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29 dicembre 2021

[MUSICA] I migliori anni della nostra vita


Penso che ogni giorno sia
Come una pesca miracolosa 
E che è bello pescare sospesi 
Su di una soffice nuvola rosa 
Io come un gentiluomo 
E tu come una sposa 
Mentre fuori dalla finestra 
Si alza in volo soltanto la polvere 
C'è aria di tempesta 
Sarà che noi due siamo di un altro
Lontanissimo pianeta 
Ma il mondo da qui sembra soltanto 
Una botola segreta 
Tutti vogliono tutto per poi accorgersi 
Che è niente 
Noi non faremo come l'altra gente 
Questi sono e resteranno per sempre... 
I migliori anni della nostra vita 
I migliori anni della nostra vita 
Stringimi forte che nessuna notte è infinita 
I migliori anni della nostra vita 
Stringimi forte che nessuna notte é infinita, 
I migliori anni della nostra vita 
Penso che è stupendo 
Restare al buio abbracciati e muti 
Come pugili dopo un incontro 
Come gli ultimi sopravvissuti 
Forse un giorno scopriremo 
Che non ci siamo mai perduti... 
E che tutta questa tristezza in realtà 
Non è mai esistita 
I migliori anni della nostra vita 
I migliori anni della nostra vita 
Stringimi forte che nessuna notte è infinita 
I migliori anni della nostra vita 
La nostra vita! 
La nostra vita! 
Stringimi forte che nessuna notte è infinita 
I migliori anni della nostra vita
(Maurizio Fabrizio e Guido Morra - 1995 - album: Sulle tracce dell'imperfetto - Renato Zero)




Una delle mie canzoni preferite. Mi piaceva condividerla con voi. Del resto i migliori anni della nostra vita sono quelli che accogliamo in toto. Con i momenti allegri e quelli meno. Con i sorrisi e le lacrime. 
Sono attimi quotidiani, quelli che non smetteremo mai di difendere da tutto e da tutti. 
Siete d'accordo? Pensate di averli già vissuti oppure li state aspettando?



09 giugno 2019

I VINILI DELLA DOMENICA: ZEROFOBIA - RENATO ZERO



Ci sono autori destinati ad entrare nella leggenda della musica anche e solo per una canzone.
Altri invece, sono destinati ad essere accolti nel nostro cuore per averci fatto  sentire al centro di tutto sia per merito   delle loro parole  della loro musica sia per essere sempre stati se stessi a qualunque costo.
Non limitandosi così, ad essere solo amati, ma, come spesso succede, anche ad essere odiati.
E' il caso dell'artista di cui voglio parlarvi oggi, tra i più grandi musicisti italiani, partendo da quello che credo sia uno degli album più iconici di sempre.

C'è un filo visibile che lega David Bowie, di cui vi ho parlato qualche post fa, a lui.Cercherò di metterlo bene a fuoco parlandone oggi.


Nello stesso anno in cui Bowie pubblicava HEROES, Renato Zero faceva lo stesso con ZEROFOBIA.
Anche quella di Renato Fiacchini in arte Zero, era stata una lunga ricerca nata sui palcoscenici di tutta Italia dove si era esibito prima come ballerino e poi, come musicista. Talentuoso, irriverente, provocatorio, disturbante, alternativo, profondamente intelligente, il giovane artista romano, aveva dalla sua il desiderio indiscutibile di arrivare al pubblico partendo da un'idea di musica innovativa, poco retorica, assolutamente geniale. Sul suo palco immaginario che poi, subito dopo il successo di ZEROFOBIA, divenne un vero tour itinerante, piantò le radici la sua idea di spettacolo circense, luminoso e colorato, in cui la vita veniva rappresentata nelle sue forme più eccessive e forti, arrivando ad essere quella che è spesso, surreale e amara.
Ed è tutto scritto nei pezzi dell'album, a tinte forti, passando dall'avvento del circo mediatico (come non interpretare così MI VENDO? un precursore) alla violenza sessuale, agli abusi di psicofarmaci descritti nelle canzoni successive SGUALDRINA  (cover di una canzone dei Supertramp) e MAGICO SAMBA. Fino a temi più pesanti come la droga con L'AMBULANZA e la misoginia con MORIRE QUI. C'è un filo conduttore nei brani che è il rapporto mai definito con una donna con la quale doveva avere un conto in sospeso, chissà. Del resto Renato non ha mai svelato chi fosse anche se un dubbio ce l'ho. Attraverso MANICHINI, la metafora dell'uomo che si muove come un pupazzo incapace di liberarsi perché impaurito, si arriva alla splendida IL CIELO, un trionfo di spiritualità ma anche un'accesa condanna all'aborto,  che divenne poi, il suo manifesto.
Che sia chiaro, non mi interessa porre l'accento sui temi trattati nell'album, lungi da me. 
Ma vorrei dire che l'uomo e l'autore sono molto più vicini alla ragione comune rispetto a quello che verrebbe da pensare guardando il suo percorso artistico e la sua immagine eclettica, almeno per quel che riguarda la prima parte della sua storia musicale. Perché attraverso le parole che ha scritto, si rivela come un uomo molto più attento a tutti i grandi temi del nostro tempo di quanto si possa pensare se lo si osserva dando un peso solo ai lustrini che lo avvolgono.  Ha raccontato e racconta il nostro paese senza remore e senza peli sulla lingua. Aizzando su  di sé le ire delle femministe, dei politici, di tutti quelli che pensavano di averlo circoscritto ad un contesto ben preciso ed invece non avevano capito nulla.

