29 dicembre 2022

[Blog] È il momento di salutarsi

Dopo avere riflettuto molto in questi duri giorni di dicembre, ho deciso di sospendere l'attività del mio blog.  Sto maturando l'idea di chiudere definitivamente e questo è il primo passo. La mia ultradecennale attività bloggeristica si ferma qui, alla fine del 2022,  il mio anno orribile.  Sono molto delusa. Non sono fatta per il mare di ipocrisia, per l'indifferenza, i silenzi inspiegabili. Ormai la navigazione è surreale, mentre io ho bisogno di concretezza e di presenza. Sono avvilita e faccio fatica perfino  a scrivere due parole di commiato. Mi mancherà? Non so, datemi una sola ragione per restare...

A chi rimane auguro buona fortuna, ne avrà bisogno.


03 dicembre 2022

[SABATO DI POESIA] Il tempo è di Henry Van Dyke


dalla rete

"Il tempo è
troppo lento per coloro che aspettano,
troppo rapido per coloro che temono,
troppo lungo per coloro che soffrono,
troppo breve per coloro che gioiscono;
ma per coloro che amano,
il tempo non è"


Note biografiche e riflessioni

Henry Van Dyke nasce a Filadelphia nel 1852 e lì muore nel 1933. È stato poeta, scrittore e insegnante. Pastore presbiteriano, considerato tra i migliori dell'epoca. Era celebre per la sua "Storia dell'altro saggio" in cui aggiungeva un quarto Magio a quelli più famosi;  arriva in ritardo all'appuntamento con Gesù  perché si ferma più volte a fare del bene al prossimo. La  poesia di oggi l'ho ascoltata per la prima volta in una riunione in biblioteca. Mi è sempre piaciuta moltissimo e ho voluto proporvela. Mi ritrovo nell'idea del tempo che ognuno di noi percepisce come vuole. Veloce o rallentato. Sempre relativo. E per voi cos'è il tempo?

01 dicembre 2022

[ASSOCIAZIONI] Casa famiglia La Nuvola - Storia di M.

Foto privata - vietata la riproduzione

Venerdi scorso è​ andata via M., 4 anni. Era con noi da quando aveva 20 giorni, sarebbe dovuta andare in adozione quasi subito visto che la madre non era idonea.

25 novembre 2022

[SABATO DI POESIA] Scrivi! Scrivi! Scrivi! di Simin Behbahani

 



Storia, stagione chiara, simbolo della resistenza!
Scrivi! Scrivi! Scrivi di questi giorni tenebrosi,
scrivi il sacrificio della vita, la baraonda del giovane e del vecchio,
del bambino e della donna, scrivi di una casa, di una dimora, del più e del meno, di
tutto ciò che hai.
Scrivi il lancio di una pietra di un bambino che gioca,
scrivi il colpo di un piccone di un anziano che assiste.

(Simin Behbahani - Quaderni di Meykhane) 


Note biografiche e riflessioni

Simin Behbahani nasce a Teheran nel 1927 e lì muore nel 2014. Poeta, figlia di una delle intellettuali più importanti dell'epoca, ha sempre detto di avere ereditato il talento letterario da suoi genitori, anche suo padre era scrittore e saggista. Fin dalla più tenera età lottò  contro le ingiustizie di ogni genere. Amava profondamente la sua patria e quel sentimento lo trasmise in ogni scritto e azione della sua vita. Ha sfidato il regime e la censura ed ha lottato per il riconoscimento delle voci femminili nel suo paese. La poesia che ho scelto è dedicata alle donne iraniane e a tutte le donne del mondo, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Perché scrivere dei giorni bui è una forma di lotta fenomenale, traccia la strada, informa e unisce. Come ha sempre detto Simin: per sopravvivere dobbiamo distruggere il silenzio.



Il mio sabato di poesia  viene pubblicato oggi, in via del tutto eccezionale,   per ricordare  che la violenza contro le donne è da condannare tutti i giorni dell'anno.

19 novembre 2022

[SABATO DI POESIA] Non importa quanti anni ho di José Saramago




Ho l’età in cui le cose si osservano con più calma,

ma con l’intento di continuare a crescere.

