30 ottobre 2019

LA RICCHEZZA DEL CUORE.



Foto privata - vietata la riproduzione

Non ricordo bene il momento esatto in cui, vedere persone di una certa età ha dato il via ad un incontenibile senso di tenerezza.  Da quando compresi che, anche io, avrei avuto il viso arricchito dalle rughe e il passo più lento. Ed è successo tanto tempo fa, ero praticamente ancora una ragazzina. GLI ANZIANI. Li amo da quando avevo sei anni e mia nonna Carmela mi faceva salire su di una seggiola per imparare a "tirare" la pasta per le tagliatelle o per i fusilli che, da noi, si arrotolavano con il ferro da calza. Oppure è accaduto durante le mie estati in campagna, quando nonna Maria mi mandava a prendere le uova nel pollaio ancora calde del "culo" delle galline che rapinavo. O quando la sera nonno Antonio mi insegnava a giocare a scopa, anche se contro di lui non vincevo mai, aveva una memoria strepitosa,  ricordava tutte le carte uscite. Ed erano risate incontenibili quando mi rendevo conto che faceva finta di perdere perché io mi ero arrabbiata da morire.  Sono diventata bravissima nei giochi di carte ma mai quanto lui. Ora, quando mi fermo ad osservare i miei genitori, il loro passo sempre più curvo, i loro affanni e mi si chiude il cuore, mi scopro a sorridere tra le lacrime mentre il passo successivo è correre ad abbracciarli  forte. Mi viene in mente tutta la magia dell'infanzia, mentre osservo, durante i miei percorsi quotidiani da pendolare rassegnata, la dolcezza e la stanchezza di membra che hanno vissuto tutto, amato e odiato. Persone che portano con sé l'esperienza che forse noi adulti non acquisteremo mai, perché erano altri tempi, altri modi, altra vita. E sorrido sempre per rassicurarli, a volte li sorprendo smarriti.  Hanno gran voglia di parlare, di raccontarsi. Mi viene naturale partecipare e dire di me, perché sono sempre interessati, ancora curiosi. Sono belli e vorrei regalare loro ancora del tempo. Ma forse, non lo vorrebbero. In uno dei miei viaggi da pendolare, mi è capitato di stringere forte le mani di una nonna che mi raccontava delle sue nipoti e gli occhi le brillavano, o forse era lei che stringeva le mie mentre mi guardava ed io avevo lo sguardo reso opaco dalle lacrime. Chissà se tutto quell'amore che hanno regalato e che regalano ancora, è compreso fino in fondo. Io mi illudo di sì, pur vedendo ogni giorno tante teste giovani chine e rese cieche dalla luce dei cellulari. Mi illudo di sì, se penso a tutto il bagaglio di ricordi e di esperienza che mi porto dietro. Sono così ricca dentro grazie ai miei nonni e ai miei genitori. Di quella ricchezza del cuore che non si può improvvisare. Perché è stata coltivata anno dopo anno, con cura e attenzione. Ce l'hanno regalata loro, coi loro gesti, coi loro sorrisi, con la partecipazione. Ci hanno insegnato la vita, l'amore e il rispetto. Io sono migliore grazie a loro.
Chissà se i ragazzi di oggi ai sorrisi ricevuti  dagli sconosciuti, un po' avanti di età, rispondono con altri sorrisi. Se si fermano ad ascoltare i loro racconti.   Si arricchirebbero con quel mondo d'amore che stiamo perdendo. Prima che sia troppo tardi.









PS: amo la canzone che ho postato. La amo perché dice tutto, illumina tutto, mi riempie gli occhi di lacrime tutte le volte che l'ascolto. Pura poesia. Altro che canzonette.

26 ottobre 2019

SABATO DI POESIA: AMMUTINAMENTO.



 Daniele Verzetti - Genova - Teatro Hops


E se le lettere e le parole evadessero dai libri
Stanche di una prigionia insensata
Soffocate da polvere figlia di pagine mai sfogliate?

E se le consonanti si ammutolissero
Seguendo chi ha già scelto quella strada
Come un capo silenzioso ma carismatico.

E se le vocali urlassero isolate
La loro rabbia
Il loro impotente senso di inutilità?

E se noi
Non potessimo più parlare
Pensare
Scrivere, narrare, sognare?

E se le lettere evadessero dalla Storia
E dalle nostre corde vocali
Dalla nostra mente e dalle nostre emozioni,
Sapremmo e riusciremmo di nuovo a piangere ed amare?

E se quel giorno fosse oggi,
Davvero l'uomo capirebbe l'insulsa essenza della violenza?
E comprenderebbe il senso vitale del loro ammutinamento?

Sguardi
Tatto
Lacrime e sorrisi
Si intensificherebbero
Cancellando l'odio
O diventeremmo ancora più crudeli ed efferati?