Dicono di lui:

"Zero da sempre rivendica il primato di aver raccontato nelle sue canzoni (titoli come Il Carrozzone, I migliori anni della nostra vita, Mi vendo, Vecchio, Marciapiedi) «l’uomo, le sue maschere, la differenza, gli ultimi, sdoganando temi difficili come la droga, il controllo delle menti, l’identità di genere o la depressione, il degrado delle periferie urbane», restando sempre e comunque libero «da tessere politiche e schieramenti identitari, sessuali, culturali». 
Demetrio Paparoni (teorico e curatore d’arte contemporanea per Skira) conferma questa sua capacità.

«L’identità italiana è quella di Fellini, di Schifano, di Jacovitti e di Zero, il primo vero front man del nostro Paese, la dimostrazione vivente che la musica è l’arte più astratta, ma la corporalità del musicista, di Zero come di David Bowie, è più eclatante e evidente di quella di un pittore o di uno scultore).
(Stefano Bucci - Corriere della Sera)

Track list:

Mi vendo


Formazione album: Renato Zero e Ruggero Cini
Anno di pubblicazione: 1977

22 gennaio 2013

La musica che arriva.







Googles Images



Sto cercando di mantenere il distacco che mi sono imposta come proposito per il nuovo anno.
Ho deciso che sarà un anno zen.
Qualsiasi buona notizia mi giunga cercherò di informarvi con la maggior flemma possibile.
No, perchè, come mi è stato suggerito molte volte, talvolta mostro un entusiasmo davvero eccessivo per il tipo di informazione che vi lascio.
Ci sono alcune novità in campo musicale di cui voglio parlarvi, e vi assicuro, sarò sobria. Del resto non mi piace bere appena alzata.
Partiamo dagli artisti di casa nostra:
nuovo album per Liftiba, Marco Mengoni, Baustelle, Renato Zero, Gianna Nannini, per citare solo qualcuno.
E poi, forse il nuovo di Luciano Ligabue.Speriamo.Questo lo posso scrivere? E' abbastanza pacato? ghghghghgh


Nel campo internazionale invece:

Depeche Mode, Bon Jovi,David Bowie, U2(forse) e Stereophonics.

Riassumendo per artisti e partendo dal quelli di casa nostra:
Marco Mengoni, il suo nuovo singolo è in pista da un paio di mesi e  ne avevo  già parlato; l'album nuovo è quasi ultimato, intanto ci prepariamo per San Remo e per il pezzo che gli ha scritto la nostra Gianna nazionale "Bellissimo".

Litfiba:partono con il tour 2013, prima data a Milano, 30 e 31 gennaio, Alcatraz. Poi ci si aspetta il nuovo album fine 2013 inizio 2014.

Baustelle: esce a fine gennaio il nuovo album "Fantasma", ultima fatica di Francesco Bianconi e company. Sempre innovativi e sempre fuori dagli schemi conosciuti del rock, da ascoltare.

Renato Zero: il nuovo lavoro a fine febbraio; il leone romano continua a colpire con la sua armonia e la sua passione viscerale per la musica.Si parla di progetto ambizioso e innovativo. E' stato registrato a Londra e Bucarest, avrà un respiro internazionale e sicuramente sarà di rottura con quanto fatto in precedenza.

Gianna Nannini: il suo ultimo disco "Inno" è appena uscito, la Gianna o la si ama o la si odia. I suoi pezzi non sono mai facili al primo ascolto, ma indubbiamente sono quanto c'è di meglio sul mercato discografico italiano.
Perchè purtroppo, siamo ancora qui a fare differenze tra artisti maschi e femmine, ma Gianna per fortuna, è ben oltre.

