27 gennaio 2024

[SABATO DI POESIA] Elegia mai scritta per gli ebrei di Cracovia di Adam Zagajewski

 

dal web

Ma la più triste è la via Jozef, sottile come la luna nuova,

senza un solo albero, e tuttavia non priva di una sua bellezza,

bellezza oscura della provincia, degli addii, di un funerale muto;

qui la sera si raccolgono ombre da tutti i quartieri,

anche quelle portate in treno delle località limitrofe.

Giuseppe era prediletto da Dio, ma la sua via non conobbe mai fortuna.

nessun faraone la lodò, i suoi sogni erano malinconici, le estati magre.

Nella chiesa del Corpus Domini accendo un cero per i miei morti,

che abitano lontano da qui - non so neppure io dove

- e sento che quella fiammella rossa riscalda pure loro,

e i senzatetto intorno al fuoco, quando cade la prima neve.

Vago per i sentieri di Kazimierz e penso a chi non c'è.

So che i loro occhi sono come acqua, e non posso

vederli - nei loro, assenti, posso soltanto affogare.

Di sera sento dei passi - ma non vedo nessuno.

Interminabili, anche se non c'è nessuno, passi di donna

in scarpe ferrate, e poi l'incedere quasi tenero del boia.

Che cos'è? È LA NOSTRA MEMORIA NERA, sospesa sulla città,

quasi una cometa che si allontana piano dalla stratosfera.


(Adam Zagajewski - Poesie scelte - 2010 )

Note biografiche e riflessioni

Adam Zagajewski     nasce a Leopoli, 21 giugno 1945, poeta e saggista polacco, risiede a Parigi dal 1981  al 2002. In seguito di trasferisce a     Cracovia, dove insegna letteratura presso la University of Chicago.   È noto soprattutto per il poema Try To Praise The Mutilated World, uscito a puntate   sul periodico    statunitense The New Yorker e divenuto celebre dopo gli attentati   dell’11 settembre 2011, e  per le sue pubblicazioni sul poeta connazionale, Czesław Miłosz  Premio Nobel   per la   Letteratura nel 1980. Ha  vinto il Neustadt International Prize for Literatur nel 2004; è il secondo polacco,  proprio dopo  l’amato Miłosz, a vincere   il premio conferito dall’università statunitense. (da lombradelleparoleworldpress)

Ho scelto la poesia di Zagajeswski, che racconta lo spaesamento mai risolto dovuto alla consapevolezza del male, per il Giorno della Memoria. E lo faccio con un'amarezza che mai avrei pensato di provare. Così facile passare da vittime a carnefici. E ancora una volta dobbiamo constatare che la storia non ci insegna nulla. Se non a sbagliare nello stesso modo.  Il poeta polacco dice che "dobbiamo essere vivi e vigili, perché in noi grida il futuro e quel balbettio ci rende umani". A guardare Israele oggi, non sembra così. 




21 gennaio 2024

[BLOG E SOCIAL] l'odio scorre sul filo delle notizie

 

  

Nelle ultime settimane siamo stati investiti da diversi episodi social che hanno lucidamente messo in mostra quanto quel mondo si stia ammalando di odio. O forse, lo è già da parecchio tempo. Abbiamo visto con il caso Ferragni prima (tra pandori, uova di pasqua e opacità benefiche) e con l'evento più grave, il suicido della ristoratrice Giovanna Pedretti, quanto male possono fare i cosiddetti odiatori del web.

Per i blog non sono una novità, da anni,  coperti da anonimato, hanno rotto gli argini dell'educazione e del rispetto, infangato e stolkerato molti di noi. Alcuni come me, hanno alla fine impedito a suddetti personaggi di commentare mettendo alcuni paletti. E penso sia la soluzione più adatta.