Apriamo gli occhi
E sentiremo ululati bestiali di uomini senza espressione
Uccidere
Appellandosi a significati distorti di parole pulite.

E se i nostri sensi
Stanchi di violenza
Ci abbandonassero?

Prima le lettere dei nostri alfabeti
Poi udito e vista, olfatto
E poi il tatto...
Ed un corpo inerme, vuoto
Uno spento involucro
Vagherebbe senza meta
Cancellato dalla sua stessa ferocia.

(DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®)








Dal sito dell'autore:


Daniele Verzetti nasce a Genova nel 1967.
Daniele Verzetti Rockpoeta® tratta tematiche sociali, con forza intensità e profonda sensibilità. Ha già tre libri all’attivo, ha girato l’Italia per presentarli. Ha tenuto reading in teatro.
Tre gli spettacoli scritti, ideati e diretti dal Rockpoeta®
“LIFE OF DREAMS? Evento in due atti. Uno spettacolo teatrale totale dove la poesia, l’immagine e la musica concorrono a creare emozione ma anche consapevolezza ed impegno sociale e civile, in un alternarsi vertiginoso di scene, recitazioni e proiezioni, con la presenza di Alberto Borgatta (chitarra e voce) e di Francesco Rebora (Chitarra, percussioni e voce)
“ESISTENZE REALI” Reading “solo”. Emozioni, impegno civile, liriche forti in una performance intensa, viva e coinvolgente, lucida fotografia emotiva sulla realtà dei nostri tempi.
“OMEOSTASI” reading poetico-musicale dove anche con l’ausilio di Alberto Borgatta (chitarra e voce) e Francesco Rebora (chitarra e percussioni) la poesia sociale si ribella al nichilismo contemporaneo.  



25 ottobre 2019

CITTÀ SEGRETE E ISOLE FANTASMA.



Ho visto un breve documentario su La Repubblica News che mi ha incuriosito; affronta un argomento iconico: luoghi introvabili o sconosciuti. Lo si deve ad Alistair Bonnet, geografo britannico che ne ha fatto i protagonisti di molti suoi libri.Il documentario in questione cita cinque posti ed io ho voluto approfondire.

AGLOE - STATO DI NEW YORK
è una località fittizia creata dalla Esso nella contea di Delaware (NYC) all'inizio degli anni '30. Si trattava di una trappola per il copyright, ovvero un artificio utile per scoprire eventuali plagi, che sarebbero diventati evidenti se lo stesso nome inventato fosse comparso in una carta pubblicata da un'azienda rivale.All'incrocio delle due strade che delimitavano il luogo fu costruito uno store che sopravvisse fino agli anni '50. Di fatto questo fece in modo che la località divenisse reale. Fino al 2014 è sopravvissuto il cartello che indicava il negozio. Luogo che mi pare perfetto per ambientarci quel bei film americani alla fratelli Coen o serial alla Linch...



L'ISOLA DI PLASTICA - OCEANO PACIFICO
Si chiama Great Pacific Garbage Pack, dalle dimensioni stimate comprese tra i 700 mila e 10milioni di chilometri quadrati che si è formata negli anni grazie all'opera delle correnti oceaniche che hanno convogliato i rifiuti provenienti dai fiumi.  Ha quindi la superficie degli Stati Uniti o alla Penisola Iberica. Una massa di plastica enorme, che mette a rischio la salute dei nostri mari e di conseguenza, la nostra.





ZELENOGORSK - SIBERIA
Per anni è stata definita la città che non esiste. Creata al di fuori da ogni mappa riconosciuta, in Siberia, per sfruttare le sue miniere ricche di ferro e produrre armi nucleari. La città conta circa 90.000 abitanti è fu citata esplicitamente dal Boris Eltsin solo nel 1992.






CONSHELF II - SUDAN
È un vero e proprio villaggio sottomarino, costruito nel 1963 dalla compagnia Conshelf per studiare l'ambiente marino in Sudan. Era formato da quattro prefabbricati d'acciaio: il garage per il disco, il “riccio di mare”, una sorta di stazione di servizio nella quale il disco d'immersione potrà parcheggiare e fare il pieno, la grande casa chiamata “stella di mare” nella quale gli oceonauti avrebbero abitato, l'Hangar per il deposito degli attrezzi e la piccola casa o "stazione profonda" all'interno della quale due di loro vissero per una settimana immersi a -25 metri di profondità respirando una miscela composta da elio, azoto e ossigeno, mentre tutte le altre costruzioni vennero posate a -10 metri di profondità.La casa del mare fu abitata da cinque uomini per due settimane. Insomma i libri di Jules Verne divenuti realtà, grazie a Jacques Costeau che volle a tutti i costi realizzare l'impresa e successivamente un documentario nel 1964.




