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27 settembre 2023

[LIBRI] Le mie letture estive

Ho trascorso una bella estate, assieme alle persone che amo di più e ai miei adorati libri. Ho letto per lo più romanzi di cui vi parlerò brevemente cercando di non annoiarvi troppo.

Li ho suddivisi in una speciale  classifica partendo da:



Il libro più bello: Aurora Tamigio con il suo primo romanzo mi ha letteralmente conquistato. La sua narrazione avvincente ed evocativa, mi ha rigenerato e curato. La storia della famiglia Quaranta che segue tre generazioni e oltre quarant'anni di storia italiana, è la storia di molti di noi. Soprattutto è la storia di anime belle che rincorrono strenuamente la libertà di essere indipendenti, riconoscibili e amate. Lo adorerete, ne sono certa.






Il libro superfluo:alcuni amici non crederanno a quel che scrivo, ma davvero il nuovo romanzo(?) breve di Erri De Luca l'ho letto con la esatta sensazione di  perdere tempo. Fin troppo identico a tanti altri, non mi ha trascinato, l'ho trovato superfluo e noioso. Un racconto inutile a volte perfino fastidioso. Erri ci ha abituati a molto meglio di così.


Il libro immancabile: anche se vi sembrerò sfacciatamente di parte non posso esimermi dal dichiarare che  della serie di Manzini dedicata al vicequestore Schiavone, questo è il romanzo più bello. E chi non si è ancora innamorato del burbero funzionario romano che vive e lavora ad Aosta, leggendolo, capitolerà sicuramente. Per me è immancabile come gli struffoli a Natale e la pastiera a Pasqua.






Il libro più deludente:  la saga del più famoso "caprio espiatorio" letterario al mondo volge al termine, dopo quasi 40 anni dal primo romanzo. Io amavo Malaussène, lo adoravo, era la mia citazione preferita. Perché allora, caro Pennac, ci hai voluto trascinare per forza al capolinea degli ultimi anni, con due romanzi opachi, confusi, perfino sciatti e sbrigativi,  senza lasciarci il diritto di evocare i tuoi capolavori con malcelata malinconia? 





Il libro da rileggere: possono bastare sette giorni per riconsiderare la propria vita e scegliere una nuova strada da percorrere? Il romanzo di Paolo Genovese prova a dare una risposta alle domande che spesso ci attraversano e al dolore che a volte ci spalanca davanti un baratro che non ci aspettavamo. Un libro forte, emozionante, doloroso, come gli addii a cui non siamo mai pronti, sia quando pensiamo di essere preparati sia quando ci lasciano sgomenti per la sorpresa. Un libro da leggere e da rileggere ogni volta che il respiro si blocca e  ci lascia senza fiato.


20 settembre 2018

INGE FELTRINELLI: STORIA DI UNA PASSIONE.








La notizia è arrivata come una folata di vento improvvisa, in questa fine estate che stenta a tingersi d'arancio.

Ed io sono rimasta lì, muta e immobile.
Ho pensato che non sono riuscita a conoscerla e lo desideravo da tanto tempo.
Eppure ci saremo pure sfiorate in questa città che non ci ha dato i natali  ma che amiamo immensamente.

Io mi sono chiesta come potevo fare a dirle grazie per tutte le parole che mi ha regalato in questi anni.
Allora ho provato così e spero che, ovunque sia, le piaccia.

È bella Maria col sangue che perde e il vino che lo rimpiazza e i capelli neri che mi fanno il solletico sul collo e la bocca che per fare bum,bum, si apre e si chiude con la mossa dei baci. Per imitare il rumore del cuore manda baci al buio. Restiamo alla finestra, intanto sale la frenesia degli spari, Montedidio prova le micce, fa salire la polvere dei colpi. Arrivano da lontano, dalla marina, Rafaniello nel suo ripostiglio sta scaldando le ali, Maria è ora di salire, ci stacchiamo dalla finestra, il bumeràn si sposta dalla costola del cuore.
(ERRI DE LUCA MONTEDIDIO)

Clara rimase lì finché l'aiutante non l'ebbe sollevata fra le braccia con la stessa commovente tenerezza con cui l'avrebbe sollevata per attraversare per la prima volta la soglia di casa se fosse stata la sua sposa. E non poté muoversi finché non furono apparse le prime luci. Allora scivolò fino al suo letto, sentendo dentro tutto il silenzio del mondo. Il silenzio la occupò interamente e non parlò più fino a nove anni dopo, quando tirò fuori la voce per annunciare che si sarebbe sposata.
(ISABEL ALLENDE - LA CASA DEGLI SPIRITI)

L'amicizia di due uomini è più forte di una preghiera, si, ma quando compare Anna e sorride nel sole, allora già in quell'amicizia qualcosa si è incrinata, perché io sono di Anna e Carlone sente che già nel pensiero io lo tradisco, perché un amico vero non sarà mai di una donna, una donna è sporca e insudicia persino le preghiere e Carlone sa che domani Anna sarà più forte di lui.
(LUCIANO BIANCIARDI - LA VITA AGRA)