Ho gli anni in cui si cominciano ad accarezzare i sogni con le dita
e le illusioni diventano speranza.
Ho gli anni in cui l’amore, a volte, è una folle vampata,
ansiosa di consumarsi nel fuoco di una passione attesa.
E altre volte, è un angolo di pace, come un tramonto sulla spiaggia.
Quanti anni ho, io? Non ho bisogno di segnarli con un numero,
perché i miei desideri avverati,
le lacrime versate lungo il cammino al vedere le mie illusioni infrante valgono molto più di questo.
Che importa se compio venti, quaranta o sessant’anni!
Quel che importa è l’età che sento.
Ho gli anni che mi servono per vivere libero e senza paure.
Per continuare senza timore il mio cammino, perché porto con me l’esperienza acquisita e la forza dei miei sogni.
Quanti anni ho, io? A chi importa!
Ho gli anni che servono per abbandonare la paura e fare ciò che voglio e sento.


(José Saramago, da  Poesie, Einaudi, Torino, 2007, traduzione di Fernanda Toriello)



Note biografiche e riflessioni

Qualche giorno fa,  per l'esattezza il 16 novembre scorso, il grande poeta e scrittore portoghese José Saramago, premio Nobel per la letteratura, avrebbe compiuto cento anni. Mi pareva giusto celebrarlo qui da me, dove più volte mi sono soffermata sulla sua prosa e sulla lirica. E mi piace farlo con una delle sue poesie che amo di più perché mi rispecchia. Non ho mai dato importanza all'età anagrafica alla quale appartengo, perché non mi identifico con lei, piuttosto con le esperienze di cui ho fatto fino ad ora tesoro. E voglio continuare a crescere, a migliorare e sbagliare. A consumarmi guardando un tramonto struggente come a riflettere in un angolo tutto mio. E per voi hanno importanza gli anni che avete?

17 novembre 2022

[POSTITIZIE] MARIKA ZABINI E IL SALVATAGGIO NEL GIORNO DELLA SUA LAUREA



Dal Web


Marika è una graziosa ragazza di Bolzano. Qualche giorno fa si è laureata a pieni voti in Fisioterapia alla Scuola provinciale Claudiana. La sera dei festeggiamenti tornava a casa indossando ancora la tuta da lottatrice di sumo che aveva usato come travestimento per la festa, impostole per scherzo dagli amici.

Durante il percorso in autobus ha sentito un tonfo provenire dal fondo del mezzo. Un signore si era sentito male. Lei accorre e si accorge che la persona ha perso i sensi e che il cuore sembra essersi fermato. Allora non perde tempo, e gli pratica le manovre di rianimazione che ha imparato nei due corsi di primo soccorso che ha frequentato. Dopo sedici pressioni sullo sterno, riesce a rianimare il signore, pur essendo non facilitata dalla tuta abbastanza ingombrante e gli rimane accanto fino all'arrivo dei soccorsi. 

La lezione che ci da Marika è che non dobbiamo sottovalutare la partecipazione ai corsi di rianimazione e di primo soccorso. Perché in qualsiasi momento della nostra ci trovassimo, possono servire a salvare una vita umana.


Brava Marika!




Fonte: Corriere della Sera

14 novembre 2022

[RIFLESSIONI] Giornata della gentilezza


Dal web



Mentre rientravo in treno e scorrevo i titoli dei giornali on-line, mi sono soffermata sulla notizia riguardante  la Giornata mondiale della Gentilezza, che ricorre ogni 13 novembre. Ancora una volta mi sono domandata il perché della pacifica invasione delle giornate mondiali soprattutto di quelle che celebrano attitudini positive e migliorative. 

12 novembre 2022

[SABATO DI POESIA] Accarezzami di Alda Merini

Da Limina.net





Accarezzami, amore

ma come il sole
che tocca la dolce fronte della luna.
Non venirmi a molestare anche tu
con quelle sciocche ricerche
sulle tracce del divino.
Dio arriverà all’alba
se io sarò tra le tue braccia.