SANDY ISLAND - NUOVA CALEDONIA
L'isola apparve per la prima volta sulle carte di James Cook nel 1774. Si tratta di un'isola fantasma del Mar dei Coralli tra l'Australia e la Nuova Caledonia. Su google maps è segnata come un puntino nell'oceano, ma in realtà non esiste. Probabilmente i cartografi avevano segnalato un agglomerato di pietra pomice in corrispondenza del punto indicato. La fantasia ha poi fatto il resto creando il mito dell'isola sabbiosa che non c'è!

24 ottobre 2019

X FACTOR 13: SI COMINCIA!



Sono molto emozionata nel riprendere  il fil-rouge con X-Factor di cui non parlavo più dal lontano 2013, almeno credo.
Per anni, su questo blog, si è commentato in diretta, durante i live della trasmissione.Poi avevo abbandonato, perché l'attenzione era un po' scemata.
Visto però, che da un "sondaggio" fatto tra i miei commentatori nei giorni scorsi,  sembra  sia rinata  la voglia di interazione durante le puntate del live, eccomi a riproporre uno dei miei cavalli di battaglia: il live blogging. Questa sera, sarò presente sul blog durante la diretta televisiva per "dissertare"(ma soprattutto spettegolare eheheheh) in tempo reale sulle esibizioni. Chi di voi vorrà partecipare sarà ospite gradito!

SIAMO ALL'EDIZIONE NUMERO 13. Rispetto alle passate stagioni, ci sono state diverse novità. La più importante è la giuria, quasi completamente rinnovata.Poi il cambio sede, da quest'anno è il Palazzetto dello sport di Monza. Praticamente a due passi da casa mia.I concorrenti avranno tutti un profilo IG su cui poter commentare, pubblicare contenuti e interagire con il pubblico.

Il conduttore: ALESSANDRO CATTELAN. La certezza. Da quest'anno anche autore.

I GIUDICI:

Mara MAIONCHI è la veterana. La sua squadra è quella degli Over ed è composta da:

Eugenio Campagna in arte Comete. 28 anni nato a Roma, è un cantautore.  Personaggio sopra gli schemi. Ha conquistato Mara cantando Futura di Lucio Dalla sulle rive dello Sprea a Berlino.

Marco Saltari - 33enne della provincia di Macerata. Lavora in una Ong che si occupa di accoglienza a richiedenti asilo. La musica per lui è il centro di tutto.

Nicola Cavallaro -  artista catanese non è nuovo ai talent, ha già partecipato a The Voice Francia, e ha un contratto con Universal. Un bel talento da tenere in considerazione.

Malika AYANE new entry. La sua squadra è quella degli Under Uomini ed è composta da:

Davide Rossi - giovanissimo e bravissimo.Nato a Rieti nel 1998 è polistrumentista. Ha partecipato in passato a Ti lascio una canzone e come artista di riferimento ha Lucio Battisti.

Enrico di Lauro - in arte Harry Dila, ha un passato da artista di strada. È nato a Milano nel 1997 e si è esibito spesso nella sua città.

Lorenzo Rinaldi - è nato a Terni 18 anni fa. Studia al Conservatorio della sua città. Introverso e romantico come nella migliore delle tradizioni artistiche.

SAMUEL Umberto Romano (frontman dei Subsonica) new entry. La sua squadra è quella dei gruppi ed è composta da:

Booda - trio romano composto da Federica Buda, che abbiamo già visto a The Voice Italia, Martina Bertini e Alessio Sbarzella.

Seawards - duo di Imperia composto da Giulia Benvenuto e Loris Venier.

Sierra - duo romano composto da Giacomo e Massimo

Sfera EBBASTA new entry. La sua squadra è quella delle Under Donne ed è composta da:

Giordana Petralia - in arte Nausica, la cantante catanese ha iniziato la sua carriera come ballerina. sul palco di XFACTOR è arrivata con la sua arpa e la sua estensione vocale. Anche lei è una bravissima polistrumentista.

Maryam Rouass 18enne di Bergamo di origini marocchine. Lavora come parrucchiera ma ha una grande passione per il canto.

Sofia Tornambene - è la più piccola, classe 2003, nata a di Civitanova Marche. Ha partecipato a Sanremo Young classificandosi terza.

L'extra Factor sarà condotto da Achille LAURO e Pilar FOGLIATI.

Chi di voi ha già visto le selezioni? Qualcuno in particolare  vi ha già colpito?
Possiamo già cominciare con il toto "papabili" vincitori? Due o tre nomi ce li avrei in punta di tastiera...




21 ottobre 2019

I BLOG CHE VORREI, COMPRESO IL MIO.



