate" al nostro cuore, siamo alla scelta di IRENE Z del blog DADIRRI.

La canzone di Annalisa si classificò terza al Festival del 2018. Ritengo la voce della bravissima cantautrice savonese, una delle migliori venute fuori dal talent di Maria De Filippi. Ha saputo farsi largo in un mondo in cui diventa difficile emergere senza essere un'urlatrice.
E per fortuna che dopo la laurea in fisica ha deciso di dedicarsi alla musica, che le sta addosso in maniera splendida come un vestito Haute Couture.




LA CLASSIFICA DI QUELL'ANNO:

1ERMAL META e  FABRIZIO MORO – NON MI AVETE FATTO NIENTE.

2. LO STATO SOCIALE – UNA VITA IN VACANZA

3. ANNALISA – IL MONDO PRIMA DI TE






IL VIDEO



04 marzo 2019

TEMPESTA EMOTIVA.



"Inoltre, si legge nell'atto, sebbene la gelosia provata dall'imputato fosse un sentimento "certamente immotivato e inidoneo a inficiare la sua capacità di autodeterminazione", tuttavia essa determinò in lui,"a causa delle sue poco felici esperienze di vita" quella che il perito psichiatrico che lo analizzò definì una "soverchiante tempesta emotiva e passionale", che in effetti, "si manifestò subito dopo anche col teatrale tentativo di suicidio". Una condizione, questa, "idonea a influire sulla misura della responsabilità penale"



Michele Castaldo, nel 2016, uccise strangolando a mani nude, Olga Matei, che frequentava da poco più di un mese.  In primo grado era stato condannato a 30 anni di reclusione ma la Corte d'Appello di Bologna presieduta da Orazio Pescatore, ha dimezzato la pena a 16 anni. 

Voi lo sapete. Non poteva passare indisturbata la notizia sul mio blog. Avevo promesso di non abbassare i riflettori sul femminicidio e sulla violenza alle donne.

Però pensavo che sarebbe passato qualche giorno, saltando a piè pari, l'otto marzo. Che mi deprime in particolar modo. E invece, grazie ai giudici bolognesi, possiamo aprire un altro capitolo. Fatto di miopia, di ritorno al passato. Quasi che, si stia provando a RIAVVOLGERE  il nastro del vecchio walkman indietro e all'infinito.  Ogni volta che, in Italia, si prova a fare un passo avanti, dalla legge sullo stalking ad oggi, ecco che arriva l'illuminato di turno a "giustificare" con sentenze inique  e pericolose, che fanno giurisprudenza,  o con proposte di legge allucinanti, l'atavico senso di possesso dell'uomo sulla donna.  PAURA. Voi bestie (voi, piccola parte di  frustrati  che poco avete da spartire con il resto dell'umanità)  piccoli e insulsi, avete PAURA. Ma ce la faremo. Ce la faremo a darvi la spallata definitiva. Servono pene certe. Ergastoli. Le avremo.

03 marzo 2019

LA STELLA DI ANDREA.







Oggi sono pronta a raccontarvi una storia.
Quella di un papà che sta partendo per un lungo viaggio e quella di Giulia, sua figlia, e di MariaLaura, sua moglie.

Andrea si ammala di cancro durante la gravidanza di Marialaura. Quando nasce Giulia è già in fase di chemioterapia. Il solito, maledetto bastardo, sta per portarselo via.  Ma guardando Giulia lui capisce che l'ultima cosa che vuole  è che sua figlia cresca in sua assenza con la sensazione che suo padre l'abbia abbandonata. Che si possa sentire tradita, che possa non capire mai quanto lui l'amasse. E allora scrive un libro che le racconti di lui, difetti e pregi. Le scrive lettere che possa aprire allo scoccare di ogni compleanno e apre una pagina INSTAGRAM con la quale raccontarle di se stesso, della moglie adorata e di quanto le ami, ambedue.
Andrea è morto venerdì scorso. Su IG ha pubblicato l'ultima foto con un messaggio ai suoi amori che mi ha spaccato il cuore in due:

"È solo questione di tempo... ci vediamo dalla mia stella."

Ciao Andrea fai buon viaggio. Sei un padre meraviglioso, un compagno prezioso. Rimarrai nei cuori di tutti NOI. Perché hai saputo cogliere e trasferire il messaggio più importante. Noi siamo quello che amiamo e che facciamo per amore. Nulla si disperde se il cuore ha questo comandamento.
Nulla morirà mai.

Ci vediamo sulla tua stella.



02 marzo 2019

SABATO DI POESIA: LA VERITA' VI PREGO SULL'AMORE.








Dicono alcuni che l'amore è un bambino,

e alcuni che è un uccello,
alcuni che manda avanti il mondo,
e alcuni che è un'assurdità.
e quando ho domandato al mio vicino, 
che aveva tutta l'aria di sapere,
sua moglie si è seccata e ha detto che
non era il caso, no.

Assomiglia a una coppia di pigiami,
o al salame dove non c'è da bere?
Per l'odore può ricordare i lama,
o avrà un profumo consolante?
È pungente a toccarlo, come un pruno,
o lieve come un morbido piumino?
È tagliente o ben liscio lungo gli orli?
La verità, vi prego, sull'amore.

I manuali di storia ce ne parlano
in qualche noticina misteriosa,
ma è un argomento assai comune
a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi sia accenna nelle
cronache dei suicidi,
e l'ho visto persino scribacchiato
sul retro degli orari ferroviari.

Ha il latrato di un alsaziano a dieta,
o il bum-bum di una banca militare?
Si può farne una buona imitazione
con una sega o un Steinway da concerto?
Quando canta alle feste, è un finimondo?
Apprezzerà soltanto roba classica?
Smetterà se si vuole un po' di pace?
La verità, vi prego, sull'amore.

Sono andato a guardare nel bersò;
lì non c'era mai stato;
ho esplorato il Tamigi a Maidenhead,
e poi l'aria balsamica di Brighton.
Non so cosa mi cantasse il merlo.
o che cosa dicesse il tulipano.
ma non era nascosto nel pollaio,
e non era nemmeno sotto il letto.

Sa fare delle smorfie straordinarie?
Sull'altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse,
o strimpellando corde sbrindellate?
Avrà idee personali sul denaro?
È un buon patriota o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se spinte?
La verità, vi prego, sull'amore.

Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre mi sto frugando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta,
o là sul bus mi pesterà un piede?
Accadrà come quando cambia il tempo?
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
La verità, vi prego, sull'amore.

(Wystan Hugh Auden - La verità, vi prego, sull'amore - Adelphi - raccolta di poesie 1932-1939)