(Alda Merini - Poesie)


Note Biografiche e riflessioni

Quando torno alla poesia di Alda Merini, il mio cuore sussulta per l'emozione e a volte, per la gioia, come se ritornassi a casa. Così delicate le parole di oggi, come l'amore, come quella carezza che la poetessa (e noi) attende con trepidazione. Senza domande, con resa. Fino al mattino, in un estasi meravigliosa in cui ci si abbandona, sognanti e colmi di speranza. 

11 novembre 2022

[FAMIGLIA] L'estate di San Martino


Foto privata- vietata la riproduzione 


Un periodo dell'anno che amo molto. Il gioiello dell'autunno che, prima di lasciarci nelle maglie della stagione più fredda (almeno così era una volta) ci regalava sole e temperature più miti in concomitanza della festa di San Martino, il santo generoso. 

09 novembre 2022

[LUOGHI DEL CUORE] Villa Tittoni Traversi e i Maneskin


Villa Tittoni Traversi - dal sito web

Il gruppo rock italiano più conosciuto al mondo ha da poco pubblicato un nuovo singolo con annesso video balzato immediatamente  al primo posto delle classifiche mondiali.



Senza nulla togliere alla  loro bravura e alla qualità del pezzo, che mi piaccia il gruppo lo sanno pure i sassi che calpesto, vorrei parlarvi del luogo in cui è stato girato il video. 

Uno dei posti che preferisco in assoluto, di cui posso godere quotidianamente visto che è il parco della mia città, Desio. Nei giorni in cui giravano, il comune ha deciso di chiuderlo al pubblico, tenendo all'oscuro i cittadini dell'evento, altrimenti si sarebbero avute le solite scene di isterismo di massa che accompagnano gli eventi dei quattro ragazzi romani. In quei giorni di fine settembre pioveva a dirotto e il tempo era perfetto per dare il giusto mordente al video. 

Ma la bellissima Villa Tittoni Traversi e il suo parco sono molto di più di quel che si vede mentre canta Damiano. Si tratta di una delle costruzioni di stampo neoclassico meglio conservate della Lombardia e dell'Italia. Edificata nel 1300 come piccola riserva di caccia è poi stata ampliata nel '700  grazie all'architetto Giuseppe Piermarini e completata da Pelagio Pelagi nell'800, che la modificò sia nella struttura con la meravigliosa facciata ripartita in tre ordini di colonnato, sia nel parco con l'attiguo ex convento francescano,  edificando la splendida torre neogotica ispirata all'Abbazia di Chiaravalle. Le sale sono tutte affrescate, i pavimenti in legno, le pareti con boiserie meravigliose, cristalli e specchi  da far girare la testa. Dalla primavera all'autunno è sempre meta di visitatori, quasi ogni settimana ci sono eventi culturali che la vedono al centro dell'interesse generale. È sede del museo dedicato all'artista Giuseppe Scalvini. Uno dei gioielli brianzoli di cui andiamo maggiormente fieri  e che posso osservare fino a quando ne ho voglia, perché ci abito di fronte.

Ho fatto un piccolo reportage nello splendore del foliage autunnale e vi regalo qualche scatto. 









L'ultimo è dal balcone di casa mia, lì dove frequentemente mi regalo momenti di riflessione, lettura e svago, volgendo lo sguardo a quel tesoro che non mi stanco mai di ammirare.



05 novembre 2022

[SABATO DI POESIA] Bambina mia di Mariangela Gualtieri






Bambina mia.
Per te avrei dato tutti i giardini
del mio regno, se fossi stata regina,
fino all’ultima rosa, fino all’ultima piuma.
Tutto il regno per te.

Ti lascio invece baracche e spine,
polveri pesanti su tutto lo scenario
battiti molto forti
palpebre cucite tutto intorno. Ira
nelle periferie della specie e al centro. Ira.

Ma tu non credere a chi dipinge l’umano
come una bestia zoppa e questo mondo
come una palla alla fine.
Non credere a chi tinge tutto di buio pesto e
di sangue. Lo fa perché è facile farlo.