Questo post scaturisce da una riflessione fatta dopo avere letto il bel post di MIKIMOZ  sui nostri  blogroll e sui motivi per i quali, molti di noi, abbiano nella lista blog fermi o addirittura chiusi da  tempo.
Tempo fa, avevo fatto una pulizia eliminando i blog chiusi.
Ma avevo lasciato in essere quelli che mi hanno dato tanto in termini di crescita umana e di amicizia.
Mi piace  restino lì, a ricordarmi tutto il bello che il bloggare mi ha regalato nel tempo.
E poi, in particolare nei confronti di alcuni, spero sempre tornino a scrivere.
Mi sono quindi fermata a riflettere su alcuni punti che proverò brevemente ad elencarvi.
Le ragioni di chi ormai si è fermato, sono comprensibili e condivisibili.
C'è chi l'ha fatto perché riteneva un ciclo quello del blog ed è arrivato alla conclusione, esaurendo quel che aveva da dire.
C'è chi ha avuto problemi di vita importanti da affrontare e a cui dedicarsi per cui il blog, era diventato tempo prezioso da dedicare ad altro.
C'è chi si è spostato su altre piattaforme, come FB, TWITTER e IG più immediate, più veloci nel rapportarsi agli altri, meno impegnative.
Perché, a mio parere, è qui che sta la cifra di tutto. L'impegno.
Un blog non è un luogo veloce dove scambiarsi battute brevi e via. Può esserlo talvolta, ci sta, ma sarebbe limitativo adattarlo a parametri che sono meglio interpretati da altri social.
Sicuramente è un luogo in cui, meglio che altrove, ci si confronta, si trovano e si raccolgono idee, si approfondiscono argomenti che ci stanno a cuore. Un blog è il salotto buono di casa tua, dove ponendo un tema, ti accomodi assieme ai tuoi amici e ne discuti.
Ascolti il parere di tutti, ne condividi qualcuno, altri meno, dai profondo respiro ai tuoi pensieri.
Il motivo principale, per cui, negli ultimi anni, ha perso di attrattiva, è nascosto proprio nella velocità e nella superficialità dei nostri tempi e dei nostri ritmi, dettati da social, che lasciano poco spazio alla meditazione e alla riflessione. Tra meno di trenta secondi, sulle altre piattaforme, il tema lanciato dall'hastag del momento sarà già superato da uno nuovo e così via... un'informazione dietro l'altra, fagocitata con un click.
Invece io, voglio continuare a parlare a lungo dei miei interessi, dei miei dubbi, di quello che mi va o meno della nostra società e per farlo secondo i miei canoni, non posso ridurmi a una frase veloce o a un commento lapidario.
Ho necessità di confronto con chi la pensa come me ma soprattutto non la pensa come me.
E questo posso farlo solo qui, in vostra compagnia. Mettendoci tutto l'impegno che mi contraddistingue e che si nota in quel che scrivo e in come lo scrivo.
A volte posso sembrare un po' pesante, come quando vi parlo di poesia o di musica.
Le mie rubriche sono nate dal desiderio di approfondire materie che apprezzo e  mi arricchiscono. Comprendo perfettamente che i più possono annoiarsi leggendo un mio post dettagliato su un disco di artisti che non apprezzano tutti... o una poesia di un autore pakistano sconosciuto ai più. 
Ma quello che io cerco nel web sono proprio gli approfondimenti, le ricerche. Lo specifico, il settoriale. E mi piacerebbe molto se, con il tempo, i blog potessero evolversi in qualcosa di simile, divulgativo e conoscitivo. Che comunque lasciasse il giusto spazio al confronto diretto.
Chissà che non sia questa la giusta direzione dei blog nel futuro.

Voi, cosa ne pensate?



20 ottobre 2019

I VINILI DELLA DOMENICA : THE JOSHUA TREE.



Questo è un post lungo.


Tutto cominciò nel lontano 1976, con Larry (Mullen Jr.)  e il suo annuncio sulla bacheca della scuola a Dublino: cercava dei musicisti per formare un complesso rock. Risposero Adam Clayton, David Howell Evans(The Edge), suo fratello Dick Evans e Paul David Hewson (Bono Vox). Il fratello di The Edge, uscirà dalla formazione un anno dopo. Rimasero in quattro.
Il primo nome del gruppo è Feedback. Un anno dopo lo cambiano e prendono quello di The Hyde. Ma anche questo nome non li soddisfa appieno. Ci sono due versioni per il nome definitivo: la prima ci riconduce al cantante dei Radiators from Space, Steve Averill, il quale suggerisce il nome del celebre aereo spia americano che fu abbattuto mentre era in missione segreta in Unione Sovietica; la seconda al nome dalla linea metropolitana di Berlino: la U2.
Io propendo per la seconda versione, visto l'insana passione per la città che poi li vide rinascere dalle loro ceneri, Berlino appunto.
Dal 1976 ad oggi hanno venduto 170 milioni di dischi, vinto non so quanti Grammy Awards e Golden Globe, varie nomination allo "zio Oscar". Si dice, voci di corridoio eh,  siano tra i  più grandi gruppi rock in attività  al mondo. Ma saranno illazioni...
Non è la prima volta che ve ne parlo, dalle mie etichette sembra che vi abbia già stressato ben 13 volte, questa sarà la 14ma.