Luciano Ligabue: ci sta lavorando, forse fine 2013, io aspetto e anche molti di voi.Intanto sta pianificando il suo ritorno all'Arena di Verona dieci date a settembre, e credo proprio che ci sarò nuovamente.

Musica internazionale.

Depeche Mode: esce il nuovo lavoro a fine marzo 2013, non si conosce ancora il titolo. David Gahan parla di un disco diverso con atmosfere dai richiami soul. Io mi sto preparando per il concerto a Milano il prossimo 18 luglio.E sapendo che David ha una passione smodata per il Duca Bianco, passiamo a lui.

David Bowie: sono dieci anni che non fa un album nuovo. Ora lui che rompe sempre gli schemi, ritorna senza troppo clamore con "The Next Day" il prossimo marzo.Avrà collaborazioni eccellenti e due versioni; una normale con i 14 brani previsti e una de luxe con tre bonus tracks.Il nuovo singolo" Where are we now" è un brano da ascoltare e ascoltare e ascoltare.

Bon Jovi: nuovo album anche per loro "What About now", uscita prevista marzo. Il nuovo singolo "Because we can" è tutto un programma.
Concerto a Milano già deciso, il 29 giugno stadio San Siro.

U2:Su questo ultimo molti lo danno quasi per certo, ma Bono più di una volta in interviste rilasciate negli ultimi mesi del 2012, ha dichiarato che, stanno lavorando al nuovo album e non sa se basteranno dei mesi o ci vorranno anche 10 anni. Conoscendolo, ci sta depistando, per questo motivo, speriamo bene.

Stereophonics: il nuovo album "Graffiti on the train" esce il prossimo 4 marzo. Ma per loro, uno dei miei gruppi preferiti, di cui attendevo da ormai quattro anni la nuova fatica, ci sarà un post apposta,rassegnatevi.


Ah, esce anche il nuovo di Gaga, ma a me non me ne frega proprio nulla.

Si perchè nel mio blog, parlo di quello che mi piace, e al limite se davvero ne vale la pena o se sono abbastanza incazzata, anche di quello che non mi piace.

Ma a modo mio.
Sempre.










23 settembre 2012

Italia Loves Emilia e Campovolo: essere nell'evento


Locandina Evento





Quando ieri pomeriggio siamo arrivati a Reggio nell'Emilia, solo allora ci siamo resi conto che stavamo cavalcando un evento: vedendo la massa di persone di tutte le età, giovani, famiglie intere, ragazzi, adulti freschi di terza età, tutti migranti verso Campovolo, in perfetta armonia.

Camminiamo tutti insieme, si sentono nell'aria canzoni diverse, si mischiano i testi di Ligabue con quelli di Lorenzo Cherubini, un gruppo di ragazzini canta Tiziano Ferro, altri più maturi si divertono a rispondere  con le canzoni di Renato Zero.

La strada verso il punto d'incontro per noi è lunga, per evitare lunghe file abbiamo lasciato la macchina indietro, all'altezza dello svincolo con la tangenziale, purtroppo la lungimiranza non servirà a molto a fine serata.

Lo spazio è enorme, non ci eravamo mai stati prima, i due precedenti concerti di Ligabue, per vari motivi non ero riuscita a vederli.
C'è tantissima gente, in vita mia così tanti tutti insieme per un concerto, non li avevo mai visti.
L'idea di essere lì, con un intento così nobile in comune, credo abbia dato a tutti la carica per esserci; e per esserci  con correttezza e responsabilità.

Cerchiamo posto, ma capiamo subito che sarà dura avvicinarci più di tanto al palco, hanno allestito campi per camper e tende perchè da giorni stanno arrivando da tutta Italia, e avendo aperto i cancelli alle 9.00 di questa mattina, sappiamo che ci dovremo accontentare di trovare un punto in cui vedremo forse meno, ma saremo sicuri di sentire bene.
Un po' di timore ce l'ho: non è passato molto tempo dal Campovolo del 2005 di LL in cui piovverò critiche fortissime sull'organizzazione, che trascurò l'impianto audio al punto che in fondo, del concerto non si sentì assolutamente nulla.

Troviamo uno spazio per fermarci, come detto non è vicinissimo al palco, ma la visuale è buona e incrociamo le dita per i volumi.
Ma subito, dopo qualche minuto, partono gli altoparlanti con i jingle delle radio private che tutte insieme in diretta faranno sentire la voce dell'Emilia e dell'Italia ovunque, e ci rassereniamo, si sente benissimo, meno male.