Noi siamo solo confusi, credi.
Ma sentiamo. Sentiamo ancora.
Siamo ancora capaci di amare qualcosa.
Ancora proviamo pietà.

Tocca a te, ora,
a te tocca la lavatura di queste croste
delle cortecce vive.
C’è splendore in ogni cosa. Io l’ho visto.
Io ora lo vedo di più.
C’è splendore. Non avere paura.

Ciao faccia bella,
gioia più grande.
Il tuo destino è l’amore.
Sempre. Nient’altro.
Nient’altro nient’altro.

(Quando non morivo - Collana Bianca - Einaudi Editore -  2019)


Note biografiche e riflessioni

La poetessa romagnola di cui ho già parlato recentemente, nella poesia di oggi rivolge il suo pensiero ai bambini. A cui toccherà un percorso difficile causato da quegli adulti da cui ereditano un mondo confuso, tra povertà e guerre. Tra disastri climatici e civiltà allo stremo. Nonostante tutto li  sprona a non arrendersi, a lavare le croste e le ferite e a cogliere tutto lo splendore che c'è sotto. A non avere paura, ad andare avanti cercano l'amore. Soprattutto l'amore. E mi chiedo, noi adulti saremo in grado di fare altrettanto? 

03 novembre 2022

[VIAGGI] Il Prater di Vienna





foto privata - Mariellaesseci



I lunapark non mi hanno mai appassionato. Come il circo mi infondono un senso di tristezza che toglie loro tutta la magia.

Però a Vienna, c'è un parco al cui interno esiste forse uno dei più antichi lunapark del mondo  ed  era impossibile trascurarlo nei giorni in cui siamo stati in città.


foto privata - Mariellaesseci


E così, di buon mattino, accompagnati da una meravigliosa giornata di sole, abbiamo preso il tram che dalla Ringstrasse ci ha condotto al parco più esteso di Vienna. Nel mio piccolo sono abituata al Parco di Monza che tra percorsi podistici, piste ciclabili e non, dimore di vacanza di re  e roseti, mi ha abituato alla bellezza. Sicuramente il Prater è molto di più. Il percorso al suo interno è uno spettacolo. Da ogni parte lo si guardasse  è un trionfo naturalistico accanto al Danubio che ti lascia senza fiato.  In fondo, il celebre lunapark. Non sapevo che la famosa ruota panoramica, era stata quasi completamente distrutta durante le due guerre;  i vagoni in uso da 30 si sono ridotti a 15.  Sono a disposizione dei visitatori per effettuare il giro sulla giostra, mentre gli altri, rimessi a nuovo, fanno parte del museo storico sottostante che racconta la storia dell'Austria.

Foto privata - Mariellaesseci


 Dei primi,  alcuni poi si possono riservare per eventi privati e magari cenare a bordo circondati dal panorama fantastico che lo circonda. Io ho fatto il doppio giro. Prima sono stata sulla nuova ruota e da lì in posizione privilegiata ho scattato le foto a quella più famosa. Poi sono passata alla più antica e celebre e mi sono goduta lo spettacolo, con meravigliosa lentezza. Alla fine il parco giochi  conserva alcune giostre "vecchie" quasi quanto lui. Ma come mi succede quasi sempre, la visita mi mette addosso una grande malinconia. Insomma, resto una che non apprezza i lunapark. 

E voi, li amate? O come me pensate che siano un passatempo triste e malinconico destinato a far contenti i cuori dei bambini ma a lasciare poi addosso una eco struggente che non passa mai?



Foto privata - Mariellaesseci

29 ottobre 2022

[SABATO DI POESIA] Linguaggi di Bei Dao





Molti linguaggi

volano su questo mondo
si scontrano, generano scintille
a volte è odio
a volte è amore

il palazzo della ragione
precipita nel silenzio
pensieri leggeri come strisce di bambù
intrecciano cesti
colmi di ciechi funghi velenosi

animali in movimento dipinti sulla roccia
corrono calpestando fiori
un dente di leone cresce
nel segreto di un angolo
il vento ha portato via i suoi semi

molti linguaggi
volano nel mondo
ma la nascita di una lingua
non può accrescere né diminuire
il muto dolore dell’umanità