Ritornando alla rubrica della domenica, voglio parlarvi del loro quinto album,  un capolavoro, così come viene riconosciuto all'unanimità: THE JOSHUA TREE.  
Il titolo fu definito da Bono "una vera e propria opera d'arte visto che suonava così bene". 
Se lo dice lui...
Le influenze blues, country e gospel lo attraversano tutto.  Verrà registrato nella maggior parte a Memphis, patria di Elvis Presley, dopo una fase iniziale a Dublino, in una casa  in stile georgiano che poi fu acquistata da Adam.


Dalle foto che vedete, si capisce come io abbia consumato il DISCO a forza di ascoltarlo. Con il senno di poi, posso confessarvi che non è il mio preferito. Sicuramente ha fatto conoscere la musica della band irlandese in tutto il mondo piazzandoli saldamente nell'olimpo del ROCK. No, dai scherzo ...


E' un album che raccoglie un quantitativo  notevole di simbolismi a partire dall'albero della copertina, che non è quello  fotografato da milioni di persone nel deserto californiano, all'interno del Joshua National Park,  bensì una Jucca Brevifolia vista nella Death Valley. Ora giace esanime a terra,distrutto  dai vandali, esattamente nel punto in cui si stagliava nello scatto fotografico di Anton Corbin.
Altro simbolismo ricorrente  sarà il ricordo dei conflitti interni dei paesi americani  che avevano visitato in precedenza, traendone ispirazione, come San Salvador e Nicaragua. I soprusi subiti da quelle popolazioni sono ben accentuati in Bullet the Blue Sky e Mothers of Disappeared. Il sociale e l'impegno civile, mischiato al disgusto per la politica americana, è molto presente in questo lavoro, come in tutti i lavori degli U2, Bono ha sempre posto l'accento, grazie alla grande capacità di trasformare il suo pensiero in parole di denuncia forti e importanti, sui deliri del mondo contemporaneo e su tutte le sue contraddizioni. Del resto, lui, è un poeta, che si tratti di ingiustizie sociali o di amore. Diciamo più sincero allora, privo dell'ipocrisia di cui si è ammantato poi, negli ultimi anni da rock star.
Si parla di droga in Running to Stand Hill e della precaria situazione del lavoro in miniera, in Red Hill Mining Town.Ricorderanno un caro amico morto in un incidente in moto a Dublino, Greg Carrol, nella canzone One Tree Hill.
Fino ad arrivare alle sonorità gospel-rock che si sentono in una delle mie preferite: I Still Haven't Found What I'm Looking For. Il titolo se lo inventò di sana pianta The Edge, assieme ad una parte del testo mentre Bono creò la base musicale e completò le parole. Ma la versione migliore del brano si può ascoltare in Rattle and Hum, album successivo molto controverso,  accompagnata da un coro gospel da brividi. Vale la pena anche di vedere il video, in bianco e nero, girato in una chiesa ad Harlem.
Le influenze americane si fanno sentire forte e chiaro in un altro brano: Trip Through Your Wires.
Tutto l'album venne realizzato non senza superare diversi ostacoli, come quando Brian Eno (uno dei due produttori assieme a Daniel Lanois)  minacciò di scartare una delle canzoni più belle, Where The Street Have no Name, perché le molteplici demo rimanevano incompiute a causa delle difficoltà di registrazione. Dallo stesso album fu eliminato un altro pezzo, The Sweetest Thing, che Bono scrisse dedicandolo alla moglie, per ringraziarla di tutta la pazienza avuta nell'aspettarlo durante le sue lunghe assenze. La bellissima canzone fu pubblicata dieci anni dopo, con un video in cui l'amore di Bono per Ali è evidentissimo. Altro esempio è il brano che Bono dichiarò nato per narrare della sua Irlanda e che invece  fu dedicato agli Stati Uniti d'America: In God's Country. Fu ripubblicato in Ruttle and Hum, con un testo modificato.

E arriviamo a  With or Without You. La canzone d'amore perfetta, che al primo ascolto provoca emozioni fortissime. Eppure non è una canzonetta banale di quelle che Bono detesta: ai successivi ascolti ci si accorge che è un brano che provoca ansia pura innalzata all'ennesima potenza, grazie ai due temi principali, la resa e l'abbandono. Alcuni dicono si tratti di qualcosa di più puro, un inno alla religione, vista la fissazione di Bono Vox, lui riteneva fosse quasi più adatta ad una chiesa che ad ascoltarla alla radio, fu una vera è propria sfida farla uscire come singolo. È un brano che arriva fino alla fine del mondo. Ah, no, quella è un'altra delle loro...