"Malaussène, lei non dà le dimissioni, sono io che la scatto fuori! Puzza più del suo cane, Malaussène, parla del cuore con una disinvoltura che dà la nausea! È una merda d'uomo, un ipocrita che la vita spazzerà via senza che neanche me ne accorga, fuori dalle palle, perdio, e si aspetti il conto dell'ufficio devastato!
(DANIEL PENNAC - LA PROSIVENDOLA)

Scrivo questa storia perché le persone che ho amato sono morte. Scrivo questa storia perché quando ero giovane avevo una grande capacità di amare e ora questa capacità di amare sta morendo. Ma io non voglio morire.
(AMOS OZ - MICHAEL MIO)


La cosa certa è che era bella. Ma non era una bellezza né tipica né classica, Ciò che possedeva era un'aurea attraente. Sì, più che bella era questo: maledettamente attraente. Poteva imporsi solo grazie alla sua presenza. Però trasmetteva arroganza e, non esagero, perfino durezza. Sarà stato soltanto il frutto della mia immaginazione, del mio desiderio costante di voler riscattare il genere umano, che mi fece percepire in lei una specie di abbandono?
(MARCELA SERRANO)

Tutto quello che esiste passa di qui. Qui dal porto di Napoli. Non v'è manufatto, stoffa, pezzo di plastica, giocattolo, martello, scarpa, cacciavite, bullone, videogioco, giacca, pantalone, trapano, orologio, che non passi dal porto, Il porto di Napoli è una ferita, Larga. Punto finale dei viaggi interminabili delle merci. le navi arrivano, si mettono nel golfo avvicinandosi alla darsena come cuccioli a mammelle, solo che loro non devono succhiare, ma al contrario essere munte. 
(ROBERTO SAVIANO - GOMORRA)


15 novembre 2017

BOOKCITY MILANO 2017.







Ritorna come di consueto l'appuntamento annuale con Bookcity Milano.

La manifestazione dedicata al libro si svolgerà da domani 16 novembre fino a domenica 19.

Ci saranno più di 200 spazi della città dedicati ai vari eventi e appuntamenti immancabili di incontro e confronto con autori, editori, giornalisti e soprattutto LETTORI.

Io salterò da un luogo all'altro nel limite del possibile, confidando nel bel tempo (nonostante sia previsto un freddo intenso) e sperando in begli incontri.
Di parole, pagine e anime.

Vi lascio in evidenza qualche appuntamento e, naturalmente, il link al sito con il PROGRAMMA.


INCONTRI DEL 16 NOVEMBRE

"La violenza maschile contro le donne tra il Novecento e nuovo secolo."
Università degli studi Bicocca Milano - Edificio U6. Ore 10.00.

"Ah sì Pessoa e Saramago!" Leggere e pensare la Letteratura Portoghese.
Università degli Studi di Milano, Piazza Sant'Alessandro. Ore 16.00.

Andrea Vitali presenta il libro "Bello, elegante e con la fede al dito".

Mondadori Bookstore, Via Pergolesi 6, Ore 17,00.

INCONTRI DEL 17 NOVEMBRE

"Parole in Centrale." Messaggio Voce per BookCity2017.
Selezioni di brani tratti da romanzi famosi da ascoltare seduti comodamente in poltrona.
Dalle 10,00 alle 19.00 tutti i giorni in Stazione Centrale a Milano.

"Diavoli Custodi". Con Erri De Luca e Alessandro Mendini.

La Triennale Milano -  sala d'onore -  Via Alemanna 6. Ore 18,00

"Rocco Schiavone è in città." Con Antonio Manzini, Alberto Manzoni e Adriana Malli.

Libraccio Bovisa, Via Candiani 102. Ore 18,30.

INCONTRI DEL 18 NOVEMBRE

Il boom delle graphic novel: incontro con vari autori e illustratori.
Base Milano -  Spazio C -  Via Bergognone 34. Ore 10,30.

Il Commissario Ricciardi: dai romanzi ai fumetti. Con Maurizio De Giovanni, Luca rovi, Federica Fracassi e Michele Masiero.
Teatro Franco Parenti - sala grande - Via Pier Lombardo 14. Ore 14.00.

Come eravamo e come possiamo essere. Incontro con Luca Bianchini e Antonio Dikele Distefano.

Teatro Dal Verme - sala Piccola - Via San Giovanni sul muro 2. Ore 16,00.

INCONTRI DEL 19 NOVEMBRE

L'arte e il delitto. Incontro con Marco Malvaldi.
Castello Sforzesco - Sala Viscontea - Piazza Castello 1. Ore 11.00

Il caso Malaussène. Mi hanno mentito. Con Daniel Pennac, Massimiliano Barbini e Pako Loffredo.
Piccolo Teatro Strehler - Largo Greppi 1. Ore 15,30.