 

(La rosa del tempo. Poesie scelte 1972-2008 (Elliot, 2018)


Note biografiche e riflessioni

Bei Dao pseudonimo di Zhao Zhenkai, nasce a Pechino nel 1949. È poeta, scrittore e traduttore cinese, vive in esilio ad Hong Kong dove insegna all'università. Viene ritenuto uno dei maggiori esponenti della poesia menglong detta anche poesia oscura o incomprensibile, un poetare chiuso e complesso di difficilissima interpretazione, il cui asse principale è l'individualismo contrapposto al rumore assordante degli slogan che ossessionavano la Cina in quel periodo.  In realtà è un movimento nato sul dolore provocato dalla rivoluzione culturale cinese, che per molti, compreso Bei Dao,  fu un fallimento, almeno per quel che riguarda i  valori. Lui poi, partecipò attivamente, durante gli anni '80, alle contestazioni che sfociarono nelle proteste di Tiananmen e che lo costrinsero all'esilio. La poesia che ho scelto oggi, parla di lingua e linguaggi, strumenti necessari all'uomo anche per vivere e rinnovarsi proprio  nei casi in cui l'uomo vive il dolore della lontananza dalla sua patria e dalla sua cultura. Riflettevo sull'idea che, quella miriade di linguaggi con i quali abbiamo investito l'intero mondo, alla fine possano tornare ad essere uno solo: l'amore universale. Buon sabato a tutti voi.

27 ottobre 2022

[VIAGGI] In vacanza cosa preferite mangiare?


Omelette originale assaggiata in un piccolo bistrot a due passi dalla Torre Eiffel


Siamo italiani impossibile nasconderlo, ancor più quando ci troviamo in vacanza all'estero. È il momento in cui vengono fuori tutti i nostri pregiudizi sulle abitudini alimentari degli altri cittadini del mondo e diciamocelo: nessuno batte il cibo italiano😉 Ma è davvero così o dovremmo smetterla di aspettarci la pasta al forno a Londra e la parmigiana di melanzane a Toronto imparando finalmente ad apprezzare la cucina straniera? 

Vi dirò: io fuori dall'Italia assaggio tutto e nella stragrande maggioranza dei casi apprezzo parecchio. Mi piace sperimentare e spesso, prima di partire per una località che non conosco, mi informo sui piatti tipici con la seria intenzione di provarli. Poi ci sono dei luoghi che conosco e dove torno con piacere anche perché mi piace la loro cucina: ad esempio Londra e Parigi. Questa estate, ho visitato Vienna per la prima volta e non mi sono fatta mancare nulla:  mi sono lanciata perfino nel "tour" Sacher Torte. 

E voi, in viaggio amate sperimentare la cucina del posto o come molti che conosco  vagate alla strenua ricerca di un ristorante (pseudo) italiano che alla fine vi deluderà come non ci sarebbe riuscito uno del posto?


Per riprova ecco alcune delle foto che ho scattato questa estate durante le mie vacanze. In alcune didascalie ho lasciato i link dei posti, entrate  e bon appétit!!!


Wrustel e carne: caratteristici della cucina nord europea
la famosa Wiener Schnitzel 

Tartare meravigliosa mangiata in un ristorante del centro storico viennese

Tutte le torte  di Demel

I dolci francesi di una delle tipiche pasticcerie parigine


Sacher Torte  - La Gloriette - si differenzia dall'originale per il doppio strato di marmellata. Non mi ha fatto impazzire.

Sacher Torte di Demel: molto buona - si differenzia dall'originale per lo strato più spesso di cioccolato.

Sacher Torte originale: Caffè Sacher - INSUPERABILE




Ops: e le birre?