Il finale forse, è la parte migliore, i puristi del rock saranno d'accordo con me: con Exit  e Mothers Of The Disappeared (già citata). La prima, in particolare, dal punto di vista musicale era quanto di più lontano da quel che avevano fatto gli U2 fino a quel momento. Un pezzo sporco, arrabbiato, ripetitivo e rumoroso. Bisognava trovare il modo per evocare la malvagità, lo stato mentale di qualcuno spinto da potenti impulsi, sull'orlo della disperazione. Questo riesce loro perfettamente grazie alla possente batteria di Larry e al suono melmoso del basso di Adam. L'obiettivo di Exit era raggiunto. Quasi un esorcismo, un modo per scacciare i loro demoni.


Sicuramente,  l'album segna il punto più alto della loro storia artistica e musicale, quasi eguagliato da ACTUNG BABY. Che mi piaccia più il secondo è un dato certo. Ma è una storia che vi ho già raccontato.





THE JOSHUA TREE:
pubblicato il 9 marzo del 1987 al 27°mo posto nella lista dei 500 migliori album del mondo, pubblicata da Rolling Stone.

SIDE ONE
1) Where The Streets Have No Name
2) I Still Haven't Found What I'M Looking For
3) With Or Without You
4) Bullet The Blue Sky
5) Running To Stand Still

SIDE TWO
1) Red Hill Mining Town
2) In God's Country
3) Trip Through Your Wires
4) One Tree Hill
5) Exit
6) Mothers Of The Disappeared.











Fonti: Wikipedia, The Rolling Stone, Rockrol, U2 dentro al cuore.

17 ottobre 2019

DONATORI DI COCCOLE.

"Non era niente quel bambino, se n'era andato tra i coaguli, senza un corpo visibile... solo un misero spurgo. Una morte senza bara, senza funerale. Un lutto che non avremmo dovuto avere. Vuol dire che non era lui nostro figlio. I figli che devono venire vengono, stai tranquilla." 
(Margaret Mazzantini - Venuto al mondo).


Immagine dal sito di La Repubblica.

Ieri ho letto una storia di cronaca bellissima, una di quelle notizie che fanno tanto bene, quasi ti costringono a sorridere, senza remore.
Nell'ospedale Maggiore di Parma, reparto Neonatologia,  un gruppo di volontari regala coccole ai bambini appena nati. Preparano pappe, si occupano del bagnetto, cantano ninne-nanne, donano sorrisi a piccoli pazienti  affetti da gravi patologie,  che non possono lasciare l'ospedale.
l'Associazione Donatori di Coccole è nata nel 2016 e da allora si occupa di regalare amore ai bimbi nei reparti quando non ci sono i genitori.Dopo avere frequentato un corso  e sotto la guida del personale specializzato,  offrono attenzione e cura tre volte alla settimana.
Per quelle persone ho stima infinita,per donare amore a bimbi che non sono tuoi, ci vuole una sensibilità poco comune assieme a tanta forza interiore e coraggio.
Non c'entra nulla l'istinto materno o l'esperienza. Perché un bimbo non tuo può diventare una trappola dolorosa. Se non si è abbastanza forti.

Io in tutta onestà, non so se ce la farei,  temo soprattutto il distacco. E so, per quel che mi conosco, che non riuscirei facilmente a superare quel momento

Ci ho messo una vita intera per superare il buio, l'ovulo cieco. 
Per guardare gli zaini sulle spalle dei genitori che accompagnano i loro figli a scuola con il giusto distacco.
Ci ho messo una vita ad accettare la frase finale del brano che ho postato all'inizio.
Perché quando "non vengono", non hai bisogno di frasi stupide e banali che ti lapidano. Perché a crocifiggerti basti da sola. Hai bisogno di ritrovarti e di persone che ti accompagnino in quel viaggio al buio fino a ritrovare la luce e la ragione. Ecco perché, io personalmente, ho accolto questa notizia con tanto piacere. Quelle persone sono davvero speciali. Sono uniche.

So che l'iniziativa sta facendo proseliti in altre strutture sia in Italia che nel mondo.C'è bisogno di persone così, che guardino all'amore fissandolo dritto negli occhi.




15 ottobre 2019

LA CASA DEI LIBRI SENZA PREZZO.

immagine presa dal web
Volevo parlarvene già da un po' visto che la notizia è di qualche mese fa. Poi le vacanze, il rientro soft e mi sono ritrovata ad ottobre.
Trattandosi di libri, bisognava che ve lo segnalassi!
A Roma è nato un negozio sui generis, grazie all'iniziativa dell'Associazione RI-Ciclo del Libro, che da tempo, incoraggia il libero accesso alla cultura attraverso la diffusione di libri a prezzo simbolico.
Così, in via  Ciro da Urbino 17 zona Torpignattara, è nata la Casa dei libri senza prezzo.