Un giorno queste passioni ti saranno utili. Con Peter Cameron e Matteo B. Bianchi.
Mudec Museo delle Culture - Auditorium. Via Tortona 56. Ore 16,30.



01 ottobre 2014

Un libro per ogni lettera dell'alfabeto.

Qualche tempo fa, il mio amico Xavier mi ha invitato a partecipare ad un gioco.
Si trattava di elencare un numero di lettere a caso e di abbinarle ad alcuni suoi amici blogger.
Ad ogni lettera l'amico prescelto doveva proporre un libro letto e farne una breve recensione.

Le mie lettere erano le seguenti: U F Z A
Ed ecco i libri che ho scelto:



L'Uomo dal Fiore in Bocca di Luigi Pirandello
La Fata Carabina di Daniel Pennac
Zero,Zero,Zero di Roberto Saviano
Acciaio di Silvia Avallone





Il mio racconto preferito pirandelliano. Tratto da una novella che si intitolava "La morte addosso". Trasformato dallo stesso autore in dramma in atto unico  che racconta con estrema intensità, di amore e di morte.
La morte alla quale si sta avvicinando e l'amore per la vita che si appresta a lasciare; deciso a non perdersi nulla, nemmeno un attimo, di quello che sta per abbandonare. Cercando di arrivare all'essenza stessa della vita. 
Sempre attuale. Sempre coinvolgente. Sempre da leggere.

E mi faccia un piacere, domattina, quando arriverà. Mi figuro che il paesello disterà un poco dalla stazione. - All'alba, lei può fare la strada a piedi. - I1 primo cespuglietto d'erba su la strada. Ne conti i fili per me. Quanti fili saranno, tanti giorni ancora io vivrò.




Ho scelto uno dei libri della saga Maulessene. Ma solo perché era la lettera dell'alfabeto che mi ha indicato Xavier. Perché io li amo tutti. SFACCIATAMENTE. Il miglior Pennac. Quello che lui stesso non è più stato in grado di eguagliare. Il capro espiatorio per eccellenza. L'unico. Lui e la sua meravigliosa, sconclusionata, pirandelliana famiglia.

Siccome nessuno reagisce, il Piccolo si avvicina a me e Stojilkovicz.
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore."
"Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera.
"Perché?"
"Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile." 






Un libro duro, spietato, monumentale. Una valanga di nomi, cifre, numeri e denaro. Una doverosa cronaca per chi ancora pensa di vivere in un mondo perfetto. E anche per chi invece si rende perfettamente conto ma ha bisogno di avere conferma dei suoi dubbi. E di tutta la merda che ci circonda. Un Saviano potente e distruttivo.

La coca la sta usando chi è seduto accanto a te ora in treno e l'ha presa per svegliarsi stamattina; o l'autista al volante dell'autobus che ti porta a casa...Fa uso di coca chi ti è più vicino. Se non è tuo padre o tua madre, se non è tuo fratello, allora è tuo figlio. Chi la usa è lì con te. La usa il portiere del tuo palazzo, se non è lui allora la sta usando la professoressa che da ripetizioni ai tuoi figli... il sindaco da cui sei andato a cena.Il costruttore della casa in cui vivi, lo scrittore che leggi prima di dormire. Ma se, pensandoci bene, ritieni che nessuna di queste persone possa tirare cocaina o sei incapace di vedere o stai mentendo. Oppure, più semplicemente, sei la persona che ne fa uso...







Non SONO libri facili. Me ne sono resa conto nell'affrontare la breve recensione dell'ultimo. Il numero primo di Silvia Avallone. E' un altro libro spietato. Racconta la vita di provincia (la città è Piombino) di ragazzi appartenenti ad un mondo ormai morto. Senza scampo. Senza pietà. Il più bello e il più sofferto.
Compromessi e tradimenti. Quello a cui non siamo preparati  e che la vita ci piazza davanti all'improvviso. Un "regalo" che non vorremmo ma che c'è. E la storia di due amiche che, crescendo e allontanandosi, alla fine si rendono conto come l'unica cosa che conta sia restare insieme.

Il mare e i muri di quei casermoni, sotto il sole rovente del mese di giugno, sembravano la vita e la morte che si urlano contro.Non c'era niente da fare: via Stalingrado, per chi non ci viveva, vista da fuori era desolante.Di più: era la miseria.



Mi sono divertita e ho trovato molto interessante la proposta di Xavier.
Lascio anche io delle lettere. Ma non le abbino a nessun amico blogger in particolare. Ma a tutti quelli che mi leggono. Così senza alcun impegno, ognuno di voi, potrà parlarci di libri che ha letto utilizzando lo stesso metodo.



FNMQ

RSVA

BGOT

DUAC



Se volete partecipare, segnalatemi nei commenti il gruppo di lettere scelto!