23 ottobre 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] Spatriati di Mario Desiati

Spatriati di Mario Desiati -
Einaudi Editore - 2021 -  cartaceo euro 20,00

Quando un fronte d'aria fredda incontra a terra una massa d'aria calda, quest'ultima si alza al cielo. Nascono i temporali. Pioggia e fulmini, acqua e fuoco. Non ho mai capito chi tra i due fosse il caldo e chi il freddo, ma mi ritengo fortunato di avere incontrato il mio fronte opposto in Claudia Fanelli, la spatriata, come qui chiamano gli incerti, gli irregolari, gli inclassificabili, a volte i balordi o gli orfani, oppure i celibi, nubili, girovaghi e vagabondi, o forse, nel caso che ci riguarda, i liberati. La notai la prima volta nell'atrio della scuola e desiderai i suoi capelli rossi, la pelle lunare, il naso pronunciato. Aveva l'aria d'essere piovuta lì da un altro mondo, più evoluto e illuminato. Mi chiamo Francesco Veleno, sono figlio unico di Elisa Fortuna e Vincenzo Veleno, due ex atleti dilettanti, che si sono innamorati durante una puntata di Giochi senza frontiere e per tutta la mia infanzia mi hanno cresciuto con l'idea che li avrei riscattati dal misterioso incidente di avermi messo al mondo.


Il libro più bello e straniante che io abbia letto questa estate. Controverso, a tratti spiacevole e violento, una scrittura travolgente e incandescente. Un libro diverso, dedicato a tutti gli irregolari, gli irrisolti. Capace di irritarti e di commuoverti, di legarti a sé fino alle lacrime, o di farti pensare di odiare l'intero mondo. Costruito per raccontarci la fragilità di due anime che si completano ma che hanno bisogno di sfidare il mondo prima di dirselo. Vola sulle righe di capolavori della letteratura italiana e mondiale, mai citati a caso. Forse il miglior Premio Strega degli ultimi anni. 

Una "spatriata" come me non poteva che amarlo.


Spatriati di Mario Desiati - Einaudi Editore - 2021 -  cartaceo euro 20,00

22 ottobre 2022

[SABATO DI POESIA] Inarrestabile di Hilde Domin




La propria parola
chi la riporta indietro,
la parola
viva
non ancora pronunciata?

Dove vola la parola
si seccano i prati,
ingialliscono le foglie,
cade la neve.
Un uccello tornerebbe da te.
Non la tua parola,
quella ancora non detta,
nella tua bocca.
Le altre parole le rimandi
indietro,
parole con soffici piume colorate.
La parola è più veloce,
la parola nera.

Arriva sempre,
non smette mai di
arrivare.

Meglio un coltello di una parola.
Un coltello può essere poco affilato.
Un coltello molte volte
manca il cuore.
La parola no.

Alla fine è la parola,
sempre
alla fine
la parola.

(Con l'avallo delle nuvole - poesie scelte - 2011 - traduzione Ondina Granato)



Note biografiche e riflessioni


Hilde Domin  nasce a Colonia nel 1909 e muore a Heidelberg nel 2006.Scrittrice, traduttrice, e curatrice.  Passata attraverso la Shoah e trasferitasi con la famiglia nella repubblica dominicana dopo un breve periodo di permanenza in Italia, si avvicinò alla poesia nel 1951, alla morte di sua madre. Ben presto divenne una delle voci più vibranti della letteratura tedesca ed europea.  Ritornata in patria scrisse molto a proposito del suo esilio e del ritorno. Si interrogava spesso sullo scopo della poesia e delle parole. Per quel che mi riguarda la poesia è fine a se stessa e mi rende libera. Di leggere e comprendere, di rincorrere le parole sul filo delle nostre sensazioni. È un moto continuo, verità, dolore e speranza. La poesia è vita. E non ne potrei mai fare a meno.