In pratica, i libri, di seconda mano ma in ottime condizioni, che arrivano in negozio donati da privati o da altre associazioni,vengono messi in vendita al prezzo che ritiene opportuno l'acquirente.
Chiunque può entrare ed acquistare da uno a tre libri per visita, lasciando un'offerta libera. In tale modo, questa è l'idea dell'associazione, il prezzo, (spesso troppo alto almeno in Italia) non ha motivo di diventare un disincentivo all'acquisto. 
Nel negozio si trova di tutto, dalla saggistica, ai romanzi, ai testi scolastici, libri dedicati all'arte, per bambini, fumetti, ecc...
E quello che non si vende, dopo qualche tempo, viene destinato ad altre associazioni, carceri e ospedali.

immagine presa dal web

"L’idea è semplice, accogliamo vecchi libri e li destiniamo ad una nuova vita affinché possano essere ancora letti e amati da altre persone”
Non posso che condividere. 
Fortunati i lettori di Roma e speriamo che l'idea sia così contagiosa da essere imitata da altre città italiane.
Siete d'accordo? Che ne pensate?


Fonti: positizie.it

12 ottobre 2019

SABATO DI POESIA: FUNERAL BLUES.





Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono, 
fate tacere il cane con un osso succulento, 
chiudete i pianoforti, e tra un rullio smorzato.
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui è morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposto la domenica.
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l'amore fosse eterno: e avevo torto.

Non servono più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l'oceano e sdradicate il sole;
perché ormai più nulla può giovare.



(Wystan Hugh Auden - Funeral Blues 1932)


notizie bibliografiche

W.H. Auden nato a York nel 1907 e morto a Vienna nel 1973.
Poeta britannico, visse in Europa e poi negli Stati Uniti. Vinse il Premio Pulitzer e insegnò ad Oxford. Nel 1967 fu insignito della National Medal for Literature. 

Fra le sue opere:
Poems - 1930
The Orator - 1932
Nones - 1951
The Shield of Achilles - 1955
Thank you fog - 1974





Era il 1994 quando arrivò sullo schermo il film Quattro matrimoni e un funerale, che proiettò nell'olimpo delle star, Hugh Grant e molti dei comprimari, come Kristin Scott Tomas e Andie MacDowell. Pellicola che è entrata  a pieno titolo nell'elenco dei 100 migliori film britannici del XX secolo, stilato dal British Film Institute.  Fu durante la scena che vi ho linkato, che ascoltai per la prima volta la poesia di oggi, nella versione struggente datale da John Hannah. Avvicinarmi a Auden poi, fu questione di un attimo.

Buon sabato di poesia amici cari.

10 ottobre 2019

CORSI DI LAUREA.


foto presa dal web
Notizia appena giunta in redazione:

L'Università e-Campus di Roma ha dato il via ad un nuovo corso di laurea triennale in Scienze della Comunicazione  per aspiranti star del web.
La figura di "influencer" è sempre più richiesta da aziende che si muovono nel campo della comunicazione e della moda. Per riempire il "vuoto normativo" attuale, si è pensato ad una programmazione efficace e trasversale, perché una delle criticità più evidenti in questo nuovo ambito, è proprio la mancanza di basi solide e di preparazione tecnica di chi si avvia alla professione di influencer.
Il corso di laurea che nasce ha l'obiettivo di preparare una figura  in grado di esercitare la propria attività in maniera professionale. 

Finalmente la nostra bella gioventù,  potrà dare filo da torcere a Chiara Ferragni e Giulia De Lellis (quest'ultima l'ho scoperta in internet, incuriosita dal fatto che ha pubblicato un libro che sta vendendo come e meglio di un premio Pulitzer).
Alla modica cifra di 3.900,00 euro all'anno e on-line.
Con questa bella laurea in tasca, manderà in pensione tutti quei bei personaggi  senza arte né parte che fino ad ora ha spiato dal piccolo schermo degli smartphone. 
Altro che studiare in modo "matto e disperatissimo" per arrivare alla laurea magistrale.
Altro che lavorare dalle 8.00 alle 10.00 ore al giorno senza pausa e rimanendo comunque sovrappeso. Finalmente mangeranno pizza a volontà non consumandone nemmeno uno spicchio e cambieranno abito e scarpe logate alla velocità della luce, o di un click.

La strada per l'inferno ormai è più luminosa di Time Square.





08 ottobre 2019

LA SCHEDINA.