Sui social è diverso. Profili fake e non invadono le pagine IG, FB e X, appena hanno il sentore della debolezza di chi vogliono aggredire. Spesso si parte da una notizia riportata sui giornali e sul web senza essere stata prima verificata dai giornalisti che l'hanno data in pasto a tutti (il caso Pedretti) e poi,quando finalmente qualcuno si è posto le domande giuste e una casualità ha portato alla tragedia, questi ultimi scontano tutto l'odio devastante nato preferibilmente dall'invidia. Perché l'invidia anima i social. Chi passa le sue giornate a sbriciare i successi altrui (successi che a volte vengono  enfatizzati ad hoc) aspetta solo una caduta per poter infierire e sfogare la sua rabbia. 

Come fare a limitare tutto ciò? Sicuramente regolamentando, finalmente, il mondo social. E magari tenendo presente che tutta quella rabbia e quell'invidia in primis fa male più a loro. E certamente non placa il loro essere inadeguati e stupidi.

Come diceva Umberto Eco: I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli».


13 gennaio 2024

[SABATO DI POESIA] Tra le tue braccia di Alda Merini

 




C’è un posto nel mondo

dove il cuore batte forte,
dove rimani senza fiato
,
per quanta emozione provi,
dove il tempo si ferma
e non hai più l’età;

quel posto è tra le tue braccia
in cui non invecchia il cuore,
mentre la mente non smette mai di sognare
…

Da lì fuggir non potrò
poiché la fantasia d’incanto
risente il nostro calore e no…
non permetterò mai

ch’io possa rinunciar a chi
d’amor mi sa far volar.

Riflessioni:

Oggi ho scelto una tra le più belle poesie di Alda Merini da dedicare a mia mamma che compie gli anni. Tanti auguri mamma bella, luce, cuore e cura dei tuoi figli. Vicini e lontani torniamo sempre a te, ogni volta che occorre. E direi sempre perché sempre è il tempo in cui abbiamo bisogno di te. Ti abbraccio da qui e mi faccio piccola piccola come quando ero poco più di uno scricciolo tra le tue braccia.

Buon compleanno MAMMA

06 gennaio 2024

[SABATO DI POESIA] Quasi un epigramma di Salvatore Quasimodo

 


dal web



Il contorsionista nel bar, melanconico
e zingaro, si alza di colpo
da un angolo e invita a un rapido
spettacolo. Si toglie la giacca
e nel maglione rosso curva la schiena
a rovescio e afferra come un cane
un fazzoletto sporco
con la bocca. Ripete per due volte
il ponte scamiciato e poi s’inchina
col suo piatto di plastica. Augura
con gli occhi di furetto
un bel colpo alla Sisal e scompare.
La civiltà dell’atomo è al suo vertice


SALVATORE QUASIMODO
(da La terra impareggiabile – Mondadori, 1958)
 
 Note biografiche e riflessioni

Il grandissimo poeta italiano, premio Nobel per la letteratura, ci stimola,attraverso le parole della sua poesia, a riflettere sulla decadenza della civiltà umana.  E se pensiamo a quando è stata scritta ci rendiamo conto di come sia attuale e disperata. Ma chi  è quell'equlibrista? Un uomo o una provocazione? 

Buon sabato amici.

02 gennaio 2024

Il primo post del 2024

Dal web


Ho aspettato la mezzanotte rilassata. Ho cucinato quello che mi andava di preparare e mangiato con calma, mentre la serata scorreva con dolcezza. Abbiamo stappato lo spumante allo scoccare della mezzanotte mentre fuori la città già da qualche minuto era come impazzita, tra luci e fuochi d'artificio. Come da bambina sono rimasta per un po' a guardare i giochi di luce dietro la porta finestra poi ho preso coraggio e sono uscita. Mi piacciono, sono sempre rimasta incantata dalla bravura e dalla fantasia di chi li prepara. Per la prima volta dopo molti anni ho ripreso alcuni tra i più belli e li ho girati ai miei familiari insieme agli auguri di buon anno. Chissà cosa ci porterà il 2024. Mi rendo conto che affrontare il futuro anno dopo anno è sempre più complicato. Ci vuole una bella dose di coraggio e consapevolezza.  Come Forrest Gump "sono un po' stanchina" ma la vita pretende da noi sempre un grande impegno. Non so se sono pronta, spero di cavarmela. 

Buon anno gente🌟