20 ottobre 2022

[ASSOCIAZIONI] Vi presento Casa Famiglia La Nuvola

Foto privata - vietata la riproduzione 

Oggi inauguro una nuova rubrica che con cadenza mensile, affronterà problematiche di vario genere collegate alle Associazioni e al mondo del Terzo Settore, tessuto sociale tra i più importanti dell'Italia. A volte se ne parla male e ingiustamente. In realtà la maggior parte di loro combatte quotidianamente  e con forza per aiutare e sostenere i più fragili (disabilità, difficoltà familiari ed economiche, malattie rare di ogni genere) spesso rimanendo nell'ombra mentre quel  che emerge è il minimo sottobosco negativo che purtroppo fa più notizia. Ma non  sarò io  la parte attiva del discorso.  Bensì  la dottoressa Gugliotta, educatrice  della Casa Famiglia La Nuvola di Napoli,  da oltre trent'anni presente in città quale sostegno per  famiglie e bambini in difficoltà,  in una delle realtà più complesse e difficili della nostra nazione. Sarà lei che, passo dopo passo, prendendo spunto dalle vostre domande e curiosità o da fatti di cronaca,  ci spiegherà cosa significa far parte di una associazione e le sue problematiche.  Che ultimamente  sono aumentate esponenzialmente a causa della crisi economico sociale che non ci da tregua.

Ciao Ai, bentrovata sul mio blog. Ci racconti brevemente come e quando è nata Casa Famiglia La Nuvola?

Ciao Mariella, grazie per l’invito a chiacchierare nel tuo blog di un tema particolarmente importante ed a me tanto caro, visto che ci vivo all’interno da tempo. Avevo 17 anni quando i miei hanno deciso di creare una casa famiglia, a Napoli non ce n’erano, c’erano tante comunità e tanti istituti, ma non case famiglia, ossia con una famiglia che accoglie bambini in difficoltà, vivendo con loro h24. Era marzo 1997 quando accogliemmo il nostro primo bambino, 12 anni, praticamente un fratello per noi, ed a giugno arrivarono una neonata e 2 splendidi e piccoli fratelli. Che allegria, favole, giochi, girotondi. Difficoltà nello studiare…io frequentavo il quinto anno di liceo, fu destabilizzante. Ci furono scosse di assestamento, grandi e piccole, bambini con maggiori difficoltà e complicazioni, un vissuto talmente complicato e difficile da sostenere che mia madre comprese subito il suo duro compito: accogliere ed abbracciare le difficoltà dei minori accolti, e tenere al riparo noi figli che venivamo da un mondo protetto.Da allora non si è mai fermata, abbiamo continuato ad accogliere bambini, in 25 anni tanti bimbi ci hanno mostrato come l'iniziale sguardo sofferente si è trasformato  fino a spiccare il volo;  abbiamo lavorato per svolgere al meglio il nostro ruolo, quello che mia madre si era prefissata fin da subito, essere una “nuvola” di passaggio per tutti questi cuori, una nuvola che a volte può essere grigia e tempestosa ed a volte bianca e serena. Nasce così  l'Associazione "Le Ali" che crea  "Casa Famiglia La Nuvola".


Di cosa si occupa l'Associazione e quali sono gli obiettivi che si pone?

L’Associazione si occupa principalmente della casa famiglia che accoglie minori 0-12 anni, collabora con la parrocchia del quartiere per un aiuto ai senzatetto con cene e vestiario una volta a settimana, collabora con attività sportive per l’inclusione sociale di minori rom, distribuisce mensilmente pacchi alimentari a famiglie bisognose con l’aiuto del Banco opere di carità (molto simile al più conosciuto Banco alimentare). 

Le difficoltà economico-sociali  inaspritesi durante gli anni del Covid, vi hanno messo a dura prova. Ci racconti qualcosa in merito?

Purtroppo dopo il covid ed ora la guerra, tutto sta evolvendo in maniera non proprio positiva, le famiglie che necessitano di pacchi alimentari aumentano ma la quantità di alimenti fornita dal Banco è diminuita. Per fare un esempio: fino ad un paio di anni fa ci venivano consegnati 12 quintali di alimenti adesso con un maggior numero di famiglie bisognose  purtroppo la quantità si è ridotta ad un massimo di 5 quintali. Le difficoltà si riscontrano anche in casa famiglia, i comuni (fatta eccezioni di pochi e sempre gli stessi, come Benevento) arrancano, non pagano, da anni. Le amministrazioni spesso non rispondono e i soldi necessari per il sostentamento dei bambini non arrivano. Passano anche mesi. Quindi l'Associazione  anticipa ogni tipo di spesa. La problematica dei pagamenti è sempre stata alla base dei rapporti case famiglia/comunità - comuni , anni fa con i vari coordinamenti facemmo anche delle manifestazioni vestiti da fantasmi perché le amministrazioni non ci vedevano, ci ignoravano, e purtroppo continuano a farlo. La situazione sta diventando intollerabile. Per questo grazie per averci dato la possibilità di parlarne da te e per l'opportunità futura. Ringrazio tutti per l'attenzione e  attendo spunti e commenti per il prossimo post.