Ma vi ricordate quando le domeniche pomeriggio, si ascoltavano in diretta tutti i risultati delle partite alla radio?
E alla fine della giornata calcistica, si contavano tutti e tredici gli spazi della schedina quasi con ansia, nella speranza (quasi sempre vana) di avere fatto il FAMOSO 13 AL TOTOCALCIO?

Mio padre riempiva le colonne con i puntini, belli grossi, cosa che ho continuato anche io, quando dal TOTOCALCIO siamo passati al SUPERENALOTTO.
Non ho mai vinto nulla. Ma che bei sogni ad occhi aperti ho fatto pensando a quello che avrei potuto realizzare con una vincita. Donando gioia anche alla famiglia e ai miei amici. Si, lo sapete che sono generosa, vi vedo già in fila....ahahahah

Oggi pomeriggio, ho letto la notizia che FINALMENTE sono stati reclamati i favolosi 209 milioni di euro vinti due mesi fa in quel di Lodi.
Quando ormai si erano perse le speranze e lo stato stava già fregandosi le mani all'idea di riprendersi tutto. Per legge infatti, si hanno tre mesi di tempo per incassare la vincita agli uffici Sisal.
C'era ancora un mese di tempo ma la notizia che nessuno si fosse ancora presentato era sulla bocca di tutti.
Sfido chiunque a non avere pensato a cosa ci avrebbe fatto con tutti quei soldi.
Io mi sono detta che sono talmente tanti da far girare la testa. Figurarsi decidere il da farsi.
E ho rimuginato: non sarebbe meglio distribuire a più persone queste cifre colossali e dare a molti la possibilità di rifarsi la vita con un importo più modesto ma che in ogni caso cambierebbe tutto?
Insomma, riscriviamo le regole del gioco?







07 ottobre 2019

PER ORA MI PARE PERFETTO.



Vi dico brevemente cos'è accaduto qualche giorno fa al mio profilo blogger.
Di punto in bianco, mentre ero in internet e rispondevo ai commenti di voi amici sul blog, mi sono sloggata.
Da quel momento in poi, dal cellulare non mi è più possibile commentare, né qui né da voi.
Poiché ero lontana da casa, ho rimandato al mio rientro la soluzione al problema.
Devo dire che, nonostante i primi momenti di panico, mi sono adattata benissimo.
E quando sono rientrata, non ho più avuto voglia di impegnarmi per ripristinare il tutto.
È passata una settimana ed io, pur leggendovi, soprattutto la sera, durante il viaggio verso casa, non faccio alcuna fatica ad aspettare di essere a casa prima di commentare.
Vi dirò di più: con calma mi collego ai blog dopo cena e scrivo da voi con serenità e calma assoluta.
Dopo un certo orario spengo tutto e rimando il resto al giorno dopo.

Non so quanto durerà, per ora mi pare perfetto.  

06 ottobre 2019

QUESTA VITA NON È UNA GIOSTRA.

A Trieste c'è il mare. 
E il castello della Principessa Sissi, che una romantica come me ha guardato con lo sguardo più acceso che mai.


Una delle più belle piazze del mondo. La gente che sorride ad ogni angolo, seduta ovunque, nel centro storico e in riva ai moli.C'è una luce che in pochi posti ho visto.E la serenità di passeggiate lungomare.




A Trieste c'è un mare fatto di persone. A Trieste nelle sere terse, c'è una luna luminosa quasi quanto il faro della Vittoria.E quando spira la bora vorresti farti portare via senza pensarci.
A Trieste i giovani sono belli come in tutti i luoghi del mondo.
A Trieste si vive. 
E si muore. 
No ecco, non si dovrebbe morire come è successo ai due ragazzi venerdì sera.
Mentre si fa il proprio lavoro.  In un posto che dovrebbe essere  sicuro.
Indossando una divisa che si porta con orgoglio.  Nonostante i pochi soldi, i turni massacranti, l'ironia di molti.
Ci sono passata qualche mese fa, davanti la questura. Più volte.
Eravamo andati a visitare il Teatro Romano, e passavamo per andare a pranzo nel ghetto ebraico.
Ci saremmo ritornati ancora diverse volte, di giorno e di sera.
Ma del resto, la stessa cosa succede nella mia città, o in quelle di tutti voi.
Un luogo familiare, rassicurante, nella stragrande maggioranza dei casi.
Un luogo a cui, da oggi in poi, ogni cittadino triestino guarderà con dolore e tristezza.
Ho letto polemiche infinite, come infinite sono state le strumentalizzazioni politiche.
Schiaffi in pieno viso alle famiglie dei ragazzi che non ci sono più. Che hanno pagato con la vita la fiducia nelle istituzioni.
È un mondo di sciacalli in cui non mi riconosco più.
Facciamo silenzio. Questa vita non è una giostra.