Casa Famiglia La Nuvola - Napoli - Piazza Salvatore Lobianco, 10 - Telefono: 081 5844407

CF e P.IVA:094204110632 - 05994171212 

18 ottobre 2022

[VIAGGI] Vienna - la città sontuosa.

    Il Palazzo Reale di Hofburg - Vienna

Nella mia estate breve e vagabonda, ho seguito il filo di seta sottile  tra bellezza e romanticismo.

Una delle tappe che maggiormente mi ha sorpreso e ammaliato, è stata Vienna. Mi raccontavano meraviglie e di certo non ne sono rimasta delusa.  Tra musica, arte e storia, è stata una girandola di emozioni e stupori. Fin da quanto ero bambina, sognavo di visitare la città di Mozart, Beethoven, Strauss, e, udite udite, la città di Sissi. Per esattezza l'imperatrice Elisabetta di Baviera, regina di Ungheria, Boemia e Croazia,  moglie di Francesco Giuseppe I,  Imperatore d'Austria,  che la storia d'Italia ricorda molto bene. 

Per conoscerla meglio e nella sua realtà, ho visitato la mostra a lei dedicata nel palazzo reale di HOFBURG. E ho capito che l'immagine romantica che ne abbiamo noi italiani  costruita anche grazie ai celebri  film con Romy Schneider protagonista, ha poco a che fare con lei,  a parte l'amore per la sua famiglia di origine e la natura. Una donna controversa, ossessionata dalla sua bellezza e con un culto sproporzionato nei confronti del suo fisico. Poco incline ai doveri a cui la sua condizione di imperatrice l'obbligava dai quali, poco alla volta, si sdoganò allontanandosene completamente negli ultimi anni di vita. Viaggiava moltissimo perché odiava la corte reale e  probabilmente nemmeno così innamorata del marito, che invece l'adorò fino all'ultimo giorno della sua vita. In ogni caso un personaggio complicato e unico.

Ritratto di Elisabetta D'Austria - Palazzo Reale di Hofburg - Vienna

Ritratto di Elisabetta D'Austria - Schönbrunn  Palazzo Imperiale




Così come unica è Vienna. Meravigliosa e sontuosa, un gioiello di città  che vi consiglio di visitare, senza alcun dubbio. Antica e moderna, vivace e crepuscolare. Bellissimo andare alla sua scoperta di sera, camminando lentamente tra le strade del centro storico e del ghetto ebraico. Indimenticabile per la musica, per la poesia di ogni angolo. Per i suoi castelli in città e quelli appena fuori come SCHÖNBRUNN. Favoloso sedersi ai tavolini dei caffè storici per assaggiare una fetta (anche di più) della sua bandiera nazionale: la SACHER TORTE. E poi i musei, con le sue mostre evento e gli artisti icona, quali KLIMT. 

Nulla è lasciato al caso, tutto perfetto, ricco, immaginifico. Vi lascio alcune foto scattate durante la vacanza.


Giardini reali di Hofburg - Elisabetta D'Austria


Roseto dei Giardini reali di Hofburg

Palazzo Reale di Schönbrunn

Roseto di Schönbrunn


Uno dei Gazebo di Schönbrunn

Una delle sale da pranzo di Schönbrunn - Ritratto di Francesco Giuseppe I - Imperatore D'Austria


Camera da letto di Elisabetta D'Austria - Schönbrunn



La Gloriette - Schönbrunn

Ruota panoramica - Prater

Cortine interno - palazzo di Vienna

Cattedrale di Santo Stefano


 
Klimt - Bacio - Museo del Belvedere - Vienna


Il capolavoro che ho preferito: Sacher Torte originale - Caffè Sacher - Vienna